IVAN
06 gennaio 2008 00:00
(Citazione:)
“La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte. Politici e movimenti per ora costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt'altro: populista, manipolatore, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nostre democrazie”.
Il Nemico, questo sconosciuto.
In “1984” di Orwell il Nemico del Popolo era il sovversivo Emmanuel Goldstein, un feticcio idealizzato a cui imputare tutte le cause dei mali dei cittadini. Era una creazione del Partito del Grande Fratello, che sottintendeva il monito “se facciamo qualcosa di sbagliato, è colpa dei suoi sabotaggi”, oppure “se adottiamo misure restrittive, è solo per proteggere voi dalla sua influenza”.
In Cile, anche il più sperduto e insignificante zappaterra aveva la consapevolezza che il suo “Nemico” era Augusto Pinochet e la sua sbirraglia. Nel suo semplicismo quasi manicheo, non c'era nessun dubbio su questo. Causa-effetto, semplice ed immediato. Come pure un cittadino dello Zimbabwe sa che il suo “Nemico” è Robert Mugabe e la sua milizia. Causa-effetto, semplice ed immediato.
Fortunati loro ad avere le idee chiare! E noi?
Possiamo dire di avere, come popolo, un Nemico altrettanto chiaro e universalmente condiviso contro cui ribellarci? Non credo. Forse abbiamo i caricatori pieni. Ma non sappiamo contro cosa svuotarli.
Certo, ogni tanto spuntano dei “Nemichetti”; hanno (a rotazione) l'etichetta di clandestini, terroristi, politici arraffoni, mafiosi, preti pedofili...Persino, perché no, avversari della nostra nazionale di calcio.
Ma sono Nemici solo per alcuni, oppure solo per un breve periodo di tempo. Non abbiamo nessun bersaglio comune, nessun Nemico universalmente condiviso, neppure un “Goldstein” fittizio. Il “virus” causa della Malattia Italia è sempre qualcosa di oscuro e indecifrabile.
Persino il povero Berlusca, che si era temporaneamente offerto come il nostro “Goldstein” nazionale, come Nemico Comune si è rivelato un pietoso fallimento, un patetico burattino che ci ha solo fatto scoprire quanto in realtà il nostro vero Nemico sia ben lontano dall'essere definito.
È come un sistema a scatole cinesi: l'apertura di ciascuna scatola ridefinisce ogni cosa appresa dall'apertura della precedente. Nemici compresi. Si arriva così a parlare di poteri occulti, servizi deviati, massoneria, nuova P2, CIA, signoraggio bancario, e quant'altro di totalmente alieno alla nostra quotidiana percezione dello stato di cose. Il Nemico diviene talmente astratto e incorporeo da scoraggiare le velleità del più invasato pistolettaro.
Nulla di strano se alla fine preferiamo riversare la ricerca di un Nemico su qualcosa di più tangibile e diretto, tipo i nostri vicini di casa, accoppandoli perché fanno rumore. Causa-effetto, semplice e immediato. È il gioco dei Capponi di Renzo, che si beccano fra loro non riuscendo a prendersela con la vera causa del loro disagio.
“Il vostro vero nemico è dentro di voi” rispondono universalmente i Saggi d'ogni tempo. Forse è davvero ora di realizzare che la causa della Malattia Italia non è la forza del “virus” di turno, bensì la nostra assenza di anticorpi: qualunque “virus” che in altri Paesi sarebbe curato con una pernacchia, qui in Italia riesce invece a prosperare e fare affari d'oro. E non per caso.
Il nostro vero Nemico è la nostra stessa VULNERABILITÀ.
Solo un'opinione mia?
IVAN
Isaia Kwick
06 gennaio 2008 00:00
Ma scrivete di vostro pugno...
Isaia Kwick Zingaro ROM
IVAN
07 gennaio 2008 00:00
È già scritto di mio pugno, Isaia. Se non si nota, lo prendo come un complimento. Grazie.
IVAN
10 gennaio 2008 00:00
(citazione:)
“SIAMO ORAMAI GIUNTI AD UNA SVOLTA EPOCALE NELLA STORIA DELL’UOMO”
...e non in meglio, aggiungerei.
Dal punto di vista esoterico, nessuna situazione passata è paragonabile a quella attuale: la ciclicità delle situazioni storiche si è INTERROTTA. Perciò ogni soluzione anticamente funzionale deve essere riscritta in un'ottica interamente NUOVA.
In pratica, ci troviamo di fronte all'ultimo atto della Battaglia delle Termopili: una ristrettissima casta di “Leonida” sciroccati ha conquistato una tale posizione strategica da tenere in scacco sei miliardi di persone. Si chiamano Bilderberg? Rotschild? Rosacrociati? Poco importa: sappiamo cosa vogliono da noi. E di questo passo ci riusciranno. Ci riusciranno non perché i loro mezzi siano invincibili (tutt'altro, sono quasi infantili), ma perché noi non stiamo opponendo alcuna RESISTENZA ad essi. Siamo confusi, intimoriti, sfiduciati...e sopratutto ISOLATI l'un l'altro. “Dividi e impera”. Semplice.
Dobbiamo ritrovare in fretta l'Istinto di Autoconservazione, che sembra essere finito sepolto sotto una vischiosa montagna di bollette, tensioni, veline, inflazioni, aliquote, elezioni e risultati delle partite.
E sopratutto DOBBIAMO RITROVARE QUEL SACROSANTO ISTINTO ANIMALE CHE FA UNIRE IN BRANCO PER DIFENDERSI DA UN PERICOLO COMUNE.
Anche perchè l'alternativa è una irreversibile autodistruzione, il Caos Finale, tanto voluto e fomentato dai nuovi “Leonida”.
Sarebbe un peccato. Perché io ci credo ancora, nell'Uomo.
IVAN
Isaia Kwick
10 gennaio 2008 00:00
E si!
Isaia Kwick Zingaro ROM
IVAN
27 febbraio 2008 00:00
LA “MALATTIA ITALIA”
L'Italia è malata:ma di cosa?
Personalmente ho avuto occasione di vivere in Paesi del Nord Europa, quindi ho un termine di paragone tra l'Amministrazione italiana e quella di altre Nazioni. E “ovviamente” la sensazione è di appartenere, in confronto, ad una Repubblica delle Banane.
Tuttavia, la maggior parte di noi NON HA questo termine di paragone; l'Amministrazione italiana è L'UNICA che conosce (direttamente), ed in quanto tale gli appare NORMALE.
Purtroppo, come popolo siamo afflitti da un male oscuro che io chiamo “Malattia Italia”, ovvero che
OGNUNO DI NOI PLEBEI IGNORANTI RIESCE A VEDERE PROBLEMI E SOLUZIONI
CHE INVECE SEMBRANO SFUGGIRE PROPRIO SOLO AGLI “ESPERTI” CHE SE NE OCCUPANO.
Faccio un esempio: le famose truffe Telecom delle bollette gonfiate da numerazioni a sovrapprezzo (899 ecc) mai effettuate dagli utenti. Persino un ritardato capisce che la soluzione sarebbe mettere per legge questo semplicissimo decreto:
I COLLEGAMENTI A NUMERI A SOVRAPPREZZO DEVONO ESSERE ABILITATI SOLO SU RICHIESTA DELL'UTENTE.
Punto! Nessun cavillo, nessuna interpretazione, nessuna possibile apertura a truffe. Eppure, a tutt'oggi il Ministero non ha mai saputo (o voluto) dare spiegazioni del PERCHÉ non sia stato attuato un provvedimento tanto semplice ed evidente.
Questo è solo un esempio di “grande problema con facile soluzione – ma misteriosamente non applicata”. È la Malattia Italia.
Temo si tratti di un male incurabile, endemico. Perché al di là dei luoghi comuni, i nostri politici non sono né scemi né ciechi: vedono ESATTAMENTE i problemi e le soluzioni che vediamo anche noi. Solo che non hanno interesse a porvi rimedio: nelle situazioni di CRISI, gli sciacalli riescono sempre a fare affari d'oro. A costo di fomentarle VOLUTAMENTE. In questo, l'Italia può vantarsi di essere la Nazione più “CRISI-zabile” del mondo.
È un vero peccato, perché POTENZIALMENTE il nostro Paese non avrebbe rivali sul Pianeta.
Abbiamo TUTTO: il mare, i monti e le pianure, il sole, la pioggia e la neve, un buon clima, le campagne e le industrie, gli allevamenti e la tecnologia, una terra che se butti un sasso germoglia...Per non parlare della Storia, delle Arti, dei grandi personaggi di scienza e cultura che hanno onorato la Civiltà. Nessun altra Nazione può vantare tanta “ricchezza”.
E forse è proprio questa “ricchezza” che ci frega: è come se una Nazione così rigogliosa fosse in grado di assorbire qualunque urto, di compensare qualunque perdita, di rimarginare qualunque ferita....
...E SOPRATUTTO DI POTER ESSERE AMMINISTRATA IN QUALUNQUE MODO!
Con ciò che è accaduto (e sta accadendo) in Italia, QUALSIASI altra Nazione sarebbe già implosa.
Purtroppo questi straordinari “anticorpi” tipicamente italiani sono ormai arrivati alla SATURAZIONE. Proprio ora.
Quella che stiamo vivendo è un'epoca che non ha precedenti nella nostra Storia: la “Malattia Italia” ha raggiunto un NUOVO stadio di gravità, in cui i VECCHI anticorpi non sono più un rimedio efficace. Anticorpi come scioperi, cortei, referendum, hanno avuto effetto durante un CERTO stadio della Malattia. Ma ora non occupano più nemmeno due righe sui giornali, perché anche la Malattia stessa ha sviluppato le PROPRIE autodifese.
Temo che l'Argentina sia dietro l'angolo. Gli indizi ci sono tutti. Forse arriverà in maniera meno drastica, più graduale, ma ormai mi sembra INEVITABILE.
Non abbiamo mai saputo ascoltare le Cassandre, e anche stavolta mi pare che stiamo reagendo col solito ottimismo “italico”. Cioè, non con l'ottimismo dell'Uomo Positivo, bensì con l'ottimismo del rincoglionito: quello che cade da un palazzo di 80 piani, e per farsi coraggio ad ogni piano che vede passare si dice “Fin qui tutto bene...Fin qui tutto bene...Fin qui tutto bene...”
Per chi invece si preoccupa dell'atterraggio, questa è forse l'ultima occasione di aggrapparsi a qualche cornicione. Per curare la Malattia Italia, abbiamo urgentemente bisogno di trovare anticorpi del tutto NUOVI. Quali? Discussione aperta: ogni proposta è benvenuta.
IVAN
IVAN
06 marzo 2008 00:00
ITALIA: SIA DITTATURA CHE DEMOCRAZIA
(Citazione ricorrente nei forum:)
<< I politici si aumentano gli stipendi, mentre noi non sappiamo come arrivare a fine mese. Dobbiamo mandarli a casa!” >>
Condivido il senso di indignazione, ma...insomma, basta con questo slogan da stadio “dobbiamo mandarli a casa” come se la scelta stesse a noi (“noi”...chi?!).
La verità, per chi vuol vederla, è che viviamo in una forma di “Dittatura Morbida”. La “Demo-Crazia” è solo FORMALE.
Sugli stipendi, ci hanno forse chiesto:
1) Una OPINIONE in proposito
2) Il PERMESSO di farlo
No? Allora la Demos-Kratos non conta un cazzo. Ed è Dittatura. Semplice.
Prima di essere frainteso, preciso che non TUTTO in nostro apparato governativo è una Dittatura camuffata. Possiamo vederlo come un MIX di situazioni che convivono alternandosi: alcune sono situazioni di Democrazia pura, altre sono situazioni di Dittatura pura (imposizioni arbitrarie della Casta).
Quella degli stipendi dei parlamentari è appunto un esempio di Dittatura pura. In quanto tale, più che togliere il saluto ai “Pinochet” della situazione, non vedo granché di CONCRETO da fare.
Questo non significa essere fatalisti o rassegnarsi all'impotenza. Solo, ci sono ALTRI modi di trasformare la nostra indignazione. E questi modi possono apparire soltanto se ci prendiamo il disturbo di considerare le cose per quelle che SONO, e non per quelle che “dovrebbero essere”.
Ivan
IVAN
09 marzo 2008 00:00
IL TRAMONTO DELLA VERA CONOSCENZA
(Citazione da un articolo di giornale inglese:)
<< Per noia, gli adolescenti si sdraiano sui binari del treno e all'ultimo momento si alzano. Ma spesso non sono così rapidi, e quest'anno ne sono già morti 8. >>
Sul tema in questione, scrivo per primo “8 IMBECILLI IN MENO”, così il 9° imbecille evita di intervenire per scriverlo lui.
Perché la questione è meno frivola di quanto sembri. La paragonerei al sintomo di una malattia, che se presa sottogamba può degenerare in un tumore.
Parlo a nome di quelli che hanno almeno una trentina di inverni sul groppone, e che quindi hanno un termine di paragone tra la società di 15 anni fa e quella attuale. Per quanto sia stata graduale, si tratta di una mutazione ABERRANTE (parlando dal punto di vista dell'Essenza dell'Uomo). Però noi “vecchietti” ci difendiamo attingendo a quelle risposte che abbiamo acquisito nell'Era Pre-informatizzata.
Non devo essere l'unico (spero) che ha notato come i giovani stiano crescendo SENZA questo termine di paragone: l'Era Informatica è L'UNICA che percepiscono, e qualunque risposta cerchino (alle domande ESSENZIALI, intendo, non “dove scaricare una nuova suoneria”) devono trovarla lì. E sono risposte di plastica.
Nulla di strano che, a forza di vivere in una “periferica”, si perda contatto con il “server centrale” (l'Uomo Animale e le sue innate esigenze). Inevitabile un certo “inspiegabile” senso di alienazione per i giovani della Nuova Generazione (parlando in generale, ovviamente).
L'unica soluzione per evitare di vederli “sdraiare sui binari” è quella, nel nostro piccolo, di TRAMANDARGLI quella Conoscenza esente da bytes che ci è propria. Perché da soli non la troveranno, non ne sono più CIRCONDATI come poteva essere per noi. E se non ci prendiamo questa responsabilità, tale Conoscenza rischia di scomparire con noi. L'allarme è rosso.
IVAN
IVAN
03 aprile 2008 00:00
IO NON MI SENTO ITALIANO. MA PER FORTUNA O PURTROPPO LO SONO. (G.G.)
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(Citazione dall'articolo “GLI ITALIANI VISTI DALL'ESTERO” di Ettore Nobis:)
<< Quante volte all'estero mi è stato chiesto come mai gli italiani sono quasi tutti ladri, imbroglioni e corrotti? Proprio un popolo come quello italiano, così denigrato da pregiudizi xenofobi e razzisti, dovrebbe guardarsi bene dal dedicarsi alla diffamazione di altri popoli.>>
La verità sta nel mezzo.
Inviterei comunque il signor Nobis a distinguere il concetto: “gli italiani” in astratto e “gli italiani” persone fisiche.
Non è solo un luogo comune che l'italiano IN ASTRATTO sia considerato spaghetti, mafia e mandolino.
E con tutte le buone ragioni del mondo (pardon, della nazione).
Ultimamente, poi, non è che le notizie in uscita dallo Stivale contribuiscano molto a redimerci.
Eppure, uno straniero che incontra DI PERSONA un italiano (qui o in patria) è solitamente sorpreso – in positivo – dalla sua ricchezza interiore e umanità (mediamente parlando).
Forse, azzarderei, è sorpreso di non riscontrare in lui – individualmente – quelle strambe caratteristiche che gli vengono invece attribuite a livello di popolo.
SIGNOR NOBIS.
IO SONO UN ITALIANO.
MA NON SONO «QUELL'» ITALIANO.
NESSUNO DI NOI LO È.
IL TUTTO NON È LA SOMMA DELLE PARTI.
Questo va detto senza falsi campanilismi. È abbastanza ipocrita sbandierarci come popolo di artisti, scopritori, poeti e inventori quando in realtà gli italiani che hanno fatto davvero la storia sono stati solo un pugno di grand'uomini (Leonardo, Colombo, Galileo e pochi altri).
I rimanenti sono lì per far numero, a dire con patriotico orgoglio “Hai visto quello? È un mio connazionale!”, come se solo per questo anche lui avesse contribuito a qualcosa.
Probabilmente quella del signor Nobis è solo una ironica provocazione; angeli o diavoli che siamo, non credo che mettersi a dissertare sulle opinioni degli stranieri ci sia di una qualche utilità pratica.
Al limite, giusto per prendere atto, come italiani, della nostra UNICITÀ. Nel bene e nel male.
Ivan
IVAN
05 aprile 2008 00:00
ELEZIONI: LA GRANDE ILLUSIONE
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Le elezioni? Sono una barzelletta che non fa ridere.
Parto dalla fine:
<b>Le schede finiscono tutte in una bella fiammata,</b>
<b>e i vincitori delle elezioni vengono scelti d'arbitrio</b>
<b>dalla commissione che comunica i risultati elettorali.</b>
Ahahah? Certo. Eppure, a volerli vedere, <u><i>tutti</i> gli indizi portano inequivocabilmente a questa conclusione.</u>
So che non è facile accettarla. Tuttavia, qual'è l'inconfutabile “prova contraria”?
Potete rigirarla come volete, questa prova non l'avrete <i>mai</i>.
(Allora, tanto vale considerare seriamente anche l'ipotesi inversa.)
In verità, la maggior parte dei sedicenti “elettori” è convinta di avere il potere di votare per il semplice fatto che, da quando è nato, sente dire che <i>esiste</i>. E tanto basta.
<u><i>DA QUANDO È NATO, SENTE DIRE CHE ESISTE.</i> Ecco la sua prova.</u>
Anch'io per anni ho creduto che vince chi prende più voti, ma troppe cose non quadrano, troppi conti non tornano.
Se invece proviamo – almeno “<i>per gioco</i>” – ad analizzare il sistema politico dal punto di vista che ho suggerito...Magia! Vedrete che OGNI conto torna, senza sbavature.
Seriamente, guardiamoci attorno: l'economia è allo sfascio, sempre più persone perdono il lavoro, le tasse ci sbranano vivi, inquisiti e incompetenti ai posti di comando, impunibilità della Casta, corruzione, malasanità, delinquenza, partite di calcio decise per telefono, immigrazione selvaggia, disastri ambientali...insomma, uno sfacelo completo da cui non si salva niente...
<i>«...però, cazzo, almeno una cosa funziona: il nostro sistema elettorale, pulito fino all'ultima scheda!»</i>
Regge <i>poco</i>, vero? È più verosimile, invece, che le cose vadano in un certo modo PROPRIO perché – alla base – <u>è il sistema elettorale ad essere più marcio dei settori che poi sorregge.</u>
Questo spiegherebbe molte cose.
Per coloro ancora dubbiosi, chiudo con una domanda e un invito.
- (<i>Domanda:</i>)
Credete davvero che gli appartenenti alla Casta diano SUL SERIO a noi contadinotti la possibilità di schiodarli dalle loro comode poltrone...<u>solo mettendo una “X”</u>?!
- (<i>Invito:</i>)
Date tempo – e spazio – all'INTUITO. Che significa <u>guardare le cose con gli <i>OCCHI</i>, non con la <i>testa</i>.</u>
Ivan
IVAN
07 aprile 2008 00:00
CARO NEMICO, GRAZIE DI ESISTERE
(Buoni contro cattivi: la farsa del conflitto Destra-Sinistra)
______________________________________________
In ogni <i>drama</i> (libri, film, teatro) il tema del <b>Conflitto</b> è necessario per far procedere la narrazione. In breve, un <i>Buono</i> contro un <i>Cattivo</i>.
Allo stesso modo, sappiamo che <u>il “Conflitto” fra Destra e Sinistra è solo una FARSA</u> (siamo seri: <i>nessun</i> bipede senziente può ancora dubitare che Veltroni e Berlusconi non si telefonino ogni sera per mettersi d'accordo su cosa FINGERE di litigare il giorno dopo in TV). Anche qui, un <i>Buono</i> contro un <i>Cattivo</i>
Che farebbe la “buona” Sinistra senza un Berlusconi? Ovvero: <i>come potrebbe dimostrare di essere “buona” <b>in sé</b>, e non semplicemente perché si contrappone all'odioso della situazione?</i>
Semplice: se lo INVENTEREBBE.
Troppo difficile dimostrare di essere “il meglio” quando giochi da solo. Più comodo, invece, quando ti basta essere “il meno peggio” rispetto a qualcun altro.
Che più è “peggio”, e più puoi permetterti di “peggiorare” anche tu...Solo, SEMPRE UN PELINO SOTTO.
- Berlusconi colleziona il 450° avviso di garanzia? Benissimo, così D'alema può arrivare fino al 440° senza problemi di impopolarità...
- Berlusconi si fa la 60° legge su misura? Perfetto, così Veltroni può farsene fino a 55...
- Berlusconi candida nel PdL mafiosi e pregiudicati? Fantastico, così nessuno farà troppo caso alla marea di “semplici” indagati e raccomandati che affollano l'altra sponda...
E così via.
<b>Ecco perché la cosiddetta “Sinistra” se lo coccola ben bene, il suo “nemico” Berlusconi, invece di sprofondarlo con <i>ESTREMA</i> facilità nelle sabbie mobili delle sue grane giudiziarie.</b>
I nostri voti non sono altro che il “biglietto d'ingresso” al teatro, ma il <i>drama</i> – e il suo “vincitore” – è già stato preparato a tavolino (<u>vincerà la cosiddetta “Destra”, per pochissimo margine</u>).
Morale: non possiamo evitare che la farsa si svolga ugualmente, ma possiamo almeno evitare di <i>premiare</i> i suoi pessimi attori con la nostra <u>partecipazione</u> allo show.
Se farsa deve essere, che almeno non si illudano di avercela fatta passare per REALE.
Ivan
IVAN
06 maggio 2008 00:00
LA CASTA
****************
Leggo spesso nei post riferimenti ad una fantomatica “Casta” di arraffoni, che dovrebbe essere la presunta causa dei nostri mali.
Un'analisi della situazione è fra le righe del termine usato: CASTA.
L'accezione “Casta” sottintende <u>la progressiva eliminazione delle sfumature intermedie tra ricchi e poveri.</u>
E soprattutto, sottintende la differenziazione di LEGGI fra i (pochi) Padroni e i loro (molti) Servi. NOI.
Ecco perché Previti va in vacanza alle Maldive, mentre un povero cristo sta in galera per aver duplicato un CD (vera!).
Eppure, questo DEVE essere: mai stati in una fattoria? Le leggi per il Gregge nel recinto valgono forse anche per i suoi Padroni? Ci mancherebbe...
Siamo nel recinto, da qui non ci è dato di cambiarne le Leggi (né l'operato dei suoi Padroni). Ma <u>possiamo cambiare il nostro STATUS di Bestiame</u>. Finché rimaniamo tale, saremo in balìa dei capricci di chi ci spreme la vita in cambio di un pugno di biada.
La verità, per chi vuole vederla, è che <b>viviamo in una forma di “Dittatura Morbida”: La “Demo-Crazia” è solo NOMINALE</b>; per quanto sia ripugnante ammetterlo, di questo dobbiamo farcene una ragione.
Eppure, <u>sentirsi indignati, oppressi, impotenti, è un buon segno: significa che l'ingranaggio azionato dalla Casta non ci ha ancora macinato del tutto.</u>
Solo, dobbiamo uscire in tempo dal circolo vizioso delle lagne, prima di scaricare tutto il nostro desiderio di reagire in questa improduttiva direzione.
Le soluzioni esistono. Non parlo di fughe, scioperi, elezioni o lotta armata. Questi sono schemi <i>vecchi</i>, a cui la Casta, evolvendosi, ha ormai preso le sue <i>contromisure</i>.
Parlo di una nostra individuale TRASFORMAZIONE: da status di bestia nel recinto a quello di Uomo Libero. Né coi Padroni, né col Gregge.
<u>Il Potere che la Casta esercita su di noi non è altro che quello che – inconsapevolmente – gli CONCEDIAMO.</u> Possiamo riprendercelo quando vogliamo, è solo una nostra SCELTA. Su questo, la Casta non ha – e <i>NON PUÒ</i> avere – alcuna contromisura.
Serve soltanto divenire consapevoli di cosa fare (e cosa NON fare) per arrivarci, ma il nostro Potere Individuale è SORPRENDENTE.
Ivan
lucillafiaccola1796
15 marzo 2010 19:58
Tutti dobbiamo rileggerci o leggerci
"leggimi"
e leggiamo....!
JOKER
15 marzo 2010 23:07
...e brava lucilla...
Hai ripescato dal dimenticatoio un bel thread di IVAN (sempre attuale) quando questi aveva ancora l'energia di volerci provare... ;-))
Ora si è giustamente smaronato...ed io non lo biasimo certo...se ha deciso di mettersi a fare il Criitico d'Arte...specializzato soprattutto in Dipinti e Cornici... ;-))
p.s. Però, caro IVAN, potevi almeno scrivere l'ultimo post sulla consapevolezza del fare e del NON fare...cazzo...e invece non hai completato l'ultima pagina del libro... ;-))
sugar magnolia
16 marzo 2010 10:18
Cazzo, questo e' un bel Thread, non ne conoscevo addirittura l'esistenza.
Questo e' un vero sunto dell'IVAN-Pensiero.
lucillafiaccola1796
17 marzo 2010 17:46
EUREKA EUREKA EUREKA EUREKA... CHI CERCA.. PER CASO.. TROVA...!
Oggi ascoltando radio3 nel pomeriggio ho capito
PERCHE' i guitti mannari di tutto il mondo hanno LA FISSA delle "elezioni" e che siano "democra-tiche"... neh...!
La spiegazione viene proprio dal vaticano... anzi dai vaticanensi...
Loro nei passaggi 1848, e poi definitivamente 1860 si astennero dal votare perché NON volevano riconoscere i loro "sostituti".... Quindi si spiega perché i pappaccia che imperversano in tutto il globo tengano tanto ad essere eletti democraticamente [Iraq, Afghanistan] perchè i civili del luogo, i soli ad essere massacrati, li RICONOSCANO SPONTANEAMENTE come loro padroni con diritti di esistenza, vita e morte sopra ognuno di loro e dei loro discendenti....!
Quindi cosa possiamo fare per boycottarli? Astenerci...! Astenerci...! Astenerci...!
Eh i pretofili ne sanno sempre una più del dialogo...!
sugar magnolia
18 marzo 2010 11:17
Astenerci...! Astenerci...! Astenerci...!
Certo cara LUCY
i membri della Banda Bassotti ci tengono a farsi eleggere, come forma piu' alta della rappresentanza popolare.
"Mi avete eletto, e mo' mi tenete"
peccato che il Parlamento attuale non e' composto di eletti ma di "nominati".
Si vota una lista e chi ha i posti piu' alti nella lista e' sicuro di essere eltto.
La posizione dei candidati nella lista e' decisa da non piu' di 2/3 persone.
Quindi sono eletti per nomina dei capi della lista/partito.
E poi sai che in caso di elezioni, il popolo italiano e' uno dei piu' ligi al diritto/dovere di voto, e non accadra' mai che non voti almeno il 50% + 1 degli aventi diritto.
lucillafiaccola1796
18 marzo 2010 17:47
1789....2009...
La Francia docet sempre... e precorre...