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Rino 09 gennaio 2008 00:00
Dipende da cosa si intende:

un biocombustibile va analizzato attraverso il LCA (Life Cicle Analisys) cioè l'analisi del ciclo di vita che consiste nell'analizzare, durante la vita del combustibile, il bilancio di sostanze che mette in gioco.

Mi spiego meglio con un esempio: la CO2 emessa da un biocombustibile non va valutata in maniera assoluta, ma è necessario fare un bilancio tra la CO2 assorbita dalla pianta che è stata coltivata per farlo, della CO2 emessa in fase di raccolto/lavorazione/trasposto e quella emessa in fase di utilizzo (combustione).

Sono stati fatti alcuni studi al riguardo, consiglio questo link: http://www.cti2000.it/biodiesel.htm

comunqe il problema maggiore di questi combustibili è, alla fine dei conti, la bassa "densità energetica" cioè per coprire una quota significativa del fabbisogno di cobustibile dovremmo coltivare talmente tanti ettari di terreno che rischieremmo di compromettere il mercato dell'agricoltura.
DE pravato 09 gennaio 2008 00:00
l'importante è mettersi d'accordo.

L'olio è più grasso, ma lo strutto fa comunque più male
FABRIZIO 10 gennaio 2008 00:00
Esatto Rino, risposta corretta !

E lo stesso dovremmo fare per l'analisi della raccolta differenziata che qualcuno vorrebbe al 100%.

E' stato da più parti analizzato e convenuto che la raccolta differenziata non é un risparmio, che ha un costo alto e che inquina anche lei !

Diversi studi ritengono che una quota del 50% sia accettabile e che costituisca un compromesso medio sopportabile ed accettabile tra l'energia e l'inquinamento spesi e messi in gioco per realizzarla in confronto con la riduzione dell'inquinamento da rifiuti in discarica o inceneriti.

La stessa cosa vale per le cosidette auto ecologiche elettriche che ecologiche non sono se analizziamo l'energia spesa e l'inquinamento generato per bruciare una energia primaria al fine di ricavare energia elettrica, se confrontata con l'energia primaria direttamente bruciata nel motore a combustione interna.

Alla fine le differenze sono poche e risibili, l'unica vera differenza é che l'inquinamento viene spostato dalle nostre città verso le zone dove vi sono le centrali.

Nulla si crea e nulla si distrugge !
Tutto si trasforma !

E più sono le trasformazioni, più si perde e più si inquina !
Rino 10 gennaio 2008 00:00
Giusto FABRIZIO!

e aggiungo una considerazione economica: utilizzando energie rinnovabili, il nostro povero paese potrebbe perdere parte di quella dipendenza energetica che ha in fatti noi:

1) Compriamo il 16% di energia utilizzata da francia, svizzera, austria e slovenia

2) compriamo gas per produrre energia da...non ricordo da chi ma lo compriamo!

3) compriamo derivati vari del petrolio per produrre energia

Insomma siamo dipendenti energeticamente almeno all'80%, ci salva solo quel poco di idroelettrico che abbiamo!
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