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03 ottobre 2007 00:00
Io ho frequentato un corso qualche mese fa, consigliata da alcuni colleghi di lavoro e dal "Boss"! Non mi sono fatta molti problemi, limitandomi a guardare il sito di una societa' che promuove lo sviluppo personale e firmando la domanda di adesione.
Da quanto appariva sul sito, sembrava tutto diverso da quello che poi si è effettivamente svolto nel corso, ma soprassediamo, sono già nate parecchie discussioni in merito.
Ovviamente, a me che ho scelto di andarmene dopo il primo giorno di tortura, non è stato fatto compilare nessun foglio che mi chiedesse il livello di soffisfazione.
La chiamo "tortura" perchè a me, vuoi la sensibilità, vuoi il rispetto verso me stessa e gli altri, quegli interrogatori spesso scurrili, volgari e barbari (utilizzare spesso il termine "merda" per indicare qualcosa "che non va", continuare a battere su un argomento che imbarazza la persona e la mette in seria difficoltà, soprattutto se con tanto di audience... e non tanto di frequentanti, che si era tutti nella stessa barca, ma anche di gente che aveva già frequentato, che parevano essere lì a fare i giudicanti, o a godersi uno spettacolo triste con in mente l'idea del "se l'ho fatto io, adesso lo fate anche voi) sono sembrati inopportuni, oltre a violare (in pubblico) la sfera privata di una persona... Ok che in qualche modo ce lo siamo scelti, partecipando al corso, ma per un paio di volte ho visto i fantomatici "leaders" continuare a battere dopo che "l'interrogato" di turno dava chiari segni di non voler proseguire nella "conversazione" che portava avanti.
Loro a questo punto forse direbbero che "se non mi dici qual'è il problema non posso aiutarti", ma sinceramente li ho visti superare nettamente un livello medio di decenza e rispetto.
La mia fortuna è stata quella di essermene andata prima che venisse il mio turno.

Concludo con quello che è successo nel post-corso: sono tornata al lavoro dopo essermi presa una giornata di "pausa", e tutto andava come prima della partenza, nonostante in molti mi fossero venuti a chiedere come mai avessi deciso di non proseguire. Passate le settimane mi sono vista creare un muro davanti, grazie al quale sembravo la "diversa": i colleghi mi si rivolgevano in maniera diversa, più pesante, e anche il "boss" aveva cambiato radicalmente atteggiamento. Risultato: dopo circa 2 mesi mi sono "spontaneamente" licenziata, e per questo ringrazio Gruemp: non so se avrei ancora voluto lavorare in un ambiente del genere, tanto "categorizzato" e "chiuso" com'era diventato, facendomi sentire la diversa. E non mi si dica che qualche ora di corsetta nella luce ha cambiato me, non ci crederei nemmeno sotto tortura. Probabilmente gli esmii colleghi (e colleghe, per essere precisi!) non mi ritenevano alla loro altezza dopo che avevano frequentato la corsa, nonostante prima che tutto iniziasse in ufficio ci fosse un clima tranquillo, ci si rispettasse e ci si aiutasse vicendevolmente.


p. 06 ottobre 2007 00:00
Ma non hai pensato di denunciare questa snc?
Paolo 1 06 ottobre 2007 00:00
Parlero' in generale, non ho una conoscenza specifica della Gruemp.
Due osservazioni:
(1) pare purtroppo sia sempre piu' diffusa la usanza che una psicosetta, dopo aver conquistato un dirigente aziendale, lo usi per costringere i dipendenti a seguire i corsi, ed il brutto e' che talvolta sono i dipendenti stessi a doverli pagare, il tutto sotto il ricatto "o segui il corso o ti licenzio" (nelle aziende sotto i 15 dipendenti c'e' purtroppo liberta' di licenziamento, e lo stesso vale per contratti a termine, o interinali o di collaborazione, che posono non essere rinnovati);
(2) sono pero' molto perplesso sulla fragilita' di tanti che non sopportano tali corsi, che scappano via, e poi finiscono addirittura con il licenziarsi. Non potrebbero fare come hanno sempre fatto miliardi di uomini, andare a messa e ascoltare la predica e poi infischiarsene, o ascoltare i discorsi di Hitler e Mussolini e far finta di crederci, per evitare guai, ma in fondo in fondo senza farsi influenzare piu' che tanto?
Dobiamo forse ritenere che quelle stranezze che si fanno nei corsi abbiano una loro efficacia? Cantare o ballare o fare altre stupidaggini davvero influenza tanto gli individui? Negli "interrogatori" non si possono raccontare storie inventate sul posto? Non si dara' sotto tortura fisica, no?
E poi tra coloro che hanno portato a termine i corsi si possono notare dei cambiamenti oggettivi nel comportamento? Si comportano in modo strano? O rendono di piu' sul lavoro?
E comunque torno a chiedere se non sia possibile, quando non si possa evitare simili corsi, seguirli con molta flessibilita', con una apparente adesione esteriore, ma senza venirne minimamente influenzati.
Molti prigionieri alleati che subirono il lavaggio del cervello in Corea non appena tornati a casa, lontani dagli strumenti di pressione dei loro carcerieri, tornarono a pensare, esprimersi e agire come prima, erano rimasti insomma quelli di prima.
Per inciso, si parla tanto del potere di condizionamento della pubblicita' e della propaganda politica, per cui saremmo quasi dei robot che comprano tutto quello che ci inducono a comprare, che votano per chi controlla TV e giornali, etc, ma alla fin fine Berlusconi con 3*3 canali TV le elezioni le perde e in Iraq non c'e' persuasore occulto che fermi i terroristi della Jihad. Forse si sapravvaluta il potere di persuasione di certe tecniche.
Paolo
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