Scocciato
19 novembre 2007 00:00
Per Mifid, mi attendevo qualche parere...su cui basarsi per capirci qualcosa; possibile che non interessi a nessuno?
Neppure all'ADUC?
Eppure implica l'operatività spicciola di qualsiasi risparmiatore(ed investitore) dal più piccolo al grande speculatore...
Bahhhhhhh.
In questo forum si preferisce discutere solo di sesso, di religione, di parolacce o di sdolcinate e fuori luogo poesie o patemi d'animo d'altri tempi, ma pochissimo che riguardi i problemi dei consumatori, degli utenti, dei cittadini a cui, ritengo, questo forum dovrebbe essere dedicato e liberamente reso esaustivo.
Paolo 1
19 novembre 2007 00:00
Non ho ancora letto il testo integrale della MIFID (a proposito, a che URL?), ma in linea di massima credo ci sia una tecnica molto semplice per tutelarsi contro il tipo di violazione della privacy che sembra preoccuparvi. E' una tecnica che ho messo a punto nei primi anni 90, quando imperversavano i venditori di polizze pensionistiche integrative e roba del genere. Chiamiamola la tecnica del cameriere. Ci si deve comportare come quando si va al ristorante, non si sta a raccontare al cameriere se si ha il diabete e le emorroidi, quanti trigliceridi o che livello di colesterolo si abbia, e se si sia andati di corpo o meno, per poi chiedergli di consigliarci che piatto dobbiamo mangiare, al contrario ci facciamo dare il menu, al caso chiediamo chiarimenti o traduzioni dal francese o dal cinese, e alla fine ordiniamo, insomma non dobbiamo fornire informazioni e lasciar decidere gli altri, ma ottenere informazioni ed essere noi a decidere. Nella fattispecie, invece di dire al consulente quanti soldi abbiamo, gli possiamo chiedere che percentuale del nostro portafoglio possiamo investire in determinate azioni, a seconda che abbiamo tra 0 e 10.000 euro, o tra 10.000 e 50.000, etc, egli ci fornira' non un unico valore, ma piu' numeri, uno per ciascuna fascia di valori possibili (la risposta non sara' del tipo "Lei ha 30.000 euro, quindi le azioni non devono superare il 20%", ma del tipo "se Lei avesse meno di 50.000 euro le azioni non devono superare il 20% del portafoglio, fino a 100.000 euro puo' arrivare al 30%, etc"), e cosi' avremo la risposta senza dovergli fornire alcuna informazione, senza dirgli in che fascia rientriamo, e analogamente per trutto il resto.
Paolo
Scocciato
20 novembre 2007 00:00
Leggere i testi delle disposizioni relative al decreto legislativo 164 "mifid",è alquanto oneroso e comporta conoscenze di materia che non tutti possiedono. Meglio affidarsi ai commenti qualificati.
Ad ogni modo, basta cercare su Google scrivendo: mifid consob, oppure: mifid decreto, o altro simile e troverai migliaia di informazioni sulle disposizioni (esempio:http://www.mefop.it/articolo.php?id=1157),
Il problema , a mio avviso, è come verrà applicata questa direttiva dagli intermediari che, per stare sul sicuro e non essere chiamati a rispondere in merito a responsabilità di vario genere sulle consulenze, collocamenti, vendite o altro relative alle operazioni di investimento richieste, manovreranno in modo da incastrare l'ignaro investitore, con firme attributive di ogni responsabilità da parte del cliente, con modulistica atta all'identificazione automatica in dipendenza di un questionario da eseguirsi subito all'inizio della prima operatività. Se ci si rifiuta di rispondere, in tutto o in parte si verrà automaticamente classificati a seconda di quanto espresso e le operazioni saranno o meno eseguite in dipendenza automatica della prima dichiarazione.
Resta altresì difficile investire in quanto la normativa dovrebbe prevedere l'accesso, non più ad una sola borsa, ma anche ad altri luoghi di contrattazione.
In particolare, lo spirito semplice del D.L.si evince in parte dalla lettura dell'art.2 e commi specifici. Basta scaricare il PDF.
Essendo, comunque, materia nuova, sorgeranno sicuramente interpretazioni le più disparate.