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? ? ? ? 08 dicembre 2007 00:00
L'articolo "Rockefeller si fa l'Arca di Noè. Cosa ci nasconde?", sempre nel sito effedieffe.com, mi sembra ancora più interessante...

Reset 08 dicembre 2007 00:00
Ma perchè Maurizio, metti in giro questi dati "fantascientifici" sulla presunta pericolosità dei vaccini?
Per dovere di cronaca, inserisco quanto MEDIKEY (uno dei principali siti mdici italiani, ha pubblicato in un inserto recentissimo):
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Primo piano
Efficace anche dopo l'incontro col virus
Il vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell'utero Gardasil, se somministrato a donne esposte a uno o più tipi di Papillomavirus compresi nella formulazione del vaccino, ha dimostrato un'efficacia del 100% nella prevenzione delle lesioni precancerose al collo dell'utero causate dai restanti tipi virali con i quali la donna non è entrata in contatto


Inoltre, la sua efficacia nella prevenzione delle lesioni precancerose e dei condilomi genitali è stata del 94%. Questi i risultati più importanti di un'analisi di due ampi studi di fase III pubblicata sull'ultima edizione del 'Journal of Infectious Diseases'. Il sottogruppo, si legge in una nota, ha coinvolto 4.722 donne tra i 15 e i 26 anni che, prima della vaccinazione, erano risultate positive a uno, due o tre tipi di Hpv fra i quattro coperti da Gardasil* (6, 11, 16 e 18). L'efficacia è stata testata contro le patologie genitali causate dai restanti tipi virali con i quali le donne non erano entrate in contatto. "Vaccinare le giovani prima dell'esposizione all'Hpv fornisce il massimo beneficio. Tuttavia questi risultati confermano che ragazze e giovani donne già esposte adalcuni tipi di Hpv possono essere comunque protette dal vaccino quadrivalente", spiega il ricercatore Daron Ferris, del Medical College of Georgia di Augusta (Stati Uniti).
Al momento della vaccinazione, gli autori dello studio avevano notato che, in questa specifica popolazione di donne tra i 15 e i 26 anni, solo una piccola percentuale (0,1%) era già entrata in contatto con tutti e quattro i tipi di Papillomavirus inclusi nel vaccino. E circa il 27% aveva un'infezione da almeno uno di questi quattro tipi virali. Alla luce di questi dati, gli autori hanno concluso che una vaccinazione "di recupero" delle ragazze e delle giovani donne dovrebbe essere presa in considerazione, in aggiunta a quella delle pre-adolescenti. "Questi risultati entusiasmanti supportano il progetto di un vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell'utero, perché più tipi virali significano maggiori benefici per le donne", commenta Patrick Poirot, vice presidente del Dipartimento medico-scientifico di Sanofi Pasteur MSD. "Molti anni fa prendemmo la decisione giusta nell'ottica di un vaccino quadrivalente che fosse in grado di ampliare i benefici sia per le donne, sia per la salute pubblica. Oggi questi risultati, che dimostrano un'efficacia fino al 100%, sono la prova che avevamo ragione nel puntare sul valore di una vaccinazione con un'ampia protezione", conclude.

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Sanità
Bolzano non vaccina quanto dovrebbe

La Provincia di Bolzano osservata speciale del ministero della Salute per quanto riguarda la copertura vaccinale nei bambini. Lo sostiene Maria Grazia Pompa, direttore dell'Ufficio malattie infettive del ministero della Salute. "Siamo preoccupati - spiega l'esperta durante una conferenza all'università Cattolica a Roma, per parlare di vaccinazione pneumococcica universale in Italia - perché la copertura, anche delle vaccinazioni obbligatorie, è in continuo calo. Probabilmente anche per via di ideali naturalistici, biologici o new-age condivisi da genitori e pediatri". Il tecnico del ministero invita a guardare i dati delle coperture vaccinali pubblicati sul sito del ministero della Salute (www.ministerosalute.it), nell'area dedicata alle malattie infettive. Dunque la Provincia autonoma è sotto osservazione. "Lavoreremo - prosegue - per verificare se si tratta di una diminuzione momentanea o se è un trend di vaccinazioni in calo. Nel qual caso si deciderà come intervenire, con provvedimenti che ovviamente non saranno coercitivi. Lo studio Icona condotto con l'Istituto superiore di sanità nel 2008 servirà a capire meglio le ragioni di questo segnale: motivi ideali - ripete Pompa - di rifiuto della vaccinazione, a cui si aggiunge la considerazione dei vaccini come prodotti non sicuri. Mentre - assicura l'esperta del ministero della Salute - un prodotto che viene somministrato a persone sane e a bambini rappresenta il massimo della sicurezza possibile".


In Basilicata avanti contro il pneumoniae

Continua il piano di vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica in tutti gli uffici sanitari dei 17 Comuni di competenza dell'Asl 5 della Basilicata. Il periodo di copertura del vaccino - ricorda la nota - è di circa tre mesi. La vaccinazione è consigliata a tutti gli over 65 e a coloro che sono affetti da malattie croniche debilitanti dell'apparato respiratorio, circolatorio e uropoietico. E' inoltre raccomandata ai soggetti colpiti da malattie degli organi emopoietici, da diabete e da fibrosi cistica. Insieme alla vaccinazione antinfluenzale è consigliabile, per gli anziani, anche la vaccinazione antipneumococcica per la prevenzione delle patologie dell'apparato respiratorio.


Anti-HIV: un sito italiano

I vaccini in studio in Italia contro l' HIV si guadagnano un sito proprio, ora in inglese ma ben presto anche in italiano. Lo rende noto l'Istituto superiore di sanità(Iss) che ospita il link da cui accedere alle pagine web (www.hiv1tat-vaccines.info/). "Su richiesta di numerosi partner, siano essi del mondo scientifico, industriale, sociale - spiega l'Iss in un comunicato - il Centro nazionale AIDS dell'ISS ha realizzato un sito di informazione sulle strategie di ricerca intraprese dal Centro per lo sviluppo di candidati vaccini contro l'Hiv/Aids". L'iniziativa coincide con l'approssimarsi della Giornata mondiale di lotta all'Aids, che si celebra ogni anno il primo dicembre. Il Centro nazionale Aids dell'ISS "risponde così a un bisogno crescente di informazione da parte di tutti gli attori coinvolti nel progetto di sviluppo di un candidato vaccino contro questa terribile pandemia. Il sito è modulare e contiene informazioni sulle strategie di ricerca scientifica del Centro, sulle relative importanti pubblicazioni scientifiche, sul razionale dell'approccio scelto e perseguito dal centro. Sono anche presenti informazioni generali sulla patologia, l'importanza dello sviluppo di un vaccino conto il virus dell'immunodeficienza umano, i partner istituzionali impegnati in questo progetto e altre realtà che lavorano nel settore".


Dati storici sui salvavita

Che i vaccini siano storicamente tra le principali conquiste della medicina e dell'umanità è ben noto. Un'idea della loro dimensione protettiva e salvavita si può farsela per esempio per quanto riguarda gli Stati Uniti attraverso un rapporto governativo di ampia osservazione dato che risale fino ai dati del primo Novecento, ora pubblicato su JAMA: risulta che le vaccinazioni contro tredici infezioni per le quali erano raccomandate abbiano ridotto la mortalità addirittura del 99%. Le tredici infezioni sono difterite, pertosse, tetano, poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, influenza da Haemophilus tipo b, epatite B acuta, epatite A, varicella, polmonite da Streptococco e vaiolo (per quest'ultimo in realtà la vaccinazione non è più raccomandata dal 1971). Oltre alla mortalità sono drasticamente calati numero di casi e ricoveri. Tutto questo per il raggiungimento e il mantenimento dei livelli di copertura fino dalla prima infanzia (in maggioranza sono vaccinazioni pediatriche) e grazie all'implementazione di programmi d'immunizzazione infantile. Qualche dettaglio. Tra il 1936 e il 1945 le infezioni difteriche per esempio sono state più di 21mila all'anno e le morti 1.800, nel 2006 nessun decesso; oltre alla difterite il calo di mortalità e ospedalizzazioni è stato del 100% per poliomielite e vaiolo. Tra il 1953 e il 1962 oltre 500 mila casi annui di morbillo e 440 morti, nel 2006 solo 55 casi. La parotite è crollata del 96% dalla vaccinazione obbligatoria, il tetano del 93, la pertosse del 92, i decessi per tetano e pertosse del 99. Per quattro malattie con vaccini relativamente recenti, epatite A e B, forme infettive da pneumococco e varicella, i casi e la mortalità sono diminuiti del 90. Dati sui quali far meditare gli attivisti anti-vaccinazioni, come svariati altri sulla ripresa di infezioni laddove si era abbassata la guardia con le immunizzazioni. (JAMA 2007;298:2155-63)


Scienza
Anti-zoster più anti-flu

Nelle persone dai 50 anni in su la somministrazione del vaccino contro l'herpes zoster in concomitanza con l'antinfluenzale inattivato è sicura ed efficace. Lo dimostra uno studio multicentrico randomizzato e controllato contro placebo condotto in Stati Uniti ed Europa, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society. L'immunizzazione contro H. zoster è stata unanimemente raccomandata dai CDC e dall'ACIP per tutti gli americani ultra 60enni, potrebbe quindi essere conveniente somministrarla in occasione della vaccinazione antinfluenzale, raccomandata nella stessa fascia d'età. In un precedente ampio studio su oltre 38 mila over 60, l'anti-zoster aveva mostrato di ridurre in modo significativo sia l'incidenza dell'infezione (61%) sia il rischio della successiva nevralgia (66,5%), oltre a diminuire significativamente i sintomi nei pazienti con riattivazione dell' infezione. Nello studio si sono confrontate sicurezza e immunogenicità della somministrazione concomitante dei due vaccini in 382 soggetti (iniettati il giorno uno e placebo iniettato a un mese) oppure sequenziale in altri 380 (anti-flu e placebo il giorno uno e anti-zoster a un mese): si è riscontrato che nel primo caso l'immunoprofilassi era generalmente ben tollerata e la risposta anticorpale non era differente rispetto alla somministrazione sequenziale (lo stesso per l'antinfluenzale). Secondo gli autori potrebbe essere opportuno un cambiamento nella schedula vaccinale degli adulti oltre la mezza età. (J Am Geriatr Soc. 2007;55:1499-1507)


Virus "fossili" contro l'HIV

Un nuovo potenziale target per realizzare un vaccino contro l'HIV aggirando il problema delle varianti e delle mutazioni sarebbe stato individuato da ricercatori di San Francisco e di Toronto: si tratta dei retrovirus endogeni umani (HERV), i cui residui da milioni di anni sono diventati parte del genoma di ogni cellula. Sembra che l'infezione da HIV sia in grado di riattivare l'espressione degli HERV, distruggendo i normali controlli che li rendono dormienti. L'idea sarebbe un vaccino con antigeni HERV che potrebbe stimolare linfociti T che colpiscono le cellule esprimenti gli HERV, cioè quelle infettate dall'HIV, uccidendole. Risposte cellulari T all'HERV si sono individuate in soggetti HIV-positivi e non in HIV-negativi inoltre si è visto che le cellule T che riconoscono gli HERV sono diverse da quelle che riconoscono l'HIV. In 29 soggetti con recente infezione da HIV si è trovata una relazione tra grado delle risposte T-cellulari agli HERV e livelli di HIV nel sangue. Le cellule T specifiche per gli HERV sarebbero più simili a quelle che uccidono il Cytomegalovirus che a quelle che uccidono l'HIV, e poiché la prima infezione viene in genere controllata per tutta la vita mentre la seconda è controllata più faticosamente, i T anti-HERV potrebbero risultare più efficaci anche nel controllo dell'HIV. (PloS Pathogens, 9 novembre 2007)


Immunità umorale long-term

Il mantenimento sul lungo periodo delle risposte anticorpali è essenziale per un'immunizzazione protettiva nei confronti di numerosi patogeni. Meno definiti erano la durata dell'immunità umorale e il ruolo svolto dalle cellule B della risposta immunitaria, aspetto che è stato approfondito da uno studio pubblicato ora sul New England. Si è compiuta un'analisi longitudinale dei titoli anticorpali specifici per antigeni virali (vaiolo, morbillo, parotite, rosolia, varicella-zoster, Epstein-Barr) e batterici (tetano, difterite) in 45 soggetti nell'arco fino di 26 anni. Inoltre si è misurata la memoria B-cellulare antigene-specifica, comparandola con i relativi livelli anticorpali sierici. E' così risultata una notevole stabilità delle risposte anticorpali, con emivite dai 50 anni in su per i sei virus; nel caso di tetano e difterite le risposte duravano di meno, circa 11 e 19 anni rispettivamente. La memoria B-cellulare era di lunga durata ma per cinque degli otto antigeni testati non c'era una correlazione significativa tra numero di cellule B e livelli anticorpali. I risultati suggeriscono che le cellule B della memoria periferica e le cellule del plasma che producono gli anticorpi siano popolazioni regolate in modo indipendente e che abbiano ruoli diversi nel mantenimento della protezione immunitaria. (NEJM 2007;357:1903-15)


Memapsina, target per Alzheimer

Un vaccino in grado di fermare la progressione dell'Alzheimer, obiettivo perseguito attivamente con sperimentazioni in varie fasi di ricerca. Un gruppo dell'Oklahoma Medical Research Foundation riferisce ora che in topi resi geneticamente predisposti alla malattia ottiene significativi risultati l'immunizzazione con una proteina che si ritiene abbia un ruolo chiave nel processo patologico, la memapsina2. Negli animali vaccinati rispetto ai non vaccinati si è sviluppato il 35% in meno delle tipiche placche cerebrali coinvolte nella morte neuronale, nella perdita di memoria e nelle altre disfunzioni neurologiche dell'Alzheimer; inoltre si sono ottenute migliori performance cognitive. Il lavoro ha portato anche alla messa a punto di una molecola per trattare la demenza che ha iniziato la sperimentazione clinica nell'uomo nell'estate 2007. I ricercatori sottolineano che per una malattia complessa e sfaccettata quale l'Alzheimer è utile, come per i tumori o le cardiovasculopatie, sviluppare diversi approcci, i vaccini rappresenterebbero una soluzione complementare e non sostitutiva dei sembrava promettente di eliminazione delle placche da parte del sistema immunitario sembravano promettenti farmaci: non ci può essere una strategia a taglia unica. Altri approcci vaccinali che sembravano promettenti nell'eliminazione delle placche da parte del sistema immunitario hanno avuto scarso successo, per esempio nel 2002 è stata interrotta una sperimentazione sull'uomo per problemi cerebrali insorti. (FASEB J. 2007 (12):3184-96)


Un vaccino per l'ipertensione

Un vaccino anti-angiotensina II in fase 2 di sperimentazione appare promettente per l'ipertensione da media a moderata, si è mostrato infatti sicuro e ben tollerato e capace di produrre una risposta anticorpale prolungata. Per gli autori il razionale nasce dal fatto che la disponibilità di antipertensivi efficaci è ampia ma c'è il problema della compliance e i pazienti ben controlIati sono una minoranza, inoltre assumendo al mattino questi farmaci che in maggioranza hanno emivite inferiori a 24 ore si è poco coperti proprio nelle prime ore del mattino quando la pressione sale e si ha la maggior parte degli attacchi cardiaci. Un vaccino contro l'angiotensina II a effetto prolungato eviterebbe questi problemi di valle-picco. Un'immunizzazione contro l'angiotensina I che avevano saggiato in precedenza aveva mostrato una certa riduzione dell'aldosterone ma non un effetto antipertensivo. Nello studio il vaccino anti-angiotensina II è stato sperimentato su 72 pazienti con ipertensione da media a moderata, che hanno ricevuto il preparato o placebo ai tempi 0, un mese e tre mesi, con un follow-up di otto mesi per valutare sicurezza e tollerabilità. Gli eventi avversi sono stati pari nei due gruppi e reversibili in uno-due giorni;i titoli anticorpali elevati già alla prima iniezione e l'emivita protratta a circa quattro mesi. La misurazione alla 14a settimana ha mostrato una significativa diminuzione pressoria diurna, con riduzione della sistolica di 5,6 mm Hg e della diastolica di 2,8 rispetto ai valori iniziali; soprattutto, è risultata un'efficacia marcata durante il rialzo pressorio mattutino, con differenze dalle 5 alle 8 tra vaccino e placebo di 25/13 mm Hg. Successivi studi di sicurezza ed efficacia sono già pianificati. (Congresso American Heart Association, novembre 2007)
GPaolo 12 aprile 2012 08:33
Autismo e vaccini: Tribunale malati chiede chiarezza da Css
«Chiediamo al ministero della Salute di dare informazioni certe, anche
sottoponendo il tema al Consiglio superiore di sanità, e soprattutto
di fornire una corretta informazione ai cittadini». Questo l'appello
di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato (Tdm) sulla
sentenza del Tribunale di Rimini, sezione Lavoro, che torna ad
associare la vaccinazione trivalente antimorbillo-parotite-rosolia
(Mpr) alla sindrome di Kanner, meglio nota come autismo. «La sentenza»
si legge in una nota del Tdm «è stata diffusamente contestata da molte
società scientifiche del mondo medico. Alla luce delle diverse
posizioni in campo, crediamo che i genitori abbiano invece il diritto
di avere informazioni certe sui possibili rischi (avvalorati da
ricerche scientifiche valide) oltre che benefici delle vaccinazioni,
prima di scegliere per il proprio figlio in maniera consapevole;
stando così le cose questo consenso informato potrebbe essere parziale
e non ci soddisfa». L'associazione ribadisce la volontà di non creare
allarmismi ingiustificati ma, sottolinea «non possiamo nemmeno
sottovalutare gli elementi presi in considerazione dalla sentenza:
chiediamo alle istituzioni di fare luce e dare informazioni chiare e
comprensibili ai cittadini, anche presso i centri di vaccinazione nel
più breve tempo possibile. Ogni giorno sono tanti i bambini che
continuano a essere sottoposti a questa vaccinazione, sulla quale ora
esistono dubbi in termini di sicurezza».
Questo il COMMENTO inviato alle varie associazioni "mediche" che hanno contestato ed al giudice del tribunale di Rimini:
BENE ha fatto il Giudice del Tribunale di Rimini a sentenziare in quel modo, perche' egli non si e' lasciato influenzare dalle falsita' del Ministero della "salute" (che e' stato da noi informato sui Danni dei vaccini dal 1996 e se ne sta zitto.....assieme a tutti gli altri "enti"....) fino agli ordini dei medici......tutti al servizio di Big Pharma !
La Prova:
Gli studi pubblicati sul BMJ, che "escludono il collegamento fra vaccino ed Autismo" sono stati sconfessati da altri, piu' recenti e completi studi che hanno dimostrato la malafede e il conflitto di interesse di quei "ricercatori" prezzolati da Big Pharma, che hanno preparato lo studio addomesticato...per coprire i danni dei vaccini.
In quegli studi del BMJ quei "ricercatori" hanno comparato bambini VACCINATI con altri bambini, ma non vaccinati del solo MMR, ma cosi' si FALSIFICANO i dati !
Si DEBBONO comparare due coorti di bambini NON vaccinati di NESSUN vaccino, con bambini vaccinati di qualsiasi vaccino, e controllare l'incidenza e la quantita' di bambini malati non solo di autimo......
Infatti fra gli Amish (USA) che NON vaccinano i loro figli, l'autismo NON esiste !...mentre fra coloro che vaccinano, ogni 80 bambini (USA) uno e' Autistico e gli altri (90%) hanno malattie grastointestinali ed altro ancora !
VERGOGNA !
Parlare di Danni dei Vaccini sta divenendo un'argomento TABU....siamo in piena caccia alle streghe come nel medio evo prossimo venturo....
a conferma vedi:
Anche il CDC e' CORROTTO, COLLUSO e disinformante....:
By NaturalNews
I negazionisti del legame tra il mercurio dei vaccini e l'autismo, stanno per avere tempi difficili per negare le ultime scoperte della Coalizione per Mercury-free Drugs (Comed)
Il gruppo no-profit ha ottenuto documenti importanti tramite il Freedom of Information Act (FOIA), richiesta che espone l'US Center for Disease Control and Prevention (CDC), nel ruolo di aver deliberatamente mentito e manipolato lo studio chiave danese che ha mostrato un chiaro legame tra i vaccini contenenti mercurio e l'autismo.
Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di Autismo sono aumentati del 270 % - 1 bambino su 80 diviene autistico DOPO le vaccinazioni !!
Continua su: Autismo + Amish NON vaccinano e quindi NON hanno Autismo + Malattie Gastrointestinali con i Vaccini
Tratto da: http://www.mednat.org/vaccini/wakefield.htm

dr. G. Paolo Vanoli - Giornalista investigativo (Albo speciale), specializzato da 40 anni in Sanita' - Consulente in Scienza della Nutrizione e Medicina Naturale - Webmaster di: www.mednat.org - [email protected]
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