Sesto Quinto
12 marzo 2008 00:00
per harakiri
scemo! ( senza offesa naturalmente )
Andrea
12 marzo 2008 00:00
Prima di votare visita il sito www.noprivilegipolitici.it
Inutile dare il voto a Casini, a Berlusca, a Veltroni ecc...
Sono tutti gli stessi, pensano solamente alle loro tasche e soprattutto al potere.
Harakiri
12 marzo 2008 00:00
X sesto quinto
Scemo? Può darsi, dammi un motivo valido per non votare il peggio che la politica post-fascista abbia saputo produrre: Berlusconi e i suoi alleati (Veltroni, Diliberto, Bertinotti, Casini, Storace...) che falsamente lo contrastano.
Chi sta per inettitudine riconsegnando il Paese a Berlusconi?
X Andrea
Conosco già il sito che mi proponi e allora? L'alternativa è non votare; l'ho presa in considerazione, cosa cambierebbe? Al momento preferisco accelerare la fine di questa falsa democrazia.
Votare Berlusconi è un po' un suicidio (harakiri, appunto) ma un po' una scommessa: forse si accelera il processo di consapevolezza e gli italiani saranno capaci di reagire.
vota andonio
12 marzo 2008 00:00
non ho neanche finito di leggerti harakiri,poichè ho deciso di non leggere quelli che votano il joker nano.
Spero che perdi e sparisca come quelli che lo votano
maria
13 marzo 2008 00:00
ANDREA GHIRA, GIANNI GUIDO, ANGELO IZZO, I PEDOFILI ITALIANI TEDESCHI BELGI OLANDESI ECC ECC E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA ....A DIMENTICAVO GHIRA IZZO GUIDO ERANO DI FORZA NUOVA, ITALIANISSIMI, FAMIGLIE ''PER BENE''..
che schifo santanche', ci aggiungo alla tripletta CIARRAPICO E LA SUA GANG, PENSA UN PO' PER CHI ANDATE A VOTARE, CHE SCHIFO
Sergio
13 marzo 2008 00:00
Caro Harakiri,
condivido la quasi totalità del tuo intervento, ma non arrivo alla tua cinica (la definizione è tua, quindi concedimela) conclusione: non voterò Berlusconi e al momento sono orientato a non votare.
La stessa scelta del tuo Nick la dice lunga sulla portata del tuo intervento, a metà strada tra la provocazione e il disincantato realismo.
Provocazione.
Offri ottime ragioni per non votare Berlusconi, ma poiché non vedi alcun vero oppositore al berlusconismo concludi che quanto vale votare Berlusconi così almeno si accelera l’agonia, nella speranza che ciò serva a far emergere la consapevolezza e la capacità di sviluppare progetti, forme e metodi politici realmente alternativi al berlusconismo dilagante. Questa analisi un po’ buddista, non andare controcorrente, è ben fondata: Berlusconi non è la causa dei problemi italiani, ma la conseguenza di irrisolti problemi, molti antecedenti alla nascita della Repubblica, che sessanta anni di parodia democratica non hanno saputo e voluto risolvere.
Un solo esempio.
Che differenza c’è tra Berlusconi che intende riempire il Parlamento con belle fanciulle e Veltroni che intende riempirlo con “figlie di…” (dove i puntini di sospensione non vanno riempiti con il termine puttana, come qualche sciagurato potrebbe intendere, ma con i termini ministro, deputato, assessore…), fedeli segretarie, portaborse…?
Entrambi hanno una visione del Parlamento ridotto a un banale votatoio, a un ruolo notarile, nel senso deleterio del termine, di approvazione delle decisioni prese nel chiuso delle segreterie di partito. Ma una differenza c’è.
Veltroni fa una scelta tutta interna alle logiche di casta: per divenire parlamentare bisogna essere figlio di… o fedele servitore.
Berlusconi fa paradossalmente una scelta più popolare (e quindi in parte più democratica): per divenire parlamentare è sufficiente essere una bella fanciulla; un po’ come dire, vedete il vostro futuro non è confinato a divenire valletta, letterina… ma potete ambire a divenire rappresentanti del popolo; un bel salto di qualità, non vi pare?
Entrambi non rispondono alla domanda “rappresentante di chi, come e perché”.
Disincantato realismo.
Le cose vanno osservate e valutate per quel che sono e non per come ci sono proposte.
Nel PDL c’è la mistificazione della libertà, intesa come liberarsi dal pericolo comunismo; c’è uno scarto logico terribile: niente comunismo non è garanzia di libertà (e poi quale comunismo? Il PD non può definirsi neanche socialdemocratico sebbene plaudi a Zapatero con il quale non ha nulla in comune).
Nel PD e nelle formazioni “falce e martello” c’è la mistificazione dell’antifascismo e della resistenza, della Costituzione, della realtà con la continua offerta di falsi bersagli contro i quali accanirsi per offuscare i reali problemi.
Così il porcellum diviene la causa delle brutte liste e dell’instabilità di governo (falso perché le liste possono essere costruite con criteri di meriti e capacità; falso perché il rischio di maggioranze diverse tra Camera e Senato è conseguenza della Costituzione che stabilisce corpi elettorali differenti tra Camera e Senato e impone la distribuzione dei seggi senatoriali su base regionale e in riferimento alla popolazione e non agli elettori e in più ciascuna regione non può avere meno di 7 senatori, tranne la Valle d’Aosta e il Molise che per costituzione ne hanno rispettivamente 1 e 2).
Anche qui un solo esempio.
Berlusconi imbarca Ciarrapico; Veltroni esclude Pannella e altri radicali.
C’è qualche differenza di metodo e di valore politico?
Il PD aveva la piena facoltà di non concludere alcun accordo con i Radicali, ma se invece un accordo lo conclude, passi che decida quanti candidati devono essere eletti (con il nostro sistema l’accordo politico deve in partenza prevedere un numero di posti ragionevolmente garantiti), passi che decida chi è gradito nei posti ritenuti sicuri, ma in forza di quale logica decide che altri non devono essere neanche in lista? Se Veltroni decide che Pannella non solo non debba essere in posizione “sicura” ma neanche presente in lista, possiamo parlare di accordo con i Radicali o dobbiamo parlare di accordo con singoli esponenti che provengono dalla storia radicale? E allora perché alzare la voce e gridare allo scandalo se Pannella tenta un accordo con Boselli?
Veltroni e i suoi quadrumviri hanno deciso che Pannella non deve più godere del diritto di eleggibillità. Vi sembra un metodo democratico? Chi è più fascista? Berlusconi che imbarca un fascista o Veltroni che fascisticamente esclude Pannella? Perché in due anni di governo il centrosinistra non ha modificato la legge elettorale neanche nel semplice punto che prevede le liste “bloccate” per restituire agli elettori la possibilità di scegliere almeno tra i candidati?
Evidentemente perché la sciagurata scelta del governo Berlusconi è condivisa anche dal centrosinistra solo che per pudore non avevano il coraggio di trasformare una realtà di fatto in realtà di diritto: il diritto dell’oligarchia di nominare i parlamentari lasciando agli elettori il solo compito di decidere quanti servitori deve avere ciascun capo partito.
Sorvoliamo poi sul fatto che anche il patto dei 9 eletti radicali è stato tradito: collocare un candidato radicale al quinto posto in un collegio dove nella scorsa elezione l’Unione con il premio di maggioranza ha conquistato solo 4 deputati non è certo una collocazione che possa definirsi “sicura”.
Il PD è funzionale al berlusconismo e non merita il mio voto, ma non mi sembra una bella scelta fare harakiri votando Berlusconi. Al momento resto dell’idea che sia preferibile il “non voto” come unica testimonianza inutile di distacco dalla oligarchia post-fascista.
Piacerebbe a me, e credo anche a Harakiri, leggere argomentazioni a sostegno di scelte di segno diverso tra il disperato voto a Berlusconi e l’improduttivo non voto.
Harakiri
13 marzo 2008 00:00
X vota andonio (o antonio?)
mi spiace che tu abbia a priori deciso di non leggere questo intervento anche perchè ti sarebbe risultato evidente che il mio voto a Berlusconi non è certo un'adesione entusiasta al suo "programma" e alla sua persona e collocazione politica. Anzi, tutt'altro: lo dichiaro apertamente è una sorta di suicidio rituale nella speranza che, come per l'araba fenice, dalle ceneri risorga qualcosa di buono.
Comunque, la scelta di non leggere a priori chi la pensa diversamente da te è un comportamento miope che contribuisce ad alimentare i nostri problemi: per combattere un avversario bisogna conoscerlo e conoscendolo ti renderesti conto che tra Veltroni e Berlsuconi cambiano solo le parole e i riferiemnti mitologici ma non la sostanza politica, i metodi, le forme della lotta politica.
La politica catto-comunista ha creato Berlusconi e adesso attribuisce al "nano" le responsabilità di tutti i mali d'Italia.
Non è così: Berlusconi è il figlio della nomenclatura repubblicana.
Andrea
13 marzo 2008 00:00
X Harakiri
Per cambiere le cose bisogna fare la rivoluzione in massa.
mario
13 marzo 2008 00:00
maria, dalla tua parte c'è un terrorista in parlamento!!!!più uno che buttava le motolov, e un "disobbediente", con diversi processi a carico
Settimo Ottavo
13 marzo 2008 00:00
... e più scemo! ;-)
(citazione di un film...)
Harakiri
13 marzo 2008 00:00
X Andrea
E dove sono le masse rivoluzionarie?
Evidentemente quanto sinora successo non è ritenuto dalle masse sufficiente per mobilitarsi e allora...
giù verso la merda
in velocità con berlusconi,
con la moviola con veltroni
...sempre di oni si tratta
Sesto Quinto
13 marzo 2008 00:00
Esistono non uno ma mille validi motivi per votare. Esistono non uno ma mille validi motivi per non votare. Esistono non uno ma mille validi motivi per votare stupidamente. Scritto ciò, citazione:
"La natura dice a tutti gli uomini: vi ho fatto nascere deboli e ignoranti, perchè vegetiate qualche attimo sulla terra e l'ingrassiate con i vostri cadaveri. Poichè siete deboli, aiutatevi, poichè siete ignoranti, fatevi chiarezza e sostenetevi. Se anche foste tutti della medesima opinione, il che certamente non accadrà mai, se vi fosse anche un solo individuo di opinione contraria, dovrete perdonarlo: perchè sono io che lo faccio pensare così come pensa. Vi ho fornito di braccia per coltivare la terra e di un piccolo barlume di ragione per guidarvi, ho messo nel vostro cuore un principio di compassione per aiutarvi l'un l'altro a sopportare la vita. Non sopprimetelo, ne corrompetelo, sappiate che è divino. Non sostituite i miserabili furori delle scuole alla voce della natura."
dal "Trattato sulla tolleranza" di Voltaire
maria
13 marzo 2008 00:00
che non ha mai ucciso donne solo per il gusto di farlo, quella gente e' tutta di forza nuova amici del berlusca, che schifo.
il terrorista che dici tu a me sembra non abbia nessun morto sulla coscienza, i fascsti amici tuoi ne hanno eccome.
maria
13 marzo 2008 00:00
ANDREA GHIRA, GIANNI GUIDO, ANGELO IZZO, I PEDOFILI ITALIANI TEDESCHI BELGI OLANDESI ECC ECC E CHI PIU' NE HA PIU' NE METTA ....A DIMENTICAVO GHIRA IZZO GUIDO ERANO DI FORZA NUOVA, ITALIANISSIMI, FAMIGLIE ''PER BENE''..
che schifo santanche', ci aggiungo alla tripletta CIARRAPICO E LA SUA GANG, PENSA UN PO' PER CHI ANDATE A VOTARE, CHE SCHIFO
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
Esistono motivi per votare? Non ci sono dubbi. Chiunque ritenga che una parte politica serva ai propri interessi ha un motivo per votare in un determinato modo. Nei propri interessi includo anche la convinzione che una parte politica sia funzionale ad affermare una determinata visione etica o ideologica della vita e della società. Includo anche il voto legato alla tutela di interessi corporativi e clientelari.
Esistono motivi per non votare? Non ci sono dubbi. Chiunque ritenga di non essere rappresentato da alcuna parte politica o ritenga che tutte le parti politiche siano funzionali a interessi di parte e non collettivi non ha motivo di votare. Includo in questa categoria anche chi, come me, non è interessato a una politica di tutela degli interessi di parte nella consapevolezza di essere, per ragioni anagrafiche e professionali, un privilegiato. Non sono interessato a una politica che continua a pensare alla tutela dei privilegi di alcuni a spese di coloro che verranno dopo.
Esistono voti stupidi? No, non sono d'accordo con questa affermazione; al massimo esistono voti tattici. Se affermiamo che esistono voti stupidi neghiamo l'utilità del voto poichè non esistono criteri oggettivi per distinguere un voto stupido da un voto intelligente. Sull'idea del voto stupido (semplifico per brevità) si basava il sistema aristocratico che negava il voto a determinate categorie di uomini e a tutte le donne.
Sesto Quinto, mi spiace, ma non hai risposto anche se ti ringrazio per la citazione di Voltaire.
Vedi, la mia valutazione molto sofferta di votare Berlusconi (e forse quel fatidico giorno non riuscirò a farlo) nasce dalla consapevolezza che quasi scientificamente la parte politica che si oppone a Berlusconi ha in realtà deciso di consegnare il Paese a Berlusconi pur di non rinunciare alla possibilità alternativamente con Berlusconi di gestire il bottino: lo ha deciso nel 1994, nel 2001 e adesso ci risiamo. E' insomma l'altra faccia del berlusconismo.
Nel 1993 i superstiti della prima repubblica (altra finzione giornalistica)cercarono di salvare il sistema di potere partitico elaborando una legge elettorale che recepisse tradendolo l'esito del referendum: il nuovo sistema lasciava inalterata la costituzione, dava vita a coalizioni partitiche salvando il sistema dei tanti partiti e favorendo la frammentazione politica. La quota proporzionale serviva a mantenere le identità partitiche e quindi a proseguire nelle politiche di lottizzazione e occupazione della società civile, creando una conflittualità interna alle coalizioni stesse. La perversa logica era fondata sul fatto che ciascuno dei due maggiori raggruppamenti politici (i Progressisti di Occhetto e i Popolari di Martinazzoli) non avrebbe raggiunto la maggioranza e potevasi così realizzare il tanto agognato compromesso storico. Berlusconi con la doppia alleanza al nord con la lega e al sud con il MSI ruppe i piani della gioiosa macchina da guerra.
Esplose il conflitto d'interessi, la questione informazione tornò prepotetemente sul palcoscenico politico. Riesplose anche il conflitto con la magistratura. Risultarono evidenti le necessità di procedere alle riforme istituzionali e via di questo passo.
Nulla venne fatto dai successivi esecutivi Dini\Prodi\D'Alema\Amato.
Questi signori continuarono a formare alleanze per vincere a tavolino sommando percentuali di voti, senza un progetto, senza alcuna volontà di mettere mano a una riforma strutturale del sistema, ma semplicemente vincere per il potere contro un altro che ambiva al controllo dello stesso potere.
Risultato. Tornò Berlusconi poi tornò Prodi, ma dopo 14 anni possiamo solo dire che il Paese ha perso del tempo e i problemi davanti a noi sono ancora gli stessi di ieri. Votiamo surrettiziamente per un esecutivo ma la costituzione vuole che il corpo elettorale nomini il potere legislativo e non l'esecutivo. Un gruppo di signori decide chi mandare in parlamento e ciò è stato voluto da Berlusconi e confermato dal centrosinistra che mistifica addebidando al porcellum la responsabilità della ingovernabilità. Ingovernabilità che invece è da rintracciare nelle norme costituzionali e non in una legge elettorale che fa schifo ma solo perché priva il cittadino di scegliere da chi deve essere rappresentato: l'elettore può solo decidere quanti servitori deve avere ciascun capo partito, punto e basta!
Allora, in mancanza di una alternativa seria a Berlusconi, meglio votare (che schifo!) per Berlusconi che almeno ci garantirà una morte veloce: forse prima di morire ci sveglieremo.
Mentre ci sono milioni di persone che fanno i salti mortali per arrivare a fine mese, abbiamo i trombati e gli esclusi dalle liste che riceveranno assegni di 200\300\400.000 mila euro per favorire il loro reinserimento nella vita civile, oltre a ricevere un vitalizio come ex-parlamentari. Abbiamo ricchi finanziamenti ai partiti e alla stampa di partito. Abbiamo lo sperpero di milioni di euro per finanziare associazioni e fondazioni legate a questo o quel politico. Abbiamo una macchina burocratica che soffoca il paese assorbendo risorse immense per restituire pessimi servizi. Abbiamo i boiardi di stato che intascano lauti compensi mentre le aziende che fingono di gestire rischiano il fallimento (Alitalia è un esempio, le FS seguiranno a breve).
E dovrei avere fiducia del serio parolaio Bertinotti, con la sua banda dei quattro, che ciancia di ridistribuzione del reddito e di politiche di sostegno dei salari? Come, se non si liberano risorse e non si combattono gli sprechi?
Se il serio Bertinotti non merita fiducia perché oltre le parole non va e non c'è mai una proposta concreta solo bei discorsi buoni per i salotti borghesi e vespaioli, buoni per raccogliere voti per mantenere il suo ricco orticello, figurati per tutti gli altri...
A quale logica risponde la necessità di avere tre formazioni comuniste a sinistra di Bertinotti (che con il suo Arcobaleno raccoglie 4 formazioni)?
Il finanziamento pubblico ai partiti suggerisce qualcosa? Il finanziamento alla stampa di partito suggerisce qualcosa? La possibilità di sistemare amici, parenti e collaboratori e garantirsi una vita splendida suggerisce qualcosa?
Poichè è totalmente assente una ipotesi di affermazione della loro visione del mondo, mi aspetterei da questi signori che giocano a fare i comunisti almeno una sola proposta concreta sulla quale costruire un grande consenso popolare determinante per ottenere una vittoria pur partendo da posizioni minoritarie nel Palazzo.
Così non è.
mario
14 marzo 2008 00:00
un terrorista in parlamento, ed ex lanciatori di molotov.
in parlamento fascisti assassini non ce ne sono.
luigi
14 marzo 2008 00:00
dopo la risposta che ha dato riguardo alla precarietà ad una giovane,si capisce quanto sia sensibile(e non solo lui) al dramma che vivono i nostri figli e noi stessi.E' vergognoso come i politici (di destra e di sinistra),non solo minimizzino il problema,ma addirittura umilino chi già si trova in uno stato di disperazione per un futuro che non vedono.
Io non voto nessuno,perchè nessuno merita la mia stima.
Sergio
14 marzo 2008 00:00
Mettiamola così.
Se a parità di prezzo potete comprare un CD originale e lo stesso CD ma taroccato, quale scegliete?
Se il CD non vi interessa, cosa fate?
Le risposte mi sembrano ovvie e non riservano sorprese.
Fuor di metafora, se chi si oppone al berlusconismo quando è al potere nulla fa per risolvere i problemi che soffocano il Paese (vi risparmio l’elenco perché ormai noto anche ai muli) e utilizza le stesse logiche che alimentano il berlusconismo, che fare? Votare per l’originale o per i taroccati? O non votare?
E’ corretta la sintesi, Harakiri?
mario
14 marzo 2008 00:00
luigi luigi, anche tu cadi ai tranelli della sinistra?
distingui le battute fatte in un clima scherzoso dalle proposte serie!!!!
e che cavolo, un po' di buona fede nelle cose e di obiettività.
maria, non difendere i terroristi, è una causa persa!
io amici fascisti non ne ho, ti ricordo che il fascismo è morto e sepolto nel 1946. aggiornati.
e manda via i terroristi ed i "disobbedienti".
maria
14 marzo 2008 00:00
ci saranno pluripregiudicati della stessa corrente di certi assassini, c'e' differenza fra chi ha il male come obiettivo e chi , pur sbagliando ,lotta contro i poteri e i sorprusi , se non riesci a capire questo si capisce che stai dalla parte dei fascisti e se il berlusca candidasse angelo izzo tu lo voteresti lo stesso.
isaia kwick
14 marzo 2008 00:00
La risposta a quella precaria e' l'esatto pensiero di molte ragazze, quindi deduco che Berlusconi e' piu' a stretto contatto con la realta' che Veltroni nel paese delle meravoglie.
Isaia Kwick Zingaro ROM
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
X Sergio
Sintesi perfetta e anche il tuo primo intervento è una lucida analisi.
Infatti, sino a pochi giorni fa ero determinato a non votare, poi una fastidiosa pulce ha cominciato a tormentarmi: e se dessimo un aiutino per far precipitare la situazione?
Nel 2006 ho votato RnP; mi sembrava un progetto interessante purtroppo naufragato e non ne ho ancora compreso le ragioni.
Non mi aspettavo molto dal centrosinistra, ma almeno un po’ di sana amministrazione e un po’ di provvedimenti per rimediare ai disastri che affliggono il Paese.
Lotta agli sprechi, contenimento della spesa pubblica, rilancio dei diritti civili, lotta alle corporazioni e alle posizioni di rendita, efficienza della publbica amministrazione, giustizia efficiente, rilancio della scuola pubblica, modifica delle leggi ad personam, rinnovamento della politica e taglio ai costi della politica, sicurezza e problemi sociali, riforma della TV, riforma elettorale, avvio della riforma costituzionale, tutela ambientale, rilancio delle infrastrutture, superamento degli squilibri previdenziali, riforme economiche… l’elenco potrebbe proseguire.
C’era solo l’imbarazzo della scelta: da dove cominciamo? L’imbarazzo è stato così potente che hanno deciso di non fare nulla e concentrarsi sull’unico obiettivo sul quale lavorano dagli anni sessanta del secolo scorso: realizzare un accordo forte con i superstiti democristiani della Margherita e dei Prodiani, il compromesso storico in salsa terzo millennio, e con questo vecchio arnese prepararsi all’evidente fallimento dell’esperienza prodiana. Nasce così il PD che non ha alcuna vocazione liberale, socialista, laica, riformista, ma è solo la fusione di due partiti centristi che adoperano da sempre le logiche della lotizzazione e della partitocrazia.
Mi spiace che in questa logica siano rimasti intrappolati i Radicali e non riesco a comprendere come, con la loro lucidità, non si siano resi conto di essere strumentalizzati dal PD per raccogliere solo un po’ di voti dell’area radicale. Era evidente già dalla svolta della Bolognina che agli ex comunisti nulla importava delle battaglie radicali per i diritti civili, le riforme istituzionali e del sistema politico, la giustizia, il mercato… Interessava solo il rapporto privilegiato con una parte dell’ex DC. L’esclusione di Pannella dalle primarie era un segnale chiarissimo e inequivocabile. Come chiarissimo fu il meccanismo che portò all’elezione di Veltroni. Evidente che l’obiettivo era solo prepararsi per il già annunciato dopo-Prodi e superare la fantasiosa strategia unionista che assorbiva tutte le energie in un continuo e disperato revisionismo del manuale Cencelli.
Oggi non vedo alternative tra il votare Berlusconi e al massimo non votare. La logica del meno peggio farebbe solo male: oggi o non si sceglie o si sceglie il “più” peggio.
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
Riporto un articolo tratto da L'Opinione di oggi perché mi sembra un modo serio di affrontare la questione Radicali-PD e aiuta a comprendere cosa sia realmente il PD. Entrambi aspetti presenti nei miei precedenti interventi. Mi associo aglia uguri a Marco.
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Quando il politico è tanto “scomodo”
• da L'Opinione del 14 marzo 2008
di Biagio Marzo
A Marco Pannella che sta facendo lo sciopero della fame e della sete auguriamo lunga vita. Sta lottando contro il veltronismo che vorrebbe cancellare l’idea e la presenza radicale all’interno del Partito democratico. Veltroni non ha voluto Marco nelle liste del Pd e ciò è stato un affronto che Pannella non meritava per come i radicali si sono comportati nella breve vita del governo dell’Unione. I radicali sono stati, lealmente, gli ultimi giapponesi al fianco di Prodi, sebbene la maggioranza di governo non abbia fatto nulla per farli eleggere al Senato. Anzi. Nelle liste del Pd si trova di tutto e di più, ma non Pannella, un antidoto laico e libertario alla deriva cattocomunista in salsa veltroniana: una melassa ben distillata che alla lunga potrebbe dimostrare i suoi limiti politici, avendo puntato tutto sul superamento dell’hegeliana dialettica degli opposti. Alla luce dei fatti, Pannella è tornato sul luogo del delitto. Fuor di metafora, ha bussato alla porta del Partito socialista senza alcun esito. Boselli ha accettato di incontrarlo più per fair play che per motivi politici, per cui i due non hanno trovato alcuna intesa. E, comunque, entrambi sapevano benissimo che la cosa sarebbe andata così, già prima che il candidato socialista alla premiership mettesse piede in casa del leader radicale.
La battaglia di Pannella come sempre è politica e non bisogna scadere nel pettegolezzo di bottega. Non è detto che Marco non darà filo da torcere al Pd per tutta la campagna elettorale, forse Veltroni maledirà il giorno in cui lo ha incontrato e gli ha negato un posto in lista. Ma cosa c’entri Pannella con il Pd Dio solo lo sa. Pannella sa che gli vogliamo bene per le sue virtù e per i peccati politici da cui non è esente. L’avremmo voluto con il laticlavio di senatore a vita ma l’Italia è ancora sanfedista e le sue battaglie sono viste come eretiche. Alle elezioni del 2006 la Rosa nel Pugno, l’alleanza tra radicali e socialisti, fu un evento politico che attirò molta attenzione e fece ben sperare ma che ebbe un risultato elettorale deludente. Furono molte le aspettative allora, perché si pensava che il nuovo soggetto aprisse delle prospettive nuove all’interno della sinistra italiana inzuppata di conformismo, doroteismo e cattocomunismo, ma la percentuale elettorale, che si attestò al di sotto della soglia del 3%, fece sfiorire la bella esperienza della Rosa nel pugno. E’ vero che il destino ci mise del suo, ma anche i dirigenti Rosapugnisti fecero il resto per far archiviare quella esperienza. I socialisti boselliani sono lontani anni luce dal modo di fare politica dei radicali pannelliani. Per i primi vivere est necesse, per i secondi navigare est necesse. Ma c’è altro. Pannella è ingombrante e Boselli è il suo opposto, però entrambi sono gelosi dei propri valori e del proprio modo di fare politica. Per incompatibilità politica, e forse anche caratteriale, ci fu quindi il divorzio. Non è nostro compito dire chi ha ragione e chi ha torto, ma resta il fatto che senza Marco Pannella la politica sarebbe un optional, come la vorrebbe Berlusconi, o un circo Barnum, come invece la vorrebbe Veltroni. E di certo senza di lui la democrazia accuserebbe un deficit di liberalismo. Auguri Marco.
maria
14 marzo 2008 00:00
fascismo morto e sepolto? non sapevo della dipartita del berlusca....
Sesto Quinto
14 marzo 2008 00:00
caro harakiri
difficile dare risposte partendo da affermazioni semanticamente "scorrette" o meglio, affermazioni che partono da presupposti sbagliati. "dammi un valido motivo per non votare il peggio"...tra l'altro io della politica ho un coinvolgimento parziale, mi interessano di più altre tematiche... tuttavia se rifletti attentamente sul voto che tu provocatoriamente in questo post proponi!!! e dichiari essere derivato da una "fastidiosa pulce...aiutino per far precipitare la situazione..." così come può essere una scheda nulla dove "burloni" scrivono epiteti e volgarità a iosa... è: votare stupidamente. Con tutta la tua capacità d'analisi (evidentemente scemo non sei) le tue conclusioni sono: oggi o non si sceglie o si sceglie il "più" peggio... vuoi proprio farti del male come un Kamikaze!? ciao prosperità e lunga vita.
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
OK Sesto Quinto. Accetto il tuo gioco dello specchio: “dammi un valido motivo per non votare il peggio”.
Ho già fornito questo valido motivo. Forse ti è sfuggito.
Non votare è un tirarsi fuori. Votare scheda nulla è uno sterile esercizio.
Votare il peggio è, come ho già spiegato, preferire l’acceleratore mortuario alla moviola mortuaria, nella speranza che prima di morire gli italiani acquisiscano consapevolezza della realtà.
C’è però una differenza implicitamente espressa in tutto il mio ragionamento apparentemente cinico.
La differenza risiede nelle caratteristiche “genetiche” del popolo di destra e del popolo di sinistra.
Il popolo di destra è individualista. Si accontenta di poco, qualche condono, qualche trattamento di favore per i potenti, un po’ di manica larga nell’applicazione delle leggi… insomma fate quel che vi pare ma lasciateci vivacchiare. Cinque anni di Berlusconi non sono certo stati una rivoluzione liberista e in quanto al liberalismo, stendiamo un velo pietoso. Il popolo di destra sa darsi una ragione se sconfitto, anche perchè sa di poter contare su sponde generose tra i politicanti sedicenti di sinistra che non hanno mai preso alcun serio provvedimento per intaccare le posizioni di rendita, l’assistenzialismo, il potere finanziario, l’imprenditoria sovvenzionata… Insomma a destra si sa che se vince la autodefinatasi sinistra dovranno solo spartire una parte del bottino con i cugini dell’altra sponda: tutto qui.
Il popolo di sinistra è solo ubriacato dal falso nemico additato dai politici sedicenti di sinistra. La demonizzazione dell’avversario ha illuso molti onesti elettori di sinistra che i problemi italiani hanno un solo padre: Berlusconi. Questo è falso: Berlusconi è la creatura generata dalla disastrosa politica catto-comunista. Questa demonizzazione è stata funzionale a coprire in modo pietoso e ipocrita le responsabilità della pessima gestione politica dei leaders di partito e le mille contraddizioni degli apparati di partito pronti a innalzare le bandiere della libertà, della democrazia, del rispetto delle minoranze, salvo usare metri di valutazione diverse per gli omosessuali perseguitati dai regimi fascisti rispetto a quelli cubani, per i perseguitati dai regimi fascisti o militari e quelli del blocco sovietico… devo proseguire con l'elenco?
Il popolo di sinistra è confuso dalle declamazioni retoriche e inconcludenti dei propri autoproclamatisi leaders, ma dal popolo di sinistra possiamo attenderci sicuramente massima attenzione quando al governo c’è la destra e molta distrazione quando governa la sinistra.
Nel popolo di sinistra possiamo nutrire la speranza che sappia esautorare l’oligarchia che regge i partiti dando il benservito a chi non ha saputo risolvere i problemi e in più continua a rimettere il Paese in mano a Berlusconi. Saprà il popolo di sinistra dire BASTA a Veltroni, D’Alema, Fassino, Diliberto, Bertinotti, Pecoraro Scanio…? Spero di sì; ma solo una clamorosa sconfitta di Veltroni potrà agevolare questa necessaria evoluzione perchè nasca una sinistra capace nei fatti di sviluppare una politica… di sinistra coerente con i valori che finora ha espresso solo a chiacchiere. Una sinistra che sappia colmare il vuoto storico della eterna assenza di un partito liberale forte; una sinistra che, raccogliendo il patrimonio culturale liberale, sappia innestare le ragiorni del socialismo democratico. Una sinistra, per dirla con Silone, che creda nella superiorità dell'essere umano su ogni fattore sociale, economico, religioso, razziale, sessuale che tenda ad opprimerlo.
Il popolo di sinistra vuole ciò, gli apparati oligarchici no: vogliono solo andreottianamente il potere.
Cosa allora è farsi male? Illudersi ancora in questa sinistra berlusconiana e democristiana o puntare sulla capacità dell'elettorato di sinistra di essere protagonista cacciando gli usurpatori?
IVAN
14 marzo 2008 00:00
Caro Harakiri, che dire? Mi sei simpatico.
Al di là delle apparenze (dichiaratamente provocatorie), credo che il tuo post sia uno dei più intelligenti e ironici in materia elezioni.
Posso farti i conti in tasca? Non credo che infine tu voterai davvero per il Pelato coi Capelli. Anzi, non credo che voterai proprio.
L'impressione – correggimi pure – è che tu appartenga a quel club di buongustai che di fronte alla scelta tra mangiare un piatto di merda o un piatto di vomito...saltano il pasto.
Anche in caso contrario, non è che cambierebbe molto.
La Casta non si divide in Dx e Sx fintamente in rivalità fra loro. LA CASTA È CASTA E BASTA.
E nessuna Casta darebbe mai sul serio a dei contadinotti il potere di schiodarli dalle loro poltrone: sarrebbe ridicolo solo pensarlo.
Quindi anche la tua scheda verrebbe COMUNQUE macerata assieme a tutte le altre: di Destra, di Sinistra, nulle, bianche, nere e a pallini.
Quanto poi all'Ottavo Nano...Sergio ha già parzialmente anticipato il mio pensiero; detto con parole mie, Berlusconi non è la CAUSA dei nostri mali, bensì ne è solo un PRODOTTO.
Infatti, se anche gli venisse un colpo oggi stesso, non cambierebbe assolutamente nulla. In acqua si era, e in acqua si resta.
Ti ricordi quando ha annunciato di mettersi in politica? Tutti preoccupati che il giorno dopo lo Stivale divenisse una dittatura Mediaset...e invece, in 15 anni è riuscito a malapena a tenersi fuori di galera. Un fallito.
Quindi, in ultima analisi, lasciamo questo patetico burattino al suo merdoso destino, e occupiamoci piuttosto di chi gli tira i fili. Quello sì che sarebbe un bersaglio degno di attenzione. Interessa?
Ivan
Matteo
14 marzo 2008 00:00
Carissimo Harakiri, complimenti! Hai fatto delle analisi lucide e reali dei problemi che affliggono il paese. Non aggiungo commenti su quanto detto in questo tread da altretante persone intelligenti, tra i quali cito anche IVAN, poichè tutto è stato detto. Dalle persone intelligenti escludo naturalmente quell'idiota che si firma Maria.
Harakiri
15 marzo 2008 00:00
X Ivan
Lo so, lo so... temo che non riuscirò a votare il berlusca... però, hai mai mangiato cavallette?
Io ci sono riuscito al terzo tentativo: sono gustosissime.
Certo, votare Berlusconi non mi darà alcun piacere, ma ogni repulsione può essere vinta.
Poi si sa, il voto non serve a nulla perchè la nostra non è una democrazia, ma una oligarchia: a noi poveri elettori è consentito solo (e anche su questo ho qualche dubbio) decidere quanti servitori deve avere ogni capo bastone (comunemente chiamato leader).
Harakiri
15 marzo 2008 00:00
X Matteo
Ti ringrazio per il tuo apprezzamento.
Se mi consenti (vedi, comincio a usare il linguaggio del berlusca?), non definire idiota Maria: non lo merita.
Maria è mossa da buoni propositi, ma dà molto credito alle parole dei leaders di sinistra.
Un politico va valutato per quel che dice solo in prima battuta, poi va valutato per le scelte e le azioni.
Se ci fermiamo alle parole, è chiaro che Veltroni & C. meritano più credito.
Tra chi risponde con battute e barzellette, accoglie i fascisti e i razzisti... ovvio che chi dichiara di essere per la valorizzazione delle culture, delle diversità... merita più credito. Ma poi, le azioni?
Maria ha solo bisogno di allontanare il fumo che ha davanti agli occhi.
Esempietto facile facile.
Chi è il giornalista campione di imparzialità ed equilibrio?
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No, sbagliato. Si tratta di Fede.
Un giornalista che dichiara apertamente e spudoratamente la propria "fede" (vedete, già il cognome è una predestinazione) è innocuo.
Il razzismo pericoloso, come la censura, la manipolazione, la corruzione... è quello mascherato, non quello dichiarato.
Se un ladro vi suona al campanello di casa e vi chiede se può rubarvi qualcosa, voi vi allarmate? Ecco, con Berlusconi si verifica la stessa cosa. Sapete già quel che farà.
Per esempio, vi ricordate quel tale ministro di giustizia che si adoperò per una esemplare cacciata di uno dei primi albanesi rei di aver ucciso un pedone? Quel tale ministro si chiama Diliberto.
Fate attenzione alla stampa e alla TV vicina alla sinistra: non compare mai il titolo "milanese uccide un pedone", ma se a fare la stessa azione è un bulgaro, un albanese o semplicemente un terrone (detto con affetto), allora ecco che il luogo di provenienza compare immediatamente nel titolo. Secondo voi alle vittime dei pirati della strada interessa la nazionalità dei loro assassini?
E quando ci riempirono al testa con la emergenza romeni... Chi tuonò che ci volevano provvedimenti decisi? Un certo Veltroni sindaco di Roma, ma anche..., che aveva lasciato crescere nella sua città immonde baraccopoli
Cmq, che fine ha fatto la Bossi-Fini? e la Fini-Giovanardi? e il falso in bilancio? e la revisione della concessione autostrade che l'europa ancora attende e sulla quale Prodi si era impegnato? e la legge gasparri sulla quale pende una sanzione europea sospesa solo perchè il governo Prodi aveva assicurato che sarebbe stata in breve riformata?
parole, parole, parole, soltanto parole...
Allora, credetemi tra tanti taroccati e un originale scegliete l'originale. Con Berlusconi non avrete sorprese: sapete di che morte morirete, c'è solo il rischio che si sia inveltronito e quindi che faccia un sacco di danni di modesta portata invece di farci morire velocemente.