APS
08 novembre 2007 00:00
Sottoscrivo...ci mancava solo l'accenno a Veltroni che decide di convocare i consigli dei ministri...
stefano
08 novembre 2007 00:00
Siamo un popolo senza palleeeeeeeee.
Ce lo facciamo mettere in culo da tutti
stefano
08 novembre 2007 00:00
Siamo un popolo senza palleeeeeeeee.
Ce lo facciamo mettere in culo da tutti
Sergio
09 novembre 2007 00:00
Caro stefano, perché lamenti la mancanza di palle?
Cosa significa per te avere le palle?
L'uso della forza e cacciare via tutti, giusto per non rischiare di tenersi qualche delinquente?
O ha le palle uno Stato che rispetta il contratto con i cittadini e fa rispettare la legge, gestisce il territorio?
?
10 novembre 2007 00:00
http://www.giugenna.com/materiali/contro_la_deriva_fascista_tre.html#042810
Sergio
30 aprile 2008 00:00
Ripesco questo mio vecchio intervento perché a distanza di tempo il tema continua a essere agitato con ipocrisia allucinante.
Infatti, il trattato che ha allargato l'Unione Europea a nuovi stati prevedeva la facoltà per i Paesi dell'area Schengen di fissare delle limitazioni.
Questi provvedimenti dovevano essere assunti entro il 31 dicembre 2006.
Poteva provvedere l'allora governo Berlusconi.
Perchè non lo fece?
Perchè c'era ancora tempo o per cinico calcolo politico?
Se il motivo è che c'era ancora tempo, triste pensare che chi ha sempre accusato il centrosinsitra di essere lassista e buonista rispetto ai temi della sicurezza non si sia preso la briga di decidere qualcosa: chi veniva dopo avrebbe dovuto prendersi la briga di modificare provvedimenti già assunti, con tutte le eventuali conseguenze politiche.
Se la ragione è il cinismo politico... lascio a voi ogni considerazione...
IVAN
02 maggio 2008 00:00
Caro Sergio, ripesco anch'io un mio vecchio concetto che ormai ripropongo fino alla noia, perché questo “problema” (immigrazione) mi sembra solo l'ennesimo sintomo della STESSA malattia. La malattia di sempre dell'Italia, quella da cui si originano tutti gli altri problemi:
<b>Nelle situazioni di crisi gli sciacalli riescono sempre a fare affari d'oro,
a costo di provocarle intenzionalmente.</b>
Infatti a VOLERLE trovare le soluzioni ci sarebbero, e anche piuttosto semplici. Ma elencarle qui sarebbero solo un mucchio di chiacchiere inascoltate.
Il fatto è che si è – volutamente – lasciato ingigantire un fenomeno marginale fino a farlo diventare quel “problemone” che alla Casta faceva comodo esistesse (tipo “spazzatura di Napoli”, x es).
In tal modo ora hanno tutti i pretesti per poter introdurre quei provvedimenti che già all'inizio si erano prefissati di applicare.
Provvedimenti sempre a beneficio della Casta, cioè di coloro che hanno provocato il problema per poi arrogarsi il compito di trovare una “soluzione”. Soluzione che è peggiore del problema stesso.
Come dire: “anche se qualcuno capisce i nostri giochi, ormai non può fare altro che toglierci il saluto”.
E infatti mi sa tanto che prendo il primo shuttle per Giove (ammesso che non ci sia la <i>Bossi-Fini</i> anche lassù...)
Ivan
Sergio
07 maggio 2008 00:00
Caro Ivan, come va?
Un bel po' che non ci incrociavamo più...
Concordo pienamente con quanto scrivi.
Tutto si riduce a continuo sventolio di problemi reali e fasulli per il trastullo di chi si diverte a vociare, pestare, urlare, imprecare... ma mai analizzare le cose per quello che sono e per quel che si potrebbe fare se solo a qualcuno interessasse risolvere i problemi.
Avrai notato anche tu che questo meccanismo si ripropone anche in molte di queste discussioni.
Finchè tutto procede a suon di insulti le discussioni crescono.
Appena si propone un ragionamento e si evidenziano le ipocrisie della oligarchia PDlPD allora tutti tacciono e quei problemi che sembravano essere così rilevanti improvvisamente sembra non interessino più a nessuno... Salvo poi ricominciare al solito fatto di cronaca da salotto vespasiano.
Così va il mondo... ma sono certo che lentamente a forza di goccia su goccia sempre più persone impareranno a fare di questi spazi aperti un uso intelligente e costruttivo.
IVAN
08 maggio 2008 00:00
Ciao, Sergio. Va benone...Sai com'è; senza qualche grattacapo di cui occuparsi, sarebbe una noia mortale.
Incrociarsi...Sì, ormai è quasi per “errore”.
Il fatto è che i commenti davvero intriganti sono dispersivi, disseminati una tantum qua e là.
Si dovrebbe concentrarli in una discussione apposita, isolata, con un titolo del tipo “Qui si interviene solo dopo aver pensato”...Ma temo che proprio per questo diventerebbe il ritrovo preferito degli “rissosi” di cui parli (“secondo voi fare un forum del genere è da cervelloni?” “Io scrivo quel che mi pare e dove mi pare”, ecc). Quindi va bene anche così com'è.
In un forum non ha importanza chi ha “ragione” su un dato tema; in un forum contano solo (quasi) i “ferormoni informatici”, il relazionarsi a distanza con gli interlocutori.
E anche questo è un talento: o ce l'hai spontaneo, o devi sbatterci il naso finché un paio di trucchi li impari.
Ma anche così non ci sono formule matematicamente valide; comanda sempre l'alchimia, il famoso fattore “A”
E la ragione, la logica, l'analisi, in sè non offrono “A”pprezzamento (è più spassoso un trattato di semantica, o un film con Alvaro Vitali?)
Ed allora eccoci tutti a far quadrato intorno al “film con Alvaro Vitali” del momento: il poveraccio ammazzato da dei glandi (glandi stlonzi), con i nostri centinaia di interventi-battibecco se i glandi in questione fossero “di destra”, o se questa è la famosa sicurezza promessa dal Berlusca...Mentre invece un rivelatorio post sulla manipolazione dei media viene completamente ignorato.
Possiamo liquidare tutto questo con un “fa parte del gioco”? Forse. Ma è un gioco che comincia ad annoiarmi.
E tu come stai?
Harakiri
08 maggio 2008 00:00
Ma allora è un ritorno in grande stile...
Mi ero perso questo vecchio intervento: hai fatto bene a recuperarlo, Sergio.
Sembra che tutti abbiano la memoria corta: chissà perchè il berlusca non prese provvedimenti prima di lasciare la palla a Prodi... eppure avrebbe potuto e sarebbe stato uno schiaffo mica da ridere per il principale artefice dell'allargamento dell'UE.
Oggi tutti lì a dire bisogna rivedere il trattato, ma perchè non furono tempestivi a prendere queste misure quando ne avevano la possibilità?
Ivan, ciao, a quale post sui media ti riferisci?
vuoi vedere che mi sono perso qualcosa?
Quanto al Pierino nazionale, non sbagli a citare quella stagione cinematografica non a caso tornata negli ultimi anni di moda: allora era una reazione al conformismo dilagante, oggi la pernacchia e la sua rivalutazione è una profonda espressione intellettuale nel dilagante mondo della banalità.
Se la realtà è oscena, la volgarità diviene la sublimazione della realtà.
Sergio
09 maggio 2008 00:00
Ciao Ivan, ciao Harakiri, lieto di riaverti tra noi...
No Ivan, il gioco comincia adesso e potrà riservare qualche sorpresa.
A cominciare anche dal tema sicurezza tanto caro all'attuale maggioranza.
IVAN
09 maggio 2008 00:00
Il glande Halakili! Già stufato di usare altri nicks, re dei bradipi? Come stai?
Curiosa combinazione. Nel commento per Sergio avevo tagliato questo passo:
<< Difficile che un nostro thread superi i 20 interventi (comprese le nostre repliche). Prendi Harakiri, per esempio. Dice più o meno le stesse cose, solo che ci mette d'istinto quel pizzico di “hvareno” in più. Ma l'alchimia, per sua natura, non può essere imitata: ci sarà sempre qualche ingrediente che sfugge alla logica, quindi tanto vale giocare con le carte che abbiamo. Una mano si può vincere anche col due di picche. >>
Quanto a ciò che dici sul mitico Alvaro, credo che la situazione si sia invertita. Oggi è il trash ad imperare: il ministro degli interni risolve l'immigrazione incendiandosi i peti con un accendino, il presidente del Consiglio risponde ai giudici con un rutto, il Papa spia la Fenech dal buco della serratura...e i pochi tentativi di riportare in asse l'orbita del Pianeta sono oggetto di derisione (“anvedi, è arivato er nobel!”).
O magari...niente di nuovo sotto il sole?
Ivan
rumeno
10 maggio 2008 00:00
Secondo me si e accesso un problema politico abastanza grosso riguardo ai rumeni,senza capire veramente la fondamenta dei discorsi politici,e problematica reale ,direi la realità politica italiana che sta premendo le leve di un macanismo che agisce a distanza(in romania) in tempo reale, con un efetto negativo su minoranza etnica rom ,che non aiuta,anzi, sta rovinando la strada verso la integrazione dei rom in Romania,e di consequenza in Europa.
Secondo, mio punto di vista,i rumeni non sono pronti,e non hanno un livello culturale adequato ai paessi europei piu importanti comme Italia.E lo dico perche,i rumeni hanno tutti i difetti,e in anzi tutto quello dei ROM ,che io li considero rumeni ,e che lorro sono i miei fratelli,comme anche etnici ungaresi, tedeschi,italiani,slavi,albanesi,...
Io non voglio che la Romania,e rumeni raggionano diversamente ,oppure credere che sono diversi dai rom,e da alte etnie europee.
Proprio per questo,secondo me la Roamnia,deve essere esclusa dal Europa,e tutti noi rumeni dobbiamo tornare nel paesse dei pipistreli da dove siamo arrivati.
Harakiri
12 maggio 2008 00:00
Il re dei bradipi sta benissimo, caro Ivan.
Comincio a spassarmela, dopo la faticata elettorale... sai com'è.
L'unico mio cruccio è che a "sinistra" sono ancor più tontoloni di quanto pensassi: non si sono ancora ripresi dalla bastonata elettorale e sono ancora lì che discutono sulla "forma": un soggetto, tanti soggetti... mamma mia che arretratezza... Ci credo che poi vince Berlusconi...
Riconosco però che Sergio era stato profetico: scriveva a novembre "se non farà così decreterà la morte del PD e il ritorno di Berlsuconi"; si riferiva a Veltroni: aveva visto giusto, eccome se aveva visto giusto...
La sconfitta di Rutelli è poi di così facile lettura che non sanno neanche come mascherarsi.
Riepiloghiamo.
Il PD è un partito vero, mica uno di plastica come il PDL... Però bisogna che il sindaco di Roma si dimetta per guidare il nuovo soggetto politico, il PD,... e perdere le elezioni. Non c'era altro esponente di rilievo che potesse competere con Berlusconi?
Evidentemente no.
E chi mettere al Campidoglio al posto di Veltroni? Rutelli, ovviamente, che aveva lasciato nel 2001 il Campidoglio per perdere contro Berlusconi.
Allora riuscì il cambio Rutelli - Veltroni; ma nella direzione opposta l'operazione è fallita.
Poteva essere scelto un candidato in modo più verticistico? No, credo che il PD è così profondamente berlusconiano che non riesce a produrre comportamenti democratici e che non siano frutto della "cultura del leader" che tanto rinfacciano all'amico-invidiato-avversario.
Poteva Rutelli per il mondo laico e libertario o semplicemente per i gay rappresentare una soluzione migliore rispetto ad Alemanno?
Assolutamente no: meglio avere un avversario da poter combattere che un alleato-avversario da dover digerire obtorto collo... cazzo com'è indigesto Rutelli!
In cotanto partito nuovo, le persone spendibili si contano sulle dita di una mano... e poi parlano dle aprtito di plastica... Almeno la palstica è riciclabile, voi non vi riciclate nemmeno, cambiate l'etichetta per aggiornare la scadenza e riutilizzate la bottiglia! Liquido incluso, s'intende.
Ma che c'entra Rutelli con il tema in discussione? Niente ma che importa, mi è venuta così questa riflessione del cavolo e così ve la propongo.
Tanto, ai tanti preoccupati per la "sicurezza" interessa qualcosa di questa discussione illuminata?
IVAN
13 maggio 2008 00:00
Caro Harakiri, sinceramente credo che di Rutelli non importi una cippa nemmeno a tutti gli altri...
Già, ma poi com'è che uno finisce in politica? Passava di lì per caso ed è stato arpionato?
“Ehi, ce ne manca uno, tu c'hai la faccia giusta...” tipo le comparse nel cinema. Solo che una volta entrati non escono più dal film.
Ogni tanto spuntano facce mai viste prima, e leggi che sono senatori e segretari di partito. Così. En passant.
A volte non mi spiego che criterio si segua per il visto d'ingresso. Cicchitto può fare il parlamentare ma io no...Che sia solo una questione di precedenti penali?
Ma che devo fare per diventare anche solo assessore...Sodomizzare un neonato in piazza Garibaldi?
Comunque questa l'hai azzeccata:
<< Meglio avere un avversario da poter combattere che un alleato-avversario da dover difendere obtorto collo. >>
Più o meno, la motivazione de “Il mio voto a Berlusconi”.
Ma dopo la bordata, niente falle sotto la linea di galleggiamento: la nave pirata con bandiera amica galleggia ancora, e sta già riparando i danni.
Te lo avevo anticipato: <u>i due finti avversari si scambiano a turno il respiratore e sopravvivono entrambi all'infinito</u>.
Ecco perché sperare di affondarli uno alla volta è un circolo vizioso.
Comunque, visto che 'sta cosa non vuole proprio entrarti in testa, torno al tema del topic.
Dunque, immigraz...(cacchio, non c'è più spazio! Beh, alla prossima...)
Ivan
Harakiri
13 maggio 2008 00:00
Le falle, le falle... Ivan adesso sono gli oligarchi berlusconiani esclusi dal parlamento (bertinotti, diliberto, scanio, salvi...) che devono riorganizzarsi e storditi come sono rischiano di utilizzare la falce per tagliarsi la barba e il martello per suonare le palle...
Ma non sono loro che mi interessano... io penso a coloro che non hanno voluto rutelli nello stesso momento in cui scegliavano zingaretti, compagno di partito di rutelli; penso a coloro che hanno vomitato e vomitano ancora per aver votato veltroni nella vana speranza di non far vincere il berlusca; penso a coloro che non hanno votato; a coloro, operai contadini pensionati, che hanno votato bossi... quando tutti costoro cominceranno a farsi sentire?
Sono le urla di costoro che mi mancano.
IVAN
13 maggio 2008 00:00
Per RUMENO:
---------------------
In effetti, dici il vero. Siamo così abituati a vedere le Nazioni come tanti piccoli orticelli privati, che non ci rendiamo conto che ogni azione in un orticello ha conseguenze anche su tutti gli altri.
Ed è vero pure il contrario, cioè che ogni decisione presa da un'altra Nazione influenza pure la nostra politica interna.
L'autonomia legislativa di un Paese è solo un'illusione; le cose sono molto più complesse ed interdipendenti di quanto i nostri ottusi politicanti vorrebbero farci credere.
I veri avversari sul ring non sono “Italiani” contro “Rumeni”, o “Regolari” contro “Clandestini”, bensì – come sempre – la Casta dominante (italiana e rumena) contro i Pariah da mungere (italiani e rumeni).
Do svidanija (La revedere?)
Ivan
IVAN
14 maggio 2008 00:00
(da Harakiri:)
<< ...Penso a coloro che non hanno votato; a coloro, operai contadini pensionati, che hanno votato bossi... quando tutti costoro cominceranno a farsi sentire? Sono le urla di costoro che mi mancano. >>
Caro Harakiri, di Ian Gillan ce n'è uno solo; a noi comuni mortali a forza di urlare (a vuoto) la voce va via.
Okay; tu sei un operaio-contadino-pensionato...
A chi urli? Chi ti ascolta?
I sindacati? I politici? Il microfono di un giornalista? Il Gabibbo? Il tuo vicino di casa?
No. Solo i tuoi compagni di coro.
È destino degli sventurati quello di essere “da soli insieme”
Guarda, ti faccio un esempio: io ho preso a cuore i forum di truffe telefoniche, e nel mio piccolo rispondo a (quasi) tutti i truffati che stanno passando la mia stessa disavventura, dandogli consigli, istruendoli sulle procedure di reclamo, incoraggiandoli, ecc.
Loro hanno gridato, ed io – mr. Nessuno – li ho ascoltati (per motivi miei, non ha importanza).
Ebbene, sono certo che per costoro “Mr. Nessuno” ha fatto molto di più di Gasparri, Bersani e Gentiloni messi insieme.
E se gli sfugge un “grazie”, lo rivolgono a un signor Nessuno, non al Ministero delle Telecomunicazioni.
Hai già capito dove voglio arrivare...?
Harakiri
14 maggio 2008 00:00
Ivan, comprendo benissimo il senso del tuo intervento e non pretendo che tutti si trasformino in tanti Ian Gillan (mitica Child in Time live)…
Provo a sviluppare un piccolo ragionamento.
Tantissimi utenti si lamentano, giustamente, della banche, dei servizi ora non più erogati da aziende monopolistiche (telefono, luce, gas), dello stato dei trasporti pubblici, dell’insicurezza reale e percepita sulle strade e nelle nostre città, delle posizioni di rendita di cui godono i professionisti e non solo loro, dei pessimi servizi resi dalla pubblica amministrazione, delle aree di disservizio che in tante parti del territorio nazionale i nostri concittadini devono subire (dalla sanità alla raccolta dei rifiuti), della lentezza e inefficienza della giustizia, del fisco vorace, delle leggi cavillose e inapplicate o inapplicabili che rendono la vita quotidiana una sofferenza continua…
Ma, possibile che non si riesca a fare il passo successivo?
Possibile che la moltitudine dei “lamentosi” non riesca a scalare il gradino successivo per inquadrare tutte queste quotidiane inefficienze e sofferenze in una analisi più ampia che investa il “sistema paese”?
Le piccole questioni quotidiane, importanti e rilevanti sia chiaro, non sono “nei” in un sistema sano e sostanzialmente soddisfacente, ma effetti, prodotti di un sistema malato.
La critica alle singole manifestazioni del malfunzionamento devono divenire critiche “sistemiche”: se compri una lavatrice e ogni giorno si presenta un problema tecnico diverso, è chiaro che non si tratta di un fisiologico inconveniente tecnico, ma di una lavatrice progettata o costruita male.
In Italia abbiamo isole di eccellenza, ma dovunque ti giri vedi problemi e disfunzioni e la valutazione complessiva è mediamente ampiamente negativa.
Però, le lamentele non diventano organizzate e non prendono corpo in un’azione sistemica per indurre un cambiamento radicale (nel senso etimologico del termine); così, c’è chi ormai ha rinunciato ai propri diritti di cittadino e pensa a sopravvivere come se fosse in una giungla, chi si ferma al singolo “torto” che subisce, chi s’illude che questo o quel politico sia la soluzione.
Ho la sensazione (eufemismo) che questo atteggiamento colletivo sia il risultato della consapevolezza che se si cambiasse strada per tanti finirebbero le posizioni di rendita, il poter contare su favori e priviliegi… insomma questo stato di cose in fondo consente a tanti di vivacchiare e rimane solo il fastidio per qualche situazione specifica sulla quale di volta in volta lagnarsi. E così ciascuno tende a chiudersi nel proprio fortino a strenua difesa dei personali interessi personali e particolari, del proprio orticello, puntualmente lamentando che l’orticello del vicino è più ricco: il privilegiato, il fortunato è sempre il vicino.
Mi sbaglierò, però è singolare che uno stato così diffuso di malcontento (non vedo in sostanza nessuno contento di questo nostro Bel Paese) non generi alcuna forte reazione.
In un certo senso, siamo allo stesso tempo vittime e complici di un sistema ineficiente e corrotto: la diffusa rete di privilegi e favori, corruzione e illegalità, lassismo e pressapochismo consente a molti di stare a galla… e tanto basta per limitarsi ogni tanto ad alzare la voce, ma niente di più.
Fino a quando potrà durare questo stato di cose? E poi?
Sergio
15 maggio 2008 00:00
Sempre sul tema sicurezza.
Intanto, a latere, faccio notare come il dibattito sia sempre concentrato sul “fronte esterno”, mentre sul “fronte interno” prevale l’atteggiamento attonito, incredulo, se non la derubricazione dei fatti di cronaca a semplici “episodi isolati” o “mostri” avulsi dal contesto sociale.
Torniamo alla sicurezza.
Dalle prime notizie, il governo sembra si appresti a varare un DL e a presentare un DDL.
Poteri speciali a sindaci e prefetti, ma soprattutto l’introduzione del reato penale di immigrazione clandestina.
Reato che per essere contestato, necessita del requisito di clandestinità accompagnato da una oggettiva pericolosità del soggetto.
Il mio pronostico è che, se passa una norma simile, avremo solo aumentato il numero delle norme inefficaci e inapplicabili.
Una persona, presente clandestinamente sul territorio nazionale, alla quale fosse contestato il nuovo reato, sarà soggetta a tutte le norme del nostro ordinamento penale: diritto di difesa nel primo grado e nei successivi. La condanna in primo grado non potrà mai essere seguita dall’espulsione se prima non sarà assicurato al condannato la possibilità di difendersi in appello e, nel caso, anche in Cassazione. Risultato: flop totale e ingolfamento ulteriore delle nostre Procure.
Difficile poi contestare una oggettiva pericolosità se dell’imputato non conosciamo neanche generalità e provenienza, se non gli saranno addebitati reati specifici (ma in questo caso abbiamo già le norme ordinarie del codice penale per perseguire il reato).
Sul piano generale, mi chiedo a cosa serva un nuovo reato se non si analizza la capacità di perseguire i comportamenti che sono già reato. Allora, il tema non è quali strumenti nuovi servono, ma se quelli esistenti sono utilizzati e perché sono insuffcienti o inadeguati.
Mi spiego.
Il regolamento di polizia municipale di Milano e ATM (l’azienda dei trasporti pubblici di Milano) vietano l’utilizzo degli spazi delle stazioni per l’accattonaggio e la vendita non autorizzata.
Non mi interessa in questa sede discutere la validità di queste norme, ma perché queste norme siano non applicate dalle autorità pubbliche.
Chiunque frequenti la metropolitana milanese sa che ogni giorno decine di persone allestiscono nelle stazioni banchetti abusivi per la vendita di mercanzia di ogni genere; sa che ogni giorno adulti accompagnati da bambini salgono sui treni e mentre gli adulti suonano, i bambini raccolgono offerte (reato penale lo sfruttamento di minori nell’accattonaggio).
Se queste norme, da tempo esistenti, sono inapplicate, perché dovrebbe essere efficace il nuovo reato che s’intende introdurre?
Se manca la capacità o la volontà di applicare le norme esistenti, a poco servirà vararne nuove.
Va però considerato che non si tratta di incapacità di applicare le norme, ma di una precisa scelta politica: prevale il timore che il rigore possa portare a livelli più alti di violazione delle regole. Se si dovesse usare mano ferma contro i piccoli illeciti, la paura è che si favorisca l’ulteriore immersione di questi individui, che vivono ai margini della società, spingendoli verso forme di illegalità socialmente più pericolose.
Questo è dunque il problema: le norme ci sono, ma è ritenuto socialmente più pericoloso applicarle rispetto al far finta di nulla. Questo atteggiamento non favorisce di certo l’integrazione e neanche l’affermazione del valore del diritto.
Una norma vale solo nella misura in cui chi è preposto a farla rispettare compie il proprio dovere senza “valutazioni politiche”.
Se confondiamo i piani di responsabilità, decretiamo la fine della società civile basata sulla certezza del diritto.
Il vigile non deve chiudere un occhio se un automobilista parcheggia dove non deve, se un pedone attraversa con il rosso, se qualcuno sporca il suolo pubblico… ha il dovere di applicare le regole e se ciò determina problemi di ordine pubblico, spetta all’autorità politica decidere come intervenire.
Ciò che serve, allora, è la responsabilità del ruolo. Ciascuno faccia la propria parte.
Serve che ci sia un controllo del territorio per garantire sicurezza ai cittadini. Oggi il controllo del territorio è assicurato solo dalla criminalità organizzata in vaste zone del territorio nazionale: da quelle zone, guarda caso, non arrivano quotidianamente fattacci di cronaca riconducibili agli immigrati. Prevale la legge del controllo criminale del territorio, la cultura della prevaricazione, alla quale lo “straniero” si piega immediatamente. E lo Stato Repubblicano cosa fa?
Non usa la prevaricazione, e ciò va bene, ma non usa neanche le armi del diritto e della legalità: è semplicemente assente.
E non sarà più presente solo perché vara una nuova norma, che non potrà produrre nulla di nuovo e di buono se non cambia la cultura di chi ha il compito di applicare le leggi e di chi scrive le leggi.
Harakiri
15 maggio 2008 00:00
Penso anch'io che i provvedimenti che il nuovo governo si appresta a varare saranno in buona parte inutili.
Introdurre un nuovo reato non serve se non c'è la volontà di applicare neanche le leggi esistenti.
Quella dei flussi programmati è una barzelletta che fa ridere i polli.
Le persone sono qui che lavorano da clandestini perché non c'è la capacità e la possibilità di impedire gli ingressi degli irregolari.
Quanta ipocrisia, quanta disonestà intellettuale da parte di politici e giornalisti... e quanti sono i poveri illusi che credono che adesso tutto cambierà.
Ho appena finito di vedere un pezzo della trasmissione di Santoro...
A parte le risate per lo spassoso Castelli e il solito Travaglio che per sostenere Berlusconi continua a concentrare l'attenzione su cose vecchie e note a tutti, il livello del dibattito è veramente da bambinetti di cinque anni.
Se non riusciamo (ed è oggettivamente impossibile) a fermare gli irregolari prima che entrino, ovvio che l'unica difesa vera è l'applicazione delle regole per tutti coloro che calpestano il suolo nazionale.
Ecco che i tuoi riferimenti, Sergio, a quanto avviene in ogni stazione milanese ma anche in ogni altra città italiana è evidente: se le nostre autorità sono i primi a non rispettare le leggi per il semplice fatto che non le applicano e fingono di non vedere, come possiamo pretendere che i "clandestini" le rispettino?
Bastano due giorni in Italia per comprendere che si possono fare un sacco di belle attività illecite.
Quanto a Travaglio e Santoro, mi chiedo a cosa serva utilizzare il mezzo pubblico per continuare a ripetere che Tosi è stato condannato per istigazione all'odio razziale (ma la cassazione ha annullato la sentenza e si torna in appello), che Bossi è stato condannato per finanziamento illecito e altre cosucce simili che sanno tutti. Non c'è veronese che non conosca la vicenda giudiziaria di Tosi, non c'è italiano che non sappia che Bossi è stato condannato... ma loro sono stati comunque votati dalla maggioranza degli italiani... forse questo dovrebbe suggerire qualcosa a chi ha la pretesa di fare il giornalista e di proporsi come oppositore a questa maggioranza.
Chiaro il concetto cari fans berlusconiani Travaglio e Santoro?