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Passante
25 novembre 2007 0:00
Disilluso, intervento interessante! In effetti lo stato ha incassato(oltre ai maggiori utili Eni) anche l'Iva sugli aumenti, e parliamo di cifre sostanziose.
Poi buona parte del "tesoretto" l'ha usata, invece che per ridurre le tasse e/o il debito, per eliminare lo scalone, facendo un "favore" a chi va in pensione adesso e mettendola ancora in quel posto ai giovani, che si troveranno senza nulla. Con il risultato che sono state di fatto sprecate delle risorse che invece potevano essere utilissime.

Riguardo alle "liberalizzazioni", finchè il margine del gestore è limitato, così come il costo della distribuzione, i risparmi saranno sempre dell'ordine di qualche centesimo. Ben poco rispetto alla mano pesante dello stato.
Disilluso
25 novembre 2007 0:00
Passante, hai ragione, non ricordavo questa proposta.
Però mi chiedo se continua ad aumentare la spesa pubblica, come possiamo sperare che diminuiscano le tasse o le accise sui carburanti?
Passante
24 novembre 2007 0:00
Disilluso, mi riferivo alla famosa proposta "bersani" riguardo al "congelamento delle accise", anzi ad un meccanismo automatico che sarebbe dovuto partire dal gennaio 2007 e che avrebbe livellato la benzina (scontando le accise) quando il prezzo aumentava e lo stato incassava più Iva.
Di questa promessa elettorale non se ne sa più nulla.
Mattia
24 novembre 2007 0:00
Ho visto i prezzi del link inserito dall'amico Disilluso http://www.aaroadwatch.ie/eupetrolprices/ sono rimasto sconvolto. Il dollaro perde potere di acquisto nei confronti dell'euro, il petrolio si paga in dollari quindi da noi, in europa dovrebbe costare meno. Da loro invece costa l'equivalente di 50 centesimi. Ma allora noi europei siamo proprio dei coglioni.
Matteo
23 novembre 2007 0:00
Azz....ma è scandaloso! Siamo il terzo paese con la media dei prezzi più alti! In più c'è da fare una considerazione: In italia abbiamo anche dei pozzi di petrolio! I paesi dove il prezzo è più caro credo non hanno pozzi dove estraggono l'oro nero....ma noi si! Li ho visti al largo della Sicilia e sò per certo che altri pozzi (non come quelli arabi) sono in altre regioni d'italia. La colpa secondo me è anche lell'Agip (ENI) che, tramite il governo che è anche azionista, potrebbe abbassare i prezzi in modo che le altre compagnie sarebbero costrette ad adeguarsi. Non facendolo non venderebbero più nulla. Poi, giustamente, come dice Disilluso, il governo potrebbe ulteriormente intervenire eliminando le famose tasse della Guerra di Eritrea, del terremoto del Belice, del Friuli, della missione in Albania, in Afganistan e di tante altre "gabelle" che i nostri schifosissimi governanti (dopo 50 anni ci sono ancora gli stessi di allora), ci hanno rifilato. Che schifo!
Disilluso
23 novembre 2007 0:00
Andate su questo sito e rinfrescatevi le idee sui costi dei carburanti in Europa ed Usa.
http://www.aaroadwatch.ie/eupetrolprices/

Buon divertimento!
Disilluso
23 novembre 2007 0:00
Passante, a quale proposta di Bersani ti riferisci?
Alle cosiddetta liberalizzazione?
A quella di rivedere i costi di distribuzione andando ad intervenire sul profitto degli esercenti?
Gli esercenti percepiscono circa 2/3 centesimi/litro.
Ti ricordo, ma credo tu lo sappia meglio di me, che le accise rappresentano il 66% del prezzo finale. Per cui su 1,278€ del prezzo ad oggi del gasolio, circa 84 eurocent vanno nelle tasche dello stato, 2/3 eurocent nelle tasche dell'esercente.
Cosa dovremmo spettarci da Bersani? Che vada a limare di un centesimo il profitto dell'esercente?
NON SAREBBE PIU' LECITO ABBASSARE LE ACCISE CHE PORTANO IL PREZZO DEI CARBURANTI AI PIU' ALTI LIVELLI EUROPEI?
per matteo
23 novembre 2007 0:00
te lo dico io pilotata da chi....da quelli che nell'ultimo lustro circa hanno comprato SOLO macchine diesel, giustificandosi col fatto che costasse di meno; quante volte hai sentito il discorso "voglio prendermi una macchina, ma la prendo solo diesel, perchè la benzina costa ormai troppo"?? Allora chi decide ha deciso di tirare su il prezzo del gasolio, facendolo avvicinare a quello della benza. Così, quelli che hanno preso macchine diesel convinti di "metterlo in quel posto" piano piano ora se lo stanno prendendo sempre di più n(considerando anche che una macchina a motore diesel costa di più rispetto ad una a benzina). Gli unici che ci passano veramente sono i camionisti e chiunque lavori nell'edilizia o comunque usi macchinari particolari da lavoro (sempre alimentati a gasolio) ai quali del multijet della fiat e di altre baggianate glie ne frega tanto quanto, eppure si sono ritrovati a pagare sensibilmente di più per poter lavorare.
Passante
23 novembre 2007 0:00
Aspettiamo sempre che si concretizzi la famosa proposta di Bersani che aveva lanciato in campagna elettorale... ora la campagna elettorale è finita e della sua proposta nemmeno l'ombra!!!
Filippo
23 novembre 2007 0:00
Concordo in pieno con tutti. Il governo di prima non ha controllato i prezzi che senza giustificazione aumentavano, quello di adesso è addirittura peggiore perchè doveva calmierare i prezzi e favorire il lavoro. Proprio loro dovrebbero controllare l'aumento dei carburanti e dei generi alimentari invece, come tutti i precedenti governi, sono avvinghiati alle poltrone aspettando di arrivare a fine legislatura per assicurarsi il vitalizio a vita (la loro pensione) alla faccia dei dementi che credevano che la sinistra facesse gli interessi di tutti i cittadini. Sono disgustato!
Matteo
21 novembre 2007 0:00
Disilluso, hai colto nel segno! Proprio gli aumenti indiscriminati dei prezzi del carburante sta dando l'alibi per aumentare i prezzi. Anche prodotti che nulla hanno a che vedere con il trasporto degli stessi. Addirittura se la materia prima si reperisce sotto casa, si confeziona tutto sotto casa e si compra nello stesso luogo, chi commercia dice che il prezzo deve subire dei rincari a causa dell'aumento dei prodotti petroliferi che incide sui prezzi delle materie prime(?)...mah..sono veramente deluso ed amareggiato, siamo tutti nelle mani di pochi speculatori e di un governo inefficiente (i politici viaggiano a spese nostre)...e le varie associazioni dei consumatori, cresciute come funghi, non sembrano tanto interessate a fare luce su questi argomenti che ricongo siano fondamentali per la nostra economia. Un caro saluto a tutti.
Disilluso
20 novembre 2007 0:00
Le analisi fatte sotto sono tutte abbastanza condivisibili.
Aggiungo, però, che in Italia il prezzo del gasolio è il più alto d'Europa (eccetto due o tre nazioni)e circa due volte e mezzzo quello degli USA.
Lasciare a casa la macchina potrebbe, magari nel giro di dieci o quindici anni, anche abbassare il prezzo dello stesso, ma nel frattempo continueremmo a pagare TUTTO PIU' CARO. Quante volte abbiamo sentito dire che le mele sono aumentate pechè in settimana era aumentato il gasolio?
Il post è molto pertinente perchè chiama in causa le associazioni dei consumatori che dovrebbero prendere una posizione molto forte sul prezzo del gasolio, proprio perchè lo stesso incide in maniera determinante, SU TUTTI I PREZZI DEI GENERI DI CONSUMO.
E soprattutto battersi perchè scendano le vergognose accise che rendono il prezzo del gasolio altissimo.
E' inutile pendersela con le singole caregorie produttrici se non viene eliminato il peccato originale!
Passante
19 novembre 2007 0:00
Scocciato, il punto di pareggio è stato artificiosamente spostato in alto!
Solo 3-4 anni fa c'era una differenza del 20% tra gasolio e benzina, inoltre le auto diesel percorrono più km ed oggi hanno anche una qualità di guida ottima (common rail).

Comunque mi risulta che il costo industriale del gasolio sia in realtà superiore a quello della benzina.
Ma lo sappiamo bene che il prezzo è in gran parte Iva ed Accise!!!
Marco
19 novembre 2007 0:00
Matteo ti do un consiglio, a te e a tutti quelli che leggono. Io da marzo dell' anno scorso prendo l' autobus. Prima usavo sempre la macchina (diesel). Se tutti coloro che possono farlo lasciassero la macchina a casa sicuramente i prezzi dei carburanti calelebbero. Io però non riesco a capire perché più aumentano i prezzi e più aumenta il traffico. Boh....
Scocciato
19 novembre 2007 0:00
Il mondo della speculazione conosce benissimo i propri polli. Noi consumatori, proprio per lo stillicidio infinitesimale ma costante di aumenti, non reagiamo convenientemente. Non serve trovare da parte delle associazioni di consumatori o dai buoni governanti o da strapagati tecnici qualche marchingegno o slogan per risparmiare qualche cent, tipo distribuire ai supermercati, eliminare il benzinaio e farsi da soli il pieno, dire che si sono prodotti modelli di auto che fanno un km in più al litro, andare a fare dieci km inseguendo(come dice di fare il governo) il distributore che fa un cent in meno, incolpare solo le accise che gravano(ovviamente ingiustamente) sul prezzo, senza far nulla, comprare auto sempre più nuove che sembra consumino meno, ma ci danno soddisfazione e le usiamo di più, ecc.
Il problema è di fondo, se i consumatori veramente si coalizzassero e utilizzassero i veicoli a motore solo quando non se ne può fare veramente a meno, e non per andarsi a prendere le sigarette o a scoprire il ristorantino a cinquanta km che non avevo mai frequentato, o a mandare milioni di alunni, di pensionati, di gitanti vari a vedere mostre in ogni parte del globo, tifosi e ultras e squadre sportive di ogni tipo su e giù per il mondo in auto, pullmann, aerei, con al seguito migliaia di agenti per la sedazione, sfavorire il trasporto su gomma, lo spreco dei mezzi diesel in agricoltura, nell'edilizia, nella manutenzione delle strade, ecc. che restano perennemente accesi, oltretutto inquinando paurosamente; l'elenco sarebbe straordinariamente lungo.
Ridurre ed indurre a consumare molto meno inutilmente, sarebbe la cartina vincente;
Una gita in montagna o al mare in meno all'anno ti ripaga largamente di questi aumenti.
Il gasolio supererà presto il prezzo della benzina, in quanto il parco automezzi diesel ha già superato da tempo la soglia della metà.
La gente continua a comprare il diesel perchè consuma un tantino meno, ma non guarda che il mezzo costa di più, abbisogna di maggior manutenzione e il punto di pareggio si incrocia dai quattro ai sette anni, con una percorrenza media di 15000 km all'anno.
Le mode viaggiano senza carburante.
guido
19 novembre 2007 0:00
E' la legge della domanda e dell'offerta...se domani tutte le automobili andranno a zucchero il prezzo dello zucchero salirà all'inverosimile...
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