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APS 04 gennaio 2008 00:00
Ma come fa a paragonare Pinochet con Mugabe? Che castroneria...
IVAN 05 gennaio 2008 00:00
Caro APS, mi chiedo in quale passo secondo te “paragono” Mugabe a Pinochet... Non ho fatto alcun riferimento alla PROPORZIONE del “Nemico”, ho solo fatto degli esempi in generale di bersagli che accomunano una data popolazione (e per rendere l'idea potevo dire anche sampdoriani e genoani).

Visto comunque che per te sembra importante, apro una parentesi. Non so cosa tu sappia di Mugabe, tuttavia per ragioni private io sono coinvolto di persona con la crisi nello Zimbabwe. Ho testimonianze DIRETTE che la situazione è davvero drammatica (repressioni, legge marziale, coprifuoco, espropri, profughi, elezioni truccate, arresto degli oppositori politici), ed il fatto che sia il Paese africano più sanzionato dall'ONU per violazione dei diritti umani la dice lunga.
A parer mio, quindi, l'unica differenza con Pinochet è che Mugabe non ha ANCORA odinato di sparare a vista sui contestatori, ma data l'aria che si respira non sorprenderebbe nessuno degli osservatori, credimi.
Posso tuttavia comprendere la tua perplessità, visto che i nostri TG dedicano alla cosa solo uno striminzito servizio al mese, che poco spiega del reale stato di cose nello Zimbabwe.

Lieto comunque che la tua sola obiezione abbia riguardato un dettaglio marginale (non è un invito a sforzarti di trovare altre “castronerie”, ovviamente...)
Un saluto,
IVAN
IVAN 06 gennaio 2008 00:00
(citazione:)
“SIAMO ORAMAI GIUNTI AD UNA SVOLTA EPOCALE NELLA STORIA DELL’UOMO”

...e non in meglio, aggiungerei.
Dal punto di vista esoterico, nessuna situazione passata è paragonabile a quella attuale: la ciclicità delle situazioni storiche si è INTERROTTA. Perciò ogni soluzione anticamente funzionale deve essere riscritta in un'ottica interamente NUOVA.

In pratica, ci troviamo di fronte all'ultimo atto della Battaglia delle Termopili: una ristrettissima casta di “Leonida” sciroccati ha conquistato una tale posizione strategica da tenere in scacco sei miliardi di persone. Si chiamano Bilderberg? Rotschild? Rosacrociati? Poco importa: sappiamo cosa vogliono da noi. E di questo passo ci riusciranno. Ci riusciranno non perché i loro mezzi siano invincibili (tutt'altro, sono quasi infantili), ma perché noi non stiamo opponendo alcuna RESISTENZA ad essi. Siamo confusi, intimoriti, sfiduciati...e sopratutto ISOLATI l'un l'altro. “Dividi e impera”. Semplice.

Dobbiamo ritrovare in fretta l'Istinto di Autoconservazione, che sembra essere finito sepolto sotto una vischiosa montagna di bollette, tensioni, veline, inflazioni, aliquote, elezioni e risultati delle partite.
E sopratutto DOBBIAMO RITROVARE QUEL SACROSANTO ISTINTO ANIMALE CHE FA UNIRE IN BRANCO PER DIFENDERSI DA UN PERICOLO COMUNE.
Anche perchè l'alternativa è una irreversibile autodistruzione, il Caos Finale, tanto voluto e fomentato dai nuovi “Leonida”.
Sarebbe un peccato. Perché io ci credo ancora, nell'Uomo.
IVAN
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