Guido
02 ottobre 2007 00:00
Se democraticamente una città una regione o uno stato non vuole avere i rom tra le palle, ha diritto a farsi una legge per non averli. La democrazia è rispettare il volere della maggioranza, non rispettare le idee di sansonetti, per quanto belle e nobili siano. E' chiaro il concetto? O è troppo difficile da spiegare tale concetto agli eredi di Lenin e Stalin?
Topesio
02 ottobre 2007 00:00
Guido, ma che cazzo dici?
E se "democraticamente" una città non volesse più nessuno che si chiami Guido? Come vedi, il volere della maggioranza non può andare contro gli elementari diritti.
compagno Joseph
02 ottobre 2007 00:00
bravo Ronkey
Sansonetti si dia meno arie, è solo un mediocre.
LIBERTARIO
02 ottobre 2007 00:00
da: Guido
Data: 2 Ottobre 2007
Se democraticamente una città una regione o uno stato non vuole avere i rom tra le palle, ha diritto a farsi una legge per non averli. La democrazia è rispettare il volere della maggioranza, non rispettare le idee di sansonetti, per quanto belle e nobili siano. E' chiaro il concetto? O è troppo difficile da spiegare tale concetto agli eredi di Lenin e Stalin?
Le tue esternazioni riflettono chiaramente i punti di vista degli eredi di Hitler Mussolini, Pinochet, Franco e così via!
Dunque, se ho ben capito, qualora una certa parte della popolazione di una città del nord decidesse di non volere più in "casa" i siciliani, i calabresi, i napoletani, i sardi ed altri tipi di "rom" nostrani, avrebbero tutto il diritto che le loro richieste venissero accolte?.. Da "buon" fascista quali dimostri di essere, hai "dimenticato" che l'Italia fa parte di un'unione chiamata Unione Europea e che ogni stato di tale Unione è tenuto ad uniformarsi alle regole comuni: specialmente se riguardano l'aspetto umano. Non mi sembra che in tali regole sia compresa anche quella della cacciata delle etnie "indesirabili". Ciò, per la verità, ha anche i suoi risolti negativi. Infatti, se fosse possibile tutto ciò, si potrebbe indire un bel referendum per la cacciata dall'Italia di tutti i leghisti e possibilmente di Berluscononi e dei suoi accoliti cattofascisti!
Quanto sopra, comunque, non esclude che esista effettivamente un "problema" rom. Tuttavia, non è certo la via intrapresa dai nazifascisti del nord Italia l'approccio giusto per risolvere la questione. Detto problema non riguarda solo l'Italia, ma anche gli altri paesi dell'Unione. Questo porta le persone di buon senso a concludere direttamente che la soluzione del problema non può assolutamente affidarsi a squallide ed ignobili iniziative degli eredi di coloro che un giorno arroistivano i rom, dopo averli abbondantemente gasati! La soluzione va intravvista solo in ambito europeo; con decisioni prese collegialmente e non arbitariamente da una singola parte (e per giunta politica, e per giunta nazifascista!)
Paolo 1
02 ottobre 2007 00:00
Ci sono dei club per sole donne, dove gli uomini non sono ammessi. Perche' non ci dovrebbe essere uno stato in cui gli Zingari non sono ammessi?
C'e' poi una grossa differenza tra Ebrei e Zingari: gli Ebrei provengono dalla Palesyina (in cui erano arrivati nel 1850 aC e da cui furono cacciati dai Romani nel 70 dC), gli Zingari si sa pressapoco da dove vengono (l'India), ma dubito che li' li vogliano, inoltre non la considerano piu' la loro patria, e pewr finire non vogliono averlo un loro Stato, nenache se l'ONU comprasse un territorio e glielo affrisse, lorsignori vogliono continuare a fare i nomadi, o seminomadi, come gli fa comodo.
Paolo
Guido
02 ottobre 2007 00:00
Perchè hai citato solo i dittatori di destra. Le mie affermazioni vanno bene anche se messe in bocca a Lenin, Stalin, Tito, la Cina, la Birmania ed altri dittatori comunisti etc.etc. che furono tra i maggiori persecutori delle etnie che non erano loro congeniali. Per cui i deboli e gli oppressi sono stati presi per i fondelli sia da le dittature di destra che di sinistra che hanno lo stesso fine, mantenere il potere nelle mani di pochi magari decidendo a priori cosa "è giusto" e cosa "è sbagliato" in nome di una norma etica.
Tu invece di dare del nazifascista a destra e sinistra, probabilmente non sai nemmeno cosa vuol dire, sciacquati la bocca, Libertario di nome ma non di fatto che non sei altro.
Topesio, la mia era chiaramente una provocazione, ma non più di tanto. Se una società civile decide di darsi delle regole più strette nel regolamentare l'immigrazione può farlo, ovviamente nel rispetto dei diritti dell'uomo e di tutte le norme poste a tutela dei diritti dei rifugiati etc.etc. senza che arrivano i rivoluzionari da mortadella stile sansonetti a dirmi che non è giusto. In democrazia comanda la maggioranza, non le idee giuste o sbagliate, chiaro? E questo non lo diceva Hitler e nemmeno Stalin, ma lo dice la parola democrazia, chiaro cattocomunista di un Libertario?
Giorgio Napoleone
02 ottobre 2007 00:00
Topesio dato che ti piacciono i rom ,perche non te li tieni a casa tua?
Gli dai da mangiare gli dai i soldi per le mercedes?
LIBERTARIO
02 ottobre 2007 00:00
da: Guido
Data: 2 Ottobre 2007
<i>Perchè hai citato solo i dittatori di destra. Le mie affermazioni vanno bene anche se messe in bocca a Lenin, Stalin, Tito, la Cina, la Birmania ed altri dittatori comunisti etc.etc.</i>
Dire che in Birmania governano i comunisti è come dire che durante il "ventennio" c'era la democrazia! I comunisti in Birmania sono alla macchia (almeno una parte di loro) ed hanno dato vita ad una violenta guerriglia contro la giunta dei tuoi camerati fascisti!.In quanto a Stalin egli è stato un fattore determinante nella distruzione nella stercotica macchina nazifascista. I comunisti, come i democratici ed i sinceri liberali, anche se di destra, hanno combattuto a fianco degli alleati anglossassoni per abbattere il nazifascismo. Capisto che questo ti provoca un grande rodimento di culo, ma non si può fare il processo alla storia! I nazifascisti l'hanno avuta nel culo, anche per merito dei comunisti (e questo a prescindere dalla validità o meno del sistema comunista). Ora non vi resta che prendere atto di questo e dimostrare una volta per tutte un po' di onestà intellettuale!
<i>..che furono tra i maggiori persecutori delle etnie che non erano loro congeniali.</i>
Quella della persecuzione delle etnie da parte dei comunisti occidentali è una squallida invenzione dei fascisti nostrani, per cercare di recuperare l'immagine dei vari capi fascisti, a cominciare dallo stesso Mussolini, considerato un "bravuomo" dai berlusconiani"! La Russia è uno stato polietnico: oggi come nel passato! Il presunto razzismo dei comunisti russi fa solo ridere i polli; come la panzana inventata dai fascisti e dai clericali secondo cui i comunisti mangiavano i bambini!
Se vuoi trovare il vero razzismo devi farti un viaggetto negli Stati Uniti, terra dello schiavismo istituzionalizzato e del genocidio delle etnie "scomode" (v. la storia dei pellerossa americani)
<i>Tu invece di dare del nazifascista a destra e sinistra, probabilmente non sai nemmeno cosa vuol dire, sciacquati la bocca, Libertario di nome ma non di fatto che non sei altro.</i>
Io do del fascista a chi lascia chiaramente intendere di esserlo! Ho postato il primo messaggio di apertura del thread per stigmatizzare l'atteggiamento razzista di una "certa" parte della popolazione del nord (per fortuna una piccola quanto ignobile e merdosa minoranza) e tu te ne sei uscito con Stalin e Lenin ed ora ti lamenti che ti si dà del fascista!... Cos'è, ci fai o ci sei?..
Se tu difendi i razzisti vuol dire che lo sei anche tu e dal momento che il razzismo si sposa sempre con il fascismo (e non certo con la sinistra che ha protestato più volte contro l'atteggiamento razzista della destra cattofascista della casa della "libertà") è del tutto legittimo darti del fascista, così come tu, richiamando le figure di Stalin e Lenin mi dai implicitamente del comunista. A differenza di te, che mostri falsamente di sentirti offeso nel sentirti dare del fascista, io non mi sento affatto offeso nel sentirmi dare del comunista, sebbene non lo sia, in quanto so perfettamente dell'altissimo contributo di sangue che i comunisti, in tutti i paesi dell'Europa, hanno dato per la lotta contro il mostro nazifascista!
ZoZZone
02 ottobre 2007 00:00
topesiooooooooo
CHE RI CAZZO RI DICI?
Renato
02 ottobre 2007 00:00
da: Giorgio Napoleone
Data: 2 Ottobre 2007
Topesio dato che ti piacciono i rom ,perche non te li tieni a casa tua?
Gli dai da mangiare gli dai i soldi per le mercedes?
Stai a sentire stronzetto: qui non è proprio il caso di piacere o non piacere: questo è una problema di sensibilità umana che evidentemente tu non hai.. nessuno vuole difendere a spada tratta i rom che delinquono ma neppure gettare la croce addosso a tutti indiscriminatamente
blaster
02 ottobre 2007 00:00
Paolo 1 ha detto una sacrosanta verità: neanche se si regalasse loro una terra questi si installerebbero, perchè non c'è la "pappa pronta" e di lavorare neanche parlarne. Inoltre non avrebbero bersagli per i loro scippi e furti vari, espedienti di cui una buona parte vive(attenzione non tutti).
Perchè dovremmo ospitare in Italia i Rom che vengono dall'estero quando per loro volontà non vogliono adeguarsi alle nostre leggi?
X Libertario
03 ottobre 2007 00:00
Libertario hai ragione, non voglio più mandare i rom a fare i rom in romania, li voglio mandare tutti a casa tua e di sansonetti così potrete dimostrarci quanto siete comunisti e quanto volete condividere le vostre cose con gli altri. W Stalin e la libertà di pensiero da lui incarnata!
PS: Sulla Birmania...scusa...la Birmania da chi è foraggiata? Chi tiene in vita il regime Birmano? La Cina? Allora la Cina che è uno stato di fascisti o comunista, solo per capire...guarda che quelli che sono al potere adesso all'inizio si appellavano socialisti, poi l'hanno tolto perchè si sono resi conto che è una cazzata troppo grossa. Però vedi, in Birmania è vietata l'iniziativa privata e la proprietà privata è limitata a pochi beni essenziali. Questi due concetti non sono prerogative delle dittature di destra, chiaro? Allora facciamo un accordo, se tu dici che il Chile di Pinochet non era una dittatura fascista ma solo una dittatura, io dirò che la dittatura birmana non è comunista ma solo una dittatura...difficile per te vero? Ciao Ciao...W Stalin e la libertà...ah..ah...
LIBERTARIO
03 ottobre 2007 00:00
da: X Libertario
Data: 3 Ottobre 2007
<i>Libertario hai ragione, non voglio più mandare i rom a fare i rom in romania, li voglio mandare tutti a casa tua e di sansonetti così potrete dimostrarci quanto siete comunisti e quanto volete condividere le vostre cose con gli altri. W Stalin e la libertà di pensiero da lui incarnata! </i>
Ho già detto (ma per te vedo che la cosa non cambia) di non essere comunista e quindi di non condividere l'impostazione mentale dei comunisti (specialmente di quelli di oggi che io paragono, in un certo senso, agli stessi fascisti berlusconiani, visto che è per merito loro che Berlusconi andò al potere nel 2001!). Ma gli aspetti civili e sociali, ancorchè umanitari, di problemi come quelli dei rom e dei clandestini che sbarcano in Italia, riveste un carattere di solidarietà sociale e quindi è un aspetto che dovrebbe essere riguardato con sensibilità adeguata al caso da tutte quelle persone che, "trasversalmente" ai partiti, avvertono il lato umano della faccenda.
Accanto a queste persone vi sono poi degli emeriti merdosi che, in armonia alla più bieca indole fascista, vedono il problema in modo razzista e da squallidi egoisti, come lo sono tutti gli individui asociali e tra questi soprattutto i cattofascisti berlusconiani e leghisti!
I nomadi rom non si trovano solo nelle città del nord, ma anche in quelle del centro sud. Solo certi "polentoni" di merda (cioè fascisti) affrontano il problema secondo i tuoi orizzonti "umani"! Al centro sud, dove voi sozzi razzisti del nord ritenete che abitino persone incivili, nesssuno ha mai inteso condurre "crociate" contro i nomadi! C'è poco da meravigliarsi di ciò, visto che il fascismo è un fenomemo che si è originato al nord!
<i>PS: Sulla Birmania...scusa...la Birmania da chi è foraggiata? Chi tiene in vita il regime Birmano? La Cina?</i>
Che significa per te "foraggiata"?... Vuoi dire che la Cina foraggia la Birmania (non comunista) come gli Stati Uniti foragggiavano le dittature fasciste di Batista, a Cuba, di quella di Noriega, a Panama, di Somoza in Nicaragua, dei colonnelli in Grecia, di Marcos, nelle Filippine, di Videla in Argentina, di Saddam quando era ancora un BUON ALLEATO degli Stati Uniti, di Kao Ky in Vietnam, di Suharto in Indonesia, di Siad Barre in Somalia, etc. etc.?.. Inghilterra, Francia e Stati Uniti furono i maggiori "foraggiatori" della Germania di Hitler negli anni '30, perchè l'"establishment" politico di tali paesi era convinto che Hitler si sarebbe limitato ad attaccare l'odiata Unione Sovietica di Stalin.
<i> Allora la Cina che è uno stato di fascisti o comunista, solo per capire...</i>
Quando vi si dice che in Cina il comunismo funziona, allora dite sprezzantemente che in Cina non c'è più il comunismo ma il capitalismo, poi, quando vi fa comodo e nel più puro spirito facciaculista che vede in Fini-Berlusconi-Bossi la vostra triade (o trinità) sacra, affermate che la Cina è uno stato comunista! Decidetevi: o l'uno o l'altro!
<i>Allora facciamo un accordo, se tu dici che il Chile di Pinochet non era una dittatura fascista ma solo una dittatura, io dirò che la dittatura birmana non è comunista ma solo una dittatura...difficile per te vero? Ciao Ciao...W Stalin e la libertà...ah..ah...</i>
Tu puoi dire tutto quello che vuoi sulla Birmania, in quanto per la gente che ha un briciolo di cervello ciò non cambierà di una virgola la realtà delle cose! In quanto al Cile, quella di Pinochet fu un mostruosa, sanguinaria dittatura fascista e per tale caratteristica essa era vista con occhio benevolo dagli americani ed oggi anche da voi, catto-fascio-leghisti!
Rino
03 ottobre 2007 00:00
Riporto la mia piccola esperienza personale:
Nel mio paese (circa 25000 abitanti) si è stabilita una comunità rom piuttosto grande (saranno almeno 2000) alla quale il comune, diversi anni fa, ha concesso delle abitazioni; pertanto adesso c'è un intero quartiere abitato da rom.
Per lavoro sono entrato in diverse aziende della zona e sono stato, almeno una volta, in tutti gli esercizi commerciali (ristoranti, negozi, locali ecc..).
Inoltre un mio parente gestisce un'azienda agricola pertanto conosco in parte anche questa realtà.
Ebbene vi posso assicurare che non ho MAI visto, o non ho MAI sentito parlare di, un rom che lavora.
Nonostante ciò i rom che popolano il mio paese sono piuttosto benestanti (macchine, moto, bei vestiti e così via).
Vi invito a dare una spiegazione a questo fenomeno.
P.S.: In effetti l'eccezione alla regola esiste: ho visto, con mia immensa gioia, una ragazza rom lavorare in un ristorante; tale ragazza, secondo me, è un ottimo esempio di integrazione, ma a tuttora è l'unico caso.
Mihai Mircea Butcovan
04 ottobre 2007 00:00
Allego l'articolo che ho firmato per l'Internazionale, uscito sul n. 701 del 13 luglio.
Cordiali saluti,
l'Osservatore RomEno
Mihai Mircea Butcovan
NON SCRIVERE QUELL’ARTICOLO
La settimana scorsa, sul referto del pronto soccorso, nella sezione “Anamnesi patologica (prossima e remota)”, ho trovato l’annotazione “in Italia da quindici anni”. E ho capito che, al di là degli episodi eclatanti di “caccia allo straniero”, uno spirito discriminatorio serpeggia pacificamente anche in luoghi insospettabili. Ho preso una decisione: scrivere un articolo di protesta, prima del prossimo trafiletto che parlerà di rumeni criminali o di immigrati pericolosi.
Già un anno fa, a Milano, leggevo su un giornale a diffusione gratuita che “il problema dei rumeni esiste perché è un’etnia ad alto tasso di criminalità” e che “nella nostra città c’è una pericolosità di questa etnia nei confronti dei cittadini e in particolare delle donne”.
Qualche mese dopo, un quotidiano romano scriveva: “I cittadini della Romania, che da anni terrorizzano il nostro paese”, sono considerati una “razza violenta, pericolosa, prepotente, capace di uccidere per una manciata di spiccioli.”
È proprio vero che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.
Ho ricordato in più di un’occasione che in Italia c’è una foresta di rumeni – ma anche di italiani, migranti ed altri viaggiatori, comunque persone - che quotidianamente, in silenzio, con umiltà, danno ossigeno a questo paese. Più di quanto gliene tolgano respirando.
Sono stanco di inseguire gli articoli che contengono l’equazione “rumeno/straniero = delinquente” (dove la variabile straniero non è incognita, ma semplicemente soluzione di tutti i mali) per poi chiedere rettifiche che non arrivano mai. Allora per una volta protesto prima.
Caro cronista che stai per scrivere il prossimo pezzo di cronaca nera, affrettandoti a bollare come criminali intere popolazioni di immigrati, fermati un secondo prima di continuare. Forse stai per scrivere che “c’è una pericolosità di questa o quell’etnia”. Seguo il tuo sillogismo. Forse i miei progetti educativi rivolti a persone italiane sono “etnici”? Il muro costruito da un lavoratore appartenente a una cosiddetta “etnia pericolosa” è un muro pericolante? Forse il foro in una lastra metallica, se fatto da un rumeno, un egiziano o un marocchino si deve chiamare “pericoloso buco etnico”?
Siamo venuti qui in molti per ricostruire le nostre vite, e intanto contribuiamo a costruire l’Italia. Non siamo qui per costruire – come la tua penna sta per fare – muri nella testa delle persone. Muri così diventano esclusivi ed espulsivi.
“C’è una pericolosità di una certa etnia”: fa rabbia leggere queste cose nell’Italia del terzo millennio.
Ho scelto di risponderti pacatamente in italiano. Anche per rispetto di tuo nonno, forse emigrato al nord o in Francia, che con la sua pensione minima magari riesce a pagare i contributi di una badante “etnicamente pericolosa”.
A te, cronista razzista, non posso togliere il diritto di credere che sarai, se già non lo sei, un buon cittadino. Ma penso che sia un merito da conquistarsi individualmente e non collettivamente. Come dire che l’appartenenza a un partito, a un club o a una nazione non faccia di noi necessariamente delle brave persone. Ma nemmeno ci dovrebbe condannare in toto.
Caro cronista razzista, perché non contribuisci anche tu a costruire relazioni, non muri, comunità e non brutalità, umanità e non genocidio. Tu, con la penna e talvolta il microfono in mano, hai una grande responsabilità. Non scrivere quell’articolo razzista.
Così sapremo orientarci e capire se “da quindici anni in Italia” è una grave malattia pregressa o un certificato di buona salute.
L'OSSERVATORE ROMENO
Mihai Mircea Butcovan