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Passante 11 dicembre 2007 00:00
6000 morti all'anno sulle strade.
Troppi morti.
Troppo trasporto su gomma.
Pochi controlli.
Topesio 12 dicembre 2007 00:00
Scioccherello, guarda che ti si è incantato il tasto del maiuscolo!
Stefano - Venezia 12 dicembre 2007 00:00
Bravi un cazzo. Hanno messo in ginocchio mezzo paese, mandato in cassa integrazione migliaia di persone, fanno deperire la merce, faranno aumentare tantissimo i prezzi dei generi alimentari, tantissime persone non possono andare a lavorare perchè bloccati, etc.
Bhe allora io ti rispondo: VAFFANCULO TE' E TUTTI I CAMIONISTI. Spero che tu, un giorno, ti possa ritrovare nella merda per causa loro.
bye
Manic 12 dicembre 2007 00:00
Si hanno perfettamente ragione, non è tollerabile fare pagare la benzina a prezzi altissimi.
Dovremmo essere tutti noi insieme a scioperare e cacciare dalla poltrona questi parassiti che pensano solamente ad aumentarsi lo stipendio.
Supervik 12 dicembre 2007 00:00
hanno ragione i camionari, devono lasciare senza medicine le farmacie, senza latte i neonati, senza alimentari i negozi, senza benzina le ambulanze e le macchine delle Forze dell' Ordine. Bravi i camionari. Cosi' si fa. Grandi e grossi possono permettersi di fare la voce grossa. Soprattutto sotto Natale. Mio cognato, poverino, porta a casa SOLO 4000 euro al mese. E' vero che parte il lunedi da casa e rientra il venerdi dopo aver girato l'Europa con un camion-suite e spesato di tutto. Poverini i trasportatori. Mi fanno pena: tutto il giorno seduti alla guida dei loro camion. Bravi camionari. Daltronde uno sciopero fatto dai fiorai non avrebbe lo stesso effetto. Loro possono rompere i coglioni a tutti, ma proprio a tutti. Hanno il ricatto dalla loro parte. Io se fossi il Governo Mortadella gli manderei contro RUSPE, CARRI ARMATI e CELLERINI in assetto di guerra. Devono finirla con le buone o con le cattive.
ivan 12 dicembre 2007 00:00
era ora che cominciassero anche loro a fare un pò di casino, fate bene "autotrasportatori" non mollate!!!!
siete grandiosi!!!!! questo si che è uno sciopero!!!!!! eh! eh! eeeeeh!!!!!
Giacomo 12 dicembre 2007 00:00
Avranno ragione nel merito della protesta, ma si devono scordare il consenso della maggioranza dei cittadini visto il disagio che stanno creando.

Vuoi protestare?
Liberissimo, ma non vedo la ragione di farlo in danno agli altri.
Gianni 12 dicembre 2007 00:00
Sicuramente gli autotrasportatori hanno ragione se fanno questa protesta, ma questo intervento mi pare una scusa per prendersela con il governo e con gli statali.
Fra un po, quando il petrolio sarà esaurito, sarà colpa del governo e degli statali.
Gianni
Rino 12 dicembre 2007 00:00
Visto che stiamo attraversando tutti un periodo economicamente difficile facciamo tutti come i camionisti, mettiamoci tutti in sciopero, così l'Italia va a fondo definitivamente!

P.S.: le morti sulle strade forse ce l'ha spiegate striscia con un servizio di qualche giorno fa...
Stefano - Venezia 12 dicembre 2007 00:00
X Ivan
Bravo , allora che cazzo fai quà ?? Vai anche tu a bivaccare e a fare i blocchi. Povero scemo !!!! Grazie a loro , fino ad esso ho perso la bellezza di 3000 euro. Chi me li ridà questi soldi. I camionisti, il governo o gli imbecilli come tè? Ma vaffanculo !!!!!!
blaster 12 dicembre 2007 00:00
se i camionisti vogliono protestare hanno tutta la mia comprensione, ma perchè bloccare strade e danneggiare chi come loro va a lavorare???
Vogliono protestare? Benissimo, possono andare tutti davanti alla casa del ministro dei Trasporti a bloccarlo in casa. Ma basta con questi blocchi stradali patetici, che ci fanno fare in Europa la figura dei coglioni, più di quanto lo facciamo di solito.
Ci sono mille modi per protestare, purtroppo cari camionisti state usando il peggiore.
Clara 12 dicembre 2007 00:00
Dunque, ricapitoliamo: i taxisti? «Squadristi» per Prodi.
I padroncini di Tir?
«Deplorevoli» per Prodi, autori di «serrata» per i giornali di sinistra, i quali invocano la repressione di polizia.
Gli artigiani e i piccoli bottegai?
«Evasori» per Visco, da trattare con irruzioni di fiamme gialle pistola in pugno.
I giovani che non trovano lavoro?
«Bamboccioni» per Padoa Schioppa.
I benzinai?
Da abolire per consegnare le pompe alle COOP, secondo Bersani.



Categoria per categoria, a poco a poco il governo più incompetente che l'Italia abbia mai avuto
(ed è un record) licenzia il popolo italiano intero.
Mi correggo: licenziarlo non può, perché deve fargli pagare le tasse per i suoi lussi.
Lo precetta, lo costringe a lavorare con ordinanza prefettizia per il suo proprio bene.
E nello stesso tempo lo insulta, perché può.
Ci vieta, con legge penale, di chiamare «froci» gli omosessuali; ma lorsignori si danno il diritto di chiamare squadristi i taxisti, e di trattare da delinquenti comuni i padroncini di Tir, mentre la casta giudiziaria rilascia gli assassini plurimi in anticipo, anzi nemmeno li manda in galera un giorno.



Lo sciopero congiunto, pochi giorni fa, di parassiti Alitalia, delle Ferrovie, dei traghetti e dei trasporti municipali, è stato da lorsignori accettato con olimpica serenità: sono dipendenti pubblici, dopotutto.
Lo sciopero dei Tir invece è illegale, manda in rovina il Paese, «fa mancare il pane e il latte ai pensionati».



Eh no.
Il pane ai pensionati, l'ha fatto già mancare prima la Casta.
La Casta che ci giudica così male, e poi piange sui lavoratori carbonizzati della Thyssen e minaccia misure draconiane contro le imprese.
Ma intanto, alle famiglie dei morti danno un assegno INAIL da duemila mila euro una tantum.



Voglio ricordare che i dipendenti del ministero dei Trasporti, quelli su cui presiede il ministro Bianchi che precetta i padroncini, dalla loro cassa interna pagata da noi contribuenti con le sovrattasse, ricevono un assegno di morte di 30 mila euro, senza contare i contributi per i libri scolastici (250 euro), il doppio TFR (ai lavoratori privati è stato tolto), le regalie per cure odontoiatriche (9 mila euro l'anno), eccetera eccetera.



Per le famiglie dei morti Thyssen, altri lavoratori e gente comune fanno collette, versano denaro sudato e scarso.
Mai che si vedano i deputati e i senatori fare una colletta per un lavoratore, per un poliziotto ucciso dal delinquente recidivo mille volte arrestato e mille volte liberato dal solito giudice.
Mai Ciampi s'è sentito in dovere di sborsare mille euro (dei 30 mila al mese che prende fra cumuli di emolumenti e pensioni Bankitalia) per una vittima del popolo lavoratore.
Mai Bertinotti ha girato fra i colleghi con un cestino di elemosine per «i morti sul lavoro», dopo averci messo del suo.
Mai il senatore a vita Colombo ha sacrificato la sua spesa per la coca (che prende «per ragioni di salute») in una colletta per i poveri.



Ora, questa Casta minaccia multe ai TIR: fino a 25 mila euro al giorno per i trasgressori della precettazione, abbastanza da stroncare per sempre il mestiere.
Evidentemente, la casta ritiene questo mestiere inutile.
Mentre ritiene degni di protezione gli omosex.



Invece, lo sciopero dei TIR mostra, con la forza dell'esempio, di quali ceti ha bisogno l'Italia, e di quali no.
Un dipendente pubblico su tre può assentarsi dal posto ogni giorno, e non cambia nulla: il servizio resta pessimo come prima.
Ma se i padroncini di TIR si fermano per 48 ore, manca il carburante alle pompe, la verdura ai supermercati, mancano la farina e i medicinali, la carne e i ricambi e i semilavorati alle imprese.
Le ferrovie non sono in grado di portare merci, non in tempo e con certezza, anche se aumentano il biglietto del 15%.
I dipendenti del ministero dei Trasporti, quelli ingrassati dalla cassa speciale, non sono in grado di far fallire lo sciopero dei padroncini, non si mettono al volante del Volvo o dell'OM articolato.
Mica è capace di farlo Visco, o Padoa Schioppa.
Non i magistrati che lasciano impuniti il 98% dei furti e il 70% degli omicidi, e che fanno durare una causa civile dieci anni.
Da questa stretta, che ci porta disagi, si può imparare almeno questo: quali sono in Italia i ceti superflui, di cui possiamo fare a meno, e quelli indispensabili.



E possiamo vedere che senso ha oggi la «legalità»: oggi è «legale» ciò che protegge e arricchisce la Casta e i suoi parassiti di riferimento, il suo corpo sociale di sostegno, e «illegale» tutto ciò che serve ai privati, e alla vita produttiva.
E' «legale» lasciar in albergo lo zingaro pluriassassino, è illegale scioperare se si è privati.
E' «legale» il cumulo di pensioni e stipendi di Ciampi e Padoa Schioppa, «illegale» per noi cumulare pensione e salario.
E' legale togliere il TFR ai lavoratori privati, illegale togliere il doppio TFR ai ministeriali dei Trasporti.
«Legale» tutto ciò che si concedono i percettori di denaro del contribuente, illegale per principio, o almeno sospetto, ciò che fanno i contribuenti per guadagnarsi la vita.



Quando la «legalità» si riduce a questo stato di iniquità e corruzione, come ho detto qualche volta, occorre smettere di pensare in termini di «legalità» o di «riforma del sistema», e cominciare a pensare in termini di rivoluzione: ossia su come fondare una nuova legalità, più legittima, dove il giusto e l'ingiusto ritrovino il loro posto vero.



La rivoluzione è la liberazione dai parassiti succhia-sangue e dalle burocrazie inadempienti (non fanno il servizio per cui sono pagate), costosissime e che per di più hanno sequestrato la legalità e ci insultano.
Classicamente, la rivoluzione è strappare i privilegi alle classi parassitarie e inutili.
E' allestire tribunali speciali che identificano i parassiti e li spogliano del maltolto per via breve.



Ma ci siamo spesso detti, in queste pagine, che la rivoluzione è impossibile oggi in Italia: Paese troppo fratturato fra gruppi d'interesse minimi e tra loro ostili per trovare una unità d'intenti, dove metà della popolazione vive di parassitismo o spera di approfittarne, dove - per di più - i potenziali rivoluzionari non hanno autonomia economica, danno allo Stato il 60% di quel che guadagnano, e campano, se va bene, con 50 euro al giorno.
Dove ci sono 13 milioni di poveri e altri milioni di precari affannati a mettere insieme il pranzo con la cena, e assillati dalla rata del mutuo da pagare alle banche truffatrici, non si può fare la rivoluzione.
Tutto vero.



Il fatto è che, in situazioni del genere, la rivoluzione si fa da sé.
Ossia: senza progettazione né guida, nel modo più «sporco» e confuso nei fini, per l'irresistibile forza della realtà che s'impone.
Tale è lo sciopero o serrata dei TIR.



Chi li guida fa un lavoro usurante ma non riconosciuto come tale (i benefici per lavoro usurante vanno ai piloti Alitalia e ai tranvieri).
E' strangolato dal rincaro del gasolio, immenso e senza paragoni all'estero, furbescamente aumentato dalle accise che crescono quando cresce il prezzo del barile.
E' una classe assillata dalle cambiali che gravano sull'auto-articolato, un tragico mutuo che richiede di correre e consegnare e correre di nuovo, sempre con l'acqua alla gola, sempre con l'angoscia di essere vittime di furti impuniti del carico, di un incidente, di un ritiro di patente, di una qualche vessazione burocratica della burocrazia più ottusa del pianeta, il che significa finire «sotto» per sempre.
Non ha il posto garantito, questa classe, come ha la casta pubblica.
E', per di più, insidiata dalla concorrenza di autrasportatori esteri, che fanno il pieno in Romania o Bulgaria, dove il gasolio costa la metà.
Dalla concorrenza internazionale, il ceto parassitario pubblico s'è messo al riparo.



La protesta di questa classe vessata di lavoratori è sacrosanta.
Anzi di più: è obbligatoria per loro, altrimenti muoiono e scompaiono come categoria, e saranno rimpiazzati dai bulgari e romeni, dai neo-europei che la Casta ha lasciato entrare senza un'obiezione.
Stanno perdendoci del loro, nonostante le cambiali da pagare; non hanno la protezione della CGIL (questa è riservata ai dipendenti pubblici assenteisti), né la benevolenza «legale» che spetta alla cocaina del senatore a vita, ai rom ubriachi, agli assassini recidivi e gratuiti.
Eppure restano duri a fare il blocco.
Il fatto è che, essendo padroncini, non hanno nemmeno una controparte, una confindustria, un padronato da impegnare.
La loro controparte è direttamente il governo.



Ed è questo, lo sappiano o no, il fattore rivoluzionario: al governo inadempiente e parassitario devono rivolgersi.
E visto che il governo non li ascolta (sono disprezzabili padroncini, capitalisti, evasori potenziali), devono mostrargli la loro utilità sociale, come gruppo: senza di noi, non potete far niente, il Paese intero non riceve nulla.
E' così la rivoluzione: «sporca», basata sulla mera forza, la forza della realtà contro l'ideologia che maschera il privilegio indebito.
E come reagisce la Casta?



Come sempre le caste parassitarie: «con il richiamo all'ordine», alla «legalità».
E con l'istigazione delle plebi: guardate, i vostri nemici sono gli autotrasportatori!
Sono loro che vi affamano!
Che vi fanno mancare la benzina, il latte e il pane!
Sono loro i kulaki, i nemici del popolo!
Sono loro i sabotatori!



No, bisogna resistere a questa propaganda.
Ricordare che i sabotatori primi sono i municipali che, occultamente, si assentano dal posto un giorno su tre e continuano a prendere lo stipendio, i soldi nostri.
Che illegale è che il senatore Colombo resti dov'è, indegno com'è della carica.
Illegale è l'incredibile ministro Bianchi, l'inqualificabile Prodi che ci licenzia come popolo, il Padoa Schioppa che ci dà dei bamboccioni dall'alto dei suoi 36 mila euro mensili, di cui 10 mila tassati al 9,5%.
Illegale, anzi illegittimo, è il governo che non governa niente, che emette «leggi» che sono grida manzoniane, inapplicate e inapplicabili come le «norme sulla sicurezza», e Prodi ha il coraggio di dire: «Le norme ci sono e sono le migliori d'Europa».
Di quel ceto non abbiamo bisogno, possiamo farne a meno.



Degli autotrasportatori no, ci sono indispensabili.
Sono impopolari, sono corporativi: in una società pullulante di corporazioni minime, che volete farci?
E' la rivoluzione sporca, non pensata, che si manifesta come forza delle cose.
Disagi, certo.
Anche a me manca il diesel per andare a Milano per Natale.
A salire su un treno non provo nemmeno, perché il rincaro del 15% non corrisponde ad un miglioramento pari del servizio.
Presto sarà scarso il pane e ci saranno rincari.
Anche a Parigi, dal 1789 in poi, rincarò tutto.
I rivoluzionari che stavano in permanenza in Comune erano pagati un tanto al giorno, per legge di Robespierre, e perciò avevano il tempo di andare a rumoreggiare sotto il parlamento legale, minacciare i parlamentari con le picche, fargli vedere le teste troncate dalla ghigliottina.



Voglio dire: quella rivoluzione era ancora più sporca, e durò cinque anni.
Finchè anche i sanculotti stipendiati si accorsero che la loro paga rivoluzionaria, in carta straccia, non bastava più a pagare il pane ad ufo.
E lasciarono ammazzare Robespierre senza muovere un dito.

Voglio dire anche: prepariamoci ad altri disagi.
In fondo, viviamo in questi giorni nel mondo che i Verdi ci vogliono imporre per ideologia: niente carburante, niente gite fuoriporta né trasferte per la squadra del cuore, penuria del superfluo e del necessario.
Ma aria pulita e nessun contributo al riscaldamento globale, e il trionfo del mezzo pubblico (se non sciopera).
Ancora un po' che duri lo sciopero dei TIR, e proveremo le altre gioie promesse dalla società ecologica e post-industriale: la borsa nera per i piselli secchi, il tesseramento (non più di un telefonino ogni due anni), la raccolta della legna nei boschi per la stufa, le vecchie maglie indossate a strati.



Di che vi lamentate, voi che avete votato Pecoraro Scanio, che avete votato Bianchi e Bersani votando la loro ideologia paleo-marxista, che tratta da nemiche le classi non-parassitarie?
Finalmente, avete vietato di chiamare finocchi i finocchi: bella e grande conquista sociale, soprattutto utile.
Avete dimostrato che Vladimir Luxuria vi è più necessaria dei camionisti: benissimo.
E' il vostro mondo che vince contro i padroncini.
Pecoraro Scanio però ha l'aereo di Stato, se vuol muoversi.
Mastella ha l'airbus blù per seguire gli eventi sportivi.
Voi no.



Cominciate a capire che sono superflui?
Non so se sia rivoluzione, probabilmente no.
Ma è un assaggio di quel che costa e di quel che comporta.
Un invito a diventare seri, se non altro.

Maurizio Blondet
rumeno 12 dicembre 2007 00:00
stranamente non capisco cosa centra il fermo dei camion provenienti dal europa che si trovano in Italia, girando per le strade del nord o visto che li bolcavano da tutte le parti.
semmai 12 dicembre 2007 00:00
se non devono protestare col governo con chi devono farlo? con tuo nonno?
Seneca 12 dicembre 2007 00:00
Lottare per migliorare la propria condizione lavorativa è sempre un'ottima cosa, dal lavoro infatti dipende gran parte della felicità di un uomo e della propria famiglia.
Non trovo giusto però esagerare al punto tale da trasformare l'esercizio di un fondamentale diritto quale è quello di scioperare in una lotta senza quartiere che ha i caratteri di un vero e propeio ricatto, il tutto approfittando del fatto di avere una funzione fondamentale per il Paese.
Se tutti ragionassero così immaginate uno sciopero delle forze dell'ordine, delle farmacie o magari della polizia penitenziaria e delle guardie carcerarie... cosa accadrebbe??
Senza contare che in tutti gli scioperi, per legge, devono essere assicurati al cittadino i servizi essenziali.
Sulla tangenziale di Napoli alcuni scioperanti hanno squarciato le ruote del camion di un privato che insisteva per passare e trasportare la merce al proprio magazzino, merce che, visto lo sciopero, si era andato a prendere da solo...; qua non si tratta neanche di crumiri ma di liberi cittadini che sono costretti a subire una vera e propria imposizione, minacciata a volte anche con metodi da vera e propria associazione mafiosa!!!

Naturalmente spero che gli autotrasportatori ottengano ciò che chiedono ma anche che gli si impedisca di ricattare il paese, non è questa la forma corretta per avere ragione delle proprie richieste!
Camminando 12 dicembre 2007 00:00
Supervik,democratico.......................
COME SEMPRE.
Disilluso 12 dicembre 2007 00:00
Lo sciopero è un diritto di tutti, ma il blocco è un errore strategico che si ritorce contro e non cambia nulla sulla riuscita dello sciopero stesso.

Leggo molti bravi criticoni!
Addirittura manderebbero le ruspe contro!
Bravi!
In Italia scioperano tutti, anche gli statali (il che è tutto dire...); solo che loro vengono accontentati il giorno dopo.
Così è troppo facile fare la figura dei bravi.
Se i camionisti venissero accontentati, COME E' GIUSTO CHE SIA, anche loro farebbero la figura dei bravi e buoni.
Solo che loro non vengono accontentati, perchè in Italia il prezzo del gasolio deve essere il più alto in assoluto, altrimenti come possiamo mantenere migliaia di dipendenti assenteisti?
SE NON CI SONO I SOLDI PER GLI SGRAVI FISCALI AI CAMIONISTI, CHE SI RISPARMINO SOLDI PUBBLICI A COMINCIARE DAI FINANZIAMENTI A QUOTIDIANI ED ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI.
Manic 12 dicembre 2007 00:00
Se alcuni di voi dicono che non è giusto il blocco allora come devono farsi ascoltare ?
Manic 12 dicembre 2007 00:00
Per farsi sentire purtroppo bisogna fare anche questo, se è successo questo caos è colpa del governo.

Supervik 12 dicembre 2007 00:00
per Camminando:

certo io sono democraticissimo. Perche'? Come la pensi tu?
DarkDivin 13 dicembre 2007 00:00
Ve la prendete con i camionisti.
Perchè non ve la prendete con Prodi che si sente Stalin e non scende a nessun compromesso sfasciando una Nazione.
Manic 13 dicembre 2007 00:00
X DarkDivin
Infatti hai ragione ma fallo capire alla gente..........
La gente è buona a criticare sempre, criticare sempre non serve a niente bisogna invece reagire.
Lo sciopero lo dobbiamo fare tutti noi a bloccare praticamente tutto fermare tutte le macchine in strada dico proprio tutte e iniziare ad alzare la voce.
I politici che prendono oltre 23.000 € al mese vi sembra giusto ?
Bisogna anzi dobbiamo cacciare tutti i politici e mandarli a casa il potere deve essere trasferito ai cittadini, il cittadino deve essere sovrano.
Ma ancora ci sono molti che si fanno corrompere da loro e l' Italia và avanti così con lo schifo che c'è.
Stefano - Venezia 13 dicembre 2007 00:00
Milioni di euro sono andati in fumo per ogni giorno di blocco. milioni di euro sono i danni per il mercato ittico. Sono andate amale tonnellate di derrate. Strage di polli e conigli senza mangime. Il blocco è costato alle aziende una perdita stimata di 210 milioni di euro al giorno , mentre alle famiglie, 500 euro al giorno. Le associazioni consumatori hanno presentato un'esposto alle principali procure della Repubblica. Le targhe degli automezzi che hanno creato questo casino sono state segnalate alle questure: il reato di blocco di pubblico servizio è grave. MULTE MILIONARE E ARRESTI A QUESTI IMBECILLI , MENTRE IL GOVERNO , SE NE DEVE ANDARE.
APS 13 dicembre 2007 00:00
Acc...sono d'accordo con Blondet? Qualcosa non quadra...devo ripensarci...
Manic 13 dicembre 2007 00:00
X Stefano - Venezia

Allora se è reato scioperare allora:
E' reato prendere in giro i cittadini ?
E' reato fare pagare molte tasse e farli andare in giro con le auto blu ?
E' giusto che prendono 23000 € al mese mentre noi moriamo di fame.
Su dai non si ragiona così gli autotrasportatori hanno avuto i loro motivi per scioperare perchè se lo sai 2 mesi prima avevano chiesto al governo di risolvere il problema ed loro se ne sono infischiati parlo dei politici...
Ora che succede il casino i politici raddrizzano le orecchie ?
Ma allora bisogna fare il casino per farsi sentire ?
La colpa è del governo per fare arrivare il cittadino a questo punto ?
Ti ricordi molti anni fà gli autotrasportatori hanno fatto lo sciopero perchè i carburanti sono alti ? ed alla fine hanno continuato ad aumentarli, prima o dopo doveva succedere questa cosa e creadimi stiamo arrivando al punto che ne succederà un' altra di peggiore è questione di tempo. Molti cittadini sono arrabbiati per la casta politica lo sai ?
Questione di tempo, purtroppo il cittadino per farsi ascoltare deve fare casino.
Lo sai che al parlamento ci sono molti parlamentari condannati che non dovrebbero neanchè entrare a Montecitorio ?
E' l' Italia è governata da questi da questi condannati ?
Bisogna darsi una svegliata invece di incolpare gli autotrasportatori o altri cittadini che fanno protesta il motivo ci sarà non credi ?
Ma scusa loro non hanno i loro diritti ?
Quindi smettiamola di dare la colpa agli autotrasportatori anzi diamo la colpa al governo che non si è interessato minimamente di abbassare le accise della benzina.
Stefano - Venezia 13 dicembre 2007 00:00
Grazie di questa tua lucida osservazione. Allora , adesso ,aspetta che ti mando a casa il vaglia con il mio numero di CC per risarcirmi dei danni dei tuoi amici autotrasp sono 3000 baoicconi mica bruscolini.
Grazie
Stefano - Venezia 13 dicembre 2007 00:00
X Manic

scusa.... mi sono dimenticato di dire che ho già contattato uno studio legale per verificare se si può intentare una causa per danni.

Ciao ...ciao

Topesio 14 dicembre 2007 00:00
Manic, "ragioni" come bambino scemo.
Manic 14 dicembre 2007 00:00
X Stefano - Venezia
Una causa per danni a chi ?
Credo allo stato perchè se li ascoltavano prima loro non avrebbero fatto questo blocco.
Manic 14 dicembre 2007 00:00
X Topesio
E' arrivato il corrotto.
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