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cittadino 02 ottobre 2007 00:00
Io so che questi intervalli dipendono però da quanto riportato sul libretto, che se prevede la manutenzione annuale siamo fregati!
FABRIZIO 03 ottobre 2007 00:00
L'intervallo di 4 anni per il primo intervento é limitato solo a impianti di nuova installazione e con determinati requisiti.

Per tutti gli altri impianti in pratica non é cambiato nulla.

Comunque i controlli periodici prevedono l'analisi dei fumi e del rendimento termico solo ogni 2 anni, mentre di annuale c'é solo un controllo a vista con una pulizia.

Solitamente, l'idraulico o il termotecnico che ha in carico la vostra caldaia, se é una persona onesta, mi prende circa dai 120 ai 140 euro complessivi per il biennio.

In pratica, il mio, mi prende 140 euro quando viene a fare l'analisi e poi mi viene l'anno dopo a pulire, ma non mi prende nulla.

saluti
Scocciato 04 ottobre 2007 00:00
Dopo decine di interventi scritti e verbali, alle ditte, al Comune, all'ente di controllo, alle Regioni, ecc.
Il problema sussiste ancora.
dopo circa due anni la mia regione non ha ancora attuato i decreti applicativi sulla legge normativa di fine 2005. !
Perciò i parerti sono discordi in ogni realtà.
Da un lato si dichiara che la pulizia va fatta comunque ogni anno( vetustà sino ad otto anni)cioè dal lato artigiani manutentori( bella forza!) si vedrebbero decurtare a metà i proventi, dificilmente aumentabili in quanto già salati per il cittadino utente. ogni due anni l'esame dei fumi ed è così anche adesso e in passato.
Il problema è che due sono fondamentalmente i temi delle disposizioni.
1° la gestione della sicurezza
2° la materia dell'inquinamento.
Due motivi diversi, ma che vengono forzosamente associati in quanto operativi su di un'unico cespite: la caldaia a gas e connessi.
La cosiddetta autocertificazione altri non sembra essere che la firma sul modello del bollino blu, presentata all'organo di controllo(o al Comune) da parte del manutentore quando non si sia contrattata la manutenzione quale "TERZO RESPONSABILE"
Materia complicata, piena di leggi e leggine, reperibili anche su internet, ma interpretata da regioni, provincie e comuni "ognuno come gli par".
Nel mio caso, ad esempio, dopo trentacinque anni che possiedo caldaia/e addirittura a camera stagna (all'acquisto mi dissero che era sicura e legale da montare anche in un locale a rischio) in un locale adiacente a un garage, quest'anno mi hanno obbligato di montare una porta tagliafuoco "120" con un costo sostenuto abbastanza elevato e la denuncia è stata fatta dal manutentore direttamente sul modulo da certificare in comune con effettivo fermo caldaia (fortuna che avevo anche un boiler elettrico in parallelo) con conseguente mia dichiarazione e notifica di avvenuti lavori al manutentore e da esso al Comune.
La caldaia è un vero incubo!
Scocciato 05 ottobre 2007 00:00
Dimenticavo: leggetevi anche, proprio dell'ADUC, la scheda di cui al link:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=182226
Saluti.
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