Commenti
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Gianni 18 febbraio 2008 00:00
Altro che mussulmani, i fanatici integralisti li abbiamo in casa, sono anche peggio degli altri.
A questo poi gli hanno fatto un tale lavaggio del cervello che voterà Ferrara.
Gianni
APS 19 febbraio 2008 00:00
...devono aver fatto il lavaggio del cervello pure a me...tra la Livia Turco e Ferrara non avrei dubbi...
Andrea 19 febbraio 2008 00:00
Forse non avete capito che se ne devono andare tutti e il potere deve essere trasferito al popolo.

L' unica soluzione è la democrazia diretta e la sovranità popolare.

www.noprivilegipolitici.it
Sergio 19 febbraio 2008 00:00
Votare Ferrara?
Cioè uno che sostiene che "la 194 va applicata"?

C'è bisogno di fare una lista elettorale, di affermare che l'aborto è un omicidio, di scomodare altisonanti principi come "la tutela della vita dal concepimento alla morte naturale" se l'obiettivo è semplicemente applicare una legge che esiste da trenta anni?

Mi sembra come utilizzare un cannone per colpire una mosca.

Abbiamo ancora parti della Costituzione che sono disattese...

Che la legge 194\1978 è in parte disattesa è cosa nota a tutti.

La legge fu criticata sin dall'approvazione per la scarsità di mezzi destinati ai consultori e alla prevenzione.
Quanto si sta facendo in questa direzione? Quasi nulla!

Che ci sia uno spazio per rivedere l'aborto dopo i 90 giorni di gravidanza è cosa largamente condivisa e basterebbe una pacata discussione senza lanciare anatemi a coloro che al momento si avvalgono di una legge.

Che si possa fare di più per prevenire gravidanze indesiderate è cosa evidente.
Quanti sforzi in questa direzione? Direi che siamo prossimi allo ZERO.

Che si possa fare di più per aiutare una donna a portare a termine la gravidanza e avviare l'iter dell'affidamento o dell'adozione è evidente. Quanti sforzi in questa direzione? Pochissimi e spesso si sono ridotti nella proposta di offrire un assegno alle donne detrminate ad abortire. Quanta miseria!

Perché tutto questo baccano inconcludente se l'obiettivo è così modesto?

Perché limitarsi a sputare slogan quando c'è molto da fare per prevenire l'aborto?

Forse per interessi politici?
Forse perché la cultura ideologica e fanatica emerge nell'ex comunista, ex socialista, ex berlusconiano Ferrara?

Se vi basta così poco per votare qualcuno, accomodatevi.
Il masochismo, il disfattismo, l'ipocrisia e la disonestà intellettuale (e talvolta non solo quella) sono sempre stati ottimi ingredienti della inconcludente politica italiana.

Auguro a Ferrara di prendere il 51% dei voti.
Anzi, per aiutarlo lo voterò anch'io... tanto è risaputo che tra i due litiganti è il terzo a godere.
Se poi i due maggiori litiganti sono gli "oni" nazionali, è evidente che altrove c'è di che godere.
maria 19 febbraio 2008 00:00
per fortuna c'e' l'europa, in un ora sei in qualsiasi altra citta' europea meno medioevale di ferrara, non avete ancora capito che non ci caschiamo piu'. che della nostra vita decidiamo noi, alla faccia vostra? e se il caso faremo collette per chi non puo' permettersi l'aereo, ma indietro non torneremo , rassegantevi e pensate piuttosto ai preti pedofili, alla guerra, alla poverta', allosfruttamento di bambini ecce c
ecc, vi conquistereste meglio il tanto agognato paradiso, in quanto a me aspiro all'inferno.
Bertoldo 19 febbraio 2008 00:00
BRAVO, CARSON, SEI IL MIO EROE!

Il Muflone di La 7 ha sindacato fino a ieri che la guerra in Iraq era sacrosanta (186.000 civili morti, mutilazioni, stupri, saccheggi...), e ora fa sermoni in difesa della vita dei feti. (Molto coerente, il tuo idolo, sì...)
Evidentemente preferisce che crepino da adulti, quando i suoi padroni spargono il fosforo bianco sui quartieri civili.
Tanto lui sarà al sicuro da tutt'altra parte...E anche TU, no?
Quelli come voi lo sono SEMPRE. Ecco perché possono permettersi di dire una cosa e poi il suo contrario.

Bertoldo O.

PS, Non rispondermi. Ti sarebbe impossibile giustificare questa contraddizione.
Hai già fatto una figuraccia patetica, risparmiatene un'altra.

carson 19 febbraio 2008 00:00
sergio ti ho già regolato su altri forum ma vedo che della questione ne fai una ragione di vita forse ci campi pure, non ti viene in mente che se come dici la 194 è stata ampiamente disattesa in alcune parti fondamentali forse negli ultimi 30 anni c'è stato un approccio sbagliato alla questione?
la tua testolina non viene sfiorata dal sospetto che forse è il caso di porre la questione in termini politici piuttosto che lasciar urlare le piazze?
voto ferrara anche grazie ai tuoi disconnessi e logorroici ragionamenti che volutamente non portano a nulla.
il passato politico di ferrara lo conosciamo tutti e proprio perchè ha vissuto da vicino posizioni così distanti da quella di ora che si può permettere di vederle dall'alto del suo cambiamento, non per niente dice di essere un convertito da questo punto di vista pur essendo un non credente in materia di fede.

te l'ho già detto sergio: parli e ragioni come pannella ma vedrai che con lo sbarramento vi estingurete come i dinosauri!!!!
Andrea 19 febbraio 2008 00:00
Avete dimenticato una cosa, lo sapete perchè nascono nuovi partiti ?
Perchè ci sono i finanziamenti dei partiti aboliti con il referendum del 93.

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un ITALIANO 20 febbraio 2008 00:00
il passato politico di ferrara lo conosciamo tutti e proprio perchè ha vissuto da vicino posizioni così distanti da quella di ora che si può permettere di vederle dall'alto del suo cambiamento.......

Carson questa affermazione che hai scritto potrebbe essere valida per tutti anche per i criminali nazisti come, ad esempio, il cosiddetto Boia arrestato qualche giorno fa; ma per piacere!
Domani può ancora cambiare idea quindi secondo te dovrebbe essere giustificato?
Sergio 20 febbraio 2008 00:00
Carson, sei proprio ridicolo e ignorante (nel senso etimologico del termine).
Evochi “ragionamenti”, “termini politici”, “principi etici”, ma non porti un accenno di argomentazione, di ragionamento, solo parole, parole, parole…

I miei ragionamenti possono non essere condivisi, ci mancherebbe.
Le conseguenze sociali e giuridiche che prospetto (nel caso i tuoi scalcinati propositi siano recepiti) possono anche essere considerate “accettabili”; c’è chi rimpiange Hitler, figurati se mi scandalizzo se qualcuno propugna una visione demenziale della vita basata sulle tue fregnacce.
Dimostrami, però, in cosa sono sbagliate le mie considerazioni.
Alle mie argomentazioni rispondi solo con affermazioni gratuite e apodittiche, prive di ogni fondamento logico e culturale.

Se mi ritrovo spesso a risponderti, vuol dire che anche tu non scherzi con gli interventi sul tema. Non ti sei reso conto di ciò? Non arrivi a comprendere che le risposte sono solitamente in relazione alle domande?

Termini politici? E’ quello che sostengo da tempo. La regolamentazione dell’interruzione volontaria della gravidanza ha consentito di portare in un terreno di legalità una pratica ampiamente diffusa nella clandestinità.
La legge non ha sancito “il diritto all’aborto”, ma la non punibilità della pratica abortiva se effettuata all’interno di un preciso quadro temporale e normativo. C’è una differenza abissale tra “liceità” ed “eticità” di una condotta.
La legge ha stabilito che l’aborto non è un mezzo di regolazione delle nascite.
La legge ha stabilito che bisogna dissuadere e prevenire.

Su quest’ultimo punto, la prevenzione, la legge è in gran parte disattesa.

La parola “contraccezione” è la grande assente dai proclami falsamente a difesa della vita.
Come mai? Eppure, solo la contraccezione ha dimostrato di poter arginare la piaga dell’aborto.
Forse perché la “contraccezione” non è cosa gradita a parte del mondo cattolico?
Forse perché una campagna per la diffusione della contraccezione e per la promozione della sessualità responsabile rischierebbe di non consentire la mietitura dei voti cattolici?

Educazione sessuale e contraccezione, informazione e prevenzione sono “stantii clichè”?
Può darsi, ma sono pur sempre proposte. Le tue proposte politiche dove sono?
Rifletti prima di scrivere perché sei un evidente caso di “analfabetismo di ritorno”.

Rileggendo tutti i tuoi interventi ho trovato solo il nulla mescolato con il niente.

Approccio sbagliato al problema?
Scrivi come se in Italia, e nel mondo, non si provenga da una lunghissima esperienza di punibilità dell’aborto. Come se in tutto il mondo l’aborto sia pacificamente consentito.
Non è così. Secondo le ricerche promosse dall’OMS, ogni anno nel mondo si verificano circa 50milioni di aborti. Il 40% di questi, venti milioni circa, avviene nella clandestinità.
L’aborto in Italia sino al 1978 era un reato penale, insieme al divieto di propaganda per le pratiche contraccettive. L’art. 533, abolito solo dalla legge 194/1978, affermava: "Incitamento a pratiche contro la procreazione. - Chiunque pubblicamente incita a pratiche contro la procreazione o fa propaganda a favore di esse è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire quattrocentomila. Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è commesso a scopo di lucro".

Come vedi le due questioni, aborto e contraccezione, hanno una storia intrecciata in modo indissolubile. Ma per te questa è una sciocchezza pannelliana.
In cosa consiste il tuo approccio? Siamo tutti qui che pendiamo dalle tue labbra.

Ribadisco che non ho alcuna contrarietà a prevedere e allargare “i diritti del concepito”; è necessario però individuare con chiarezza come, quali e quando.
In caso contrario si rischia di fare vacue affermazioni, come quelle contenute nella legge 40/2004 che “assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”, senza risolvere i problemi concreti e in aperto contrasto con altri diritti costituzionalmente tutelati: risultato, la legge ha provocato un intenso contenzioso giudiziario e, sulla base di diverse sentenze, deve essere riscritta.

E’ evidente che il diritto del concepito deve essere bilanciato con i diritti concorrenti di chi “è già persona”.
Sul punto, la cultura etica e giuridica ha prodotto, in Italia e nel mondo, montagne di documenti, analisi, studi, sentenze.
Il problema non è l’affermazione di un principio, ma l’applicazione pratica che tenga conto, appunto, dei diritti concorrenti.
Posso anche accettare di riconoscere la qualifica di “persona” all’embrione, ma bisogna individuare le strade per rendere effettivo questo riconoscimento. Diversamente è aria fritta.
Da un lato, serve concretezza e riflessione anche giuridica, nel rispetto dei diritti di tutti, per valutare l’impatto delle nuove tutele sulla vita quotidiana; dall’altra parte, serve impegno per ridurre le gravidanze indesiderate.
Dice qualcosa il fatto che l’Olanda abbia il più basso tasso di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza?
Dice qualcosa che in quasi tutto il mondo l’aborto è consentito quando vi è pericolo per la vita della madre?
Vogliamo impedire anche questo? Benissimo, ma ditelo con chiarezza: la vita della donna vale meno di quella del concepito!
Se invece riconosciamo il contrario, allora non possiamo più parlare di equiparazione di tutela tra madre e concepito.
Le parole hanno un significato e vanno rispettate. Anche “violare” le parole è una forma di violenza contro l’umanità.

Credimi, non esiste un conflitto ideologico tra abortisti e anti-abortisti; non c’è nessuno che afferma la bellezza dell’aborto. Alimentare un inesistente e astratto conflitto sui valori etici serve solo a non confrontarsi con i problemi reali, a non rispondere alle domande di sempre: come contrastare l’aborto, come conciliare i diritti dei diversi soggetti, come promuovere la cultura della responsabilità…
Sarò ben felice di confrontarmi anche con te su questi temi, ma devi offrire la possibilità di valutare le tue proposte.

Parlo come Pannella? Grazie per il complimento. Non posso ricambiare assicurandoti che parli come Ferrara: lui è almeno colto e intelligente, tu stai dimostrando di non avere cultura e quanto a intelligenza sorge qualche dubbio.
Il Vermo 20 febbraio 2008 00:00
Ma di che cavolo si va cianciando, se pillole e preservativi li trovi anche nelle borsette delle ragazzine!...
Semplicemente ridicolo!...
(Dunque l'aborto e una "conquista" brutta? Secondo questa legge si può abortire anche in base a sole "ipotesi" di danno!...)
carson 20 febbraio 2008 00:00
x il pignolone

che la tua intelligenza sia inversamente proporzionale alla lunghezza dei tuoi interventi è chiaro a tutti, dall'immenso archivio di bischerate che vai scrivendo prendo a campione qualche perla:

1)ripeti come un disco rotto la legge di qui e la legge di qua es."La legge ha stabilito che l’aborto non è un mezzo di regolazione delle nascite" bene allora spiegaci come mai in italia non nascono più down e al minimo rischio di patologia si abortisce, come la chiami questa?

2)scrivi "E’ evidente che il diritto del concepito deve essere bilanciato con i diritti concorrenti di chi “è già persona”.
spiegaci dall'alto della tua sapienza dove starebbe questa 'concorrenza' e poi mi piacerebbe anche sapere se per te il concepito è vita umana o è una cosa perchè voi radicali avete le idee parecchio confuse sul tema pur essendo stati tutti embrioni...
3)contraccezione e aborto non c'azzeccano nulla prova ne è la francia che in fatto di contraccezione non è seconda a nessuno ha molti più aborti che l'italia...

la 194 VA ABOLITA ha legalizzato l'infanticidio in Italia e non ha fatto diminuire il numero di aborti come invece andate blaterando voi radicali!
Bertoldo 20 febbraio 2008 00:00
CARSON, SEI UN GENIO!

Fantastico come ti arrampichi sugli specchi per riscrivere il vocabolario:
Usi “convertito” per “voltagabbana”
Usi “sbarramento” per “fascismo”
Usi “regolato” per “sono fuggito dal confronto come un coniglio”

Ci ho ripensato. Forse è meglio che rispondi alla tua contraddizione (o intendi “regolare” anche me?):

Il Muflone di La 7 ha sindacato fino a ieri che la guerra in Iraq era sacrosanta (186.000 civili morti, mutilazioni, stupri, saccheggi...), e ora fa sermoni in difesa della vita dei feti. (Molto coerente, il tuo idolo, sì...)
Evidentemente preferisce che crepino da adulti, quando i suoi padroni spargono il fosforo bianco sui quartieri civili.
Tanto lui sarà al sicuro da tutt'altra parte...E anche TU, no?
Quelli come voi lo sono SEMPRE. Ecco perché possono permettersi di dire una cosa e poi il suo contrario.

Bertoldo O.
Sergio 20 febbraio 2008 00:00
Altra dimostrazione che non comprendi nulla, piccolo Carson.

Ferrara non vuole abolire la legge 194: lo ha dichiarato più volte a chiare lettere. Perché allora lo vuoi votare?

1) il ricorso all'aborto in caso di malformazioni non ha nulla a che vedere con la regolazione delle nascite, espressione con la quale s'intende che l'aborto non è un metodo anticoncezionale e quindi non può essere utilizzato per regolare le nascite (tu ti riferisci alla selezione delle nascite, concetto completamente diverso). Ignorante, scrivi senza comporendere ciò di cui scrivi.

2) I diritti concorrenti non li ho inventati io ma, per restare all'Italia, la Corte Costituzinale che ha dichiarato, sentenza n. 27 del 1975 cioè qualche anno prima dell'approvazione della 194, che il nascituro ha diritto a una speciale tutela, ma la madre che è già persona ha diritto a una tutela piena perché inequivocabilmente sancita dalla Costituzione. La Corte ritenne incostituzionale l'obbligo giuridico di portare a termine la gravidanza.
Possiamo cambiare le regole e i codici, ma bisogna affermare con chiarezza che per te, piccolo ignorantello, la vita di una donna vale meno di quella di un embrione.
Se poi tu non comprendi questo elementare concetto di conflittualità e concorrenzialità, la soluzione è solo una: STUDIA!

3) la Francia non prova proprio nulla, al massimo è un'eccezione che conferma la regola. Inghilterra, Olanda, Germania, tutta l'Europa dell'Est registrano un forte calo dell'aborto con il crescere dell'uso della contraccezione. Perino in paesi africani dove l'aborto è proibito abbiamo tassi di ricorso alla IGV doppio rispetto agli edonistici e materialistici USA.

Non so in base a quali tuoi numeri personali sostieni che l'aborto non è diminuito negli ultimi trenta anni: lo affermano le relazioni annuali del ministero della sanità (non mi risulta che Pannella sia stato mai ministro della sanità), i dati UE, i dati OMS... ma la tua ignorante arroganza ti consente di affermare il falso sapendo di mentire.

Abolisci pure la 194, scioccherello ignorante, infatti prima della 194 nessuno abortiva, vero? Ma quanto sei ipocrita.

Continui a contrapporre stupidaggini e non rispondi alle questioni poste.

Cosa succederebbe se tornassimo alla punibilità dell'aborto?
Le recenti ricerche dell'OMS hanno dimostrato che non c'è differenza tra tasso di aborto tra paesi in cui la IVG è legale e quelli in cui è proibita. La dimostrazione è l'America Latina in cui ogni anno avvengono 4,5 milioni di aborti. La pratica illegale si verifica anche in Cile dove non è consentito l'aborto neanche in caso di pericolo di vita per la madre.

Ti piacerebbe sapere se per me... Ma sai leggere? Penso di no. Ho scritto ripetutamente (e poi ti lamenti degli interventi lunghi, per forza sei così zuccone che devo ripeterti sempre le stese cose che fingi di non comporendere o non ci arrivi sul serio?) che sono disponibile a ragionare sull'estensione delle tutele al nascituro, al riconoscimento del diritto alla vita sin dal concepimento, ma bisogna verificare in concreto come applicare questo principio. Il caso del pericolo di vita di una donna è il primo esempio evidente di diritti concorrenti: se c'è pericolo per la vita della madre per te è consentito abortire?
Se la condotta irresponsabile di una donna in gravidanza provoca la morte del feto, per te è un omicidio colposo o un evento disgraziato?
Dalla risposta a questi semplici interrogativi discende la complessità di applicare in concreto i valori di cui cianci senza comprenderne la portata.

Ma tu, ipocritamente, preferisci illuderti e illudere che c'è uno scontro sui valori, così eviti di rapportarti con la realtà.
Vuoi capirlo che non esiste alcun conflitto sul valore etico? Il conflitto è solo tra una visione oltranzista, arrogante e violenta della vita (la tua) e una visione che valuta in concreto cosa è opportuno e accettabile per la collettività, lasciando poi all'individuo la libertà di imporre a se stesso regole più rigorose.
Per fare un esempio concreto al quale forse anche tu puoi arrivare, prendi in considerazione il preservativo. Per i cattolici è un peccato utilizzarlo. La legge consente di utilizzarlo; la legge non afferma che bisogna utilizzarlo, non obbliga a farne uso, lascia a ciascuno la libertà di decidere. Un buon cattolico integralista sarà libero di privarsi della facoltà di utilizzare il preservativo anche se la legge consente di farne uso. Fino al 1978 la legge penale di stampo clerico fascista rifletteva l'etica dominante ed era proibito l'incitamento e la propaganda a pratiche contro la procreazione (infatti, sino al 1978 la pillola era prescritta come regolatore del ciclo ovarico e non come anticoncezionale). Ecco la differenza che passa tra peccato e reato, tra laicismo e integralismo religioso.
Il laico cerca soluzioni ai problemi, talvolta accettando anche compromessi quando c'è un conflitto insanabile; l'integralista religioso gode nell'affermare a parole i "principi" e poco si cura se poi sono diffusamente violati; gli basta avere la coscienza a posto. Come spieghi i circa 600 procedimenti giudiziari per aborto tra il 1950 e il 1975 a fronte di diversi milioni di aborti? Come si sentiva in pace il mondo cattolico quando si abortiva alla grande, ma di nascosto senza che nessuno ne parlasse e la recidività era altissima mentre adesso è rarissimo che una donna abortisca due volte.

A chi poi dice che anche le ragazzine usano la pillola, forse dovrebbe mettersi le mani in tasca e non curiosare nelle borsette... I dati ufficiali danno la pillola in Italia al 17% (vado a memoria ma comunque sotto il 20%); coito interrotto e preservativo sono i metodi consueti del 60% delle coppie.
Il recente rapporto sugli adolescenti italiani ha evidenziato una ignoranza da far paura. Basterebbe parlare con un po' di medici e operatori sociali per averne conferma. Ma voi, accecati dal vostro fanatismo, vedete solo quel che volete.
Chissà perché allora l'unica fascia d'età in cui si verifica un aumento nel ricorso all'aborto è proprio tra le minorenni... forse dimenticano le pillole nella borsetta?
APS 21 febbraio 2008 00:00
Ferrara chiede l'applicazione della 194 che secondo lui non è applicata in Italia. Possiamo affrontare questo tema e non dire che Ferrara vuole la abolizione della 194?
maria 21 febbraio 2008 00:00
forse di quello che VUOLE ferrara non frega niente a nessuno? e perche' dovrebbe? chi e' costui oltre al trasformista che conosciamo in cerca di fama e gloria? perche' non fa una lista contro la pedofilia, compresa quella dei preti, e una lista contro la violenza , contro la guerra contro la poverta' ecc ecc?
alessandro 21 febbraio 2008 00:00
A Sergio vorrei dire che sputare sentenze per avvalorare le proprie idee serve solo a fuggire da domande alle quali non mi sembra abbia finora dato risposta: l'embrione/feto è un 'qualcuno' o è un 'qualcosa'? e se è un 'qualcuno' come può mettersi in contrasto con qualcun altro fino a rimetterci la pelle? le tue verità a colpi di sentenze svuotano la questione che invece merita di essere affrontata su un altro piano...
grazie
carson 21 febbraio 2008 00:00
x lo sputasentenze

i radicali in queste ore cercano affannosamente qualsiasi compromesso pur di avere una poltroncina ma la loro fine politica è segnata, come farai a passare le giornate senza scrivere poemi a puntate, senza offendere chi ti contraddice e senza sputare sentenze???
Sergio 21 febbraio 2008 00:00
Caro Alessandro,
probabilmente non hai seguito tutto il dibattito sviluppato in questa discussione e in altre sostanzialmente sullo stesso tema.

Non mi sembra di aver sputato sentenze, ho poste domande alle quali non ho ricevuto risposte.

Ho distinto il piano etico da quello giuridico. Ho aggiunto che posso anche condividere le impostazioni etiche, ma che bisogna fare un passo indietro e confrontarsi con la realtà perché esistono diritti concorrenti e conflittuali, esistono situazioni nelle quali nessuno può arrogarsi il diritto di decidere per tutti.

Posso anche affermare che l’embrione è persona umana, ma se c’è pericolo di vita per la madre che faccio?
Questa una delle tante domande alle quali nessuno sinora mi ha risposto.
Consento l’aborto o lo vieto? Vietandolo non sto forse condannando a morte qualcuno?
Allora, mi sembra più umana e sensata l’impostazione giuridica attuale che lascia alla donna decidere se rischiare la propria vita o ricorrere alla IVG, che distingue tra tutela del concepito e tutela di chi è già nato. Non impone nulla questa impostazione, lascia la decisione a chi la deve prendere.
Quindi, un conto è la valutazione etica individuale, altra storia è imporre a tutti per legge una particolare impostazione etica che in ogni caso non sarebbe in grado di offrire uguali tutele a tutti i soggetti interessati.

Se ti prenderai la briga di leggere i miei interventi scoprirai che ho sempre posto solo domande, riflessioni, alle quali non ho mai ricevuto alcuna risposta.

Altra domanda. Se affermiamo che il feto è una persona e quindi ha le stesse tutele di chi è già nato, come ci comportiamo nel caso di condotte irresponsabili che arrecano danno al feto, fino a determinarne la morte?
Omicidio colposo, seguendo la logica di chi afferma che l’aborto è un omicidio e che il feto è una persona.
Questa è una riflessione, non una sentenza. A questa riflessione Carson ha risposto definendoli inutili problemi esistenziali, o qualcosa di simile; un altro interlocutore ha sentenziato che la mia è propaganda elettorale… Vorrei sapere per chi, boh.

Quel che chiedo è di passare dall’affermazione astratta di principi alla loro applicazione concreta. Diversamente si fa demagogia utile solo a raccogliere qualche voto, ma non certo alla causa della Vita.

Se sta così a cuore la vita, chiedo perché la parola contraccezione è la grande assente di questo dibattito. Quale altro strumento è più efficace nel prevenire le gravidanze indesiderate e quindi gli aborti?

Sono queste sentenze o proposte di confronto e di riflessione?

A tutto ciò mi è stato risposto solo affermando che si tratta di “stantii clichè degli anni ‘70”, denigrando senza argomentare, riducendo tutto a una stupida contesa politica (parli come Pannella, i radicali si sono estinti…), citando a sproposito sentenze travolgendone il significato, affermando che ci vogliono proposte politiche ma senza farne… e sarei io quello che spara sentenze? Boh, i percorsi della logica sono infiniti ed evidentemente talvolta ci si perde.
Sergio 21 febbraio 2008 00:00
Bravo APS. Allora c’è ancora qualcuno che è capace di restare ancorato sulle cose.

E’ da tempo che ripeto, e ormai mi sto sgolando, che Ferrara chiede l’integrale applicazione della legge 194/1978.

Per questo il mio invito è al confronto su aspetti specifici della legge e ad analizzare con attenzione la complessa problematica dell’aborto, senza lanciare crociate, senza criminalizzare le scelte individuali, senza la pretesa d’imporre la propria visione etica a tutti, senza arrogarsi il diritto di giudicare.

Senza illudersi e illudere che basti abolire la 194 per abolire l’aborto. Questa è una solenne fandonia incontestabile perché scritta nella realtà e nella storia: le leggi di regolamentazione dell’aborto sono arrivate per porre un freno alla piaga dell’aborto clandestino, per dotarsi di strumenti che permettessero di diffondere le pratiche anticoncezionali tra chi ricorreva all’aborto (riduzione della recidività oggi quasi azzerata), promozione delle prevenzione e della contraccezione (prima anch’essa considerata reato penale).
Non è la 194 che ha creato l'aborto.

Per questi motivi non apprezzo l’iniziativa della “moratoria” che non comprendo in cosa dovrebbe concretizzarsi (tanto più che stabilisce un’ambigua analogia con la moratoria della pena di morte, che in sostanza è un invito a non praticare l’esecuzione capitale).
Così, non apprezzo che si cavalchi lo slogan "l’aborto è un omicidio", tacendo sulle conseguenze sociali e giuridiche di questa affermazione.
Allo stesso modo, non apprezzo la retorica affermazione “diritto alla vita sin dal concepimento” senza trarne le conseguenze pratiche e senza dare indicazioni su come bilanciare i diritti concorrenti della madre e del concepito (abbiamo già visto questa affermazione cosa ha prodotto con la legge 40\2004). Se una legge afferma un principio, un diritto, deve poi preoccuparsi di rendere effettivo quel diritto e la sua tutela. Diversamente è aria fritta buona solo a saziare coloro che vogliono sentirsi con la coscienza “formalmente” a posto e poco si preoccupano di quel che avviene nella realtà (non era in fondo questo che avveniva quando l’aborto era un reato?).

Su queste tematiche non servono le provocazioni, i toni da stadio, ma sensibilità, attenzione e concentrazione senza l’arroganza di autodefinrsi per la vita, come se gli altri fossero per la morte.
alessandro 21 febbraio 2008 00:00
per sergio,

ti ringrazio della risposta ma rimango perplesso sulla questione generale (sul caso limite: vita della madre/vita del feto penso che sia giusto dare alla madre il peso di decidere seppur molto gravoso...)consentire sempre e comunque l'aborto senza nessun filtro come è oggi vuol dire di fatto condannare a morte degli innocenti, in questo trovo che Ferrara abbia pienamente ragione.

non mi sembra di essere integralista nell'affermare che il feto è un essere umano degno di tutela, ogni condotta che lede la sua salute penso debba essere regolata come se fosse venuto alla luce, il problema che ancora non si veda non vuol dire che non esista e non si debba rispettare.

saluti e scusate ma anch'io voterò ferrara...
maria 21 febbraio 2008 00:00
ferrara vuole solo apparire, e agli italiani non gliene frega niente di quello che lui vuole, essendosi gia' espressi con il voto sulla legge 194.
Mah 22 febbraio 2008 00:00
Bertoldo, guarda che quello è ex comunista, eh! Non per niente.
Il Vermo 22 febbraio 2008 00:00
Per Sergio:
Balle, balle, balle e ancora balle!...
Con l'ipocrisia non si costruisce nessuna etica, ma soltanto dell'ottimo moralismo, la specialità delle nostre società "civili ed evolute"...
Come si vede che sei fuori dal mondo reale! Le "ragazzine" (e anche le "ragazzone") non solo se la dimenticano, la "pillola", ma non vorrebbero neppure farlo usare, il preservativo: ma dove vivi?!...
Negli USA per fronteggiare il problema delle gravidanze indesiderate nelle adolescenti sono arrivati alla disperazione di finanziare campagne per la "castità prematrimoniale", con conseguente controffensiva di case farmaceutiche e fabbricanti di preservativi!...
Farsi un bel giretto su MySpace, per passare dal sogno dorato delle ideologie (di mercato...) alla cruda realtà delle esemplari società evolute (Olanda, paesi scandinavi, USA, Inghilterra, ecc. ecc.) che si vorrebbero portare ad esempio (Inghilterra? Che tragica fine sta facendo!...).
Certi signori misurano la "civiltà" di una società dal numero di divorzi, aborti e gravidanze indesiderate! Alla larga dai venditori di fumo e disperazione: balle, statistiche e tanto moralismo (la caricatura della moralità) - "sotto il vestito, niente"!!...
Sergio 22 febbraio 2008 00:00
Caro Alessandro,
il tuo intervento consente di cogliere alcune delle problematicità intrinseche all’aborto e, in senso lato, alla Vita.
Tento qualche approfondimento (inevitabilmente, non sarò breve).

Riconosci che nel caso limite della vita della madre contro quella del feto sia giusto dare alla madre il difficile compito di scegliere. Sono d’accordo e da ciò derivano conseguenze logiche che mi paiono inevitabili.

Se in queste circostanze è consentito abortire, ne consegue che madre e feto non hanno le stesse tutele, lo stesso “status”. Se anche il feto avesse lo status di persona, nessuna legge potrebbe consentirne l’eliminazione. Né possiamo immaginare “persone di serie A e di serie B”, sarebbe come introdurre il sistema delle “caste” nel nostro ordinamento. Quindi, il feto va tutelato, ma la sua tutela non può prevalere su quella della madre. Madre e feto hanno tutele differenti perché differenti sono i rispettivi “status” (fermo restando che la valutazione etica compete a ciascun individuo). I diritti dell’uno sono talvolta in conflitto con quelli dell’altro e si tratta di un conflitto insanabile che comporta una drammatica scelta.
Chi ha mai detto che il concepito non debba essere tutelato? Il tema è definire queste tutele (esistenti anche nel nostro ordianmento), nella consapevolezza che l’equiparazione del feto alla persona è possibile sul piano etico e non su quello sociale e giuridico (fosse solo per l’eccezione limite di cui appena sopra).

L’idea che l’aborto sia sempre e comunque consentito senza alcun filtro è una tua libera valutazione.
La legge prevede un iter molto rigoroso, molti passaggi, compresa la settimana di riflessione prima dell’intervento e la consulenza psichiatrica nel caso di aborto dopo i 90 giorni. Sono coinvolte molte professionalità. Come in qualsiasi ambito professionale, ci possono essere persone competenti e attente e persone cialtrone e superficiali. Quindi, come sempre, l’attenzione deve essere alta e costante. Per quali altre leggi è prevista una relazione ministeriale presentata e discussa in Parlamento con periodicità annuale? Si può fare di più? Bene, facciamolo, ma servono proposte concrete.

Ho affermato che l’espressione “anomalie e malformazioni” è troppo generica, ma sono consapevole che una elencazione delle patologie per le quali potrebbe essere ammesso l’aborto terapeutico (infelice espressione) non è soluzione praticabile: sarebbe come sancire che ci sono persone con determinate patologie che possono essere soppresse e altre che invece sono meritevoli di vivere.
Non darmi credito, ma leggi gli atti parlamentari e i lavori nelle commissioni: scoprirai che questo aspetto è stato molto presente e dibattuto tra i legislatori e gli operatori. La soluzione più adeguata parve lasciare ancora una volta alla donna il fardello della decisione. Si può fare di più? Certamente, ma la strada praticabile a mio avviso è potenziare l’assistenza, i servizi sociali (hai idea di cosa voglia dire abbandonare il lavoro per seguire un figlio con gravi patologie, avere come unico sostegno un assegno d’accompagnamento che puntualmente scompare con la scomparsa del figlio… ma intanto quella madre è stata espulsa dal mondo produttivo), le reti di affidamento (anche per dare tempo a una coppia che spesso, e qui ti chiedo di credermi, ha solo bisogno di tempo per riorganizzare la propria esistenza, e il tempo invece non c’è perché o decidi in fretta di abortire o porti a termine la gravidanza nella consapevolezza che sarai sola con i tuoi drammi), costante aggiornamento e formazione del personale che accompagna la donna nel processo decisionale… potrei continuare, ma mi fermo credo che il concetto sia chiaro.
Il problema si complica perché all’aspetto oggettivo (la patologia) si sommano gli aspetti soggettivi: cultura, capacità economica, tessuto familiare (inteso come possibilità di poter contare su genitori, suoceri, fratelli, cognati…), struttura caratteriale, attività lavorativa (se sei dipendente hai più opzioni, se sei lavoratore autonomo sei già più limitato nelle scelte), equilibrio e forza psicologica… L’aspetto salute può prescindere dalla componente psichica?
No, io non me la sento di giudicare, sospendo il giudizio e faccio un passo indietro.
Quando sento persone che dichiarano molto amore per i down o altri diversamente abili, chiedo come mai gli istituti sono pieni di bambini “adottabili”, ma senza richieste di adozioni. Chiedo con quale diritto giudichiamo le scelte difficili e drammatiche di una donna, di una coppia, quando ricorre al cosiddetto aborto terapeutico se tutto quello che sappiamo fare è far correre la sventurata madre di un bambino “diversamente abile” da una struttura sanitaria all’altra, offrire strutture scolastiche carenti e inadeguate, emarginare… no, io non me la sento di giudicare.

La tua riflessione sui comportamenti lesivi della salute del feto è pienamente condivisibile sul piano etico, ma non su quello sociale e giuridico. Si determinerebbe uno stravolgimento nell’esercizio del diritto procreativo e nelle libertà individuali. Ti faccio un banale esempio. Se una donna incinta fuma, beve, cosa dovrebbe fare il marito, ricorrere al giudice per ottenere un provvedimento restrittivo? Se una donna incinta non rispetta la prescrizione del medico di stare in assoluto riposo e perde il bambino, che facciamo, la puniamo “come se fosse venuto alla luce”? Anche in questo ambito le casistiche sono innumerevoli, ma penso che il concetto sia chiaro.
Comprenderai che il tuo pensiero è validissimo se affidato al senso di responsabilità di ciascuno, ma non regge se lo trasformiamo in legge: sarebbe devastante. Se vogliamo che le nostre norme recepiscano questa equiparazione tra concepito e nato, allora abbiamo il dovere di prefigurare la nuova società civile che ne deriverebbe.

Ferrara, ha il merito di aver messo la sua arguta penna al servizio di una battaglia, mai spentasi e mai dimenticata, ma lo fa con modalità e linguaggi che non condivido perché confusivi nelle finalità e perché rischiano di ottenere effetti opposti a quelli dichiarati.

Nella lotta all’aborto, al primo posto dovrebbe esserci cultura sessuale, prevenzione e contraccezione. Attenzione e sensibilità ai problemi del vivere (e non solo della vita intesa come categoria filosofica), impegno serio e pacato sulle problematiche reali per individuare mezzi e strumenti efficaci per evitare l’uso improprio di una facoltà, quella di abortire. E qui serve sfatare una mitologia: l’aborto non è un diritto, ma solo una opzione non punibile; tra liceità ed eticità di una condotta c’è una differenza abissale.

Se definiamo assassine le donne che abortiscono agitiamo solo lo spettro di un ritorno al passato che, nonostante la punibilità, non era libero dalla piaga dell’aborto.
Moratoria (in cosa consiste, lo vogliamo spiegare?) e aborto = omicidio non mi sembrano strade buone per compiere passi avanti nella lotta contro l’aborto.
Inventarsi il partito della vita contro il supposto partito della morte è una riduttiva e semplicistica manichea rappresentazione della realtà: non ha mai prodotto nulla di buono questa concezione della vita.
Chi si è battuto per la regolamentazione dell’aborto ha strappato questo dramma alla solitudine della clandestinità. Oggi tutti ne parlano, prima della 194 si abortiva e basta. Quella battaglia ha permesso di acquisire consapevolezza e lentamente la situazione sta migliorando (gli aborti sono diminuiti, questo è innegabile; se siete convinti del contrario, denunciate tutti i ministri della sanità degli ultimi trenta anni). L’iniziativa di Ferrara rischia di farci precipitare in nuove inutili crociate; per cosa poi se lui stesso afferma che la 194 non va abolita?
Serve concretezza, pacatezza, confronto, rispetto per le persone e i drammi individuali. Alla causa della vita non servono le crociate.

Scusa la lunghezza, ma l’attenzione per l’interlocutore è un’altra differenza che mi allontana da Ferrara. Sparare slogan ad effetto è certamente meno faticoso. Spero di aver contribuito a chiarire il mio pensiero e a dare qualche spunto di riflessione.
A dividerci sono i mezzi per raggiungere l’obiettivo che invece è comune.
Possiamo unirci sull'obiettivo o solo perché non condividiamo le vostre strategie dobbiamo essere considerati come criminali?
DE pravato 22 febbraio 2008 00:00
sicura maria?.....

Ma proprio sicura sicura sicura sicura ?...

Io voto Ferrari

Ma con la "F" maiuscola, perché sono persona educata e rispettosa, e poi... vuoi mettere?
Bertoldo 22 febbraio 2008 00:00
CARSON FOR PRESIDENT!

È fantastico come riscrivi il vocabolario per arrampicarti sugli specchi:
Usi “convertito” per “voltagabbana”
Usi “sbarramento” per “fascismo”
Usi “regolato” per “sono fuggito dal confronto come un coniglio”

Rispondi a questa contraddizione (o intendi “regolare” anche me?):

Il Muflone di La 7 ha sindacato fino a ieri che la guerra in Iraq era sacrosanta (186.000 civili morti, mutilazioni, stupri, saccheggi...), e ora fa sermoni in difesa della vita dei feti (molto coerente, il tuo idolo, sì...)
Evidentemente gode di più a vederli crepare da adulti, quando i suoi padroni spargono il fosforo bianco sui quartieri civili.
Tanto, chi se ne frega: lui sarà al sicuro da tutt'altra parte...E anche TU, no?
Quelli come voi lo sono SEMPRE. Ecco perché possono permettersi di dire una cosa e poi il suo contrario.

Bertoldo O.

(Giuro che se riesci ad inventarti una risposta logica, voto anch'io per il ciccione!)
maria 22 febbraio 2008 00:00
be' ,la ferrari la voto anch'io, ma si presenta alle elezioni? in quanto al muflone peccato non si presenti piu' come candidato sindaco, sarebbe stato bello vedere la batosta che gli avrebbero dato i romani, in quanto alla sua lista facile prenda qualche voto, l'italia e' piena di preti e suore ( alcuni anche pedofili e non pochi)che tra l'altro figli non ne hanno.
carson 22 febbraio 2008 00:00
qualcuno mi può far avere i dati delle diminuzioni di aborti in Italia dal 1982 al 2006? perchè ho forti dubbi sullo sbandierare di questi numeri...
grazie
Sergio 22 febbraio 2008 00:00
x Il Vermo

E quindi?

Le statistiche sono solo strumenti per interpretare dati e fenomeni che diversamente non risulterebbero intelligibili ai più.
I dati bisogna saperli leggere e interpretare.

Ma ammesso che sia come dici tu, sembrerebbe da come scrivi che tutti sappiano e dominino perfettamente la materia sessuale... e quindi?

Tutto sarebbe frutto di incoscienza e irresponsabilità?
Le donne si divertirebbero ad abortire?
Le donne nei paesi in cui l'aborto è proibito vogliono provare l'ebrezza dell'aborto clandestino? del carcere? delle mutilazioni? della morte? della lapidazione?

E' così?

Ammesso che tu abbia una visione corretta del mondo, bravo, e allora?
Quali le tue conclusioni e le tue proposte?

Sono rimasto folgorato dalla tua saggezza e resterò in astinenza da "scrittura" finché non ci avrai illuminato.

Attendo con ansia.
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