Commenti
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Sergio 19 marzo 2008 00:00
Bellissimo, sublime, godibilissimo.

Apologia del caos.
Il mondo alla rovescia.
Harakiri 19 marzo 2008 00:00
Sergio, vacci piano o mi monto la testa.

Apologia del caos?

Non me l'aveva detto nessuno.

Ma se dico a mamma che tu mi dici queste cose, non si preoccuperà?

Aspetta un po', ha a che fare con la legge dell'entropia?
NAVI 20 marzo 2008 00:00
Vero, oigreS, il mondo va alla rovescia.
Infatti questo post fa schifo, sembra scritto da un cerebroleso, in più Harakiri, mi sta mortalmente antipatico, spero di non vederlo più in giro per i forum.

navI

(Ah, dimenticavo...Lunga vita al Silvio, che è alto e bello!)

maria 20 marzo 2008 00:00
ringraziamo cimoli uomo della cdl, e dei suoi milioni di liquidazione per aver fatto andare al declino alitalia e trenitalia.
Sergio 20 marzo 2008 00:00
Maria, nel 1996 fu Prodi a piazzare Cimoli a capo delle FS dove vi rimase ben otto anni di disastrosa gestione e prendendosi una liquidazione di quasi 7 milioni di euro.

Allora, invece di illuderti che da una parte ci sono i buoni e dall'altra i cattivi, prova ad interrogarti sul perché a) dopo una simile esperienza Cimoli è stato messo a capo dell'Alitalia
b) sfiduciato Cimoli già nel settembre 2006, siamo giunti adesso nudi alla meta.
Harakiri 25 marzo 2008 00:00
Già, perchè Cimoli all'Alitalia dopo le FS?

FS: fessi sempre?

Non ci smentiamo mia.

Sarà la nostra una Repubblica Affari & Finanza?
APS 25 marzo 2008 00:00
Harakiri, Ivan, Sergio, amici miei. Una domanda. Ma se il nuovo piano di Air France (previsto per venerdì) dovesse essere migliorativo e se i diktat del 31 marzo dovessero (come si sono) dimostrati una balla, una volta tanto, ringraziamo "l'unto" oppure no?
DarkDivin 25 marzo 2008 00:00
Picciotti.... semu rovinatiiii??!!!????
Sergio 26 marzo 2008 00:00
No, APS.
Bisognerà attendere prima di fare i salti di gioia.

La storia insegna che in questi casi un'apparente svolta positiva è il passaggio necessario per poi poter affermare "le abbiamo tentate tutte, ma non c'è proprio nulla da fare".

Al momento possiamo solo dire che Air France sembra disposta al rilancio: fa parte del gioco cerco di acquistare al meglio e poi spazio alla trattativa.

L'ipotesi di una cordata ancora nebulosa può determinare una falsa competizione allo scopo di far ritirare Air France; si potrebbe così procedere a una vendita alle banche le quali, fatto lo spezzatino, realizzerebbero il loro profitto mettendo in mano a un gruppo di imprenditori gli asset produttivi di Alitalia.

Ma al momento queste sono solo ipotesi in una partita di Monopoli per niente trasparente e comunque mal giocata.
Harakiri 26 marzo 2008 00:00
APS ringrazia chi te pare... ma attento alle offerte migliorative...
Io sento una puzza che sale da far venire il vomito... sarà la merda che avevo annunciato?

Boh, a me le rotte a zig zag non sono mai piaciute.
Alitalia doveva fallire; a nostre spese l'hanno mantenuta in piedi, ma non in volo, con l'accanimento terapeutico; qualcuno ci ha guadagnato e la puzza mi dice che qualcuno ci guadagnerà ancora... ma vuoi vedere che noi ci smeneremo ancora?

A me sembra una banda di sgolfanati.
IVAN 27 marzo 2008 00:00
APS, stavolta bypasso. I film “catastrofici” Made in Italy hanno sempre la stessa trama: la Cavalleria (e il Cavaliere) arriva sempre DOPO il massacro della Diligenza.

Ivan

APS 27 marzo 2008 00:00
Uè non credo mica al cavaliere bianco...ma anche voi suvvia...andatevi a rileggere cosa di Berlusconi quando Veltroni voleva far chiudere Mediaset...alla luce della Mediaset di oggi erano tutte balle, ma grandi balle. E la Fiat? Ora gli stessi che parlano di miracolo ne volevano il fallimento...suvvia...prima di svendere un patrimonio, ci si pensi, e soprattutto non ci si innamori del compratore. Per come è stata gestita asta e il dopo...c'è davvero puzza di bruciato. Berlusconi gioca a carte scoperte, se sarà un bluff lo sapremo prestissimo...non occore bypassere niente.
FABRIZIO 27 marzo 2008 00:00
Avete pensato alla eventualità che, Air France, dopo essersi aggiudicata l'Alitalia, con la minaccia di smembramenti, licenziamenti, riduzioni del personale, chiusura di Malpensa, ecc. possa arrivare a ricattare lo stato italiano pretendendo così e quindi ottenendo successivamente altri aiuti, sostegni e liquidità con cui (magari) sistemare anche le "proprie" compagnie ?

In fin dei conto é quello che in 50 anni ha sempre fatto la Fiat ogni volta che soffiava anche il minimo venticello di crisi, minacciando di buttare sul lastrico decine di migliaia di operai !
E sappiamo come é sempre andata (con la Fiat).

E così ci ritroveremmo a dover rimettere mano al portafogli per continuare a tenere in piedi un carozzone cotto decotto e stracotto !!

Il grande ed eterno "GIULIO" dice sempre che a "pensar male si fa peccato ma, spesso..... ci si becca" !!!!!

Forse é ancora meglio il fallimento e cioé la soluzione "naturale" dove, per soppravvivere, occorre essere sani e forti !

Buttiamo l'Alitalia giù dalla rupe tarpea, e se riesce a volare..... buon per lei, se no..... peggio per lei !

In fin dei conti, ad una compagnia aerea non si chiede altro che .... di saper volare !!!!
Sergio 27 marzo 2008 00:00
Caro APS,
a quale patrimonio ti riferisci? a quale svendita?

Deve essere chiaro che Alitalia doveva fallire già da qualche anno.
Per interessi politici e grazie ai nostri soldi di contribuenti non solo è stata mantenuta in vita comatosa ma i miliardi ancora elargiti non sono serviti ad arrivare in forma presentabile all'appuntamento da tempo atteso.

Adesso politici e sindacalisti fingono preoccupazione per i lavoratori, dopo essersi disinteressati di ogni cosa: sviluppo, infrastrutture, mercato, piano industriale, competitività, sostenibilità...

Nessuno pensa ai veri lavoratori che hanno mantenuto in vita l'Alitalia: i contribuenti, gli unici che hanno diritto a un risarcimento e che oggi dovrebbero essere tutelati.

I lavoratori dell'Alitalia in caso di fallimento comunque troveranno in parte occupazione nelle nuove aziende che prenderebbero il posto di Alitalia e in parte sarebbero salvati dai soliti maxi-ammortizzatori sociali che sempre noi contribuenti garantiamo.

Le classiche convulsioni dell'ultima ora sono in ogni caso dimostrazione di quanto i nostri politicanti siano degli emeriti straccioni: grandi solo in cretineria e cialtroneria.

Perché arrivare al punto di non avere quasi più soldi per far alzare gli aerei per iniziare il tiro alla fune con Air France?
Non c'è forse il rischio di rompere la fune e determinare la ritirata di Air France?
E poi cosa succederebbe?
Ci sono le elezioni, tutto si sospenderebbe in attesa del nuovo governo; i pochi soldi esistenti finirebbero; Alitalia si ferma; il commissariamento diventa inevitabile; lo spezzatino anche; arriverebbero i soliti capitalisti senza quattrini che, garantiti dalle banche dei soliti noti, acquisterebbero gli asset produttivi di Alitalia, mentre licenziamenti e rami secchi rimarrebbero compiti esclusivi del governo, sempre a nostre spese. Ma abbiamo ancora soldi in tasca?

Sono disposto a rinunciare alla compagnia di bandiera, ci volessero pure anni per trovare qualche impresa interessata a coprire le rotte nazionali.
E, per dirla tutta, i lavoratori dell'Alitalia vadano a mangiare dai loro cari sindacalisti, si cerchino un lavoro come fanno ogni giorno i lavoratori che non sono garantiti perché lavorano in quelle migliaia di piccole aziende senza tutele e senza ammortizzatori sociali.
Se un'azienda non sa stare sul mercato è giusto che muoia.
Se i politici sono interessati ai lavoratori di Alitalia, Harakiri ha spiegato come mantenerli: basta eliminare il finanziamento ai partiti, ai quotidiani di partito, alle fondazioni di partito... e il gioco è fatto.
Basta emanare una legge che a decorrere dall'anno in corso abolisce l'assegno di reinserimento per i parlamentari non rieletti: Prodi, Visco e Bersani sono esperti in leggi fiscali retroattive; basta chiedere a loro come si fa.
Mantenere fino alla pensione tutti i dipendenti di Alitalia è un gioco da ragazzi: basta attingere al ricco pozzo riservato all'oligarchia.
Questo dobbiamo pretendere e di tutto il resto chi se ne frega: nessun altro costo aggiuntivo deve gravare sui conti pubblici.
Togliete di mezzo l'Alitalia, liberalizzate il mercato nazionale e nel giro di pochi mesi potremo volare comodamente da Milano a Palermo spendendo meno e soprattutto incontrando meno politici sugli aerei: finalmente si comincerebbe a respirare.
Harakiri 30 marzo 2008 00:00
Bravo Sergio: ben detto!

Lasciamo fallire Alitalia; aiutiamo i dipendenti tagliando i fondi previsti per i politici e i loro partiti e i loro quotidiani (ma che bisogno hanno di stampare dei giornali per pulirsi il culo? non possono usare la carta igienica come tutti?).

Fallita Alitalia e liberalizzato finalmente il mercato italiano, ci sarebbe la gara tra tutti gli operatori mondiali per conquistare il nostro finora asfittico mercato nazionale.
APS 30 marzo 2008 00:00
Segio,
ricordo discorsi molto simili qualche anno fa su Fiat. Non so se frequenti aziende, ma ti assicuro che dentro ogni azienda c'è un capitale che è un peccato distruggere, anche se spesso è invisibile perchè nascosto dal malaffare. Sono sicuro che in Alitalia buttare l'azienda nella spazzatura sia la scelta peggiore.
IVAN 31 marzo 2008 00:00
VU' CUMPRA'?

Vi presento i Colossi del “Made in Italy”. I portavoce mondiali dell'orgoglio tricolore. Il vanto di dire “Io sono italiano”.

ALITALIA...è il tema del forum, e non aggiungo altro.
TELECOM....debiti incalcolabili.
FS...debiti incalcolabili.
FIAT...debiti incalcolabili.
FERRERO...debiti incalcolabili.
PARMALAT...fallita.
CIRIO...fallita.
FALCK...fallita.
MEDUSA...fallita.
(omissis)...o debiti incalcolabili o fallita.

Tengo a precisare che io sono in attivo, e non mi conosce nessuno.

Ivan

Sergio 31 marzo 2008 00:00
APS, ovvio che in ogni azienda c'è un capitale, ma nel caso dell'Alitalia, e non solo, questo capitale è stato dilapidato da almeno un decennio di pessima gestione aziendale e politica.

Quel che rimane può essere salvato se l'azienda ne ha le forze o se c'è qualcuno che è disposto a investirvi capitali: ma questo qualcuno non può essere ancora una volta il contribuente.

Riguardo alla FIAT, l'azienda è salva grazie alla generosità estorta ai contribuenti, non certo per meriti propri.
Le perdite sono sempre state pubbliche e i profitti strettamente privati.
In nessun Paese industrializzato si sarebbe permesso che sotto una sola proprietà si potesse concentrare il 100% dell'industria automobilistica nazionale.
L'Inghilterra ha fatto scelte opposte: non detiene praticamente alcun marchio ma in quel Paese si producono più di 1,5 milioni di automobili all'anno; In Italia non si arriva al milione. Un tempo non lontano era esattamente il contrario.
Trent'anni di politica protezionistrica italiana hanno prodotto meno occupati nel settore e meno auto prodotte.

Quanto al miracolo FIAT, starei in guardia: chi si prodiga in giudizi positivi, per non dire esaltati, sono le banche che sono anche azioniste di FIAT... Piccolo conflitto d'interessi?

Sul piano commerciale, quale quota di mercato ha oggi la FIAT in Italia, in Europa, nel mondo? E quali quote aveva vent'anni fa?
Quanto ci sono costate queste perdite di quote di mercato?
Chi ha cancellato storici marchi come Innocenti e Autobianchi?
Lascio a voi valutare, ma provate a informarvi sui debiti di FIAT e sulla composizione azionaria.
mah 31 marzo 2008 00:00
Potremmo anche dire
Magneti Marelli
Brembo
Ferrari
Barilla
Geox
Parmalat (nuova gestione)
STMicroelectronics
Agusta

.....

e comunque il modello-Italia è noto per essere costruito su un'asse portante di piccole medie imprese, la nostra fortuna degli anni passati.
Purtroppo le scelte politiche e di infrastrutture hanno decretato il declino del nostro modello.
E le aziende statali sono state tutte mal gestite arrivando ad accumulre debiti su debiti.
APS 31 marzo 2008 00:00
Ivan...e Mediaset e Fininvest...sarà mica che il Confalonieri è un bravo manager? IVan, la leva finanziaria è abbastanza normale, certo un discorso diverso sono i bilanci falsi, ma non puoi paragonare Ferrero e Parmalat, sono due cose diverse.
Sergio, non sono convinto che per noi regalare Alitalia sia il massimo che possiamo desiderare. Tutto qui.
Harakiri 31 marzo 2008 00:00
Infatti Alitalia non viene regalata ma venduta.

A stabilire il prezzo sono criteri di valorizzazione aziendale, comunemente utilizzati, e gli acquirenti... e mi sembra che nel caso di Alitalia non vi sia una lunga fila di pretendenti.

Se nessuno la vuole, lasciamola fallire purchè non esca un solo centesimo di soldi pubblici.
Sergio 31 marzo 2008 00:00
APS, ti ha già risposto Harakiri sul punto del regalare.
Rimane in ogni caso un interrogativo: perché siamo giunti a questo punto?

Perché dopo anni di crisi e molti miliardi bruciati siamo senza un programma industriale, un piano di rilancio?

Dobbiamo guardare al futuro e non ripiegarci sugli errori del passato; d'accordo, però gli errori vanno compresi.

Qui mi sembra che siamo sempre alle solite: sperperare perché tanto c'è il contribuente che paga.
IVAN 01 aprile 2008 00:00
Per APS:
--------------
Ovviamente non facevo nessun paragone tra Ferrero e Parmalat; è solo che, pur se per ragioni diverse, si trovano entrambe nello STESSO tritacarne.
Mediaset? L'ho saltata perché il mio cardiologo mi ha sconsigliato di dire parole che iniziano per “Confal”...

Ivan

(P.S: Magnifico il tuo intervento sul forum “PORCA MAD(ecc)”; preferisco dirtelo su quest'altro forum per ovvie ragioni di aggiornamento.)

IVAN 01 aprile 2008 00:00
Per Sergio & APS:
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Premesso che parlo da “profano”, direi che avete ragione entrambi.
L'affermazione di APS – credo – si riferisce al POTENZIALE di un'azienda, qualunque essa sia; e questo è ineccepibile. Ma essendo un'affermazione in generale, ha il limite “ottimista” di considerare le cose per come “potrebbero essere”, e non per come SONO nei casi specifici.
Nel caso di Alitalia, parliamo di riempire una botte bucata sul fondo; può anche darsi che si riesca a livellarla, ma sarà sempre un successo solo MOMENTANEO.
Mantenendo le condizioni amministrative che ne fanno da impianto, il destino dell'Alitalia è quello di essere in eterno una spugna mai satura.
Allora è inutile persistere a fare beneficenza per i poveri, se il “missionario” a cui le offri continua a scappare col bottino.
Butto lì una possibile soluzione: commissariare l'Alitalia estromettendo il suo intero CdA di falsi “missionari”.
Okay, è una proposta da asilo nido (chi commissaria i commissari?), ma almeno la buttiamo un po' sul ridere...O neanche poi tanto?

Ivan

APS 02 aprile 2008 00:00
Ivan, Sergio, Harakiri e molti altri dite tutte cose ragionevoli, quasi inneccepibili...forse in realtà quello che sostengo io vuole nascondere delle cose irragionevoli che cerco di non dire ma mi avete messo all'angolo...e allora parto con le cose irragionevoli..lo farò per una volta sola...o almeno ci provo...
1) I Francesi mi stanno sulle palle;sarà perchè sono veneto e hanno fatto cadere la serenissima...
2) Negli ultimi 200 anni lo sport nazionale dei francesi è stato di saccheggiare l'italia, ma ogni volta che un nostro imprenditore supera il san bernardino si viene rispedito indietro a calci nel culo.
3) Si tratta di una razzia, non di una vendita.
APS X IVAN 02 aprile 2008 00:00
PS: grazie Ivan. Speriamo che resti confinato nell'oblio quel forum..lo reputo perlomeno fastidioso...ciao
Harakiri 02 aprile 2008 00:00
APS, detto con molta franchezza non me ne frega un CAZZO dei francesi, degli italiani, dei veneti... e di ogni nazionalità; tutte invenzioni di una cultura asfittica del potere che per dominare ha diviso, distrutto, sterminato, creando la pace delle etichette e delle figurine per catalogare il mondo.
Divide et impera.

Mi interessano i problemi del territorio in cui vivo; territorio che mi impone vincoli amministrativi e giurisdizionali, ma non riconosco alcuna autorevolezza alle entità Stato che mi limito a subire.
Mi interessano i problemi del pianeta perchè il territorio in cui vivo è parte del pianeta.
Gli Stati sono strutture fasulle che dovrebbero ridursi a semplici entità amministrative dello Stato Pianeta. E bisogna iniziare a occuparci della Galassia.

Non me ne frega un CAZZO della nazionale di calcio e della canzone italiana per la quale il democristiano Rutelli ha deciso di spendere altri quattrini di noi contribuenti...
Non sono italiano ma semplicemente nato in Italia.
Il diritto di esistere in un luogo (il concetto di nazionalità naturale o acquisita è una cosa che fa vomitare) dovrebbe superare il meschino concetto del luogo di nascita: punto di partenza e non cristalizzazione di uno status.
Perché nascere in un posto piuttosto che in un altro costituisce un vantaggio e perché chi ha subito lo svantaggio di essere nato in un posto “sfigato” dovrebbe accettare questa sfiga?
Sono e voglio essere cittadino del mondo e non accetto gli angusti confini italiani e italioti che vogliono comprimere la mia planetarietà.

Detto ciò, caro APS, non so che farmene dei tuoi sentimenti visceralmente nazionalistici intrisi di indotto “amor patrio”, utilizzato dagli oligarchi per mettercerla sempre nel culo.
Siamo sempre inviperiti contro tutto e tutti, ma appena qualche stronzetto di politico tocca le corde del patriottismo ecco che tutti si precipitano a dare dimostrazione di amore per il tricolore e avanti con la retorica dei fratelli d’Italia.

Me ne sbatto di tutto questo e me ne sbatto dei cretini risentimenti storici fonte di tutti i guai che il mondo continua, per ottusa stupidità di tanti e bieco cinismo opportunistico di pochi, a rinnovare all’infinito.

Non me ne frega nulla della italianità di chi ci trasporta da Roma a Palermo: mi interessa che lo faccia in sicurezza e a costi ragionevoli rispetto a quanto si spende in altri luoghi per coprire analoghe distanze.
IVAN 02 aprile 2008 00:00
Oh, APS, io da buon bifolco terzamediato ti ho dato ragione, quindi non mettermi in mezzo a quei due letterati sapientoni amici dei mangiaranocchie che pretendono di averla vinta solo perché i loro argomenti sono oggettivi e indiscutibili, eh?
W LA LICENZA MEDIA! POTERE TAMARRO! TOTTI FOR PREMIER!

APS 02 aprile 2008 00:00
Harakiri...ma siete tutti molto nervosi qui in giro..suvvia..un po di ironia non ci sta male...questo cazzo sempre in maisucolo, così grande, semnbra quasi legato ad una "mancanza freudiana"...il fatto che a te non interessi un CAZZO non deve necessariamente voler dire che anche agli altri debba interessare un CAZZO. Vedi l'Italia per millenni è stata terra di conquista e capisco che nel DNA dell'italiano medio il senso nazionale e del "comun sentire" non sia ritenuto importante, semplicemente perchè non siamo mai stati una nazione e non abbiamo mai avuto un "comun sentire" se non epr brevi estemporanei momenti storici. Ma il fatto che noi non l'abbiamo non vuol dire che non sia una cosa importante e necessaria per poter avere uno sviluppo decente ed istituzioni decenti. Vogliamo provarlo? Allora concorderai con me che Inghilterra, Francia Germania siano dei grandi paesi europei con un livello di civiltà medio elevato. Lo sono anche Norvegia Finlandia e Svezia. Ebbene sono tutti paesi profondamente "nazionalistici", un nazionalismo moderno ma pur sempre nazionalismo. Guardiamo invece paesi andati allo sfacelo: Yugoslavia: nonostante premesse positive l'essere senza uno spirito nazionale, lo spirito che fa commuovere le persone all'inno nazionale ed all'alzabandiera ha portato quello stato (non nazione) allo sfascio. E questo esempio può essere fatto per tantissimi altri casi. Oltre a ragioni storiche, inoltre, la non esistenza di uno sano spirito nazionalista in Italia è dovuto anche a una abominevole cultura di sinistra che in nome di un altro nazionalismo,ovvero l'internazionalismo, ha sbeffeggiato, un po con le parole che hai usato tu, chi invece sente un appartenenza territoriale. Per concludere, il fatto che tu sia scevro da spirito nazionalista e lo siano gli Italiani sono una delle principali cause della disgrazia italiana e se non fossero anche CAZZI miei, visto che sono governato dalle persone che anche tu contribuisci ad eleggere, direi che sono solo CAZZI tuoi. Chi non ha una patria non può essere cittadino del mondo, può essere solo cittadino del suo giardino, purtroppo.
APS x Harakiri 02 aprile 2008 00:00
...se sono stato maleducato scusami. Davvero. APS
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