Commenti
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Sergio 19 dicembre 2007 00:00
L'On. Donatella Poretti mi scusi per aver scritto in modo sbagliato il suo cognome.
Sergio 20 dicembre 2007 00:00
Ho appreso oggi dai quotidiani che la commissione giustizia del Senato ha approvato un progetto di riforma che riduce a un anno il tempo necessario per giungere al divorzio.
Mi sorprende che questa volta non sia ancora iniziato lo spettacolo circense degli etici parolai.
Mi sorprende il silenzio dei tanti Volontè, Binetti, Buttiglione e delle gerarchie ecclesiastiche che ancora non hanno tuonato contro l’ennesimo attentato alla famiglia.
Mi sorprende che l’approvazione di questo testo base di riforma sia stato approvato in commissione a sorpresa, quasi in sordina, senza che nei giorni precedenti la stampa ne avesse dato notizia.
Confesso che non leggo quotidianamente i calendari dei lavori delle commissioni parlamentari, ma la circostanza che ieri fossero assenti, stando alle notizie di stampa, i rappresentanti dell’UDC e la componente “cattolica” del PD lascia supporre che l’iter parlamentare non sarà indolore.
Seguiremo gli sviluppi del dibattito parlamentare prima al Senato e poi alla Camera.
Donnattella Porretti 20 dicembre 2007 00:00
Caro Sergio, quando mi elleggeranno in parla-mento mi farro' carrico della sua proposta, nel mentre gli consiglio un po' di mantra, sallutti.

E soprattutto gli consiglio di leggere di piu' , informarsi spesso evita brutte figgurre.
Donnattella Porretti
Bye-bye! 21 dicembre 2007 00:00
Ma questo "Sergio" chi è, lo stesso che in altri topic fa le pulci ai papi su guerra e pena di morte?...
Se così fosse, si capisce tutto!...
Topesio 21 dicembre 2007 00:00
Non capisco proprio il senso dell'ultimo commento idiota: cosa ci sarebbe da "capire"?
Sergio 21 dicembre 2007 00:00
Sì, caro Bye-bye, sono sempre io che faccio le pulci alle gerarchie ecclesiastiche su pena di morte, guerra, sessualità, famiglia, legge ed etica… e anche alla casta politica sempre poco attenta alle esigenze dei cittadini e sempre poco occupata a garantire efficienza, rispetto dei diritti e della legalità.

Nel 2003 il progetto che va sotto il nome di “divorzio breve” è stato affossato alla Camera; adesso, a sorpresa (così si è espressa anche Repubblica di ieri) è stato approvato in Commissione Giustizia del Senato il testo base di riforma del divorzio. Può anche darsi che io mi sia perso qualcosa, ma non mi sembra che in questi due ultimi anni in Italia si sia svolto un dibattito sul tema e non mi sembra che la stampa abbia dato conto delle otto proposte che giacevano in Senato.
“Nella commissione, al momento del voto, comunque mancava il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio che, se presente, avrebbe espresso un parere negativo. Mancavano anche altri esponenti cattolici dell'Udc e, soprattutto, in commissione non c'erano gli esponenti teodem del Partito democratico che sono su posizioni cattoliche ortodosse” (fonte ANSA).
Penso di non sbagliarmi quando affermo che presto si leveranno le voci tuonanti dei tanti benpensanti che pensano di poter imporre un modello di famiglia a suon di divieti, complicazioni e moralismi.
Intatti, ecco come prontamente si è espressa Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia: “Il relativismo della sinistra colpisce ancora, il divorzio breve è un altro grave colpo inferto dall’attuale maggioranza all’istituto della famiglia, come riconosciuta e tutelata dalla Costituzione; i Cus, il divorzio agevolato, il registro delle unioni civili, sono tutti elementi di un piano preordinato dell’Unione per smantellare la famiglia tradizionale pezzo per pezzo. Noi rifiutiamo questo modello sociale proposto dal governo Prodi, fatto di rapporti liquidi, eterei, destrutturati, da cui sia facile entrare e uscire a proprio piacimento. Noi siamo contro questa demolizione sistematica dei valori sui quali, fino a oggi, la nostra società si e’ sempre fondata. Un’espansione senza limite dei diritti dell’individuo a scapito del rispetto di stringenti doveri non potrà che condurre ben presto il nostro paese alla dissoluzione e al caos completo”.

Appunto, “…facile entrare e sucire”. Da questo genere di pensiero scaturisce la mia ironica provocazione: inutile rendere difficile uscire dal matrimonio, piuttosto, si abbia la coerenza di rendere difficile entrarci.
Non se ne può più di questi ipocriti parrucconi, un po’ paranoici, sempre pronti a parlare di “attentato alla famiglia”: o si diventa irresponsabili dopo il matrimonio o si era irresponsabili già prima del matrimonio.
Non so cosa tu abbia capito, ma probabilmente non sei dotato di spirito critico e ironia.
yes 21 dicembre 2007 00:00
Niente topesio, per te tutto è troppo difficile.
per Sergio 21 dicembre 2007 00:00
se avessi tu un po' di spirito critico ti renderesti conto che il matrimonio in fondo è solo UN CONTRATTO (come quello che hai per il telefono, l'assicurazione etc) e che anche i sassi sanno che prima di firmarne uno bisogna pensarci molto molto bene; sono facili da sottoscrivere ma decisamente problematici da annullare.
Topesio 21 dicembre 2007 00:00
Che IMBECILLI!!!
Tutti pronti a correr dietro a quattro parrucconi che la menano con la Famiglia ad ogni piè sospinto e poi sono i primi a sbattersene i coglioni quando devono pensare ai cazzi loro.
E voi ve la bevete... PUAH!
Bye-bye! 21 dicembre 2007 00:00
A Sergioooo, akkà nisciuno è fissooo!!!...
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