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IVAN 31 gennaio 2008 00:00
Sergio, sul tema ti rimando alla risposta già data nel forum “Curzio Maltese”.

Aggiungo solo che credo tu stia sopravvalutando troppo il potere politico che abbiamo (realmente) a disposizione per influenzare un film già SCRITTO, più che già “visto”.

Da come scrivi, può darsi che tu sia un esperto o comunque un personaggio impegnato attivamente nel panorama legislativo. E questo è un punto a favore delle tue teorie.
Ma per noi contadinotti terzamediati queste cose sono astratte, ed è giusto considerarle tali.
Conoscere i giochi sporchi della politica non significa in sé di poterli EVITARE.
Dobbiamo ricorrere ad altri tipi di risorse, più alla portata della nostra comprensione DIRETTA. Questo è l'unico modo di poterci COINVOLGERE (senza per questo scadere in slogan da taverna tipo “mandiamoli tutti a casa”, beninteso!)
Non dico che sia giusto, dico solo che questo è lo stato di cose per quelle che SONO, e non per quelle che “dovrebbero essere”. Ciao.
IVAN

(P.S: Ad entrambi dovrebbe essere vietato postare commenti più lunghi di 30 righe...)
un ITALIANO 01 febbraio 2008 00:00
E' ora che vadano a casa tutti, nessuno escluso; è ora di cambiare queste facce ormai sbiadite della politica che sono lì da decenni ed hanno ampiamente dimostrato di non far nulla per questa bistrattata Italia.
L'ideale sarebbe varare una legge che consenta non più di due legislature consecutive, CHIEDIAMOLA!!!
Andrea 01 febbraio 2008 00:00
Si possono mandare a casa, basta che noi dobbiamo essere uniti. Purtroppo in Italia manca proprio l' unione per questo non si riesce a mandarli.
Dobbiamo mandarli a casa per forza perchè si deve restituire il potere al popolo.
Sergio 01 febbraio 2008 00:00
Caro Ivan,
comprendo il senso di quel che scrivi, ma queste cose astratte ci vengono propinate come reali e con queste cose astratte si condiziona la vita e le scelte elettorali dei terzamediati (ormai pochi), diplomati e laureati. Ieri sul treno parlavo con un docente universitario che, entusiasta della proposta di Curzio maltese, dopo quattro battute ha dimostrato di essere completamente a digiuno nella conoscenza della nostra costituzione.
Ti sei mai chiesto come mai a scuola “l’educazione civica” sia sempre (o quasi) stata trascurata se non ignorata?
Un popolo ignorante (dei propri diritti e poteri) è più facile da condizionare.
Scuola e media sono utilizzati a questo fine.

Evitare i “giochi sporchi”, per usare le tue parole, sarà possibile solo quando in tanti cominceremo a ragionare autonomamente, facendo la fatica di documentarci e informarci. Allora, e solo allora, saranno disponibili “altri tipi di risorse” e ci riprenderemo ciò che ci appartiene: la nostra vita, il nostro futuro.
In gioco non è una legge elettorale, ma il futuro nostro e dei nostri figli.
IVAN 03 febbraio 2008 00:00
Credo che la verità stia nel mezzo, Sergio, come (quasi) sempre.
Personalmente io sono uno dei famosi terzamediati, non seguo i notiziari, non leggo i giornali e non consulto il WEB. Se la Formazione di un individuo fosse solo una questione nozionistica, dovrei essere interdetto persino dal parlare di calcio al bar.

Meno male che Dio ha un gran senso dell'umorismo, e ciò che ci prende da una parte ce lo rende dall'altra.
La “altra parte” si chiama Intuito, quella straordinaria facoltà innata in grado di trovare le risposte a quelle cose che la Mente non è qualificata a sapere.
In pratica, ci si pone una domanda alla sera, e al mattino ci si sveglia con la risposta che serviva. Magia? Tanto basta.

Gurdjieff li chiama “Obyvatel”, i Contadini Senzienti (il leggendario Bertoldo, ad esempio). Fornire ad un “Obyvatel” un'istruzione civica non è IN SÉ un miglioramento o una completezza della sua precedente condizione; anzi, si rischia di trasformarlo in un pastrocchio né carne né pesce.

Ovviamente questi esempi non sono a difesa di nessuno; sto solo citando dei casi limite per non standardizzare l'assioma “ignoranza=schiavitù”.
Anzi, ti do ragione che sia vero nella maggior parte dei casi; semplicemente dico che non lo è IN AUTOMATICO...e per CHIUNQUE.
Dipende dall'Indole personale di ognuno, e questo ti può rendere l'idea di quanto sia complessa la ricerca di una soluzione universalmente accettata. Persino, come citi, dai nostri stessi figli.

Per carità, per il loro futuro facciamo tutto ciò che ci dice la nostra buona fede...ma non c'è nessuna GARANZIA che un giorno non vengano a contestarci “Papà, ma invece di sforzarti per cambiare quella maledetta legge elettorale...non potevi andare a farti un giro per i boschi?”

(Tutte opinioni di un Bertoldo, naturalmente. Ciao.)

IVAN
maria 03 febbraio 2008 00:00
a me basterebbe sparisse la cricca della cdl
Scocciato 03 febbraio 2008 00:00
basta con questa"politica" di merda. Ogni giorno un centinaio di stronzi si alza per varare slogan cretini ai quali, come pesci, abbocchiamo. Noi, popolo sovrano ma becero stiamo attaccati a questo mondo di opportunisti che non aspettano altro che mettercelo in retro e ci commentiamo e ridacchiamo pure sopra! Cioè partecipiamo a questa lurida FARSA, ne parliamo al lavoro, nei bar, nei congressi, in radio-TV, nei giornali, fino all'esasperazione... fino alla prossima battuta idiota che ci coinvolgerà enfaticamente.
Sergio 04 febbraio 2008 00:00
Caro Ivan,
ho la sensazione che ami rappresentarti con modestia e umiltà, ma sei più preparato e attento di quanto lasci intendere.

Intuito e consapevolezza.

L’intuito è importante, ma è alimentato dall’insieme di esperienze, conoscenze e capacità che ci guidano nelle decisioni.

Ogni decisione è il prodotto di un processo combinatorio nel quale entrano in gioco esperienze, conoscenze, valutazioni e interessi.

Niente ci dà la garanzia che una scelta sia la migliore in assoluto (esiste poi la scelta migliore in assoluto?) né che sia universalmente valida.

Non sono questi i termini della riflessione che propongo.

Ritengo che l’intuito e il buon senso non siano sufficienti a suggerirci le soluzioni più idonee, se mancano gli strumenti interpretativi della realtà sulla quale si vuole agire.

A poco serve lagnarsi di un sistema politico o abbracciare una tesi di riforma o un’azione politica se mancano le nozioni di base per comprendere se è efficace, concreta, realizzabile e in che tempi.
Il rischio è cadere di trappola in trappola.

Con il mio intervento sul “porcellum” o con quello relativo alla proposta di Curzio Maltese ho inteso evidenziare la strumentalità del dibattito politico così come ci viene proposto.

Il porcellum diviene l’agnello sacrificale o, per meglio dire, un capro espiatorio, attribuendo a esso responsabilità che non ha.

La proposta di Curzio Maltese propone tempi brevi per varare delle riforme, nella consapevolezza che invece i tempi sono ben diversi e anche le complessità per vararle.

Perché si mente sapendo di mentire?
Perché le menzogne diventano opinioni rispettabili?
Come possiamo valutare la bontà di una proposta se non abbiamo le conoscenze minime per coglierne la portata?

L‘educazione civica non è risolutiva, come non lo è saper leggere e scrivere.

Saper leggere e scrivere, la conoscenza di base dei meccanismi istituzionali sono presupposti utili per iniziare a comprendere la realtà che ci circonda. Semplici strumenti.

Se compri una lavatrice, leggi il “libretto di istruzioni” per sapere come utilizzarla. Ciò non impedisce di mettere i piatti dentro la lavatrice ma se lo fai è una tua scelta: nessuno ti ha detto che la lavatrice serve per pulire qualsiasi cosa.
Se invece così ti è stato detto allora sei stato truffato.

L’istruzione è un pre-requisito per rapportarsi con il mondo, senza dover esclusivamente ricorrere al dato esperenziale diretto. L’istruzione ci aiuta a rapportarci con le cose che ci circondano, ma dipende da come noi utilizziamo le istruzioni il risultato che otteniamo dal nostro agire.

La democrazia si basa sulla partecipazione dei cittadini chiamati a scegliere e deliberare, ma la scuola e i media svolgono un ruolo che nella realtà non contribuisce a far crescere la consapevolezza dell’essere cittadino.

Chiunque possegga gli strumenti per accedere alle informazioni può dedicarsi all’analisi, all’approfondimento, alla valutazione critica delle opzioni proposte, ma tutto ciò diviene arduo se non è stato educato al pensiero critico e non è stato, in qualità di cittadino, “alfabetizzato”.
Tenderà, con alta probabilità, a dare credito a quella parte che gli sembra “più presentabile”.
Chi detiene il controllo dei media e degli strumenti formativi riuscirà facilmente a determinare una frattura tra i cittadini, che si divideranno in tifoserie senza avere nozione della realtà e della posta in gioco. Si concentreranno sull’immagine delle cose e non sulle cose.
Il potere raggiungerà il proprio scopo: circoscrivere la contesa tra una squadra e l’altra, il sistema così è salvo e nella peggiore dell’ipotesi una parte dovrà lasciare che ogni tanto lo scudetto lo vinca l’altra squadra, ma nella certezza che poi potrà toccare ancora alla propria squadra vincere.

Con la nostra consapevolezza (somma di esperienza, sensibilità e conoscenza), possiamo indirizzare più proficuamente le nostre azioni, le nostre scelte. Possiamo incidere meglio sulla realtà, possiamo esercitare i diritti di cui siamo titolari. Senza tutto ciò saremo sempre sudditi (o recintati, come mi sembra tu abbia affermato in altri interventi).

Quel che cerco di affermare non è la necessità di cambiare o non cambiare il porcellum, ma avere consapevolezza di quale sia la funzione di una legge elettorale e quindi avere la capacità d’analisi necessaria per comprendere quali sono i limiti dell’attuale legge per individuare verso quale direzione è più opportuno muoversi. Consapevole che non esiste la soluzione “perfetta”, ma anche che se cambiamo una legge muovendo da presupposti falsi inevitabilmente, salvo un improbabile ma sempre possibile colpo di culo, faremo ancora una volta scelte sbagliate.

Se cambiamo la legge elettorale perché affermiamo che quella attuale determina instabilità e ingovernabilità faremo un buco nell’acqua, perché sono premesse false, non sbagliate ma false: la differenza tra i due termini mi sembra evidente.

Il tanto decantato sistema tedesco non ha evitato in Germania che si giungesse a una sorta di paralisi, ma la responsabilità della classe politica ha portato a soluzioni (la grande coalizione) che consentono a colei che ha vinto di strettissima misura di governare. Evidente che non è la legge elettorale in sé che garantisce governabilità ma la responsabilità degli eletti.

La maggioranza dei media e dei politici italiani costruisce un fantoccio da demolire per dare in pasto agli elettori l’illusione che c’è la volontà di cambiare mentre nella realtà la quasi totalità del panorama politico e informativo è impegnata nel gattopardesco tentativo di far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla.

Gli eventi devono fare il loro corso e non ho dubbi sul fatto che, proseguendo così, la situazione presto o tardi esploderà e saranno lacrime e sangue per tanti.

Possiamo lasciare che le cose precipitino o cercare d’intervenire per modificare gli eventi.
Non avremo mai la controprova su quale sarebbe stata la soluzione migliore: possiamo solo fare ipotesi e costruire scenari. Ancora una volta è necessaria la capacità d’analisi perché gli scenari e i presupposti da cui muoviamo siano “veritieri”.

Lasciare che la marea monti e ci sommerga nella fiducia che quando staremo per annegare troveremo il ritmo giusto per emergere è una opzione possibile: temo che lungo la strada raccoglieremo tanti “vinti”; temo che pagheremo un prezzo elevatissimo per non aver saputo fermare la catastrofe annunciata.

Gli eventi sono come la pioggia: non si può affermare che è giusta o sbagliata. Quando un evento si verifica è necessario cercare di comprenderne le cause per non ripetere gli errori, ma l’evento va affrontato e gestito.

Siamo in una situazione in cui diversi tra noi si rendono conto che stiamo rischiando molto, stiamo mettendo a repentaglio la qualità della nostra vita e quella delle future generazioni. E ci interroghiamo su cosa fare.
Molti si confrontano riponendo fiducia in una parte politica contro l’altra.
Altri sono disillusi e disincantati e dicono semplicemente BASTA, andate tutti a quel paese.
Altri ancora s’interrogano sulla possibilità di riuscire a fermare la marea.

Io mi metto nell'ultimo gruppo, consapevole che non abbiamo molti mezzi e probabilità di riuscire ma che valga la pena tentare. E ritengo che la prima cosa da fare è far crescere il numero dei consapevoli.
IVAN 04 febbraio 2008 00:00
Well, Sergio. Mi sarebbe bastato l'esempio della lavatrice. Azzeccatissimo, contiene tutto il resto.

Aggiungo unicamente che non intendo nemmeno considerare una virgola delle proposte di legge fatte da dei cialtroni. Cambia la forma, ma il concetto è sempre lo stesso:

NELLE SITUAZIONI DI CRISI, GLI SCIACALLI FANNO SEMPRE AFFARI D'ORO.

Ecco perché le creano apposta. Quelli che vanno a disinnescare le bombe (il “porcellum”, in questo caso) sono gli stessi che ce le hanno messe. Non se ne esce, delegandogli questo compito in eterno. Saremo sempre in una condizione di “allarme/disinnesco, allarme/disinnesco” fino a 90 anni.

Sono pessimi padroni del recinto, quelli che non si accorgono di portare all'esasperazione il gregge che mungono. E il gregge può arrivare a rivoltarsi, questo è vero.
Ma se prima non prende Consapevolezza della propria condizione, il risultato di una rivolta disorganizzata non sarà la FUGA dal recinto, bensì soltanto la sua DISTRUZIONE.
E questa Consapevolezza può essere soltanto INDIVIDUALE.

La prefiguro come un interscambio diretto di idee, ma può essere solo un passaparola molto ben MIRATO, non “globale”. Perché molte “mucche” non fuggirebbero dal recinto nemmeno se vedessero la porta aperta, figuriamoci sfondarla apposta.
Non si può obbligare un uomo ad essere libero. O almeno, non “libero” secondo il parametro di un ALTRO.

IVAN
Sergio 05 febbraio 2008 00:00
Ivan, non comprendo il tuo riferimento alle leggi proposte da cialtroni.

Ho scritto di una proposta per rendere effettivo il potere legislativo popolare, stabilendo termini perentori per la discussione delle proposte di legge d’iniziativa popolare.

Se invece il tuo riferimento è rivolto alle proposte sul tappeto per modificare la legge elettorale (o altre), allora stiamo dicendo la stessa cosa: queste proposte non sono credibili perché partono da assunti falsi.

Pienamente d’accordo, e credo di averlo affermato con chiarezza, che la consapevolezza è un percorso individuale.
Ho posto solo una domanda: possiamo accelerare e favorire questo processo?

Se non riusciremo in questo, sarà crisi nera, rivolta, e l’esito sarebbe nefasto.
IVAN 06 febbraio 2008 00:00
Sergio, ovviamente con “leggi di cialtroni” mi riferivo a quelle proposte dai “soliti noti”...quindi sì, stavamo parlando della stessa cosa.

Nessuno che si rivolge direttamente ad un singolo può essere un cialtrone: può essere in malafede, forse, ma deve almeno fare lo sforzo di ADATTARE la sua proposta alla capacità di comprensione che attribuisce all'interlocutore (e se è capace di fare questo...merita che la sua “truffa” sia ricompensata, giuro!).

Ecco il limite delle proposte di legge veramente sensate: devono considerare tutte le diversità di comprensione e di opinione dei singoli. O, meno utopisticamente, almeno del maggior numero di suddivisioni del Popolo.

Molto più facile, invece, fare una legge “generalizzata”, che scontenti tutti quanti...ma IN EGUAL MISURA (probabilmente intendono questo, per legge “democratica”...).

L'importante è che poi sia INCONTESTABILE. Che saranno mai 60 milioni di lamentele, quando ci si è messi dei tappi nelle orecchie?

IVAN
sergio2 12 settembre 2010 01:33
.
IL RISVEGLIO
Rischiamo per la terza volta di votare con il porcellum.
Nel PD se ne sono resi conto.
Meglio tardi che mai.
Buon risveglio.
Tra chi è stato su Marte e chi dorme per lunghi anni... siamo messi bene; non vi pare?
lucillafiaccola1796 12 settembre 2010 19:26
fatece le sarcicce coi porcellum's!
IVAN. 12 settembre 2010 23:49
.
Questa poi...
O Sergio, cosa mai sei andato a riesumare...Ormai, data la situazione quattrogattesca del forum, non so chi potrebbe coinvolgere, questa vecchia discussione (a parte servire da tacca per l'insensato spam della solita "kazielova", che il Porcellum non sa neanche cosa sia).
Ho riletto un po' di amarcord. Il mio del 4 gennaio piacerebbe a Team. Bella bradipata; altri tempi, comunque. Adesso sono un po' più cinichello.
Ma veniamo al qui-e-ora.
Rischiamo una terza porcel-votazione, dicevi. Togli pure il "rischiamo".
Che sia tra pochi mesi o al termine regolare della Legislatura, temo proprio che il Porcellum nella votazione ce lo dovremo ri-ri-sorbire.
Fa troppo comodo, ai politicazzi. Di Destra, Sinistra, Sopra, Sotto, Davanti e Dietro.
A tutti loro, insomma.
Per gli amanti delle cose semplificate, sintetizzo:
Il PORCELLUM, per gli amici "Legge Calderoli" (da lui stesso definita "una porcata"), stabilisce la ripartizione dei Seggi in relazione indiretta al numero di abitanti per Regione.
A causa delle (invero sconcertanti) modalità di questa ripartizione, ben evidenziate in questo topic (http://dilatua.aduc.it/forum/perche+fidarsi+dei+bugiardi_7610.php), "Porcellum" può essere tranquillamente tradotto nell'assunto: «Votate come vi pare, tanto i giochi sono già stati stabiliti prima ancora che mettiate le schede nelle urne».
Questo l'ha capito da ANNI qualunque zappaterra ignorante di politica; i "professionisti" del PD, invece, stanno (forse) capendolo adesso.
Se tanto mi da tanto, magari nel 2022 capiranno anche come mai hanno perso le elezioni del 1994.
Davvero è sempre "meglio tardi che mai"?...
.
sergio2 13 settembre 2010 02:06
.
Molto semplice Ivan.
C'è una discussione in atto tra le forze politiche e organizzazioni della "società civile" per promuovere il superamento del porcellum.
Tutto lodevole, anche se dubito che raggiungeranno l'obiettivo.
Quel che mi piace meno è la pochezza di analisi e la prospettazione palesemente falsa della realtà politica.
Quando si afferma che con il porcellum la democrazie è diventata oligarchia, si produce un'analisi falsa, non sbagliata ma falsa.
Il porcellum contribuisce a sviluppare la degenerazione del nostro sistema verso l'oligarchia, ma sarebbe sciocco affermare che prima del porcellum c'era la democrazia.
Affermare che il porcellum è incostituzionale è una grossolanità.
La nostra Costituzione non dice molto su come debba essere condotta l'elezione dei rappresentanti parlamentari e dice poco anche sulla funzione dei partiti.
Se al porcellum si è giunti è anche per le carenze della nostra Costituzione e per l'inazione di quasi tutte le forze politiche che nulla hanno fatto in questi quattro anni.
Penso che all'Italia non servano le tifoserie acefale ma serva molta consapevolezza.
Da analisi sbagliate derivano terapie e soluzioni che provocheranno solo altri problemi.
Illudere che basti eliminare il porcellum per dare fiato alla democrazia mi sembra un bel "servizietto" reso alla partitocrazia oligarchica imperante da decenni.
Non mi piace, quindi, che si semini l'idea che tutto dipenda da questa immonda legge elettorale: non è così!
lucillafiaccola1796 13 settembre 2010 20:18
La nostra Costituzione non dice molto su come debba essere condotta l'elezione dei rappresentanti parlamentari e dice poco anche sulla funzione dei partiti.
Se al porcellum si è giunti è anche per le carenze della nostra Costituzione e per l'inazione di quasi tutte le forze politiche che nulla hanno fatto in questi quattro anni.
Penso che all'Italia non servano le tifoserie acefale ma serva molta consapevolezza.
Parole d'oro e diamanti!
paolodegregorio 15 settembre 2010 13:35
- quella vera antipolitica da rottamare -
di Paolo De Gregorio, 13 settembre 2010
Spero che siano sempre di più le persone che percepiscono l’attuale sistema dei partiti, la Casta dei politicanti e sindacati di mestiere, il monopolio della informazione, il finanziamento pubblico di partiti e giornali, come una cupola che opprime la democrazia, con costi economici altissimi, che non risolve alcun problema, che merita la progressiva astensione dalle urne (ormai arrivata al 40% dell’elettorato).
E’ questo che andrebbe etichettato come fenomeno di “antipolitica”, invece che affibbiarlo a Grillo, in quanto questa politica degenerata, insieme alla caduta di ogni identità e di ogni valore, l’intreccio tra soldi affari e mezzi di comunicazione, associazioni segrete, Cricche, allontana le persone perbene da ogni partecipazione, anche dal voto.
Aggrava molto la situazione il fatto che non vi sia una opposizione antagonista, con un programma o almeno un progetto riconoscibili, senza una prospettiva di alleanze (ogni giorno si fanno ipotesi differenti), circostanza che favorisce enormemente il “Caimano” che sa di trovarsi davanti al nulla, e può dedicarsi tranquillamente alla sua campagna acquisti per sostituire i finiani.
Siamo di fronte ad una situazione bloccata, determinata dalla presenza di una nomenklatura politica ormai fuori dal tempo, che cerca solo di sopravvivere, che lascia la guida reale del paese alle forze economiche che si propongono un arretramento della condizione operaia a prima del ’68, con tagli alla spesa sociale, compreso scuola e ricerca scientifica.
Il “governo del fare” fa solo tagli e si occupa di fare leggi per non mandare in galera il Caimano, mentre l’economia è lasciata a se stessa e sono gli industriali e Federmeccanica i nuovi legislatori.
In Italia abbiamo una destra vera, ricca, proprietaria del 90% dei mezzi di comunicazione, proprietaria delle fabbriche e del sistema distributivo delle merci, capace di fare sistema e indurre esigenze e consumi, insomma tutto il potere è nelle sue mani.
Ciò che manca totalmente alla nostra democrazia è la rappresentanza politica del lavoro subordinato, dei disoccupati, dei milioni di pensionati.
Ai vecchi partiti va staccata la spina, così anche ai sindacati che ormai fiancheggiano i padroni, niente più voti e niente tesseramento.
Una nuova opposizione e quindi una nuova classe dirigente, può nascere solo da un nuovo progetto che abbia come obiettivo di cambiare le regole del gioco.
Abbiamo assistito in questi ultimi 15 anni ad una degenerazione della democrazia grazie ad un monopolio privato dei mezzi di comunicazione, a una legge elettorale a misura di CASTA, alla occupazione della RAI da parte dei partiti, agli attacchi contro i magistrati e contro la Costituzione, e al progetto secessionista della Lega Nord.
E’ essenziale ed ineludibile, per rottamare i vecchi partiti, che a un fronte ampio di elettori sia data la possibilità di votare per un progetto di ritorno alla democrazia, con un programma chiaro e comprensibile, limitato alla riformulazione delle “REGOLE DEL GIOCO”, senza le quali la democrazia è una barzelletta e il potere assoluto è nelle mani del denaro e dei monopoli informativi.
Per avere una possibilità di successo, fin da ora, sia in caso di elezioni anticipate che alla fine della legislatura, bisogna mettere nero su bianco “l’agenda rossa della democrazia e della legalità”, con i disegni di legge capaci di correggere le degenerazioni.
Questo “fronte democratico” non deve diventare un partito, ma deve essere sciolto una volta ottenuto il risultato voluto.
In questi giorni il “Fatto Quotidiano” pubblica in forma giuridica delle proposte di legge per limitare la corruzione. Iniziativa lodevole per noi abituati ad ascoltare i politicanti che restano sempre nel generico e nell’inafferrabile, ma non ci dice questo giornale su quali gambe dovrebbe camminare l’iter di queste leggi.
Movimenti, girotondi, popolo viola, grillino, e tutta la galassia frantumata delle persone che sognano una democrazia compiuta, devono trovare un momento di sintesi elettorale sulle “regole del gioco”, altrimenti spariranno nel limbo della impotenza e marginalità.
Non ci interessano i leader, ma bisogna ispirarsi a quel movimento spontaneo che si è costituito dal nulla e ha raccolto un milione e quattrocentomila firme contro la privatizzazione dell’acqua.
Ricordiamo agli scettici di professione che il partito radicale, con l’uno per cento dei voti, innescò e guidò la conquista di divorzio e aborto nel paese più cattolico d’Europa.
Naturalmente, prima di stendere in forma giuridica una legge, che non tutti sono in grado di comprendere, è giusto farne una sintesi, diciamo letteraria, con cui comunicare con l’elettorato.
-Nuova legge elettorale: il primo punto deve riguardare il “conflitto di interesse” e la “par condicio”, dove si stabilisce categoricamente che il cittadino proprietario (direttamente o indirettamente) di un solo mezzo di informazione (giornali, riviste, televisioni, radio, case editrici), locale o nazionale, è ineleggibile, in quanto avvantaggiato in modo decisivo rispetto agli avversari.
-Per un Parlamento “pulito”, contro personaggi come Dell’Utri che ha dichiarato di essere entrato in politica per non finire in galera, va abolito ogni tipo di immunità parlamentare, nessun pregiudicato può essere eletto in Parlamento (al pari di quanto già avviene nel pubblico impiego), la magistratura non deve chiedere alcun permesso per inquisire o processare i membri del Parlamento (dal premier all’ultimo deputato) e l’inquisito non può eccepire alcun “legittimo impedimento”, si deve far processare e basta.
-Va ripristinato il voto di preferenza, sia che si adotti il sistema uninominale maggioritario, sia che si scelga il sistema proporzionale alla tedesca.
-Va abolito ogni tipo di finanziamento pubblico ai partiti e alla loro editoria, poiché questi ingenti mezzi danno grande vantaggio a chi è già in politica e rendono difficile l’emergere di nuove aggregazioni politiche.
-La regola “anticasta”: nessuno è rieleggibile dopo due legislature
-Il duopolio RAI-Mediaset, visto come è stato usato per arrivare e mantenere il potere politico, va ridimensionato, e nessun operatore di comunicazione può possedere più di una rete nazionale. In parole povere la RAI deve vendere due reti e così Mediaset.
-La Rai per di più, avendo dimostrato di non essere servizio pubblico, ma servizio ai partiti, deve essere riformata, abolendo la pubblicità e affidando ai cittadini (canone pagato alla mano) l’elezione del Presidente, con ogni potere, in concomitanza con le elezioni politiche, da scegliere tra personalità assolutamente indipendenti, per la durata di 5 anni, non rieleggibile dopo due mandati, revocabile solo dal Presidente della Repubblica per gravi motivi.
-E’ anche urgente garantire la partecipazione dei cittadini alla formazione delle leggi attraverso l’istituzione del Referendum Propositivo, anche a livello regionale e comunale, dove i cittadini possano far diventare leggi i loro bisogni più acuti, ignorati dal sistema partitocratico.
-Abolizione del “quorum” del 50% di partecipazione ai Referendum (sia propositivi che abrogativi), visto che per le elezioni generali non vi è alcuna norma che invalidi le elezioni se più del 50% degli aventi diritto non va a votare.
Credo che su queste regole, indispensabili ed elementari per riportarci in democrazia, si potrebbe coagulare un ampio fronte civile in grado di presentarsi alle elezioni che può costringere il Parlamento a legiferare per ripristinare democrazia e legalità.
Avremo contro tutto il sistema dei partiti, i sindacati,il Vaticano, ma la misura è colma ed è ora che i sudditi diventino protagonisti con idee, iniziative, partecipazione, autogestione, contro la vera antipolitica che oggi domina.
sergio2 15 settembre 2010 15:07
.
Ottimo intervento, Paolo de Gregorio, in larga parte condivisibile.
In velocità solo qualche precisazione, non ho molto tempo al momento.
Ultimi 15 anni di degenerazione della democrazia, scrivi?
No! 15 anni in cui abbiamo assistito a una forte accelerazione nel consolidamento del regime partitocratico e nella progressiva trasformazione in una compiuta oligarchia.
Ritorno alla democrazia, scrivi?
No! La democrazia in italia non c'è mai stata. Il processo di costruzione del regime democratico fu abbandonato già in sede di Costituente e definitivamente perso all'epoca del compromesso storico e negli anni in cui spadroneggiava la cricca dei "partiti dell'arco costituzionale"; diciamo da metà degli anni settanta del secolo scorso.
Dunque, iniziare a costruire la democrazia, rimasta sempre incompiuta... come l'Italia.
Sulle proposte, nella speranza che si uniscano altri nella discussione, prima di iniziarne l'analisi ne aggiungo una:
- obbligo del parlamento di calendarizzare in tempi certi e perentori le proposte di legge di iniziativa popolare.
Alla prossima.
lucillafiaccola1796 15 settembre 2010 19:15
paolodegtregorio
Ai vecchi partiti va staccata la spina, così anche ai sindacati che ormai fiancheggiano i padroni, niente più voti e niente tesseramento
niente tesseramento si può fare e si DEVE fare.
per esperienza posso dire che i sindacati, anche quello che una volta era il "migliore" fra i "peggiori"...non capiscono niente. anche quelli che ci mettono sincerità, non sono organizzativi né esecutivi. li devi prendere tu per mano e "condurli". ASiamo Noi stessi i migliori sindacalisti di Noi Stessi.
per i partiti e pladroni papp ones la vedo brutta...! questi stanno lì finché lavoratori subalterni e pensionati pagheranno le tasse... solo la Morte li schioderà. l'amministratore id condominio, anche se non viene rieletto, lì sta...non schioda, a meno che non ti rivolgi al tribunale e caschi dalla padella... nella brace.
un amic* dice sempre "autorotismo, autogoverno"... mo' coi trans... chissà come risolve?
magari ci fosse Cincinnato!
IVAN. 16 settembre 2010 14:30
.
(da Sergio:)
«Il porcellum contribuisce a sviluppare la degenerazione del nostro sistema verso l'oligarchia, ma sarebbe sciocco affermare che prima del porcellum c'era la democrazia. (---) Se si è giunti al porcellum è anche per le carenze della nostra Costituzione e per l'inazione di quasi tutte le forze politiche che nulla hanno fatto in questi quattro anni. (---) Da analisi sbagliate derivano terapie e soluzioni che provocheranno solo altri problemi.»
___________________________
Sic. Però ho come la sensazione di averla già sentita.
Sergio, devo dirlo: Che du'balle!
Sono secoli che certi bradipi invitano a spostare l'attenzione dagli EFFETTI alle CAUSE che li originano...col risultato di trovarsi sempre a discuterne solo fra di loro.
Il buffo è che poi i pestatasti che si limitano a vomitare merda su Purcellum, Berlusca, Vaticano & C, si sorprendono che le cose vadano in un certo modo. Alè, che geniacci.
Interessante comunque il post di Paolo de Gregorio, sperando che non voglia limitarsi a fare dei copia-incolla di articoli, ma intenda anche instaurare un dialogo interattivo. Stiamo a vedere.
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