Harakiri
13 marzo 2008 00:00
continua la campagna trasparenza...
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Visco, Violante e Diliberto Addii da seicentomila euro
• da Libero del 13 marzo 2008
di Salvatore Dama
Sotto sotto alla tesoreria della Camera fanno il tifo per l'Udc. E non per motivi politici, ma per questioni di cassa. Se il partito di Pier Ferdinando Casini non supera lo sbarramento dell'8 per cento e Ciriaco De Mita non viene rieletto in Campa nia, dove è il capolista dei centristi, toccherà pagargli la liquidazione. E saranno dolori.
FORZA CIRIACO
De Mita, che di primavere ne ha 80, è a Montecitorio dalla bellezza di43 anni. E ha accumulato un assegno di fine mandato di 402mila euro. Un piccolo (poi neanche tanto) tesoretto, dovuto alla presenza stanziale alla Camera dell'uomo di Nusco per quasi mezzo secolo. L'assegno di solidarietà è parametrato infatti sul numero di anni di carica dell'onorevole. Cessati dal mandato, i parlamentari ricevono una buonuscita che è pari all'80 per cento dell'indennità lorda per ogni anno trascorso a Palazzo. Nel caso di De Mita, va detto, si tratta di una seconda franche, dal momento che l'ex capo del governo, nel suo curriculum parlamentare, ha un'interruzione dal 1994 al 2001. Niente risparmio invece sul vitalizio. Con 43 anni di contributi, e in caso di mancata rielezione, De Mita riceverà un bonifico mensile di 9.947 euro. Ecco spiegato perché i travet della Camera fanno il tifo per lui.
COLPA DI ALFREDO
In altri casi, invece, il ricambio generazionale avviato da Popolo delle Libertà e Partito democratico costerà milioni di euro in assegni dì fine mandato e vitalizi. È il caso, per esempio, di Alfredo Biondi. Dopo 31 anni di vita parlamentare va in pensione, ahi lui, l’ex ministro della Giustizia. Con la nascita del PdL, il numero dei seggi sicuri disponibili in Liguria si sono ridotti e Biondi ha dovuto lasciare spazio ad altri. Pazienza: dopo anni di onorata carriera avrà perlomeno la consolazione di un ricco assegno pari a 290mila euro e un vitalizio di 9.947. Tale e quale a De Mita.
Altro illustre escluso: Gerardo Bianco. Finito fuori dal Pd, aveva cercato ospitalità nella Rosa Bianca, senza trovare posto in lista però. Resterà a casa, quindi, aspettando il 25 del mese (anche per lui ci sono quasi 10mila euro di pensione). Non prima di incassare una liquidazione di 271mila euro, frutto del duro lavoro di 9 legislature e 29 anni passati a Montecitorio. Quasi quasi a Salvatore Cardinale, margheritino poi affluito nel Pd, è convenuto andarsene in pensione. In cambio ha ricevuto un posto sicuro in lista per la figlia Daniela, una liquidazione di quasi 200mila euro e un vitalizio mensile di 7.709. En plein.
RIMBORSATI E SODDISFATTI
L'anno prossimo avrebbe festeggiato i suoi primi 30 anni da deputato. Invece Luciano Violante ha deciso di ritirarsi sulla soglia della terza decina. Buon per lui: la Camera ripaga il suo ex presidente con 271milaeuro di buonuscita e un vitalizio di 9.636. E non può lamentarsi neanche Vincenzo Visco, giunto al termine della carriera politica dopo 7 legislature (234mila euro il suo assegno di solidarietà e 9.387 euro la pensione). Un discreto bonus tocca anche a Oliviero Diliberto. Come "premio" per aver lasciato il seggio a un operaio della Thyssen, Montecitorio gli verserà la somma di 131mila euro.
Tremano quelli della tesoreria della Camera anche per la sorte di Angelo Sanza e Antonio Del Pennino. Entrambe le candidature, quella del centrista in Puglia e quella del repubblicano in Lombardia, sono a rischio. La loro trombatura costerebbe a Montecitorio la bellezza di 600mila euro in liquidazioni (337mila per Sanza e 271mila per Del Pennino).
Andrea
13 marzo 2008 00:00
Questi articoli sono inseriti su:
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Avete visto, mentre loro fanno la campagna elettorale e la casta continua indisturbata.
Andrea
13 marzo 2008 00:00
Ancora credete a questa gente ?
Stanno cercando di avere il potere chi dei due lo avrà ?
Le elezioni devono essere invalidate perchè sono anticostituzionali.
Anche le elezioni precedenti non erano valide perchè fatte con la porcellum.
www.noprivilegipolitici.it
Disilluso
13 marzo 2008 00:00
Dopo aver letto "La casta", gli articoli riportati non mi sorprendono affatto.
Credo, però, che il problema sia leggermente più complicato dello scagliarsi "semplicemente" contro i politici furbetti.
Questo che in altri paese sarebbe un malcostume, in Italia è un sistema di potere, che si basa sul consenso dei cittadini.
I privilegi del vertice della piramide, si poggiano sui privilegi della base della stessa piramide.
Pr cui il non voto che voi auspicate è pura utopia, in quanto una grossa fetta di popolazione, la base della piramide appunto, ha tutto l'interesse a che tali privilegi restino_; forse un po ridimensionati, ma non troppo, altrimenti rischierebbero di sparire i privilegi della base stessa.
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
X Disilluso
Esatto! L'abilità della oligarchia è stata proprio quella di creare una larga rete di privilegi e clientele.
Adesso siamo alla frutta e questo sistema sta per esplodere.
Dobbiamo rendercene conto e capire che bisognerà passare a una fase di lacrime e sangue. Ma prima liberiamoci di questi "bravi".
Sergio
14 marzo 2008 00:00
Andrea, il porcellum è una pessima legge elettorale (come il precedente mattarellum con i farneticanti scorpori, liste civetta e l’ibridazione maggioritario\proporzionale eclusivamente funzionale alle logiche partitocratiche), ma non è incostituzionale.
Piuttosto, è paradossale che il Governo abbia perso la maggioranza al Senato dove le nomine sono avvenute in aperta violazione della legge elettorale e la convalida degli eletti è stata decisa da una Giunta senza alcuna discussione allargata all’intero Senato.
Andrea
14 marzo 2008 00:00
X Sergio
Ti sbagli, la Percellum è una legge antidemocratica e anticostituzionale perchè viola la sovranità popolare.
Sergio
14 marzo 2008 00:00
Andrea, motiva le tue affermazioni e non confondere l'antidemocraticità, che è una valutazione politica, con l'anticostituzionalità che invece dovrebbe essere una valutazione giuridica.
Harakiri
14 marzo 2008 00:00
X Andrea
Alle mistificazioni dei politici e di gran parte dei commentatori politici non serve aggiungere le tue mistificazioni.
porcellum antidemocratico, perchè?
in cosa consiste la violazione della sovranità popolare?
Anticostituzionale, perchè?
La Costituzione stabilisce solo che il voto deve essere diretto e a suffraggio universale. Spiega poi che la ripartizione dei seggi al senato deve essere su base regionale e fissa alcuni criteri numerici modificati con la riforma costituzionale del 1963 e poi del 2001 con l'introduzione della circoscrizione estero.
Nulla dice la costituzione sulla formazione delle liste, sulla scelta dei candidati e lo scarno art. 49 (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.) enuncia un principio che è stato sempre tradito rendendo da un lato difficile l'accesso al Parlamento per i nuovi soggetti politici e dall'altro statalizzando i partiti che da associazioni dei cittadini sono diventate società nelle mani dei rispettivi segretari\amministratori.
Lo stesso finanziamneto ai partiti (invece di finanziare la partecipazione dei cittadini) è in linea con lo stravolgimento della costituzione al fine di trasformare una democrazia in una oligarchia. Che competizione è quella che concede un enorme vantaggio a chi è già nel palazzo rispetto al nuovo soggetto che sgomita per entrare?
Il fatto che i radicali siano sempre stati gli unici a sbattersi per raccogliere fondi non ti suggerisce nulla?
Andrea
14 marzo 2008 00:00
Ma quante volte devo ripetere le stesse cose ?
Harakiri
15 marzo 2008 00:00
X Andrea
Scusa? ho letto solo una affermazione non motivata. Ti spiace spiegare perchè l'attuale legge elettorale sarebbe incostituzionale?
IVAN
15 marzo 2008 00:00
Caro Harakiri, un'analisi della situazione è fra le righe del termine che hai usato: CASTA.
L'accezione “Casta” sottintende la progressiva eliminazione delle sfumature intermedie tra ricchi e poveri.
E soprattutto, sottintende la differenziazione di LEGGI fra i (pochi) Padroni e i loro (molti) Servi. NOI.
Ecco perché Previti va in vacanza alle Maldive, mentre un povero cristo sta in galera per aver duplicato un CD (vera!).
Eppure, questo DEVE essere: mai stata in una fattoria? Le leggi per il Gregge nel recinto valgono forse anche per i suoi Padroni? Ci mancherebbe...
Siamo nel recinto, da qui non ci è dato di cambiarne le Leggi (né l'operato dei suoi Padroni). Ma possiamo cambiare il nostro STATUS di Bestiame. Finché rimaniamo tale, saremo in balìa dei capricci di chi ci spreme la vita in cambio di un pugno di biada. (O qualcuno conta ancora sul loro “cristiano spirito di solidarietà umana”?).
La verità, per chi vuole vederla, è che viviamo in una forma di “Dittatura Morbida”
La “Demo-Crazia” è solo FORMALE; per quanto sia rivoltante ammetterlo, di questo dobbiamo farcene una ragione.
Eppure, sentirsi indignati, oppressi, impotenti, è un buon segno: significa che l'ingranaggio azionato dalla Casta non ci ha ancora macinato del tutto.
Solo, dobbiamo uscire in tempo dal circolo vizioso delle lagne, prima di scaricare tutto il nostro desiderio di reagire in questa improduttiva direzione.
Le soluzioni esistono. Non parlo di fughe, scioperi, elezioni o lotta armata. Questi sono schemi vecchi, a cui la Casta, evolvendosi, ha ormai preso le sue contromisure.
Parlo di una nostra individuale TRASFORMAZIONE: da status di bestia nel recinto a quello di Uomo Libero. Né coi Padroni, né col Gregge.
Il potere che la Casta esercita su di noi non è altro che quello che – inconsapevolmente – gli CONCEDIAMO. Possiamo riprendercelo quando vogliamo, è solo una nostra SCELTA. Su questo, la Casta non ha – e NON PUÒ avere – alcuna contromisura.
Serve soltanto divenire consapevoli di cosa fare (e cosa NON fare) per arrivarci, ma il nostro potere individuale è SORPRENDENTE. Qualche dubbio?
Ivan
Harakiri
17 marzo 2008 00:00
X Ivan
Consapevolezza: pienamente d’accordo.
Il primo passo è recuperare il “valore” delle parole, segno distintivo dell’uomo.
Le parole sono la nostra anima: togli all’uomo la parola e rimane la materia, cioè la natura animale.
Le parole sono le forme del pensiero. Certo, l’uomo può esprimersi anche senza parole, ma non a caso sempre di “linguaggi” si tratta.
Perché esprimo questa considerazione?
Semplice.
Sbagli quando affermi che la nostra è una “democrazia formale".
Esiste un termine per definire il nostro sistema politico: è oligarchia.
La nostra è una OLIGARCHIA no una democrazia formale.
Nel corso dell’elaborazione della nostra Costituzione, i costituenti si posero moltissimi problemi (per esempio il riconoscimento giuridico dei partiti), ma non trovando un accordo preferirono lasciare ai posteri il compito di definire molti ambiti che loro si limitarono ad abbozzare. Ecco che pur nella consapevolezza del ruolo determinante dei partiti, i costituzionalisti se la cavarono con il generico art. 49, in cui si fa riferimento al “metodo democratico”.
Giustamente, Calamandrei osservò che non aveva molto senso la proibizione di ricostituire il discolto partito fascista, perchè nessuno sarebbe stato così sprovveduto di dar vita a un partito nella sostanza fascista, battezzandolo con il termine “fascista”; allora, il divieto assume un valore solo se parallelamente si sostanzia l’espressione “metodo democratico”: chi stabilisce se un partito è democratico?
La vita interna dei partiti è regolata da criteri democratici?
Quali requisiti minimi deve vere un partito per essere democratico?
Cosa deve intendersi per “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”?
Come in sessanta anni di vita repubblicana è stato attuato questo diritto?
Io e te, possiamo concorrere ad armi pari con Veltroni, Berlusconi, Bertinotti…?
Il termine CASTA è perfetto e coerente con il sistema oligarchico, degenerazione del sistema aristocratico, nel quale gli uomini non sono tutti uguali: un marchese era forse uguale a un contadino?
La repubblica non ha abolito la “sovranità”, ma l’ha estesa, nominalmente, all’intero popolo italiano.
Una ristretta elite ha usurpato il potere del “popolo sovrano”, trasformando se stessa in una casta organizzata in modo verticistico. Ogni oligarca è posto al vertice e dispone di truppe (parlamentari, amministratori, portavoce e portaborse, vassalli nelle aziende pubbliche e nei mezzi d'informazione) in misura dell’indice di gradimento “popolare”, certificato dal voto, mai esente da manipolazioni o da brogli. L'insieme delle truppe forma la CASTA.
Possiamo riprenderci il potere e cacciare gli usurpatori?
Sì, il problema è come.
La lotta armata, la rivoluzione non sono certo strumenti idonei.
L’unica vera rivoluzione è quella che passa per l’individuo, che avviene dentro ciascun individuo: è un processo lento e dificile, ma possibile.
Il primo passo è la consapevolezza; dal secondo passo in poi, non ho risposte e certezze anche se credo che inevitabilmente “il popolo dei consapevoli” dovrà dar vita a forme di organizzazione in grado lentamente di mettere alle corde gli usurpatori.
Andrea
17 marzo 2008 00:00
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Andrea
17 marzo 2008 00:00
La legge Porcellum è anticostituzionale perchè viola la sovranità popolare sancita nel 1° articolo della Costituzione Italiana.
Con questa legge l' elettora non ha il potere di scegliere il candidato perchè vince il primo della lista, facciamo un esempio se io non vado a votare con questa legge il mio non voto và alla maggioranza, quindi automaticamente la mia decisione di dire Non voto equivale a dire ho votato alla maggioranza cioè se io dico No con questa legge il No viene trasformato in Si. Afferrato il concetto ?
Quindi questa legge è contro la costituzione Italiana ed è anche antidemocratica perchè è una legge dittatoriale, perchè l' elettorale non può scegliere il candidato e vince sempre il primo della lista. E' dittatoriale perchè dicono loro chi vince non dice l' elettore.
Harakiri
17 marzo 2008 00:00
X Andrea
L'art 1 della Costituzione recita al secondo comma "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". punto e basta
Nulla dice la Costituzione riguardo alla scelta dei candidati e ai meccanismi elettorali, tranne la ripartizione dei seggi su base nazionale per la camera e su base regionale per il senato: le tue affermazioni sono fantasie di chi parla di costituzione senza un minimo di conoscenza del diritto.
Riguardo poi all'affermazione che il "non voto" equivale a votare il partito che prende più voti, scusa ma da dove la ricavi questa sciocchezza?
Chi sono i tuoi maestri?
Contano solo i voti validi espressi, sia per l'assegnazione dei seggi sia per l'eventuale assegnazione del premio di maggioranza.
Questo è quanto risulta dalla legge n. 270 del 21/12/2005, il famigerato porcellum.
Che il porcellum sia una legge del cavolo non ci sono dubbi, ma non c'è bisogno di raccontare panzanate per spiegarlo.
Se si desidera incidere per cambiare le cose bisogna iniziare a rispettare alcune semplici regole:
1) informarsi
2) non mistificare
3) non barare.
Harakiri
17 marzo 2008 00:00
Per chi vuole saperne di più, sul sito
http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali-Camera.htm
è disponibile il Testo Unico delle Leggi Elettorali armonizzato con la modifica del 2005 (leggere in particolare l'art. 83).
Per chi vuole leggere le sole modifiche apportate dal porcellum, sul sito della Camera a questo indirizzo
http://www.camera.it/parlam/leggi/05270l.htm
trova il testo di modifica delle leggi elettorali (in particolare leggete l'art. 1 al comma 12).
CONTANO SOLO I VOTI VALIDI.
Abbiamo già abbastanza casini senza che voi vi mettiate a raccontare balle.
IVAN
17 marzo 2008 00:00
Per Harakiri.
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Dobro, bratiska. Credo che pur usando termini differenti stiamo dicendo la stessa cosa.
(Per esempio, scrivendo “La Democrazia è solo FORMALE” intendevo appunto...ciò con cui mi hai “corretto”, cioè un aggettivo solo NOMINALE, immotivato nei fatti.)
Cosa “fare”? Siamo obiettivi: le reazioni CONCRETE esistono, tuttavia – per loro stessa natura – non possono essere “pietrificate” in un commento di forum.
Richiedono un forte intuito, una forte lucidità, una forte apertura mentale, e soprattutto TEMPO per assimilarle.
Da come ti esprimi sono certo che comprendi la necessità di affrontare queste cose PER GRADI, un passo alla volta.
Passo uno: le reazioni concrete possono essere dedotte...per ESCLUSIONE di quelle che concrete NON sono.
Cosa NON abbiamo come “reazione concreta”?
Direi: elezioni, referendum, lotta armata, passare alla Casta, lagnarsi al bar o sui forum, emigrare su Giove...
Cosa rimane, dopo questo “svisceramento”?
Direi: solo il nostro individuale Potere di intervento sul piccolo spazio vitale che ci circonda.
Non rimane altro, quindi – ci piaccia o no – tutto DEVE partire da qui.
Non è un punto d'arrivo, ovviamente, però...questo è almeno CONCRETO.
Passo due: next issue (dubbi sul passo uno?)
Ivan
Sergio
17 marzo 2008 00:00
Direi che Harakiri ha ragione su tutto il fronte.
Il porcellum è una pessima legge e non c'è bisogno di inventarsi critiche farlocche.
Harakiri
18 marzo 2008 00:00
Dobro, bratiska. Scusa?
La mia precisazione (oligarchia e non democrazia formale) nasce da un'esigenza metodologica (passami il parolone); ovvero, è necessario recuperare una “purezza” di linguaggio perchè è attraverso il linguaggio che il potere esercita la coercizione, l’oppressione, la tirannia (quando questo strumento non basta, usa altri metodi più violenti).
Passiamo alla sostanza.
Sono d’accordo, infatti ho affermato che è dall’individuo che bisogna partire e, a conclusione del viaggio, è all’individuo che si torna.
Ritengo però che alcuni strumenti di democrazia diretta sono fondamentali come acceleratori del cambiamento.
Il referendum è stato uno strumento formidabile e lo sarebbe ancora se gli individui comprendessero che è NON VOTANDO a un referendum che si privano di un potere reale, concreto e tangibile.
Non è un caso che la legge istitutiva del referendum arrivò solo dopo l’approvazione in parlamento della legge sul divorzio: la DC riesumò l’arnese costituzionale, mai attivato, per abrogare quella legge. Non è un caso che l’altro grande partito, il PCI, non ha mai gradito il referendum: cozzava con l’idea comunista del ruolo guida del partito (oligarchia in salsa conservatrice leninista).
Non è un caso che 1978 il 43,6% degli elettori votò per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. A sostenere l’iniziativa erano solo i radicali e i liberali (circa il 3% del parlamento). Fu un segnale formidabile trent’anni fa dato al regime partitocratico, che infatti reagì attivandosi per depotenziare lo strumento referendario, fino a cavalcare l’astensionismo per far mancare il quorum. Non fu un caso che DC e PCI (con Forlani e Cossutta) concertarono la campagna per il mantenimento della legge.
Una battaglia per l’eliminazione del quorum per la validità del referendum mi sembra indispensabile.
Altra iniziativa che mi sembra indispensabile è una battaglia per imporre la discussione delle leggi di iniziativa popolare in tempi certi: la proposta di legge di iniziativa popolare deve essere discussa nel termine perentorio di 90 giorni dalla presentazione.
Questa mi sembra un’ottima iniziativa per iniziare a costruire un Paese democratico.
Se un partito si facesse carico di questa iniziativa, con impegno e determinazione, avrebbe il mio voto e appoggio entusiasta.
Con questi due strumenti, il ruolo dell’individuo comincia a sostanziarsi, ma ovviamente non basta.
Ciascuno di noi può, accrescendo la propria consapevolezza, costruire intorno a se un’isola felice, ma dovrà sempre fare i conti con le leggi che s’ingeriscono in ogni aspetto della vita privata e pubblica, spesso in modo devastante.
Deve crescere la consapevolezza e parallelamente la partecipazione, che oggi è totalmente negata.
D’altra parte, la forza del regime sta nell’aver creato una rete diffusa di privilegi e ciascuno è oggi chiuso in un fortino, attento a chi tutela quei privilegi e a chi invece li scalfisce.
Dobbiamo capire che non c’è futuro se il proprio tenore di vita è a scapito dei diritti altrui. Le posizioni di rendita vanno abbattute, ma come se il potere si alimenta corteggiando queste posizioni e il cittadino non ha strumenti efficaci?
Le nostre scelte individuali sono efficaci solo nei tempi lunghi e a condizione che siano effettuate da milioni di persone.
Non esiste alcun altro paese occidentale in cui i consumatori hanno così poco potere.
Non esiste alcun altro paese occidentale in cui il cittadino è privato della certezza del diritto.
Siamo nel 2008 e l’iter giudiziario per i fatti di Genova, Parmalat… sono soltanto alle prime battute.
Credo che la disobbedienza civile sia un’altra arma forte da far entrare in gioco.
Piccolo esempio.
Contro la Fini-Giovanardi mi piacerebbe vedere in piazza i milioni di consumatori di canne.
Andrea
18 marzo 2008 00:00
Io non mi invento critiche, semplicemente con la legge porcellum il non voto o il voto nullo và alla maggioranza, mi sono informato per bene prima di dire queste cose.
Harakiri
18 marzo 2008 00:00
Andrea sintonizzati con te stesso: qui dici che il voto nullo va alla maggioranza, in altra discussione dici che ti sei sbagliato e che certamente è un sostenitore di berlusconi che mette in giro le bufale.
In ogni caso, informati per benino e poi torna a scrivere cose serie.
Ti ho fornito pure i link dove trovi i testi delle leggi: documentati.
IVAN
18 marzo 2008 00:00
Per Harakiri:
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OK, seppuku-san, vada per Oligarchia, e fine parentesi sui vocaboli (possiamo chiamare la sodomia “Massaggio pelvico”, sempre di inculata si tratta).
Ho invece qualche dubbio sul riconoscerti l'utilità concreta di un Referendum. Mi spiego.
Gli esempi che citi si riferiscono ai tempi in cui questo mezzo era ancora un “antidoto” EFFICACE – come vari altri.
Mi riferisco a scioperi, cortei, petizioni, insomma tutte quelle manifestazioni di “malcontento comune” che mandavano un messaggio alla Casta che “sta tirando troppo la corda” (anche se la Casta lo sapeva già benissimo, ma sai com'è: finché le mucche che mungi non si rivoltano...)
Ora le cose sono un po' mutate. La Casta, evolvendosi, ha sviluppato le proprie CONTROMISURE a questi “antidoti”.
Osserva infatti quanto spazio è concesso attualmente dai media ad uno sciopero. Quasi zero.
L'effetto? Uno sbadiglio dell'«oppressore» di turno, che risolve il tutto gettando una carota come contentino ai protestanti. Idem per i Referendum.
Ovviamente sto generalizzando; c'è Referendum e Referendum.
Tuttavia per richiedere il mio personale coinvolgimento un Referendum deve offrirmi una forte argomentazione di EFFICACIA; non mi basta più la parola “Referendum” per far scattare come una molla il mio “senso di partecipazione sociale”.
Quanto poi alla proposta di rendere effettiva una proposta di legge di iniziativa popolare entro 90 giorni...la trovo buona SULLA CARTA, ma sinceramente ti aspetti che la Casta approvi NEI FATTI una proposta che remi contro il proprio Status?
Allo stato attuale delle cose, l'ultima parola spetta ancora ai suoi appartenenti, quindi è un circolo vizioso.
(Un po' come se l'ispettore che indaga su un omicidio è anche colui che lo ha commesso...e noi contiamo che si auto-incrimini per puro “senso civico”).
Questo almeno è ciò che mi appare. Per fortuna posso anche sbagliarmi...Lo spero, ma non lo credo.
Ivan
Harakiri
19 marzo 2008 00:00
X Ivan
Non mi aspetto nulla dalla casta.
Sulla proposta di stabilire tempi certi e perentori per porre in discussione le proposte di legge di iniziativa popolare deve attivarsi la "gente", diversamente un diritto previsto dalla costituzione si riduce a semplice sberleffo.
Esempietto.
Beppe Grillo ha raccolto le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare (nonostante ciò si parla di antipolitica, strano il mondo: cosa c'è di più politico di una proposta di legge?): a cosa serve se quella proposta potrà non essere mai calendarizzata?
Beppe Grillo perchè non si spende in una proposta tipo quella da me proposta?
Ingenuità o opportunismo?
Riguardo ai referendum, ovvio che i temi fanno la differenza, ma oggi qualsiasi proposta può essere vanificata da chi detiene il controllo delle corazzate dell'informazione.
I tempi sono cambiati perchè la casta ha indotto un mutamento che noi subiamo.
Un movimento popolare che spinga per l'abolizione del quorum potrebbe portare a casa un risultato concreto.
Molti successi sono stati ottenuti da minoranze che hanno saputo farsi interpreti di domande politiche che provenivano dalla base: pensa al divorzio, pensa alla riforma del codice di famiglia (fino al 1975 rimasto regolato dalle norme del codice fascista).
Harakiri
19 marzo 2008 00:00
Ivaaan, mi spieghi che significa
Dobro, bratiska
???
non lasciarmi nell'ignoranza
PONI
20 marzo 2008 00:00
W LA CASTA
IVAN
21 marzo 2008 00:00
Caro Harakiri, non volevo sfiorare l'argomento “Grillo”, ma è un buon rinforzo per la mia tesi della relativa inutilità (attuale) di un Referendum.
Tanto clamore per il “Vaffuckyou-Day”, tanta partecipazione, tanta aspettativa...e poi?
Una bolla di sapone. Tutto risolto “all'italiana”, a tarallucci e vino.
E per richiedere COSA, in fondo? Interdire la candidatura dei condannati in primo grado! Una cosa che persino in Uganda sarebbe già applicata in automatico, senza questionare né ai cittadini né ai politici.
Ci pigliano (giustamente) per il culo anche in Africa. Fra poco persino Mugabe vincerà onestamente le elezioni attraverso il promettere aiuti umanitari per l'Italia (carrube, fenicotteri in salmì, colpi di stato militari...)
Decodifica la frase che tu stesso hai usato:
<< Sulla proposta di stabilire tempi certi e perentori per porre in discussione le proposte di legge di iniziativa popolare deve attivarsi la "gente", diversamente un diritto previsto dalla Costituzione si riduce a semplice sberleffo. >>
Significa che se l'Esecutivo gioca a nascondino, la tanto appellata “Costituzione” è solo inchiostro su carta. E sì: si riduce a semplice sberleffo.
“Chi viola la Costituzione viene punito a termine di legge” (*)
(* asterisco:) “solo se qualcuno si prende il disturbo di farla rispettare.”
I nostri “rappresentanti” lo sanno già benissimo. Ecco perché se ne infischiano e se la rigirano come gli conviene. Mentre noi siamo ancora qui con la Carta in mano, a cercare di capire dove sta l'intoppo.
Appellarsi alla Costituzione IN SÉ sono solo buoni propositi. Non significa nulla, nel Concreto.
Non è una Carta che ci da il Potere. IL POTERE LO ABBIAMO GIÀ...Solo che, attraverso di essa, ci ILLUDIAMO di esercitarlo.
Quindi affermerei che la Costituzione è, anzi, un “dirottamento” del nostro vero Potere, un suo manipolabile SOSTITUTO.
(Discorso ampio, per ora meglio non scoperchiarlo. Oppure...?).
Ivan
(P.S: Visto che lo chiedi, non sia mai che ti tolga il sonno...”Dobro, bratiska” significa semplicemente хороший, мой друг, два просто слова, по-русски. Chiaro, no? Do svidanija, tovarisch!)
Harakiri
25 marzo 2008 00:00
E no Ivan, questa volta non ci siamo.
Non mi appello alla costituzione; dico che va realizzata, sostanziata, riempita di contenuti reali...
In essa trovi troppo spesso belle affermazioni vuote, diritti declamati ma non regolati.
La proposta di legge d'iniziativa popolare è una di queste tipiche stronzate contenute nella nostra costituzione: nulla infatti si dice della sorte che devono avere queste fottutissime proposte; nulla la nostra costituzione dice di come devono comportarsi i nostri stramaledetti rappresentanti (Dio li abbia in gloria purchè si spicci a chiamarli a sè).
Allora, chi vuole mandare affanculo chi imbratta i nostri bei Palazzi del Potere dovrebbe, per essere credibile, iniziare a scegliere qualche scugnizzo (chessò una testa di pietra, un casinaro, un dolce fausto, un di li berto filava e di qua non si sa, un fa sì o un fa no, o qualche erede dei piccoli preti storti e malfatti...) da sottoporre a tortura 24ore su 24.
La tortura consiste nel fare di loro dei bersagli finchè pronuovono una legge che obblighi, in tempi perentori, il parlamento a discutere le proposte di legge di iniziativa "sovrana".
Se Grillo invece di esibirsi in una ennesima goliardata, altrimenti detta proposta di legge, avesse tampinato ogni giorno un paio di dipendenti dei Palazzacci senza dar loro tregua, credi che non avremmo raggiunto qualche risultato concreto?
A che gioco sta giocando il piccolo Grillo?
Ivan, il potere noi l'abbiamo e la Carta ce lo toglie! Perchè afferma senza disciplinare, rinviando tutto quindi a ipotetiche leggi che mai arrivano.
Noi dobbiamo costringere i nostri "dipendenti" a fare le leggi che ci consentano di godere dei diritti che la costituzione afferma ma non disciplina.
Ecco il senso delle due proposte che faccio relativamente a "proposte di legge d'iniziativa popolare" e "abolizione del quorum per la validità dei referendum".
Sono due primi strumenti per riprenderci una parte del potere che la Carta ci ha tolto fingendo di riconoscerci.
Un ulteriore strumento dovrà essere tutelare il cittadino dall'eccesso di potere legislativo.
Che cazzo di democrazia è quella che non consente di scegliere e sfiduciare i rappresentanti o di limitare il loro mandato?
Se la Carta non pone limiti al legislatore, il quale può impunemente calpestare la costituzione (vedi l'uso illegale del decreto legge), allora ci vogliono delle leggi che impongano dei limiti al legislatore o limitare l'azione legislativa con un mandato ben preciso e delimitato.
Riprendersi il potere significa anche realizzare quanto scritto sulla carta ma finora rimasto lettera morta.
E poichè la costituzione non disciplina, non c'è nemmeno violazione: semplicemente il diritto c'è e adesso non c'è più; semplice gioco di prestigio, affermare a parole per negare nella realtà.
IVAN
25 marzo 2008 00:00
Per Harakiri:
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<< E no Ivan, questa volta non ci siamo. >>
(...?!)
Citami un solo passo in cui non abbiamo detto la stessa cosa...
Un paio di precisazioni sul mio precedente commento:
1) “Appellarsi alla Costituzione” era inteso in generale, non a te.
2) Ho chiamato l'iniziativa di Grillo “Referendum” per comodità d'espressione; in realtà la ritengo anch'io poco più di una goliardata provocatoria.
3) Anche se non parli по-русски, ti amo lo stesso.
E tiremm' innanz', come dice Cattivik...
Ivan
Harakiri
26 marzo 2008 00:00
OK, IVAN. Adesso ci siamo compresi.
Evidentemente avevo frainteso la tua frase "se l'Esecutivo gioca a nascondino, la tanto appellata “Costituzione” è solo inchiostro su carta"
E poi l'altra: “Chi viola la Costituzione viene punito a termine di legge” (*)
(* asterisco:) “solo se qualcuno si prende il disturbo di farla rispettare.”
Non è dall'Esecutivo che possiamo attenderci qualcosa riguardo ai nostri diritti; non c'è violazione della costituzione laddove la Carta nulla dice riguardo a come debba esercitarsi la sovranità popolare.
Il problema (uno dei tanti, ma da qualche parte bisogna pur iniziare) è proprio qui:
la Costituzione prevede una serie di diritti che sono semplici scoregge buone solo per sollevare polvere se non ci attiviamo per renderli effettivi, sostanziali e ricchi di contenuti.