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errare umanum est 11 febbraio 2008 00:00
Un nostro errore
EFFEDIEFFE.com
11/02/2008

Ci dobbiamo scusare coi lettori.
Il 10 febbraio abbiamo dato notizia di un cavo internet interrotto o tranciato, stavolta in Cina.
Il fatto è realmente avvenuto, ma… nel 2001.
Per combinazione, il 9 febbraio di quell'anno, il che ci ha indotto nell'equivoco.
La notizia ci era stata segnalata da una mail, che ci dava il link della BBC.
Eccone il titolo e le prime righe:

Friday, 9 February, 2001, 16:14 GMT
Chinese cut off from internet

Damage to an undersea cable has cut millions of Chinese off from the internet, and the problem could take weeks to fix.
China Telecom has said that a major cable was cut at about 0800 local time 0000 GMT

Per contro, possiamo confermare - da notizia di una nostra conoscente di Teheran, giornalista - che l'Iran soffre da giorni di gravi difficoltà di comunicazione, sia internet sia telefoniche, probabilmente in seguito alla tranciatura dei cavi subacquei nel Golfo Persico.
Queste difficoltà non solo continuano, ma apparentemente si aggravano.
Errori ed equivoci sono sempre possibili in un lavoro che spesso deve essere fatto di fretta.
Ora aspettiamo le roventi accuse rinnovate che ci sono state rivolte dopo la prima informazione (esatta) dei cavi tranciati nel Golfo.

Sopporteremo; c'è gente che pare essersi data come missione nella vita quella di «smascherarci» e coglierci in fallo.
Che oltre ad occuparsi del sangue che scorre dall'Iraq alla Palestina all'Afghanistan, ritiene anche urgente occuparsi del «pericolo Blondet».
Si tratta di attacchi cui di solito non rispondo, per non trovarmi coinvolto in beghe da conventicola, per me incomprensibili, cui troverei degradante partecipare.
Inoltre, come sanno i lettori, non ho molto tempo per replicare a soggetti animati da enigmatici malanimi personali; ho scritto in questi anni alcune migliaia di pezzi, fornendo migliaia di informazioni esatte, spesso in anticipo su qualunque media italiano (ultimo esempio, la crisi dei mutui sub-prime, che questo sito ha anticipato da due anni: non perché abbia chissà quali misteriose fonti d'intelligence, ma perché leggo onestamente le fonti aperte che i media ufficiali volutamente ignorano).

Cerco di fornire il quadro generale degli eventi mondiali dopo l'11 settembre 2001; un quadro che non viene intaccato da un singolo errore di dettaglio.
C'è invece chi si occupa solo di dettagli: occhi come microscòpi, cui sfugge l'insieme.
Preghiamo solo di notare che, quando commettiamo un errore, non avendo nulla da nascondere, lo ammettiamo e lo rettifichiamo.
C'è chi, per «smascherarci», s'è persino spinto a negare la veridicità della notizia dei cavi tranciati in Medio Oriente: «una bufala», dicono.

Il fatto è che la «bufala» viene data come vera da Guido Olimpio sul Corriere del 9 febbraio 2008, anche se poi nel pezzo l'Olimpio divaga sulle tesi dei «complottisti», sorvolando sul fatto in sé e sulle sue possibili cause.
Ecco il testo:

Egitto e Emirati, black out di Internet
Ma chi ha tagliato i cavi sottomarini?
La domanda circola in Rete. C'è chi parla di incidente, chi accusa USA e Israele e chi pensa a Chuck Norris

Washington - Chi ha tagliato i cavi sottomarini che garantiscono i collegamenti Internet in alcune aree del Medio Oriente? La domanda circola con insistenza in Rete.
Si sono formati presto due partiti. Il primo raccoglie quanti hanno accolto con sospetto l'incidente che ha lasciato milioni di persone senza Internet. Il secondo raggruppa coloro che vanno oltre i sospetti indicando i due «soliti colpevoli»: gli Stati Uniti e Israele. I due Paesi alleati o individualmente - secondo questa tesi - avrebbero organizzato un'operazione segreta per colpire gli utenti musulmani della Rete. Qualcuno, sostenendo erroneamente che anche l'Iran era stato colpito dal black out, ha ipotizzato che il taglio dei cavi sia stato il primo atto di aggressione nei confronti degli ayatollah.
GLI «INCIDENTI» - Su un sito è comparsa una ricostruzione dove si afferma che in realtà i casi di cavi tagliati sono stati ben otto. Dal Mediterraneo allo Stretto di Malacca. Se, invece, vogliamo prendere per buone le fonti ufficiali gli «incidenti» sono stati due: il primo ad otto chilometri a nord di Alessandria d'Egitto, il secondo nel Golfo Persico a 56 chilometri da Dubai. Le autorità sostengono che entro le prossime 48 ore tutto dovrebbe tornare alla normalità. Dagli Emirati hanno anche aggiunto che, dopo attente ricerche, hanno scoperto un'ancora abbandonata (da quale nave?) nei pressi del cavo tagliato e dunque ritengono che sia stata questa la causa. L'Egitto, invece, ha ribadito più volte che nessuna unità è transitata nel tratto di mare dove è avvenuto l'incidente.O meglio: «Non vi era alcuna imbarcazione registrata nel settore». La precisazione del Cairo ha ovviamente alimentato i dubbi.
BLOG A CACCIA DI «COLPEVOLI» - E l'autore di un blog ha invitato a considerare il possibile coinvolgimento del sottomarino «Carter», un'unità americana realizzata per sofisticate operazioni di spionaggio marittimo. Una delle missioni tipiche è quella di intercettare i cavi a fibre ottiche. Altri partecipanti alle chat si sono divertiti, tra battute e lazzi, a elencare una lunga lista di altri colpevoli: Chuck Norris, gli alieni, un culto religioso estremista, Mitt Romney... e così via. Esperti del settore navale, senza avventurarsi in teorie, ammettono che la coincidenza del duplice «taglio» è quantomeno singolare anche se gli incidenti sono possibili. Uno studioso di questioni strategiche ci ha detto scherzando, ma non troppo: «Forse c'è chi ha voluto fare dei test».
Guido Olimpio

Anche AOL News conferma il fatto, e pone una tipica domanda «complottista»:

Mid-East Cable Cuts Now Affecting 85-Million - Are Terrorists Involved?
Posted Feb 7th 2008 10:12AM by Tim Stevens
Fourth Undersea Cable Cut, Stoking Suspicions of Intent
Posted Feb 5th 2008 2:09PM by Will Safer

I cavi tagliati sarebbero dunque quattro.
La versione ufficiale, riportata da Associated Press, sostiene che si tratta di incidenti provocati da ancore di navi.

Ship's anchor caused cut in Internet cable
Unusual cuts led to disruptions in services, slowed down businesses

Sarà.
Ma dopotutto, non ci pare illecito sospettare qualche altra causa.
Agata Christie lo sospetterebbe: è suo il proverbio secondo cui «tre indizi fanno una prova». Figurarsi quattro.

Maurizio Blondet


Nota dell'editore

La frase finale del pezzo incriminato di Blondet, «minimizzando in maniera grave e preoccupante, i ruoli di USA e di Israele», è un mio parto, dopo aver chiesto la ovvia autorizzazione dell'autore.
Non ho avuto mai la possibilità, per problemi di tempo, di seguire con attenzione il sito Uruknet; la frase è scaturita da una «forse» mia cattiva interpretazione di colloqui personali con l'amica Paola Pisi.
Mi scuso e sono disposto a ritrattare nel caso Uruknet non abbia mai enfatizzato, per iscritto, il ruolo dell'Iran nelle stragi perpetrate in Iraq; e di ciò può fare fede quanto è in archivio nel sito stesso e la testimonianza dei suoi lettori.

Fabio de Fina


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VAFFA 11 febbraio 2008 00:00
BB AA SS TT AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
NON SE NE PUO PIU

ERMEM VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
? ? ? ? 12 febbraio 2008 00:00
Ormai che dietro queste strane "interruzioni" ci siano gli americani non lo negano neanche in televisione, il che è tutto dire!...
per ? ? ? 12 febbraio 2008 00:00
AUhAUhauhauhAuAHuAhAUhAuhAUAHuaHuAHuAhAUhaUhAuaHuAhauAHuahuahAUhauAHuAHuAhAUhaUhauAHuAHUAhAuHAuaH
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