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FABRIZIO 28 giugno 2004 00:00
Putroppo questa é una prassi abbastanza in uso tra venditori e compratori.

Lo stato chiede di dichiarare non meno del valore catastale (spesso inferiore al valore commerciale)se no scatta l'accertamento; cosicché il costruttore e/o il venditore risparmiano sull'IRPEF ed il compratore risparmia sull'IVA, e/o sull'imposta di registro.

Certo, se le imposte sul mattone fossero più eque, la gente le pagherebbe per intero, infatti si sa che spesso l'evasione é frutto di una imposizione insostenibile prima ancora che incomprensibilmente vessatoria (specie sulla casa).

E poi lo stato é l'unico ente che guadagna sempre in una compravendita:
non fa nulla per contribuirvi, non si espone, non ha rischi inprenditoriali e prende comunque tasse, sia da chi vende che da chi compra.

Se per assurdo 2 persone si divertissero (si fa per dire) a vendersi ed a rivendersi reciprocamente la stessa casa più volte, nel giro di 5 o 6 compravendite (anche meno) lo stato si mangerebbe tutto il valore dell'immobile stesso che sparirebbe così nel nulla !

E' per questo che in Italia il mercato immobiliare é forzatamente ingessato.

C'é gente che scambierebbe volentieri la propria casa, chi se piccola con altra più grossa ma anche viceversa: persone che, rimaste sole, vedove o anziane, permuterebbero volentieri la propria casa con altra più piccola, per risparmiare sulle spese, ma anche coppiette che, ingrandendo la famiglia, vorrebbero ingrandire anche la casa, ma spesso, quella stanzetta in più, a conti fatti, verrebbe a costare come un altro appartamento !!

Così assistiamo a situazioni dove la fotografia della proprietà immobiliare non corrisponde alla realtà.
Case intestate a 90 enni ma abitate dai loro figli perché costa troppo fare una voltura.
Notai che stilano atti di trasferimento che potrebbero essere scritti quasi su pergamene filate in oro zecchino, tanto costano !

Le tasse ed i costi di registrazione sono l'unico grosso ostacolo ad un libero mercato che libero non è e che é fortemente falsato proprio da chi (lo stato, cioé noi tutti) avrebbe interesse che ci fosse maggior fluidità negli scambi.

Se io potessi facilmente, e con un costo proporzionato, allargare la mia casa, facendo scambio con altra, colui che mi venderà la sua, magari ne comprerà una nuova alimentando il mercato delle costruzioni, e così via.

Ma questa é una storia ormai lisa, trita e ritrita e purtroppo, e chi dovrebbe porvi rimedio é sordo !!!

Ci sono poi dei casi in cui non si può o non conviene dichiarare meno del reale, come quando ad esempio si chiede un prestito o un mutuo e/o quando sull'immobile c'é il rischio di presenza di una prelazione.

Che dire infine: dichiarare una cifra di acquisto inferiore é sicuramente un illecito fiscale, poi ognuno si accolli le proprie responsabilità e decida che fare.
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