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Supervik 17 gennaio 2008 00:00
......sono daccordo con te Fata Morgana. I Giudici comunque basterebbe che comprassero il libro "LA CASTA"...... e meta' dei nostri Politici del Cazzo andrebbero a casa (.....o in galera....)
roberto 17 gennaio 2008 00:00
hai perfettamente ragione, l'unica cosa che posso dire è quella di arrendersi, andarsene via da questo paese, in cui è stato realizzato un golpe bianco ai nostri danni, qualcuno non l'ha ancora capito, e si illude nelle vecchie categorie i sinistra e destra, è solo illusione, il mio appello alle persone oneste di lasciare il paese, stiamo collassando.
IVAN 18 gennaio 2008 00:00

Cara Morgan Le Fay, un'analisi della situazione è fra le righe del termine che hai usato: CASTA.
L'accezione “Casta” sottintende la progressiva eliminazione delle sfumature intermedie tra ricchi e poveri. E soprattutto, sottintende la differenziazione di LEGGI fra i (pochi) Padroni e i loro (molti) Servi. NOI.
Ecco perché Previti va in vacanza alle Maldive, mentre un povero cristo sta in galera per aver duplicato un CD (vera!).

Eppure, questo DEVE essere: mai stata in una fattoria? Le leggi per il Gregge nel recinto valgono forse anche per i suoi Padroni?
Siamo nel recinto, e da qui non ci è dato di cambiarne le Leggi (né l'operato dei suoi Padroni). Ma possiamo cambiare il nostro STATUS di Bestiame. Finché rimaniamo tale, saremo in balìa dei capricci di chi ci spreme in cambio di un pugno di biada. (O qualcuno conta ancora sul loro “cristiano spirito di solidarietà umana”?).

La verità, per chi vuole vederla, è che viviamo in una forma di “Dittatura Morbida” (Roberto l'ha chiamata “golpe bianco”, credo comunque che intendessimo lo stesso concetto, correggimi pure). La “Demo-Crazia” è solo FORMALE; per quanto sia rivoltante ammetterlo, di questo dobbiamo farcene una ragione.

Eppure, sentirsi indignati, oppressi, impotenti, è un buon segno: significa che l'ingranaggio azionato dalla Casta non ci ha ancora macinato del tutto.
Solo che dobbiamo uscire in tempo dal circolo vizioso delle lagne, prima di scaricare tutto il nostro desiderio di reagire in questa improduttiva direzione.

Le soluzioni esistono. Non parlo di fughe, scioperi, elezioni o lotta armata. Questi sono schemi vecchi, a cui la Casta, evolvendosi, ha ormai preso le sue contromisure.
Parlo di una nostra individuale TRASFORMAZIONE: da status di bestia nel recinto a quello di Uomo Libero. Né coi Padroni, né col Gregge.

Il potere che la Casta esercita su di noi non è altro che quello che – inconsapevolmente – gli CONCEDIAMO. Possiamo riprendercelo quando vogliamo, è solo una nostra SCELTA. Su questo, la Casta non ha – e NON PUÒ avere – alcuna contromisura.
Serve soltanto divenire consapevoli di cosa fare (e cosa NON fare) per arrivarci, ma il nostro potere individuale è SORPRENDENTE.

(Il discorso è già abbastanza ampio, per ora mi fermo. Devo approfondire?)
IVAN
Reset 18 gennaio 2008 00:00
Faccio una premessa: Mastella, come persona, mi è simpatico (è dotato di un grande senso dell'humor), non altrettanto come leader politico (il suo partito è uno di quelli che, insieme alla Margherita, ha tenuto e tiene banco in Campania per aver per anni tenuto le mani in pasta, praticamente su tutto).
Però, nella vicendo personale che lo ha visto protagonista gli affermerei la mia solidarietà.

Guardiamo ai fatti in questione.
Tutto parte da cosa?
Una telefonata intercettata (vorrei sapere se intercettassero le telefonate di tutti, quanti di noi sarebbero inquisiti dalla magistratura...forse il 99,999999%) nella quale la moglie di Mastella definisce "uomo morto" un dirigente dell'ASL o un Direttore Generale di un ASL di Napoli (non ricordo bene) che no aveva accettato le indicazioni di partito.
E giù, tutti a parlare di scandalo!!!

Un momento please!!

Ve lo ricordate un tal De Lorenzo, Ministro della Sanità di qualche decennio fa, o no?
Il tipo in epigrafe, se ne uscì, un bel giorno, con l'ennesima riforma sanitaria che ha portato il suo nome ("Riforma De Lorenzo"), spiattellata ai gonzi italici come "La riforma che avrebbe permesso alla Politica di uscire una volta per tutte dalla sanità"!!!
Sì...figuriamoci.
Come sempre il Paese delle banane plaudì alla legge, assolutamente NON SAPENDO UNA VIRGOLA di questa scelleratissima riforma che:
a) istituiva il passaggio delle USL (a gestione mista amministrativo-politica) ad ASL (Azienda sanitaria con l'applicazione di mentalità, criteri e scelte di tipo aziendale in una materia, come quella sanitaria che di aziendale non ha proprio NULLA)
b) toglieva il governo delle ASL dall'amministrazione centrale e lo consegnava alle Regioni (sapendo benissimo che già all'epoca c'erano regioni italiane di serie A e di serie C)
c) istituitva a capo di queste ASL, la figura del "Manger" o "Direttore Generale" simile alle grandi aziende, NOMINATO DAL CONSIGLIO REGIONALE (costituito, quindi DA POLITICI!!!!) con poteri ASSOLUTI, svincolato da leggi, da crietri di qualunque tipo (quindi anche MERITOCRATICI o MERITORI), in tema di "Scelta dei Primari", "Scelte amministrative" ecc.ecc.
e mi fermo qui, perchè davvero questa riforma è stata una pagliacciata senza fine....


Orbene!!!
Domanda: se un Manager o DG viene nominato da POLITICI (e si cucca uno stipendio da favola non lo dimentichiamo), se un manager o DG riceve PER LEGGE poteri assoluti, poteri sui quali NON E' POSSIBILE interferire in alcun modo (sempre per legge)...costui deve (per i politici) essere scelto su quali basi?
Mi sembra ovvio: su basi di appartenenza e di fedeltà politiche!!!
Il DG dovrà per sempre (per l'intero periodo del suo mandato) essere fedele e prono ai desideri di coloro che lo hanno messo su quella poltrona: non vi pare normale???
Non lo fareste anche voi????

Pertanto, come succede in maniera puntualissima, ogni volta (con buona pace di tutti, cittadini e magistrati)che una Regione cambia la propria amministrazione (da centro sinistra a centro destra), saltano TUTTI i managers delle ASL e vengono rimpiazzati da altri dello stesso colore politico dei vincitori.
NORMALE???? Certo: lo è stato per decenni, perchè non dovrebbe esserlo!!!???

E, sempre per la famigerata "legge de Lorenzo", il DG ha potere di SCEGLIERE fra candidati al ruolo di Primario (ora si dice Dirigente di II livello), quello che PIU' GLI PIACE, senza assolutamente tenere in conto nulla!!!!!
La sua scelta è DISCREZIONALE ED INAPPELLABILE. SEMPRE SECONDO LEGGE!!!!!

Quindi? (direte voi)!!
La nomina dei Primari ospedalieri, le nomine dei Dirigenti medici, per legge, è stabilita con criteri discrezionali da parte dei managers che hanno nomina politica.

Se qualcuno ha studiato le proprietà transitive: se una manager viene nominato dai politici ed il manager a sua volta nomina a proprio piacimento un primario, per la proprietà transitiva, il primario è nominato dai politici: QUESTO SECONDO UNA LEGGE DI QUESTA REPUBBLICA DELLE BANANE!!!

Ora ci si scandalizza!!!
Ci si scandalizza, come sempre, quando vediamo le applicazioni di leggi approvate dal parlamento italiano. Non ci scandalizziamo PRIMA!!!
Mastella cos'ha fatto?
E' stato inquisito, insieme alla moglie e ad altri, per aver fatto QUELLO CHE DA DECENNI TUTTI I POLITICI FANNO (DELL'UDEUR, DELLA MARGHERITA, DEL PDS, DELLA LEGA, DI AN....), INSOMMA QUELLO CHE FANNO I POLITICI DELL'INTERO ARCO COSTITUZIONALE, diventando il capro espiatorio di un SISTEMA LEGISLATIVO marcio, che offre il fianco a interpretazioni ed applicazioni MALATE!!!

Ovviamente, anche una legge assurda, come la De Lorenzo, può essere applicata BENE: in alcune Regioni del Nord la sanità pubblica funziona benissimo. Ma si tratta di esempi che hanno per protagonisti persone che, quanto meno, si fanno qualche scrupolo...qui da noi, di scrupoli...non sanno neanche cosa siano.
Li condanniamo???
Certo che sì!!


Ma sarebbe da condannare, però, anche quel "corpus" legislativo, fatto passare a maggioranza, che PERMETTE CHE SCELTE SCELLERATE COME QUESTE SI ABBIANO A CHE VEDERE!!!

Se qualche procuratore avesse a cuore il BENE pubblico e non altro, allora si recherebbe in Parlamento e, chiesta un'udienza a camere congiunte, esplicherebbe l'uso anomalo che di una legge si può fare da parte di persone senza scrupoli, chiedendone l'IMMEDIATA REVISIONE!!!!
Allora sì che si farebbe un gran bene al paese.
Non così: siamo già lo zimbello d'Europa e del Mondo.
Un pò più di sobrietà non guasterebbe!!!
Isaia Kwick 18 gennaio 2008 00:00
Infatti basta dare il voto agli ultimi di lista, Ivan.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Sergio 18 gennaio 2008 00:00
Non ho mai gioito quando un politico è stato colpito da provvedimenti giudiziari perché non ho mai creduto nel cambiamento della politica per via giudiziaria. Se i politici commettono reati, i magistrati devono perseguirli ma i cittadini non devono illudersi che le Istituzioni politiche cambino sotto la mannaia della giustiza.
La politica cambierà solo se le Istituzioni sono sane e quindi se sono dotate di regole, severi sistemi di controllo e monitoraggio che assicurino trasparenza, efficienza, capacità di autoriforma.
Le istituzioni sono delle astrazioni che prendono corpo nelle persone che le rappresentano. Le istituzioni sono credibili quando le persone lo sono, ma anche quando le persone si dimostrano indegne di rappresentarle o di farvi parte purché l’istituzione faccia pulizia, isoli le mele marce e si adoperi con trasparenza perché sia punito ogni illecito e connivenza.
In un sistema democratico i poteri di controllo, forti e ramificati, assicurano imparzialità, trasparenza, certezza delle regole, celerità d’intervento. Solo così le Istituzioni saranno credibili e meritevoli di fiducia da parte dei cittadini.
Le nostre Istituzioni non hanno mai avuto queste caratteristiche e quindi non potevano cambiare per “via giudiziaria”. Grazie ai media, da sempre fiancheggiatori e sostenitori del corrotto sistema politico, gli italiani hanno creduto alla storiella della “seconda repubblica”, alla “rivoluzione giudiziaria”. E’ stato preferito un falso “nuovo” aprendo le porte alle retrovie politiche. Risultato: gli inquisiti talvolta a casa e i loro mediocri fedeli, cresciuti alla scuola dell’affarismo, della corruzione, della lottizzazione, al governo. Politici corrotti, ma talvolta di “razza”, sostituiti dai mediocri allievi dei corrotti.
Uno dei principali problemi italiani è la mancata sconfitta politica di una classe dirigente che aveva elevato la corruzione a regola di sistema, imponendo la formula camorristica “una tangente non si nega a nessuno”. Questa politica è stata sconfitta sul piano giudiziario, ma non su quello politico e istituzionale: così le seconde e terze file hanno occupato il posto dei primi.

Nella vicenda Mastella & C., quel che suscita allarme sono le reazioni dello stesso Mastella e delle altre personalità politiche che gli hanno manifestato solidarietà politica, esibendosi in dichiarazioni allucinanti.
Mastella ha espresso parole di critica inaudita a taluni magistrati.
Ha disegnato uno scenario di persecuzione. Sarebbe vittima di un complotto ordito da alcuni magistrati, accusati anche di trame familistiche e di uso degli strumenti giudiziari per bieche ripicche di carattere personale e per salvaguardare discutibili privilegi corporativi.
Uno scenario apocalittico cui nemmeno Berlusconi e Previti erano mai giunti.
Se le cose stanno in questi termini, Mastella deve dimettersi e ritirarsi dalla scena politica perché inadeguato al ruolo che ha ricoperto per circa due anni e perché difetta di lucidità e capacità d’analisi politica. Può quindi arrecare solo danni. Dopo tangentopoli, dopo innumerevoli fratture tra politica e magistratura, è stato necessario essere vittima della distorta macchina giudiziaria per rendersi conto che la giustizia in Italia non funziona e tiene sotto scacco la politica.
Deve dimettersi perché incapace, non perché indagato.
Deve dimettersi perché non ha visto i mali della giustizia. E’ lui che confessa incapacità e inadeguatezza.

Quel che in queste ore sta succedendo a Mastella non sarebbe drammatico, sul piano istituzionale, se non fosse stato seguito da un’incredibile serie di dichiarazioni eversive da parte di moltissimi esponenti politici.
Dini, ha dichiarato “a volte la magistratura se la prende anche con le mogli, e io ne so qualcosa…”.
Abbiamo una magistratura che se la prende con qualcuno? E in particolare con le mogli? Ci rendiamo conto della gravità di tali affermazioni?
All’interno della magistratura opererebbero frange eversive che, per finalità oscure, utilizzerebbero il potere giurisdizionale per attaccare qualche politico, colpendolo nei suoi affetti familiari. Anche la moglie di Dini sarebbe una vittima: la magistratura perseguita Dini tenendo in ostaggio la moglie. E’ questo che afferma Dini? Non bastava la moglie di Mastella perseguitata perché “cattolica”?
Se in tanti si sono precipitati a dichiarare solidarietà, attaccando la magistratura, allora vuol dire che anche tanti della maggioranza e dell’opposizione condividono la lettura mastelliana degli eventi.
Poiché le regole le scrivono i parlamentari, delle due, l’una; tertium non datum.
Se è corretta l’analisi di Mastella, la responsabilità cade tutta sui parlamentari (e su di lui) che, in tutti questi anni, non hanno saputo porvi rimedio.
Se l’analisi non è corretta, considerate le dichiarazioni del ministro e della maggioranza delle forze politiche, il Parlamento starebbe attuando una manovra eversiva dell’ordinamento costituzionale.
Come possono Prodi, Veltroni, Franceschini, Giordano dopo le parole pronunciate da Mastella dichiarare “che il ministro deve restare al suo posto e proseguire il suo lavoro”?
Quale lavoro se lui stesso ha dichiarato di non aver colto i problemi che determinano lo stato di perenne conflitto tra poteri e funzioni istituzionali?
Quale lavoro se parte della magistratura, a detta del ministro, ha comportamenti eversivi dell’ordine costituito? Come facciamo a distinguere la parte buona della magistratura da quella cattiva? Come possiamo avere fiducia nei giudici facendo però attenzione a certi GIP? Come li riconosciamo?
Se le cose stanno così o è il parlamento che è eversivo o è la magistratura.
Se è saltato ogni meccanismo di equilibrio e controllo nell’esercizio delle funzioni istituzionali, di chi la colpa? Di chi applica le regole o di chi è autore di quelle regole?
Se alcuni magistrati possono provocare, impunemente, la paralisi istituzionale, un terremoto politico per risibili ripicche personali dove sono finite le funzioni di controllo e di garanzia? Che fine ha fatto l’attività dell’Ufficio della Procura cui è affidato il delicato compito giurisdizionale? Che fine ha fatto il CSM?
Quali garanzie ha il cittadino di non trovarsi di fronte a magistrati paranoici e psicolabili?
Viviamo in democrazia o in una dittatura della magistratura?
Se hanno ragione coloro che affermano che Mastella deve rimanere al suo posto, allora si inchiodino agli scranni e rivoltino come un calzino la magistratura, riscrivano le regole, ma non si allontanino dagli scranni parlamentari finché non avranno terminato il loro dovere.
Restituiteci una magistratura credibile, autorevole, efficiente, se quella attuale non ha queste caratteristiche.
Vostro è questo compito e dunque fatelo.
Oppure, riconoscete che siete degli inetti e ritiratevi a vita privata.
Del vostro berlusconismo antiberlusconiano non ne possiamo più.

Ma tutto questo non sta avvenendo e, mentre si attende il ritorno del prode Mastella, il Palazzo fa quadrato intorno a Mastella. Ciò significa una sola cosa.

Il sistema politico sta cercando di salvare se stesso dal rischio di essere tutti sottoposti a “persecuzioni” giudiziarie nel caso qualche solerte o animoso magistrato ravveda nelle pratiche politiche estremi di reato.

Sul piano penale, mi sembra che quanto contestato a Mastella e a sua moglie sia poco rilevante o forse per nulla rilevante. Quindi tutto si risolverà in un proscioglimento.
Ciò non toglie che emerge, ancora una volta, quel che tutti conosciamo.
La politica segue logiche di lottizzazione: il potente di turno colloca persone fedeli in ogni posto di potere disponibile al fine di consolidare il proprio potere. Privilegia nella sua azione “politica” i familiari, gli amici, gli appartenenti al proprio partito o corrente, senza alcuna attenzione ai meriti e alle capacità individuali.
L’occupazione del potere con pratiche di lottizzazione non ha necessariamente la finalità di indebito arricchimento attraverso il sistema delle tangenti, ma la finalità di conseguire un profitto reale dal controllo del territorio, attuato dalla propria “milizia politica”; da questo controllo deriva un rafforzamento del potere personale, una rete ramificata di interessate relazioni che consentono la costruzione forzata e artificiosa del consenso.
Questa è la pratica seguita dalla politica, grazie a leggi opportunamente scritte o non scritte, per costruire il consenso, facendo lievitare l’apparato burocratico, inventando ogni giorno commissioni, tavoli, istituti, fondazioni, enti inutili.
Tanto pagano i cittadini.
Queste pratiche sono illegali? No, quando sono fatte in forza di legge. Ma, ecco il sottile filo giudiziario, se si operano indebite pressioni, forme di ricatto personale o politico per ottenere una nomina la rilevanza penale potrebbe esserci anche se difficilissima da dimostrare.
Ecco allora che si spiega il far quadrato intorno a Mastella. Se le accuse fossero solo confermate e quindi si giungesse al rinvio a giudizio, il rischio per i politici sarebbe enorme, data la diffusione di queste pratiche.
Mancando nel nostro Paese regole di trasparenza e di buon governo, penso che tutto svanirà come una bolla di sapone.
Uscendo dalla dimensione del codice penale, collocare in un ospedale una persona solo perché parente o amica è o non è una forma di indebito arricchimento? Non ha forse questa pratica politica lo scopo di trarre un profitto (appunto il consolidamento della propria posizione di potere) illecito perché travalica il consenso politico conquistato democraticamente con il voto? Serve o non serve per alimentare le pratiche del voto di scambio? Quando il territorio è ben occupato da un Partito, avvicinarsi a quel partito può servire a ottenere un posto? Le pratiche di lottizzazione sono indubbiamente forme di alterazione del sistema democratico. Ma penalmente la vedo dura.

Come potrà mai questo Paese risollevarsi, giungere all’efficienza della macchina pubblica, eliminare gli sprechi se non ci saranno regole chiare e precise che assicurino efficienza e trasparenza nei processi decisionali?
Questo è l’antico problema italiano mai risolto. Antico perché risale all’Unità d’Italia e acuitosi negli ultimi decenni del secolo scorso con la sostanziale spartizione del potere tra la maggioranza e il principale partito nominalmente all’opposizione.
Questa indagine, con tutte le sue fragilità e ombre, può rappresentare la più seria minaccia al sistema politico, più di quanto sia stato tangentopoli.
Ecco perché tutti fanno quadrato intorno a Mastella. Ecco perché tutto sfumerà in breve.
IVAN 18 gennaio 2008 00:00

Per Reset:
Corretto ciò che scrivi, tuttavia credo che Fata Morgana non intendesse parlare del “Caso Mastella” in sé, ma l'avesse usato solo come ESEMPIO di un concetto generale.
Quindi, anche se l'esempio usato è opinabile, ciò non toglie nulla al concetto di fondo. Avete ragione entrambi.

Per Isaia:
“Basta dare il voto agli ultimi di lista”, dici?
Oddio, ti confermo che nel mio scritto avevo già escluso l'argomento “elezioni” dall'elenco di soluzioni possibili.
Non volevo scoperchiare questo pentolone, ma ormai l'odore di bruciato si fa appestante. Ecco cosa c'è dentro:

LE SCHEDE FINISCONO TUTTE IN UNA BELLA FIAMMATA,
E I VINCITORI DELLE ELEZIONI VENGONO SCELTI D'ARBITRIO
DALLA COMMISSIONE CHE COMUNICA I RISULTATI ELETTORALI.

Tutti gli indizi portano inequivocabilmente a questa conclusione. Prima di bollarmi come pazzoide, ti (vi) invito per un po' di tempo a far finta che le cose stiano proprio così: sarete sorpresi di quante cose (altrimenti “incomprensibili”) trovano spiegazione!

E se non basta, potete chiedetemi approfondimenti (c'è un po' da piangere e un po' da ridere...)
IVAN
IVAN 19 gennaio 2008 00:00
Per Sergio:
Complimenti. Sottoscrivo in pieno il tuo intervento, lucido e profondo nei contenuti, civile e ben scritto nella forma (magari, aggiungi qualche “stacchetto” in più tra i paragrafi...Nota di pura leggibilità).

In effetti, hai centrato in pieno il punto: la questione non è Mastella in sé (personaggio inetto e insulso, di nessuna rilevanza pratica anche se dovesse ritirarsi a vivere su un'isoletta), bensì il fatto che l'intero apparato istituzionale si sia mosso per far quadrato attorno ad un insignificante “pedone” della scacchiera. Questo ci dovrebbe suggerire quali siano le difficoltà di mettere sotto scacco i “pezzi” ben più importanti.

Hai usato con ricorrenza un termine: CREDIBILITÀ. Ho il sospetto che ormai i nostri “rappresentanti” (?) non se ne curino più. Hanno ormai verificato che la loro intoccabilità non dipende da quella, e quindi non si preoccupano neanche di salvare almeno le apparenze.
Ho nostalgia di Andreotti: lui perlomeno non avrebbe mai detto “Sì, faccio accordi con Salvo Lima...e allora? Potete farmi qualcosa?”. Un minimo di stile, perdiana, almeno per avere un “Nemico” degno di rispetto! Ora invece la sola idea di andare a prendere a schiaffi un Buttiglione o un Tremonti mi fa preferire spargere letame a mani nude.

Amara ma terribilmente realistica la tua chiusura: dopo un po' di salottini, il tutto verrà dimenticato. O meglio, sostituito dall'ennesima farsa creata per depistare l'attenzione pubblica (in casi come questi, c'è un intero elenco di “scoop”, già approntato a tavolino, che attende solo di essere sbattuto sulle prime pagine).

Con queste premesse è inutile restare in speranzosa attesa di un Messia in toga che risolva le cose.
Confermo che il solo rimedio ai fatti che ci provocano indignazione è una RIVOLUZIONE INDIVIDUALE, interna a noi stessi.
Quello di non ingoiare i rospi passivamente è solo il PRIMO passo: sui successivi, possiamo confrontarci. Considerando le alternative...non ne vale la pena?
IVAN
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