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unoqualunque 22 gennaio 2008 00:00
http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=207280
steven 22 gennaio 2008 00:00
Già fatto Unoqualunque, già fatto.
Il problema è che l'uomo è un animale sociale a molti livelli e questo fa si che la dimensione politica e la sua gestione siano ineludibili. Poi non per questo devi fare gesti attualmente inutili, ma non può durare sempre mi pare.
El Che 22 gennaio 2008 00:00
Quanto segnalato non fa altro che ulteriormente confermare un ovvio dato di fatto: la nostra classe politica (come e più ancora di tante altre) è soltanto una partitocrazia in balìa di ogni genere di lobby, che dovrebbe essere totalmente azzerata; quello che però è molto più preoccupante è il fatto che la gente non ha ancora trovato la consapevolezza e il coraggio di non votarla più, vittima di un colossale plagio collettivo...
Che cosa dovrà ancora subire per svegliarsi e reagire?...
Giacomo 23 gennaio 2008 00:00
Il vostro punto di vista è errato
ed il credere/sperare che il divieto di vedere alcool dopo le 2 potesse risolvere il problema delle stragi del sabato sera era pura illusione.

Tale divieto non serviva a nulla se non a creare forti danni economici agli operatori del settore.

L'inutilità era dovuta al fatto che alle 2 di notte chi vuole è sbronzo ugualmente.
La serata dei giovani inizia con un aperitivo di solito verso le 8, 8.30.
Va da sè che sino alle 2 l' alcool ingurgitato può essere comunque moltissimo.

Anzi, la situazione era degenerata ulteriormente per 2 motivi:

- molti bevevano con la foga di chi è consapevole che a breve non avrebbe più potuto farlo
- l'abuso di stupefacenti era aumentato e non di poco.

Tutt ciò è folle, ma è la realtà.

Il problema "stragi del sabato sera" si risolve:
- con controlli frequenti, ora invece i controlli sono pochi e chi viene beccato paga BEN più di quello che dovrebbe
- rompendo il connubio ORAMI INSCINDIBILE divertimento e sballo.
badile 23 gennaio 2008 00:00
RIMEDIO:

pala & piccone!
francesco 23 gennaio 2008 00:00
La legge era inutile ed andava eliminata.
il problema delle stragi sono le patenti facili. A causare gli incidenti sono i sorpassi azzardati, sono quelli che si mettono a 50 km nella corsia di sorpasso dell'autostrada, sono quelli che fanno zig, zag, in autostrada, sono quelli che fanno le corse con le macchine. Io sono di palermo ed alcuni anni fa sono andato a casa di amici a milano, per andare nei locali facevano le corse in auto, in città sfioravano i 130 km orari, sulla statale 200 km orari, c'era il proprietario di un bar in provincia di milano che neo patentato aveva distrutto già 5 macchine ( naturalmente tutte di grossa cilindrata). la colpa delle stagi sono i deficenti
IVAN 24 gennaio 2008 00:00
Ciao, Steven, ben ritrovato.
C'è del vero nel commento di Giacomo: chi vuole sballarsi, si sballa COMUNQUE, leggi o non leggi. Questo è un dato di fatto.
Premesso ciò, se una soluzione esiste, è da ricercare al di FUORI della politica (gestita peraltro da una classe inetta, che NULLA sa del fenomeno, e quindi inadeguata a prendere un qualsivoglia provvedimento che non peggiori solo le cose).
Escludiamo la politica, Steven. Anzi, dimentichiamocela proprio. Come sempre, una seria analisi dei problemi porta inequivocabilmente a dover provvedere DA SOLI alla nostra autodifesa.

Qual'è la VERA questione? L'alcool a disposizione dei giovani NON è la causa dei mali del pianetà. Quindi, a meno di essere coinvolti dall'argomento per ragioni private, conviene considerarlo solo uno dei tanti SINTOMI della stessa malattia. Per parlare del sintomo, dobbiamo prima parlare della malattia.
La questione non è cosa, dove, a che ora, se è legale, o quanto costa ciò che usano per sballarsi.
La vera questione è ciò che li MOTIVA a farlo.

Non possiamo pensare ai ventenni di oggi come a noi stessi a quell'età. Entrambi abbiamo qualche annetto sul groppone, quindi abbiamo anche un termine di paragone tra la società di 20 anni fa e quella attuale. Per quanto sia stata graduale, si tratta di una mutazione ABERRANTE (parlando dal punto di vista dell'Essenza dell'Uomo). Però noi “vecchietti” ci difendiamo attingendo a quelle risposte che abbiamo acquisito nell'Era Pre-informatizzata.

Non devo essere l'unico (spero) che ha notato come i giovani stiano crescendo SENZA questo termine di paragone: l'Era Informatica è L'UNICA che percepiscono, e qualunque risposta cerchino (alle domande ESSENZIALI, intendo, non “dove scaricare una nuova suoneria”) devono trovarla lì. E sono risposte di plastica.

Nulla di strano che, a forza di vivere in una “periferica”, si perda contatto con il “server centrale” (l'Uomo Animale e le sue innate esigenze).
Cosa fare quindi per non essere delusi dalle Grandi Domande?
La soluzione è: IMPEDIRE A SE STESSI DI PORSELE. Sballarsi. (Dopo un giro un po' largo, ci siamo arrivati.)

L'unica soluzione per evitare di vedere i giovani stordirsi è quella, nel nostro piccolo, di TRAMANDARGLI quella Conoscenza esente da bytes che ci è propria. Perché da soli non la troveranno, non ne sono più CIRCONDATI come poteva essere per noi. E se non ci prendiamo questa responsabilità, tale Conoscenza rischia di SCOMPARIRE con noi. L'allarme è rosso.

Spero di non essere sembrato troppo astratto. Un saluto.
IVAN
Steven 29 gennaio 2008 00:00
Grazie IVAN per il ben ritrovato, in effetti "ogni tanto" mi allontano dalla tastiera ma bisogna pur vivere.
Diciamo che concordo sicuramente sulle conclusioni, il tuo intervento non è astratto. Più concreto di così lo puoi essere solo davanti ai tuoi figli in situazione educativa. Devo dire però che la società di 20 e forse allungo fino a 30 anni fa ti trasmetteva quelle risposte che tu dici anche con il supporto di un sistema normativo o culturale o di autorità che oggi non si trova. Oggi molti ragazzi comandano loro in casa e fuori, quando ero ragazzo io sicuramente no. Potevano esserci dei problemi educativi nei sistemi di allora ma hanno prodotto sicuramente molta gente responsabile. I risultati dei metodi di oggi li vedremo, le premesse sono comunque preoccupanti. Poi il discorso è lungo ma dico solo che anche il sistema normativo con le relative sanzioni concorre a circondare i ragazzi della convizione che certe cose si fanno o non si fanno. Un mio collega poco meno che trentenne lo hanno beccato all'uscita della disco con tasso alcolico superiore al consentito. Ritiro immediato della patente. Solo che la patente fa parte del suo contratto di lavoro che prevede consegne ai clienti con un camioncino giudato da lui. Il capo, che è forse un buon padre di famiglia, gli ha detto che se ricapita lo lascia a casa e nel frattempo per un mese lo manda in giro con un altro. Il collega ha smesso di bere e se gliene offri devi vedere la reazione. Un sistema combinato di proibizione-sanzione-rinforzo sociale è stato efficace.
Saluti anche a te.
Giacomo 30 gennaio 2008 00:00
ho 28 anni. Rientro dunque appieno nel fenomeno "devianza" giovanile.
Le sanzioni e l'insegnamento dei propri genitori poco possono in merito al problema di cui in questione.
Locali ed alcool (droga in molti casi) sono divenuti un connubio inscindibile.

Sebbene sia sempre stato un gran casinaro, ho la fortuna di appartenere ad una generazione transitoria in cui sono presenti pezzetti delle vecchie e delle nuove.
Nel mio caso l'appartenere ad una buona famiglia benestante di certo ha avuto ed ha ancora un certo peso.
Io ed i miei coetanei siamo toccati solo in parte dai problemi delle generazioni moderne.

Lo stesso non si può dire per i nati dopo di me, la generazione informatica, la quale, lo vedo costantemente, è per lo più composta da sballati. Chi più chi meno.
Alccol, droga, sesso, casino.
Io a 14 anni pensavo a come truccare il motorino e rubavo furtivi baci alla compagna di classe.
Oggi invece si tromba, si beve, si fuma e perchè una pippata di tanto in tanto....

Generalizzo perchè il fenomeno coinvolge i più, e chi ne è fuori generalmente passa per sfigato ed è emarginato.

Per chi è genitore, OCCHIO!
Steven 30 gennaio 2008 00:00
Giacomo, non ho capito come genitore che OCCHIO devo avere. Io posso mettercela tutta ad educare i miei figli ed essere dispiaciuto se i miei figli si adeguano alla adolescenza corrente, ma se loro si adeguano ci rimettono la qualità della loro vita. Vedi, uno dei concetti base che passava ai tempi miei era che non essere diciamo incasinato era prima di tutto interesse mio. Io oggi sono un sole che tramonta, spero non presto, ma tramonto, i miei figli sono all'alba della loro vita, gli conviene prima di tutto a loro responsabilizzarsi, non drogarsi, non alcolizzarsi ecc. Per come la vedo io diciamo un po di occhio per ciascuno.
IVAN 01 febbraio 2008 00:00
Per Steven:
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Nulla da aggiungere alla tua risposta, se non un commento sintetico.
Primo sottolineo – come avrai capito – che il mio discorso era chiaramente inteso IN GENERALE, poi ogni caso fa storia a sé;

Inoltre preciserei che il tuo collega (di cui hai riportato l'esempio) non ha smesso di bere per intima Consapevolezza che sia un atto superfluo o rischioso...bensì per PAURA DELLA PUNIZIONE. Questo è il limite “educativo” delle Leggi.
Certo, come dici, le Leggi concorrono quanto la Consapevolezza ad ottenere lo stesso risultato, ma dobbiamo stare attenti a questa pericolosa differenza. Perché la Paura della Punizione può essere usata come deterrente anche verso qualcosa di POSITIVO.
Non dimentichiamolo mai.

IVAN
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