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Massimiliano Polito 03 maggio 2004 00:00
Sono un lavoratore metalmeccanico, sesto
livello. Sono solidale con le giuste
rivendicazioni dei lavoratori di Melfi
per quanto riguarda le condizioni di
lavoro ma non posso che deplorare con
forza quelle occupazioni di strade,
stazioni e aeroporti con cui spesso
vengono "conditi" gli scioperi.

Ricordo che lo sciopero e' l'astensione
dal lavoro: chi occupa una strada non sta
scioperando ma sta occupando una strada.

Impedire alla gente di raggiungere il posto
di lavoro, di prendere un treno o di salire
su un aereo non e' un modo pacifico di manifestare
per i propri diritti ma un modo violento,
cinico e arrogante di porre i propri
diritti al di sopra di quelli degli altri.

Se c'e' stato un uso esagerato della
forza da parte dei tutori dell'ordine
e' un altro discorso ma credo che
l'intervento per rimuovere i blocchi
sia stato doveroso.

Il suo paragone con i deportati nei campi
nazisti e' assolutamente fuori luogo oltre
che offensivo. Legga (o rilegga) "se questo
e' un uomo" di Primo Levi: le auguro di
riuscire a provare un po' di vergogna per
il paragone che ha fatto.

Saluti,
Massimiliano Polito
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