Scocciato
15 ottobre 2007 00:00
Le idee buone sono buone finchè ne beneficiano i primi. Poi i furboni si svegliano e ti fregano ancora di più. La gente deve pur campare! Se non si parla di stato assistenzialista, si dovrà coniare un nuovo concetto: economia assistenzialista; dove con vari accorgimenti, distribuzioni, compromessi, tutti i soggetti possano, in qualche modo, e con più o meno diritto, inserirsi.
Il mercato si fa da solo, in assenza di drastico imperio di governo o di regime.
La concorrenza dovrebbe por fine a questo stato di cose, ma in effetti, non funziona perchè, se un soggetto economico non riesce a stare sul mercato al minimo del tornaconto per sopravvivere, deve per forza chiudere o fallire, senza contare i "cartelli" più o meno occulti.
Torno al tema dell'interlocutore:
Gli acquisti via internet o consorzi di alcuni cittadini che vanno dal contadino, o piccole cooperative di utenti che spuntano qualche miglior prezzo, sono e saranno un'esiguità di nicchia. Certamente che coloro(forzatamente pochissimi) che lo fanno, personalmente(forse, perchè magari vanno in auto a casa dell'amico che ha fatto l'ordine vanificando la convenienza) risparmiano, ma lo possono fare solo per qualche derrata, non certo per tutto ciò di cui abbisogna un individuo quotidianamente. Quindi quanto proposto, non impensierisce affatto la CATENA.
La catena, poi, con tutti i ricarichi che comporta, però garantisce un'affidabilità di consegna, e di disponibilità di tutti i prodotti che l'acquisto diretto mai avrà.
Le cooperative di consumo, di distribuzione (tipo Coop, Conad, Di Meglio, Carrfour ecc. ma anche le grandi catene diverse per statuto, ma uguali nel fine (il beneficio - ancorchè ormai vanificato a favore di soci di cooperativa va ai soci azionisti) tanto per citarne solo alcune, sono nate proprio con il principio di favorire i soci acquistando direttamente per essi. Poi si sono ingrandite vanificando questi progetti ed ora sono loro che fanno il mercato aprendo iper, super, costosissimi e che riportano il mercato del consumatore ai massimi livelli.
Certamente che fanno sconti, 3x2, 2x1, punti, regaletti insulsi per fidelizzarsi i consumatori e qualche volta convengono ma....attenzione che rispetto al complesso dei beni acquistabili, queste proposte coprono una percentuale bassissima del parco beni, che si colloca con molti zeri dopo la virgola dopo lo zero!
Infine, molti di noi hanno provato ad acquistare via elettronica o altro, ma spesso ci si casca male.
Tantoi per citarne un esempio, leggasi su questo forum "Mallteam" ma anche altri casi. Io stesso ho acquistato su Mallteam un telefono che ho avuto in due giorni, ma ora, dopo i5 mesi si è rotto. Solo mandarlo per posta o corriere a qualche centro indicato(corrispondenza, autorizzazioni,ecc. non ultimo si è rovinato-per sfregamento e perchè delicatissimo- un bollino di dieci millimetri appiccicato nel piedino del telefono dove stava scritto("bollino di garanzia") Ora, ammesso di aspettare due o tre mesi(già altre volte constatato) per il ritorno e se ritorna funzionante, sarei senza telefono e quindi dovrei ricomprarmene subito un'altro (ho tentato di risparmiare, ma alla fine spenderei il doppio. Se invece vai al negozio Telecom con un loro prodotto, ci pensano loro a tutto senza spese.
Poi come fai a comprare il pane la frutta, il latte, la carne ecc. via web tutti i giorni?
Supervik
16 ottobre 2007 00:00
Sicuro che gli alimentari deperibili devi comperarli al negozietto sotto casa magari che te li fa' arrivare direttamente dalla campagna...... Ma il 90 per cento di quello che mangiamo, indossiamo, ci laviamo, comperiamo etc. tutti i giorni puo' essere comperato direttamente on-line. Cmq secondo me la gente dovra' svegliarsi per risparmiare e per avere qualita'......
Paolo 1
17 ottobre 2007 00:00
Non so se la catena distributiva si prenda il 70% del prezzo finale, ma da quanto mi risulta la vendita diretta e' una pagliacciata.
Statistiche della Coldiretti affermano che da qualche anno l'80% (cifra su cui ho i miei dubbi) dei cittadini fa acquisti direttamente presso i contadini, con risparmi del 20-30% (considerando la benzina e il tempo perso, il risparmio e' molto minore. Su questo argomento ho gia' scritto vari messaggi.
Quanto agli acquisti online direttamente dal produttore non mi risulta che un computer da 600 euro lo consegnino a casa a 180 euro, anche qui tra spese postali e altro lo sconto e' molto molto minore.
Stesso discorso per i mobili, andate pure in fabbrica e vedete a che prezzo ve li offrono, sempre che riusciate a caricarveli nella vostra utilitaria o sulla bicicletta.
Paolo
Paolo 1
18 ottobre 2007 00:00
Un'altra sulla vendita diretta.
Nei giorni scorsi e' stata molto pubblicizzata la vendita diretta del latte appena munto, da appositi distributori automatici vicini alle stalle, al favoloso prezzo di un euro al litro ... certo inferiore al prezzo di certe marche come Parmalat, ma superiore ai 0,59 euro di Esselunga e Pennymarket (da qualche mese 0,75) e ai 0,79 di IN's.
Che le vacche Parmalat abbiano qualcosa di speciale, magari sono vergini?
Attenti ai coltivatori diretti, spesso fregano.
Paolo
Scocciato
19 ottobre 2007 00:00
E' vero, i contadini più che spesso fregano, o, quantomeno, spacciano i loro prodotti per speciali che di speciale in più hanno solo il prezzo. Infatti le derrate da essi prodotte vanno comunemente alla distribuzione con prezzi molto inferiori, e sono le stesse. Solo che il tempo che il contadino perde per vendere, sorbirsi anche delle chiacchiere, ecc. da parte dell'illuminato cittadino compratore, se lo fa pagare. Oltretutto il contadino deve essere raggiunto di norma in auto, quindi......
Proprio ieri, al giorno di mercato principale, il "contadino" con la bancarella aveva due casse di cipolle, anche poco belle e quelle dorate le proponeva a 2 euro (prezzo nella distribuzione(adesso) di €0.60/80( e quelle rosse addirittura a 5 euro (adesso le trovi ancora a € 0.90/1.20)
Il vino te lo fanno pagare il doppio, ma trattasi di quello che normalmente portano alle Cantine Sociali a meno della meta).
diamond
19 ottobre 2007 00:00
Per paolo.
Ma quale pagliacciata, la vendita diretta è il futuro