Strider
24 gennaio 2008 00:00
Lei ha una visione che definire "molto particolare" dell' impatto dell' euro sull' economia nazionale, è dir poco.
Ad ogni modo tale tipo di referendum che lei propone è vietato dall' art. 75.
Evviva la Costituzione!!
Luigi
24 gennaio 2008 00:00
Con la potenza dell'euro, se torniamo alla lira finiremo come l'Argentina.
Topesio
24 gennaio 2008 00:00
che scemenza...
Passante
24 gennaio 2008 00:00
Lo sai che, costituzionalmente, non si può fare?
Paolo 1
24 gennaio 2008 00:00
No, con la scusa dell'euro ci hanno fregato un sacco dei soldi, e tornando alla lira ce ne fregherebbero ancora di piu', tutte le scuse sono buone per derubarci.
Atlas
24 gennaio 2008 00:00
Gentile Stefano Giannecchini,
condivido tutto cio' che ha scritto riguardo l'euro , e sarei pronto se me
ne fosse data la possiblita' a votare
il suo referendum .
L'euro e stata una truffa come pure tutta l'Europa che ormai svolge le funzioni di un gigante che dirige , ordina sanziona e pilota scavalcando
ed annullando in punto di fatto la volonta' degli stati sovrani democratici.
Mi si replichera' che esistono le ELEZIONI EUROPEE ed e' qui che la truffa
si continua a pepretare anche in fatto di
termini .
Infatti in realta' non si tratta di elezioni atte a stabilire la quantita', all'interno di un parlamento ,
del numero dei seggi dovuti al ns. candidato favorito ma solo a stabilire
quale ns. rappresentante andra' ad occupare un numero di seggi gia' in precedenza stabiliti .
In pratica il ns. voto europeo in si limita a decidere quali italiani andra' ad occupare quel particolare numero di seggi gia' destinato ed attribuito all'Italia.
Immaginate se in Italia vi fosse gia' un parlamento suddiviso come una torta tra
vari partiti e di dover volta in volta
solo decidere chi andra' ad occupare delle
ampiezze gia' decise e ditemi come chiamereste un sistema politico di quel tipo : immaginate che a Rifondazione fossero gia' attribuiti 50 seggi , Forza Italia 80, Allenanza Nazionale 60 , Partito democratico 70 etc. e di dover
decidere solo chi tra questi dovesse
occuparli : questa e' l'Europa solo che
invece dei partiti ipotizzati vi sono i vari stati membri che "pensano" con artificio illusorio di votare libere
elezioni democratiche .
Genitle Stefano ,siamo in una dittatura che parte da lontano....ancora non se ne era accorto?
Gianni
24 gennaio 2008 00:00
Magari sono buoni propositi ed in buona fede, non posso giudicare chi non conosco, ma il referendum proposto non è realizzabile, e mi spiace dirlo ma le motivazioni mi fanno pensare che non ha capito niente.
L'unificazione dell'Europa è cominciata negli anni 50, con la creazione della CECA "Comunità Europea Carbone ed Acciaio" se ricordo bene, per creare, tramite la collaborazione tra gli stati, una economia che potesse sopperire alla pochezza dei singoli stati europei rispetto alle altre grandi potenze, e per risolleversi dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale. Questo processo con alti e bassi sta proseguendo e sarà inarrestabile, cosi come è inarrestabile la globalizzazione, perché i mezzi di comunicazione moderni oramai fanno sembrare dietro l'angolo quello che fino a non molto tempo fa era uno sperduto villaggio. Nascono evidentemente degli squilibri che si creano, perché nazioni in via di sviluppo vengono a contatto con altre, con tutte le conseguenze del caso, è il prezzo da pagare.
Lasciamo stare per un attimo la questione papa che esiste solo in Italia. Perché c'è gente che vuole dargli una importanza che non merita.
Vuole fare un referendum per uscire dalla zona Euro, pensa che in questo modo si possa risollevare l'economia italiana, o che in questo modo si riesca a moralizzare la condotta dei nostri politici, ma Lei è un illuso.
Forse non ricorda quante volte si è dovuto svalutare la lira per non rimanere travolti dalla bancarotta della lira.
Se una speranza di diventare un paese più civile l'avremo solo quando saranno i cittadini stessi a comportarsi civilmente, questione di educazione civica ed ecologica, ed in questo una costituzione europea ci può aiutare per eliminare alcune incongruenze italiane dovute alla presenza invadente dello stato vaticano che influenza negativamente la politica italiana.
Per liberarci da politicanti inetti corrotti e condannati che affollano il nostro parlamento, finché siamo in democrazia, l'unica strada è votare chi ci pare meritevole, con una legge elettorale che ci permetta di farlo, ma prima di ciò è necessario che fare politica non diventi un mestiere, quindi limitare nel tempo la possibilità di essere eletti.
Gianni
rufus
24 gennaio 2008 00:00
L'autore di questo post evidentemente non ha le idee chiare, demonizza l'Euro, parla di aumento dei tassi di interessi ci ricorda l'Argentina, ma si dimentica che prima dell'avvento della moneta unica, i tassi di interessi erano a 2 cifre, così come l'inflazione, e che senza l'Euro probabilmente saremmo già falliti come paese, perchè non avremmo retto ai casi Parmalat, Argentina e 11 settembre.
Concordo invece sul fatto che la casta politica non sia seria e costi troppo, ma siamo tutti elettori, cerchiamo di favorire, quando andiamo a votare le posizioni serie e responsabili, anche se è difficile distinguere il giusto dall'opportunismo sfacciato.
IVAN
24 gennaio 2008 00:00
Caro Stefano, rispetto e condivido la tua esasperazione, tuttavia – arrivati a questo punto – uscire dall'Euro sarebbe come scendere dalla zattera per risalire sul Titanic che affonda.
Il punto non è trovarsi su una zattera dopo aver pagato un biglietto di prima classe;
il punto è perché i “timonieri” hanno VOLUTAMENTE guidato la nostra bella nave contro un iceberg.
Nelle situazioni di crisi gli sciacalli fanno sempre affari d'oro. Ogni singolo sciacallo può spolparsi tranquillamente un milione di disgraziati...e tu vorresti convincerli a NON farlo?! Appellandoti a cosa...Forse al loro “cristiano spirito di solidarietà umana”?
Un REFERENDUM, Stefano? Gesù, sono vent'anni che valgono solo come puro sondaggio statistico: “Tot % di italiani la pensa così...” e PUNTO! Fine dell'utilità dei referendum.
Come se non sapessero già fin da PRIMA, che eravamo contrari a farci sodomizzare collettivamente.
Come se poi un referendum sulla questione non fosse già stato impossibilitato da un tempestivo decreto dell'onorevolissimo Gianni De Michelis (il nome dice tutto sulla “umanità” del decreto).
Su un punto hai assolutamente ragione: L'Argentina è dietro l'angolo. Forse arriverà in modo meno drastico, più graduale, ma ormai mi sembra INEVITABILE. Gli indizi ci sono tutti.
Chissà che non sia meglio così. Forse toccare il fondo è quello che ci vuole per scuoterci dal torpore. E non è detto che fra un po' di tempo non ci ritroveremo a dire “benvenuta, catastrofe!”.
IVAN
IVAN
25 gennaio 2008 00:00
Caro Stefano, ho notato solo oggi di aver fatto parte di una totalità di partecipanti al forum che sono “solidali ma contro” la tua iniziativa. Una percentuale piuttosto stroncante, ma che questo non ti scoraggi!
Dopotutto, la tua l'intenzione è lodevole: reagire nei fatti all'oppressione di una ristretta casta di farabutti.
Purtroppo è già difficile trovare i mezzi per una reazione a livello INDIVIDUALE, figuriamoci trovare i mezzi che contano sul coinvolgimento di PIÙ PERSONE.
Quindi – detto nel dubbio – non associare la sconfitta del MEZZO (referendum sull'euro) con la sconfitta dell'INTENZIONE (reagire nei fatti). Semplicemente, cerca un altro mezzo che gli faccia da veicolo.
Dico questo per solidarietà, in quanto so in prima persona che i mezzi giusti non si trovano immediatamente, bensì procedendo per esclusione di quelli inadatti. E prima o poi la tenacia premia.
Ricambio sentitamente i saluti, ciao.
IVAN
francesco
25 gennaio 2008 00:00
L'Italia per risollevarsi dalla crisi deve:
1) uscire immediatamente dall'euro
2) Chiudere le Frontiere
3) rimpatriare tutti gli immigrati senza permesso di soggiorno
4) Attuare il protezionismo
5) ridurre di oltre il 50 % lo stipendio dei politici
Già con questa manovra L'Italia tornerebbe a contare qualcosa e uscirebbe dalla crisi
napoli
26 gennaio 2008 00:00
i paesi del nord che non uasano l'euro non hanno i problemi nostri.
Topesio
26 gennaio 2008 00:00
francesco, fossi in te studierei di più in vista dell'interrogazione di domani.
Le cose da grandi le lascerei fare ad altri, che forse è meglio...
IVAN
26 gennaio 2008 00:00
Per Napoli:
Dici “I Paesi del nord che non usano l'euro non hanno i problemi nostri”...
Corretto...Ma preciserei che anche gli altri Paesi che invece USANO l'euro non hanno i problemi nostri!
Quindi la causa dei problemi NON è l'euro...è proprio l'Italia in sé!
IVAN
francesco
26 gennaio 2008 00:00
Topesio ne riparliamo tra 5 anni, segnati questa data.
Supervik
27 gennaio 2008 00:00
per Passante:
credo che "costituzionalmente" avrebbero dovuto chiedere al Popolo Italico se voleva o non l'EURO..... Costituzionalmente ce lo hanno imposto.... E Mortadella ha fissato il valore del cambio....
Topesio
27 gennaio 2008 00:00
Cioè, vorresti dirmi che fra 5 anni diventerai maggiorenne?
Passante
27 gennaio 2008 00:00
x Supervik
Allora prima bisogna cambiare la Costituzione.
Al momento non è possibile un referendum del genere.
FABRIZIO
29 gennaio 2008 00:00
Provate solo ad immaginare una remota ipotesi in cui allo stao delle cose di oggi, circolasse la lira invece che l'euro:
- Con che coraggio il pizzaiolo oserebbe portarvi un conto da 40 o 50 mila lire per una pizza, una birra media e un caffè ?
- Con che coraggio, la trattoria dove mangiate vi esibirebbe una ricevuta da 60-70 mila lire per aver mangiato un primo e un secondo ?
- Con che coraggio, il meccanico cui avete affidato la vostra auto per un controllo o per un banale cambio d'olio, vi esporrebbe un conto dove la sua manodopera é prezzata 80 mila lire (+ iva ) e per 4 banali chili di olio vi chiedesse dalle 120 alle 160 mila lire ?
E tutto questo fermo restando il vostro stipendio da 2 milioni al mese, se va bene e se non è di meno !
Che tornare indietro sia (quasi) impossibile sono (quasi) d'accordo, ma che l'euro sia stata una maledizione ne sono ormai tutti convinti e chi dice il contrario o ha le fette di prosciutto sugli occhi o é in malafede per difendere a tutti i costi una posizione politica ipocrita e indifendibile.
E piantamola di dare la colpa a Berlusconi che non avrebbe vigilato !
Nel mio comune che da sempre é a guida di sinistra, dal 97 al 2007 la tarsu é aumentata del 325% in 10 anni.
Nel 98, 2 persone in un bilocale pagavano 78 mila lire all'anno (circa 40 euro), oggi, quelle stesse persone, nello stesso bilocale, pagano circa 130 euro !
Invece, lo stipendio di un metalmeccanico, negli stessi 10 anni, é aumentato del 20% e solo per effetto di 2 rinnovi contrattuali e di 5 scatti di anzianità biennali).
In compenso, lo stipendio di uno statale (ad esempio un insegnante), nello stesso decennio, é aumentato del 45%.
Certo, sempre meno dell'aumento vergognoso delle tariffe e dei servizi ma pur sempre più del doppio della classe operaia produttiva !
Forse, di fronte ai numeri espressi dalla cara liretta, qualcuno avrebbe avuto un pò di vergogna e un pò più di pudore......
Chissà .......?
Gianni
29 gennaio 2008 00:00
Sig, Fabrizio
Riconosco che ci sia molto di vero in quello che Lei dice, esagerando un po' forse nelle cifre. Ho speso la settimana scorsa 40 euro per sostituzione della guarnizione coperchio punterie e rabbocco olio, con fattura regolare, e mi è sembrata un prezzo giusto, anche se come impegno di materiale e mano d'opera era poca roba, trattandosi di una utilitaria.
Sicuramente ci sono stati rincari non giustificati, ma allora smettiamola di dare la colpa a Prodi, ma piuttosto a chi ha potuto approfittare dell'introduzione dell'euro, cioè tutti quelli che non sono lavoratori dipendenti, e a chi doveva sorvegliare che il cambiamento non fosse un mezzo per speculare.
L'esempio che faceva di prezzi per pizza e ristoranti è uno dei più centrati, a parte il fatto che non si vergognerebbero di portare un conto con le cifre da Lei indicate, perché la giustificazione è sempre pronta, la soluzione purtroppo è solo una, starsene a casa, o limitare il più possibile i locali pubblici.
Non che il rimedio sia molto furbo ma non ne vedo altri purtroppo. Poi sarebbe necessario che il governo facesse recuperare, a chi è stato penalizzato dall'euro e dall'inflazione, la disponibilità economica precedente all'introduzione dell'euro, ma le cifre che l'istat calcola annualmente, che dovrebbero essere un indicatore affidabile, mi fanno ridere, sarebbe il caso che il famoso paniere e le percentuali che considerano fossero riviste, dando molta più importanza a quelle che sono le esigenze primarie dalla maggior parte della popolazione.
Gianni
pape
29 gennaio 2008 00:00
topesio, forse ora diventeremo furbi.
Pierino
30 gennaio 2008 00:00
villa a schiera comprata nel 2000 = £ 175.000.000
adesso la villa affianco, esattamente uguale,appena venduta,costa € 165.000
(£ 319.000.000)
quasi il doppio.
Chi aveva in banca 175,000,000 adesso si ritrova con appena 90,000 euro
e non compra nemmeno i serramenti!!!
Grande sventura questo n'euro.
x danilo
30 gennaio 2008 00:00
danilo, la pizza a 5000 lire al nord non si vede da 15 anni, non so dove vivi tu ma anche prima dell'euro una pizza margherita costava ormai 7-8000 lire, e quindi non tanto diverso dai 4-4,5 euro di oggi (e comunque sono passati diversi anni).
Se le pizzerie sono sempre piene vuol dire che alle lamentele non facciamo seguire i fatti: non lo ordina il medico di spendere tanto per andare in pizzeria!!
ricordo infine che non siamo in regime di prezzi controllati, per cui il "controllo" non avrebbe potuto portare a niente.
i prezzi li fa il mercato, l'offerta e la domanda (cioè le code che ci sono fuori dalle pizzerie ed i tavoli sempre occupati).
El Che
30 gennaio 2008 00:00
Non ho capito cosa c'entri la "bestiaccia di prodi" con i nostri inesauribili guai euro-derivati...
Forse bisognerebbe prendersela con la... "bestiaccia di berlusconi", che non ha fatto nulla per evitare che certi italiani (popolo di asini e buoi, ma anche di commercianti, evasori e ladroni...) approfittassero del cambio di moneta per arricchirsi ancora di più a scapito dei soliti coglioni...
Mi sembra che all'euro siano passati anche molti dei citati "paesi del nord", senza per questo ritrovarsi in mutande come noi, forse perché da loro non operava l'ineffabile "Banda Berlusca" e quindi non avevano ministri come Tremonti, ma comunque possiamo sempre rallegrarci: il ritorno dei... "Filarmonici di Arcore" è imminente e sono sicuro che stavolta ci suoneranno il loro miglior pezzo, l' "Apoteosi del Buon Governo!...
danilo
30 gennaio 2008 00:00
Per Napoli:
I paesi del nord , evidentemente, hanno politici che fanno quello che devono fare, cioè AMMINISTRARE.
Hai mai sentito dire di qualche ministro del nord europa inquisito per ruberie ai danni dello satato, ma più semplicemente...hai mai sentito parlare dei ministri del nord europa?
Non mi risulta che quegli stati abbiano una tassazione bassa, tuttavia la gente non sciopera, non protesta (per lo meno non diventa notizia degna di nota ).
In Olanda, se il ministro dei lavori pubblici risparmia sul cemento per costruire una diga, vanno tutti sott'acqua, lui compreso.
E', come al solito, una questione di cultura.E di voler amministrare le risorse.
Per Fabrizio:
La matematica non è una opinione:
Visto che oramai l'unità di misura e comparazione delle nostre finanze è la PIZZA, mi ricordo che prima dell'euro i menù dei locali la portavano a 5000 lire.
Se i gestori avessero usato una equazione di primo grado nel riscrivere i menù si sarebbero accorti che il nuovo prezzo sarebbe stato:
2000 : 1 = 5000 : x
x = (5000 * 1 ) : 2000 = 2.5 euro
Ma i pizzaroli i conti non li sanno fare,non hanno studiato, loro sanno solo impastare farina e acqua aggiungere della passata di pomodoro e un po di mozzarella.... così, ad occhio 5 o 6 euro dovrebbero bastare a ripagarsi le spese.
Fortunatamente questa bestiaccia di prodi non HA DECISO di fare il cambio a 5000 lire, altrimenti che sarebbe successo?
Sono d'accordo con gianni: senza pizza noi viviamo uguale, ma loro, che deliberatamente ( e privi di alcun controllo ) hanno raddoppiato il prezzo, non vivono se non gliele compra nessuno, LE PIZZE
un saluto,
Danilo
danilo
31 gennaio 2008 00:00
caro El Che, mi scuso per non essere stato abbastanza chiaro su come la penso e ti ringrazio per avermi apostrofato.
Mi accorgo ora che l'appellativo "bestiaccia " non lo ho virgolettato, significa quindi che il termine si è prestato ad una interpretazione fuori dal contesto del resto del mio intervento.
Quello che ho fatto volutamente, invece, è scrivere un nome proprio con l'iniziale minuscola:Questo perchè esco comunque deluso dall'operato di questo governo, pur rendendomi conto che in quelle condizioni molto di più non poteva essere fatto.( mi riferisco ai ricatti a cui mastella & c. lo hanno sottoposto sin dal giorno dopo della sua elezione.)
La polemica "berlusconi santo o diavolo" comincia ad apparirmi stucchevole: chi ha occhi per osservare ed orecchie per udire non può non accorgersi che egli oggi è stato assolto grazie ad una legge che si è forgiato su misura e non perchè non avesse corrotto la guardia di finanza; non si può non notare come risorse economiche della sua legislatura siano state usate per farci COMPRARE il decoder digitale terrestre di SUA produzione (amstrad), per poi mettere a pagamento sulle SUE reti delle serie televisive a cui gli italiani si erano abituati gratis e che da qualche giorno devono PAGARGLI.Ma nessuno mugugna.
Ma a questo punto non vale più la pena sforzarsi a cercare di convincere nessuno che immani porcate sono state fatte sulle nostre spalle, dobbiamo solo berci la famosa purga evocata a suo tempo da Montanelli.
Fino ad ora era solo la dolce euchessina.
Per il resto la penso esattamente come te.
In risposta a "Per danilo"
Abito in centro italia, da noi la pizza costava più o meno così; ricordo chiaramente il netto raddoppio del prezzo, poi non sono andato più in pizzeria.
per cercare di comparare i prezzi tra nord italia e centro posso dirti che da noi il pane casereccio cotto a legna costa 2 euro, quello comune qualcosina di meno; quanto costa da voi ?
a presto rileggersi,
danilo
danilo
31 gennaio 2008 00:00
Per Pierino
...e non paghi da bere a tutto il forum?????
:-)
Un saluto,
Danilo
danilo
31 gennaio 2008 00:00
Caro "per danilo",
se non ho capito male lasci intendere che se, al momento del passaggio tra le due valute, i prezzi fossero anche quadruplicati sarebbe stato tutto regolare, in quanto si è in libera concorrenza ed ognuno può fare quello che gli pare.
purtroppo chi non può permettersi di uscire e prendersi una pizza con la famiglia è chi ha lo stipendio fisso (che purtroppo ha subito la svalutazione del 50% dei suoi introiti); chi fattura ( ? ) o chiede parcelle raddoppiate rispetto a prima può permettersi di andare a cena dove e quanto gli pare in quanto il suo tenore di vita è rimasto tale e quale a prima.
un saluto,
danilo
Atlas
31 gennaio 2008 00:00
E' proprio di ieri la notizia che l'Europa abbia definito e regolamentato
la pizza napoletana ......
L'Europa e' una follia burocratica voluta da un'elite di banche , politici ed assicurazioni e finanziarie .
Scemo chi ci crede .
Per quanto mi riguarda L'Unione Europea e' una dittatura amministrativa che dovrebbe bruciare all'inferno .
x danilo
31 gennaio 2008 00:00
se non ho capito male lasci intendere che se, al momento del passaggio tra le due valute, i prezzi fossero anche quadruplicati sarebbe stato tutto regolare, in quanto si è in libera concorrenza ed ognuno può fare quello che gli pare.
MA HAI LETTO QUELLO CHE HO SCRITTO IO O HAI LETTO TOPOLINO??
RILEGGI CON ATTENZIONE, NON HO DETTO QUESTA FESSERIA CHE TU MI ATTRIBUISCI!!
IL PASSAGGIO TRA LE DUE VALUTE NON C'ENTRA NIENTE, LA PIZZA ERA CARA PRIMA ED E' CARA ADESSO. PER COLPA NOSTRA.