Commenti
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DIZZY 01 ottobre 2007 00:00
Bell'articolo, complimenti...lascia senza parole.
E' un tuo scritto personale o è stato allora pubblicato da qualche parte?
avv. Domenico Marando 01 ottobre 2007 00:00
Nel 1992 è stato pubblicato da diversi giornali. Comunque è autobiogafico.
Grazie del complimento
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camminando 01 ottobre 2007 00:00
tutto perfetto quello che hai evidenziato,dal 92 e' cambiato tanto,ma purtroppo in peggio.

in quanto a trovare lavoro,a quei tempi se eri laureato con 110 e lode non trovavi un posto nel pubblico,che era riservato ai loro servi,ma nel privato qualcosa di buono si trovava,oggi trovi un lavoro a 600 euro al mese per sei mesi,poi di nuovo a cercare una nuova elemosina,e' normale chi puo....' ci sguazza dentro.

i vari cazzola,sacconi,baldassare,mazzucca,de bortoli e tutti quelli che gli girano intorno,quando qualcuno critica la legge biagi sbraitano,SICURO...,CI CREDO!E VITTO PRELIBATO PER I LORO PANCIONI.
-----------------------------------------in italia non esisre solo la casta dei politici,ma le caste di tutta una serie di lobby,tra' cui quella dell'informazione che e' ancora peggio di quella politica.

donare_un_sorriso_f 08 ottobre 2007 00:00
Complimenti per questo articolo. Il suo significato induce ad attente e profonde riflessioni e, pur non essendo io in grado di valutare, da profana ritengo addirittura che la situazione sia peggiorata. I sensi comuni di lealtà e rispetto soprattutto per chi dovrebbe dare l'esempio sono rinchiusi oramai in un cassetto che nessuno mai aprirà! Saluti.
marina 11 ottobre 2007 00:00
Quanta triste verità in quest'articolo.
Io mamma sono riuscita con molta fatica a trovare la mia strada,ma che ne sarà del futuro dei miei figli?Un impiego sempre precario e il terrore di non avere futuro e certezza
IVAN 12 ottobre 2007 00:00
Ciao, Domenico. Rispondo al tuo invito di lasciare un commento.
Non hai certo bisogno di sentirti dire che condivido quanto hai scritto, questo è scontato per qualunque bipede senziente. Semmai, vorrei aggiungere un'appendice (colmare una “incompletezza”, se vuoi chiamarla così).
Ogni cosa ha una “controparte” (causa-effetto); se parli del giorno, è la notte, se parli della ricchezza è la povertà, se parli dell'alto è il basso, e così via. Visto che il tema è la raccomandazione, mi sembra corretto introdurre quella che potremmo definire la sua controparte automatica: la CENSURA. In breve, dove c'è una “raccomandazione” c'è PER FORZA una “censura”
Attenzione: non intendo, nell'ordine, un impiegato statale incompetente, e oscurare le tette della Bellucci; se vogliamo essere obiettivi, dobbiamo riscrivere il significato dei termini in questione, e realizzare che persino l'Uomo delle Caverne adottava “raccomandazione” e “censura”. La raccomandazione riguarda qualcosa di mediocre che viene arbitrariamente elevata di grado, la censura riguarda qualcosa di meritevole che viene relegato a nuotare nel fango.
LORO SONO I “RACCOMANDATI”? QUESTO FA DEGLI ALTRI I “CENSURATI”.
Faccio un esempio nel campo della televisione, in cui i concetti di raccomandazione e censura appaiono evidenti. Programmi eccelsi come Alcatraz, Raiot, Capitan Harlock e Arancia Meccanica vengono bannati come “pericolosi, offensivi, antieducativi” ecc. Questa è censura. In favore di Marzullo, le mariadefilippate, e l'infame Dragonball. Questa è raccomandazione. Eppure, vi sono anche le SFUMATURE INTERMEDIE; programmi “medi”, in parte raccomandati e in parte censurati. Con pregi (giustamente) raccomandati, e difetti (giustamente) censurati.
Così come avviene per le persone nella vita quotidiana, e non intendo SOLTANTO in campo lavorativo. Un raccomandato non è SOLO “il cognato del direttore” che ruba il posto ad un'altra persona a cui non arriva neanche alle ginocchia; in lui convivono tanti altri aspetti umani, molti dei quali saranno a loro volta “censurati” in ALTRI campi dell'esistenza. E per l'altra persona, può essere viceversa.
Raccomandazione e censura sono dentro di noi, come inferno e paradiso. Pensiamo a tutte le volte in cui facciamo la spola dallo stato di raccomandato a quella di censurato senza rendercene conto, forse cinquanta volte al giorno, a distanza di pochi secondi. Ad ogni istante di vita, possiamo raccomandarci o censurarci, questo è inevitabile; però lo SCEGLIAMO. NOI .
“Raccomandati di tutto il mondo, io vi assolvo. Censurati di tutto il mondo, io vi condanno”.
IVAN
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