Farmacista
10 novembre 2007 00:00
Caro Piero, si legga bene tutti comunicati stampa prima di parlare.
Tutte le associazioni di farmacisti, dai titoali, all'ordine (che li racchiude tutti, titolari e non, ecc...), e i farmacisti delle farmacie comunali si sono seduti ad un tavolo per settimane per cercare di trovare un piano di modernizzazione. In cambio chiedevano di eliminare un articolo che se passasse smaltellerebbe tutto il servizion sanitario nazionale BASATO SULLE FARMACIE. Quidni hanno proposto al ministro della Salute (e apro un inciso: il ministro Bersani, pur essendo il promotore delle liberalizzazioni ed essendo invitato al tavolo per dialogare, NON SI è MOSSO dalla poltrona da 20000 euro e non si è presentato!!!) un pacchetto con una serie di interventi davvero importanti secondo me, come farmacie nella autostrade, aereoporti, centri commerciali, abbassammento del numero di persone per farmacie con apertura di 2000 nuove farmacie che verranno assegnate in priorità ai giovani NON TITOLARI per rendere più profiqua la loro carriera, dinamismo negli orari come cheidevano all'ANtitrust, rivisitazione di alcune molecole per cui adesso è necessaria la ricetta, ma che potrebbero andare anche fuori al supermercato, e molte altre come aprire farmacie in zone disagiate...
Il ministro Turco ha recepito le proposte che tramuterà in legge e nel contempo, l'ULTIMO GIORNO DELLA TRATTATIVA HA DETTO DI NON RIUSCIRE AD AVERE A FORZA POLITICA PER OPPORSI A BERSANI ED ELIMINARE L'ARTICOLO 2. Quindi la presa per il culo, il voler a tutti i costi guadagnare di CHI E'?? Quando si fa sciopero, lo possono fare solo gli operari perchè èun diritto solo loro, quando ci si m ette ad un tavolo per evitare lo sciopero, allora la prendi in culo due volte.
La MINACCIA di PROTESTA (PERCHE' E' UNA MINACCIA E NON UNA DECISIONE GIA PRESA) NASCE DAL FATTO CHE IL GOVERNO HA TRADITO OGNI SUA PROMESSA, OGNI SUO INTENTO SVELANDO ALLA FINE IL SUO PIANO.
ORA SI VERGOGNI LA TURCO E BERSANI A FARE DEMAGOGIA CON LE FRASETTE VERSO GLI ANZIANI E LA GENTE, E VOI ASSSOCIAZIONI DI CONSUMATORI APRITE GLI OCCHI, PER CORTESIA. CHI VIVE GIU' NEL MONDO REALE A CONTATTO CON LA GENTE SIAMO NOI, NON I POLITICI.
QUINDI DISPIACE, SE LA PROTESTA ANDRA' AVANTI, PER TUTTI COLORO CHE NON C'ENTRANO NULLA MA CHE DOVRANNO SUBIRE. FORSE PERO' E' L'UNICA MANIERA; DI CERTO NON BISOGNA PRENDERE ESEMPIO DA UN VOSTRO CARO AMICO, L'ONOREVOLE D'ELIA, CHE ADESSO E' IL MASSIMO ESPERTO DI SISTEMA FARMACIE, MA CHE FINO A VENTI ANNI INVECE DI TAVOLI E SCIOPERI, MI RISULTA FOSSE LEGGERMENTE PIU' DIRETTO NELLE SUE FORME DI PROTESTA.
mA FATEMI IL PIACERE!!
esperto
10 novembre 2007 00:00
la Turco è solo un burattino manovrato da chissà quali fili. Fino a poco tempo fa si era detta totalmente contraria a mettere i farmaci di fascia C fuori dalle farmacia. Parole sue, ribadite più volte.
Senza entrare in merito all'argomento, questo dimostra che bei politici (anzi no scusate, volevo dire pagliacci) che abbiamo e come mantengono la parola data. Cambiare le leggi per migliorare ok, ma le prese per il culo no.
Ma perchè dobbiamo pagare noi tutti un ministro della salute che di salute non capisce niente e che nel suo governo conta come il 2 di picche??? Mandiamola a casa!! e senza stipendio
Piero Antonio D.P.
10 novembre 2007 00:00
Risposta a Farmacista.
Ho seguito il suo consiglio di acquisire ulteriori notizie sull'argomento.
Con una veloce ricerca sul Web ho trovato quello che trascrivo citando la fonte.
1) Da “Ilsole24ore.com”.:
"I farmacisti contestano, l'articolo 2 del disegno di legge Bersani-ter, che prevede la vendita dei farmaci di fascia C, quelli a pagamento, con obbligo di ricetta anche in supermercati e parafarmacie. «È la prima volta che medicinali con ricetta escono dalle farmacie tradizionali - commenta Giacomo Leopardi, presidente Fofi - una situazione che non ha precedenti in nessun altro paese europeo e che rischia di stravolgere un sistema che ha sempre dato ottimi risultati».
2)Dal portale di Tuttoconsumatori:
“ Adiconsum, Cittadinanzattiva, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori invitano i ministri Turco e Bersani e il Parlamento “a respingere questo aut-aut inaccettabile”.
Le cinque associazioni dei consumatori ricordano, inoltre, quanto denunciato da molti anni, e cioè che sono le farmacie a essere diventate dei veri e propri bazar, “in cui accanto ai farmaci si vendono prodotti cosmetici e di bellezza, spesso con ingannevoli promesse di riduzione di peso e cellulite, giocattoli e calzature, ecc”.
3) da “Yahoo.Notizie”:
ASCA) - Roma, 9 nov - Assofarm ''non ha mai partecipato alla protesta dei farmacisti Farmacisti privati che minacciano di disdire la Convenzione con il SSN con il conseguente pagamento diretto dei farmaci da parte dei cittadini''. Lo dichiara la stessa associazione che riunisce le farmacie comunali sottolineando che ''in linea con i propri compiti e per lo specifico ruolo istituzionale, non ha mai annunciato di partecipare a tale forma di protesta''.
4)dal sito mnlf.it:
Comunicato stampa del Movimento Nazionale liberi Farmacisti.
“Nell’intento di scongiurare un ulteriore passo verso la liberalizzazione del settore rappresentato dall’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terza lenzuolata Bersani), i vertici di F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Federfarma (Ass. Titolari di Farmacia, Assofarm (Farmacie comunali) con la fattiva collaborazione della multinazionale Admenta (gruppo Ghee), hanno presentato un progetto di riforma del servizio farmaceutico debole, insufficiente e risibile per la portata riformatrice ed innovatrice nella distribuzione al dettaglio del farmaco.
Con inusitata arroganza i titolari di farmacia uniti ai rappresentanti di un Ordine Nazionale che non rappresenta più gli interessi generali della categoria si permettono di ricattare il Paese e un Ministro della Repubblica perché receda dall’intento di liberalizzare, pena il proposito di far pagare ai cittadini tutti i farmaci. Ebbene i titolari degli esercizi farmaceutici aperti dopo il primo decreto Bersani sono pronti a sostituire le farmacie che scenderanno in sciopero per alleviare gli ingiustificati disagi dei cittadini.
E’arrivato il momento di dire basta a queste minacce, di dire basta con gli interessi e i privilegi di alcuni a danno dei più, di dire basta con i monopoli e le rendite feudali”.
Mi pare che il quadro che ne esce sia molto desolante: da una parte i farmacisti titolari che cercano di difendere le loro posizioni, dall'altra i consumatori preoccupati delle ricadute negative sugli utenti ed i farmacisti non titolari che accusano i loro colleghi di ricatti nei confronti dei ministri e di difesa di rendite feudali.
Considerato che quest'ultima critica proviene da persone che operano nello stesso settore, non mi pare che possa essere presa alla leggera.
bersanotto
10 novembre 2007 00:00
Meditate gente, meditate... e svegliatevi...
"Anche la Lega delle cooperative è interessata al processo di privatizzazione delle farmacie. Se a Bologna la Coop Adriatica dovette cedere il passo alla Gehe, a Modena nel 2001 è stata invece Admenta a soccombere di fronte a Pharmacoop, un'associazione di imprese formata da Coop Nordest e Coop Estense ( attraverso la controllata Finube), dalle finanziarie cooperative Sofinco e Parco, dal fondo Coopfond e dalle farmacie comunali di Reggio Emilia. A Modena Pharmacoop si aggiudica il 45% delle 12 farmacie della municipalizzata Fmc. Due anni dopo la cordata entra a far parte della società di gestione di due farmacie di Sassuolo, ottenendo questa volta il 75 per cento. « La scelta di Coop di affacciarsi sul mondo delle farmacie — spiega la presidente di Pharmacoop Monica Pregressi — fa parte di una riflessione all'interno delle cooperative che tende ad affiancare alla mission tradizionale di tutela del consumatore nel campo alimentare anche l'attività complementare nel settore della salute. La volontà di acquisire altre gestioni c'è, aspettiamo segnali concreti da parte dei Comuni » .
I numeri di Pharmacoop li spiega Egidio Campari, amministratore delegato delle farmacie comunali di Modena e Sassuolo. « A Modena Pharmacoop ha investito circa 17 milioni di euro— dice Campari— mentre a Sassuolo la maggioranza azionaria è costata 3 milioni di euro. In questi anni di attività i risultati sono lusinghieri: a Modena il fatturato è cresciuto dai 20 milioni del 2001 ai 22 del 2004, mente a Sassuolo il fatturato dello scorso anno era di 1 milione e 900mila euro, contro il milione e 700mila iniziale » .
PharmaCoop Adriatica S.p.A. (di seguito PharmaCoop) è una società di recente costituzione, con sede legale a Padova, che svolge attività di gestione di partecipazioni finanziarie. Pharmacoop è controllata dalla società COOP Adriatica S.c. a r.l., attiva prevalentemente nella grande distribuzione commerciale di prodotti alimentari e di beni di largo consumo, che aderisce al consorzio Coop Italia.
PharmaCoop, essendo stata costituita solo recentemente (ottobre 2004), non ha realizzato per il 2003 alcun fatturato; al contrario, nel medesimo anno, il fatturato realizzato da COOP Adriatica è stato pari a circa 1.580 milioni di euro. Tale fatturato è stato realizzato interamente in Italia.
Telefonini..COOP VOCE
Farmacie nei supermercati...
Hmmm...