FABRIZIO
22 giugno 2004 00:00
Dipende dagli accordi !
Spese di spedizione, porto, resa e modalità di pagamento sono termini, oltre ovviamente al prezzo, che devono essere stabiliti tra le parti.
Solitamente, chi vende per corrispondenza é sempre la parte "più forte" e quindi detta le regole.
Dipende da chi vende; se é un privato, in genere si può trattare, se é una ditta é difficile per l'acquirente (parte più debole) dettare condizioni.
Comunque conviene sempre cercare di avere la consegna in porto franco, anche a costo di pagarne le spese.
Il porto franco garantisce l'acquirente che se riceve il pacco disastrato oppure non lo riceve affatto, non é tenuto a pagare (se il pagamento é a ricevimento merce o posteriore.
Se invece é anticipato, il porto franco garantisce comunque di avere una seconda spedizione nel caso che si smarrisca (in questo caso è responsabile il corriere verso il venditore).
E se ricevete un pacco vistosamente manomesso o disastrato, il consiglio é di non accettarlo e respingrlo motivando per iscritto sul DDT (la bolla) la motivazione, oppure, se credete, di accettarlo apponendo la riserva al corriere, sempre per iscritto e sempre sulla bolla.
Attenzione però, in questo caso, se accettate il pacco e non denunciate entro 8 giorni eventuali manomissioni, perdete ogni diritto al risarcimento da parte del corriere.
Dopo di che scatta solo la normale garanzia ed, eventualmente, il diritto di ripensamento (sempreché non abbiate acquistato un oggetto da un privato, nel qualcaso sarà dura ripensarci !).
Popoti
30 giugno 2004 00:00
Ma all'allora quanto riportato nell'Articolo 3 - Diritti del consumatore della Direttiva 1999/44/CE del Parlamento Europeo del Consiglio del 25 maggio 1999
"1. Il venditore risponde al consumatore di qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.
2. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma del paragrafo 3, o ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto relativo a tale bene, conformemente ai paragrafi 5 e 6.
3. In primo luogo il consumatore può chiedere al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che ciò sia impossibile o sproporzionato.
Un rimedio è da considerare sproporzionato se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all'altro rimedio, tenendo conto:
- del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità;
- dell'entità del difetto di conformità, e
- dell'eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha voluto il bene.
4. L'espressione "senza spese" nei paragrafi 2 e 3 si riferisce ai costi necessari per rendere conformi i beni, in particolar modo con riferimento alle spese di spedizione e per la mano d'opera e i materiali.
5. Il consumatore può chiedere una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto:
- se il consumatore non ha diritto né alla ripartizione né alla sostituzione o
- se il venditore non ha esperito il rimedio entro un periodo ragionevole ovvero
- se il venditore non ha esperito il rimedio senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
6. Un difetto di conformità minore non conferisce al consumatore il diritto di chiedere la risoluzione del contratto."
e quanto riportato nel Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n.24 - Attuazione della direttiva 1999/44/CE
"1519-quater (Diritti del consumatore). - Il venditore e' responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformita' esistente al momento della consegna del bene.
In caso di difetto di conformita', il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformita' del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi terzo, quarto, quinto e sesto, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi settimo, ottavo e nono.
Il consumatore puo' chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altro.
Ai fini di cui al comma terzo e' da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all'altro, tenendo conto:
a) del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformita';
b) dell'entita' del difetto di conformita';
c) dell'eventualita' che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene.
Le spese di cui ai commi secondo e terzo si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolare modo con riferimento alle spese effettuate per la spedizione, per la mano d'opera e per i materiali.
Il consumatore puo' richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni:
a) la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose;
b) il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma sesto;
c) la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore. Nel determinare l'importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell'uso del bene.
Dopo la denuncia del difetto di conformita', il venditore puo' offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti:
a) qualora il consumatore abbia gia' richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma sesto, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto;
b) qualora il consumatore non abbia gia' richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo.
Un difetto di conformita' di lieve entita' per il quale non e' stato possibile o e' eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non da' diritto alla risoluzione del contratto. "
non conta?
Grazie
FABRIZIO
01 luglio 2004 00:00
>>>>Le spese di cui ai commi secondo e terzo si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolare modo con riferimento alle spese effettuate per la spedizione, per la mano d'opera e per i materiali. <<<<<
Penso tui tiriferisca a questo paragrafo:
Certo che conta, ci mancherebbe altro ma bisogna intendersi:
Se compro un oggetto a Milano e poi tornato a casa mia a Lampedusa, scopro che si é rotto, lo devo portare io (o spedirlo) a Milano !
Non posso pretendere che il venditore si faccia carico anche di questi trasporti.
Invece, se porto io l'oggetto a Milano e costui, per ripararlo, lo deve mandare ai centri di assistenza, non devo pagare nulla.
Infatti, solitamente, i centri di raccolta, sono attrezzati per "raccogliere" i beni ed inviarli in blocco mediante loro corrieri convenzionati, alla riparazione.
Oltretutto l'articolo 3 cita i casi di normale acquisto.
L'amico chiedeva invece in caso di acquisti on-line e qui il discorso é diverso.
In genere la garanzia del venditore viene fornita ed esercitata presso il luogo stesso di vendita oppure presso i centri di raccolta o riparazione.
Se abitate a Lampedusa non potete pretendere che l'IBM vi venga a ritirare il vostro PC "on site" gratis, a meno che..... non abbiate stipulato una apposita garanzia on-site !!!
Chiaro no ?