Sir.Came
25 febbraio 2008 00:00
Ragazzi... è una legge del 1938...
Un aggiornamento non guasterebbe, ma in fondo siamo in italia (con la i minuscola).
Chi sta in alto pensa di essere furbo, ma deve capirlo che ormai il popolo si sta rompendo le scatole di questa situazione.
Praticamente io non ho televisori in casa, ma solo un computer e un palmare che uso per lavoro, e devo pagare la tassa? che discorsi sono???
Federico
25 febbraio 2008 00:00
Oggi rileggevo gli articoli sulla vicenda... E mi sembra di essere entrato in un tunnel ridicolo... Dico quello che penso della gabella in questione... Ritengo che, come molte altre volte, l'interpretazione abbia stravolto il principio di una legge (nel senso più lato del termine) italiana : tutto nacque per poter mantenere e far funzionare un servizio pubblico (l'informazione a lunga distanza, prima c'erano i messi) che, a buon ragione secondo me, ha diritto di esistere in quanto permette hai cittadini di ricevere informazioni importanti (immaginatevi solo l'avviso per un'eventuale entrata in guerra) con un lasso di tempo di ritardo molto piccolo. Detto questo mi sembra che oggi si sia andati fuori da questo principio. Il telegiornale è un servizio pubblico, la "gara del pippo" no. Il primo ha diritto di sovvenzione, il secondo no.
Cominciamo ad usare i soldi (e quindi a chiederli) per le cose giuste. Inoltre mi sembra strano che per avere un servizio pubblico si debbano mantenere 3 televisioni terrestri analogiche (Rai 1 , Rai 2, Rai 3), altrettante digitali (perchè sono cose diverse, tant'è che che alcuni eventi non sono visibili in quanto non acquisiti i relativi diritti, vedi gran premi di formula uno), e un numero imprecisato di satellitari (comprese le due parlamentari...). Insomma, se la gabella è per mantenere il servizio pubblico di informazioni a lunga distanza, allora si chieda i soldi per quello e li si usi per quello!
Quindi nel bilancio RAI (la holding, mica la singola rete) figuri la voce "servizio pubblico" (e allora si faccia un bando per l'assegnazione, magari qualcuno lo fa meglio a meno, oppure si evidenzi che tale servizio non può essere che mantenuto dallo stato stesso per garantire l'accesso a tutti i cittadini) sul quale fare analisi e valutazioni.
Se poi si volesse proprio fare i giusti, basterebbe mantenere una televisione di solo servizio pubblico, imporre una frequenza di trasmissione utilizzata solo per quello e produrre un dispositivo che riceva unicamente quella frequenza, imporre un prezzo politico per l'acquisto (di cui una parte in proporzione al proprio reddito direttamente nella dichiarazione dei redditi), imporre una tassa (ora sì giusta e motivata) per il mantenimento della struttura. E' un servizio pubblico non un prodotto su cui guadagnarci!
Finito.....
Ma lo stesso discorso vale per latre cose...
Se poi penso che quelli che ti vengono a raccattare per salvarti la vita in ambulanza sono volontari..... ma questo è un altro discorso....
Antonio M
25 febbraio 2008 00:00
L'unica medicina per i cittadini è il voto dato con coscienza giudicando i politici che hanno già operato... Ma questo vuol dire ragionare con la propria testa senza buttare il cervello all'ammasso. Mi sono spiegato?