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Incazzatonero! 09 febbraio 2008 00:00
Già, come mai non è stato possibile organizzare una qualche forma di autodifesa, una denuncia collettiva o qualcosa del genere?
A cosa serve l'art. 50 della Costituzione, se non per "chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità"?
Come mai nessuno ha mai pensato di ricorrere a questo importante strumento di democrazia diretta previsto dalla nostra legislazione?
Dobbiamo sempre e comunque pendere dalle labbra del Grillo di turno?
E, SOPRATTUTTO, CHE CAVOLO CI STANNO A FARE LE VARIE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI, SE NON PER RISOLVERE I LORO PROBLEMI INVECE CHE CONTINUARE A PIANGERCI SOPRA?!...
Attendiamo, ormai da troppo tempo, i doverosi chiarimenti: chi ha orecchie per intendere, intenda...
danilo 09 febbraio 2008 00:00
Cara Marina,
quanto da lei postato è stato già proposto in altre discussioni: credo lei abbia già visitato il forum LA TELECOM ITALIA COLPISCE E FREGA ANCORA

http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=153138

a cui la invito a partecipare.

un pò di tempo fa lanciai l'idea di comunicare con e-mail di protesta la nostra insoddisfazione verso telecom all'indirizzo del ministero delle telecomunicazioni,oppure all' agcom in modo da rendere massicciamente evidente il nostro disagio:
credo che farlo non costi nulla, basta solo organizzarsi.
Qualcuno sa mettere su due righe ben argomentate? credo che tutti gli interessati del forum le sottoscriverebbero volentieri, incominciamo a smuovere la melma.

un saluto,

danilo
IVAN 10 febbraio 2008 00:00
Cara Marina, una risposta sta proprio nell'avere aperto un nuovo forum sull'argomento...cioè, cercare soluzioni individuali (dividi e impera...)
Infatti sarebbe meglio che il tuo post rinforzasse un forum già ampiamente consultato, come ad esempio
“LA TELECOM ITALIA COLPISCE E FREGA ANCORA” (www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=153138)
dove inoltre puoi confrontarti con altri compagni di sventura e avvalerti dei loro consigli.

Più in generale, Telecom conta sull'appoggio delle Istituzioni, o meglio, sulla loro intenzionale LATITANZA.
Come hai detto, la soluzione starebbe nel formulare per legge questo semplicissimo decreto:

I COLLEGAMENTI A NUMERI A SOVRAPPREZZO DEVONO ESSERE ABILITATI SOLO SU RICHIESTA DELL'UTENTE.

Punto! Nessun cavillo, nessuna interpretazione, nessuna possibile apertura a truffe.
Piuttosto strano che ognuno di noi ignorantoni riesca a vedere la soluzione che invece sembra sfuggire SOLO agli addetti ai lavori, no?
A tutt'oggi il Ministero non ha mai saputo (o voluto) dare spiegazioni del perché non sia stato attuato un provvedimento tanto semplice ed evidente.

Non è quindi malizioso sospettare una certa connivenza da parte dei vari ministri che si avvicendano sulla Poltrona delle Telecomunicazioni. Che si passano di mano, assieme ai benefici degli accordi sottobanco con Telecom, anche la patata bollente delle proteste dei truffati.

Arrivano così i vari decreti, pieni di articoli e sottoarticoli che tentacolano a destra e a manca per evitare di mettere per iscritto la sopracitata legge. Con una goffaggine che ormai è divenuta grottesca, tanto che nemmeno il più volenteroso avvocato riesce a venire a capo delle infinite contraddizioni delle procedure di reclamo.

Purtroppo non abbiamo altra scelta che sommergere gli uffici giudiziari di reclami, sperando che prima o poi il fenomeno arrivi alla saturazione, e costringa il Garante a fare il GARANTE, e non Dio-sa-cosa.
Ammesso che non sia chiedergli troppo.

IVAN
un ITALIANO 10 febbraio 2008 00:00
Sono stato lasciato senza telefono per ben 25 giorni da Telecom, con i disagi che si possono immaginare durante le feste di fine anno; a nulla sono serviti i solleciti al call-center del 187 dal quale ho ricevuto risposte incredibili e discordanti, pertanto ho chiesto un risarcimento a norma dell'art. 26 del regolamento di servizio inviando un fax all'ufficio reclami al n.803 308 187.
E' ora di far pagare il disservizio che ci offrono mentre da noi pretendono un pagamento di un canone
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