IVAN
22 dicembre 2007 00:00
Sulla figura del Dalai Lama ci sarebbero tante cose da dire. Qui mi limito ad un episodio, un'immagine, più che altro.
Avete presente gli incontri fra capi di stato? Si danno la mano e nel contempo, seguendo il manuale del perfetto politicante, sono voltati verso le telecamere, sorridendo ai fotografi. Ammiccando come a dire: “Visto come ci vogliamo bene? Tranquilli, siete in buone mani”. Che bruttura, che impressione repellente. D'accordo, è una facezia, ma se incontri qualcuno, gli dai la mano e lo guardi negli occhi.
Ricordo che a suo tempo il Dalai Lama fu ricevuto da Berlusconi. Stesso rito, solo che mentre il Silvio prestava lo sguardo ai media, Tenzin Gyatso guardava di fronte a lui. Per chi ha la volontà di coglierla, la differenza fra due rappresentanti può essere concentrata in quest'immagine.
Kaiser Sose
26 dicembre 2007 00:00
LA 101° STORIA ZEN
Il Dalai Lama cammina sereno lungo una strada isolata.
All'improvviso, gli appare di fronte uno strano personaggio vestito di nero, dagli occhi di fuoco.
“Salve, uomo saggio. Sono una creatura degli inferi. Conosci il rituale: in cambio di tre desideri, ti porto all'inferno con me.”
“Ah, dunque tu saresti il Diavolo?”
“Sì. Altri due desideri.”
“Guarda, sei capitato proprio male. Io ho raggiunto la pace dei sensi, quindi ciò che voglio è proprio...nulla!”
“Bene. Hai ancora un desiderio.”
Il Dalai Lama sorride:
“Aah, dunque è questo, il tuo gioco? Ma ora che l'ho capito, non mi lascerò più ingannare. Perdi il tuo tempo, con me, tornatene da dove sei venuto!”
E scompaiono tutti e due.