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rumeno 17 marzo 2008 00:00

-Avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza!
tibetano 17 marzo 2008 00:00
cinesi,brava gentr.
e sopratutto NON SONO COMUNISTI.
sono + amici di BERLUSCONI o di VELTRONI?
APS 18 marzo 2008 00:00
Tibetano, possibile che anche con un tema così scottante, tragico, enorme riesci a tirare in ballo quei due poveretti di Veltroni e Berlusconi? Ti rendi conto di quanto sei provinciale? Sei mai uscito dall'Italia? La smetti di sparare cazzate?
IVAN 18 marzo 2008 00:00
Caro APS, sulle lezioni dei monaci buddhisti ci sarebbero davvero tante cose da dire.
Per ora ometto gli attuali fatti di cronaca, seguo gli sviluppi prima di esprimermi.
Qui mi limito ad un episodio (un'immagine, più che altro).
Hai presente gli incontri fra Capi di Stato? Si danno la mano e nel contempo, seguendo il manuale del perfetto politicante, sono voltati verso le telecamere, sorridendo ai fotografi. Ammiccando come a dire: “Visto come ci vogliamo bene? Tranquilli, siete in buone mani”. Che bruttura, che impressione repellente. D'accordo, sto parlando di una facezia, ma se incontri qualcuno, gli dai la mano e lo guardi negli occhi.
Ricordo che a suo tempo il Dalai Lama fu ricevuto da Berlusconi. Stesso rito della stretta di mano, solo che mentre il Silvio prestava lo sguardo ai media, Tenzin Gyatso guardava di fronte a lui.
Per chi ha la volontà di coglierla, la differenza fra due rappresentanti può essere concentrata (anche) in questa semplice immagine.

Ivan

? ? ? ? 18 marzo 2008 00:00
I monaci buddisti (e tanti altri ancora) insegnano...
...quello che tutti sanno: di fronte ai soldi, le ideologie di questo mondo, e le chiacchiere di tanti moralisti da quattro soldi, si sciolgono come neve al sole...
APS 18 marzo 2008 00:00
Ivan, puoi avere ragione, ma ti prego, possiamo per una volta non tirare in ballo Berlusconi? Se vogliamo dirla tutta l'unico paese Europeo che nell'ultima visita del Dalai Lama lo ha accolto come dovuto è stata la Germania beccandonsi la sfuriata degli oligarchi cinesi. Il buon Romano e il suo Menestrello degli Esteri non lo hanno voluto incontrare, (lo stesso Menestrello che va a braccetto con Hamas)...stop politica (triste) interna...pensiamo a quei disgraziati dimenticati dal mondo e offriamo loro un goccio della nostra miserevole solidarietà...se le olimpiadi non saranno (e non lo saranno) boicottate io lo farò...
IVAN 18 marzo 2008 00:00
Hai ragione, APS, cercavo di sdrammatizzare un po', che ce ne sarebbe davvero bisogno...
Hai sentito le dichiarazioni del Premier cinese?
“Il Dalai Lama fomenta le violenze”...
Jesus, neanche se il generale Videla dicesse “Erano i desaparecidos a chiederci di torturarli”...

Mi chiedo: ma 'sto tizio si aspetta veramente di essere credibile...oppure non gli importa nulla dell'immagine che offre al resto del pianeta non-cinese?
Quest'ultima ipotesi è inquietante: sarebbe il segno di una tale INTOCCABILITÀ da permettersi persino di fare delle sfacciate provocazioni.
Se è così, la vedo brutta per i tibetani.
(Spero di sbagliarmi, tu che dici?)

Ivan

APS 18 marzo 2008 00:00
Mah Ivan, cosa vuoi che dica...è incredibile. Incredibile è anche il silenzio (permettimi la facile frase) "assordante" dei nostri "prodi" candidati (sdrammatizzo anche io...). Certo che ci vorrebbe un movimento di opinione che di fronte alla inazione dell'Europa proponesse di fare qualcosa...non so tipo "tenere spente le televisioni durante le olimpiadi"...chi se ne frega dei cento metri, tanto sono tutti dopati. Tristezza.
IVAN 19 marzo 2008 00:00
Caro APS, la questione “le Olimpiadi in Cina a rischio di boicottaggio” è davvero grottesca.
Riflettiamo su cosa significa: nessuno si fregherebbe di quei poveri cristi che vengono ammazzati per strada...se non fosse che il prossimo Lancio del Giavellotto possa subire un danno d'immagine televisiva.

Viviamo proprio in un mondo pazzo.

RUI 20 marzo 2008 00:00
SOLO SILVIO PUO RISOLVERE IL PROBLEMA
IVAN 21 marzo 2008 00:00
(Riporto alcuni passaggi tratti da un forum parallelo:)

Secondo Amnesty International, le autorità cinesi devono affrontare le ragioni che sono alla base delle rivendicazioni del popolo tibetano: l’esclusione dai benefici dello sviluppo economico, le limitazioni alla pratica religiosa e l’attacco alla cultura e all’identità etnica.

Le proteste sono scoppiate lunedì 10 quando circa 400 monaci hanno marciato dal monastero di Drepung verso Lhasa, chiedendo la fine della campagna governativa che costringe i monaci ad abiurare il Dalai Lama e a subire propaganda politica.
Oltre 50 di loro sono stati arrestati nel corso della marcia.
I monaci di altri monasteri sono scesi in strada chiedendo la scarcerazione degli arrestati.
La polizia e i soldati hanno lanciato gas lacrimogeni, hanno assalito i dimostranti e hanno esploso proiettili nel tentativo di disperdere la folla.
Fonti ufficiali cinesi hanno annunciato la morte di 10 persone.
Voci non confermate hanno riferito di un numero maggiore di vittime.

A Lhasa vige il coprifuoco e i negozi sono chiusi.
La città è stata isolata tramite posti di blocco, mentre il centro è presidiato da veicoli blindati e mezzi della polizia.
Le forze di sicurezza hanno anche circondato tre importanti monasteri di Lhasa, costringendo i monaci a serrarsi all’interno e picchiando chi tentava di uscire.

www.amnesty.it
COMUNICATO STAMPA
CS36-2008

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