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FABRIZIO 08 marzo 2008 00:00
Ci sono 2 scuole di pensiero:

la cosa mi tocca spesso quando ricevo dai fornitori materiale non conforme o guasto ed emettiamo nei loro confronti il rapporto di non conformità richiedendo la sostituzione o la riparazione e la messa a conformità.

La prima tesi é che il fornitore non é tenuto a sostenere spese di trasporto che potrebbero essere "esagerate" rispetto al valore del bene, ad esempio:

Acuisto un oggetto da 100 euro e me lo faccio spedire dagli USA spendendone 50 di UPS.
Se io sono in Italia e la merce arriva dagli USA il venditore non può essere costretto a sostenere costi per il rientro della merce e di cui egli non é responsabile.
Come dire: la garanzia si presta presso la casa madre cui io devo rispedire la merce.
Se tu abiti al polo nord, io ti spedisco la merce, ma si rompe, sono ...cavolacci tuoi e me la devi rispedire a tue spese !

La seconda scuola di pensiero é più sottile e dice:

Se l'apparato arriva già difettoso o peggio non é conforme, é una mancanza del fornitore che doveva vigilare e spedire merce sicuramente almeno conforme e funzionante.
Se non l'ha fatto egli é colpevole di mnegligenza (ha spedito e venduto una cosa senza prima controllarla e quindi è responsabile anche dei costi di rientro.

In effetti, nella prima casistica rientrano i difetti o le rotture accadute DOPO e quindi coperte dalla garanzia ma non sgravate dai costi di rientro.

Nella seconda casistica rientra tutto ciò che é stato spedito per sbaglio, non controllato, già rotto o non collaudato e quindi vi é colpa e/o dolo nel mancato controllo.

saluti
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