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Domenico 13 dicembre 2007 00:00
Bell'intervento, analisi attenta. Forse troppo politica nelle attese.
Sergio 14 dicembre 2007 00:00
Sì, il taglio del mio intervento può essere letto in chiave politica.
D’altra parte, la dottrina della Chiesa, dopo aver espresso validissime enunciazioni sulla pace, con i paragrafi 2308 e 2309 svolge considerazioni di carattere valutativo e pragmatico. Invita a effettuare analisi degli avvenimenti e verifiche della sussistenza di determinate condizioni necessarie per legittimare la guerra e per poter parlare di “guerra giusta”.
Ho cercato con dei ragionamenti (esistono altri strumenti?) di dimostrare l’inconsistenza (o se preferisci la vaghezza, la soggettività) delle premesse “condizionanti” poste dalla Chiesa.
Su un tema così importante (Evitare la guerra) la dottrina della Chiesa non esprime alcun forte valore etico: il Catechismo potrebbe essere confuso con un qualsiasi manualetto scritto da qualche “consigliere di Stato”.

Vorrei solo ricordare che lo Stato è un’astrazione che s’incarna nelle persone che rappresentano le Istituzioni.
Queste persone sono spogliate dalla forte carica emotiva che invece investe la vittima, persona fisica, di un delitto.
Se dobbiamo pretendere che un cittadino non faccia ricorso alla giustizia “fai da te”, dobbiamo anche pretendere che la stessa cosa valga per gli stati.

Si tratta di creare le condizioni politiche per evitare la guerra; e se dal piano politico passiamo a quello religioso, mi attenderei indicazioni etiche per “evitare la guerra” o la netta condanna etica della guerra.
Possibile che su questo fronte dalla Chiesa giungano solo indicazioni vaghe e soggettive?
Poiché la Chiesa interviene sulla politica e sull’attività legislativa, ed è anche Osservatore permanente all’ONU, mi attenderei una febbrile attività internazionale per promuovere la riforma dell’ONU.
Francamente, è paradossale che sul tema diritto internazionale, difesa della pace e della dignità dell’uomo una piccola organizzazione politica, come il Partito Radicale Transnazionale, abbia ottenuto maggiori successi della Chiesa Cattolica. Penso al tribunale penale per i crimini di guerra e alla moratoria della pena di morte, ma anche all’attività per la difesa delle libertà civili (libertà religiosa compresa) in Cina, Vietnam, Laos…
La sensazione è che la Chiesa sia troppo attenta alle scelte “politiche” e privilegi sempre l’opportunismo politico all’attività ecumenica. Chiamatela se volete realpolitik, cioè scelte politiche pragmatiche basate su valutazioni concrete, su convenienze politiche del momento, anche a scapito delle convinzioni etiche e dei principi universali.
UU 15 dicembre 2007 00:00
LA CHIESA E MERDACCE
UU 15 dicembre 2007 00:00
LA CHIESA E MERDA
Sergio 17 dicembre 2007 00:00
UU, il concetto è chiaro ma mi sembra poco argomentato e quindi non condivisibile.
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