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Passante 31 marzo 2008 00:00
Lasciamo che sia l'elettore a decidere e non un certo Mangascià che pensa di poter decidere per gli altri.
Harakiri 31 marzo 2008 00:00
Infatti, bisogna votare Berlusconi per scendere la china non per risalirla.

L'Italia ha bisogno di precipitare il più velocemente possibile verso la rovina, la miseria...
La caduta dovrà essere così rovinosa che tutti si cagheranno addosso, saremo inondati da un fiume di merda in piena... e forse capiremo che non dobbiamo delegare all'oligarchia, ma rimboccarci le maniche e sporcarci le mani con la politica.

Ricordo che quando ero bambino mio padre aveva paura di due cose: la droga e che mi dessi alla politica; diceva sempre "la politica è una cosa sporca".
Aveva vissuto gli entusiasmi della ricostruzione, della nascita della repubblica, mio padre, eppure la politica era per lui una cosa sporca.
Penso che questo sia un convincimento di tanti italiani: si lamentano ma non diventano attori... perchè la politica è una cosa sporca.
APS 31 marzo 2008 00:00
Se queste sono le argomentazioni...siamo a posto...
FABRIZIO 31 marzo 2008 00:00
Sig. Francesco,

semplicemente, dopo anni di gavetta, l'on. Berlusconi ha imparato a fare il politico !

E cioé a dire tutto, salvo il giorno dopo smentire tutto.

Sarà andato a scuola di Prodi ?
Di D'Alema ?
Di Mastella ?

Mah ! Chissà !!

C'é da dire che a furia di andare con gli zoppi, ...si impara a zoppicare !!!

E comunque il "miracolo" é fatto:

Dicevano che Berlusconi non era un politico,
che aveva la sfrontatezza di dire le cose che pensava,
che in politica non bisogna dire ciò che si pensa ma ciò che "conviene"..

Beh, non lamentiamoci di Silvio, ormai é un politico fatto e finito !!!
Francesco Mangascià 31 marzo 2008 00:00
Votare Berlusconi e sperare che si cambi in meglio, è da folli. Prodi e D'Alema se ne devon ma non è che ci sarà da fare salti di gioia, quando quello lì rientrerà Palazzo Chigi. Berlusconi è come mediaset, in casa un gigante ma all'estero un nano.
Francesco Mangascià 31 marzo 2008 00:00
signor passante ha ragione, io infatti deciderò solo per me, e a votare non ci andrò....
Passante 31 marzo 2008 00:00
Mi compiaccio, lei fa la scelta che vuole... ma cosa ottiene?
Francesco Mangascià 01 aprile 2008 00:00
Ottengo poco, il mio è un solo voto...
IVAN 01 aprile 2008 00:00
Caro Francesco, non prendere così alla lettera le parole di Harakiri, e perdonalo: propone questa magnifica goliardata da tanto di quel tempo che ha dato per scontato che anche tu ormai ne conoscevi il messaggio.

Lo riassumo così: il signor Berlusconi si è messo da solo sulle sabbie mobili, e tirargli dei lingotti d'oro (i nostri voti) non è certo un regalo, bensì un invito ad appesantirsi per sprofondare più velocemente. Ironia, tutto qui.

Ironia, ecco la nostra arma segreta. In assenza della quale, dimentichiamo che stiamo assistendo ad una farsa, ad una partita già decisa a tavolino.
Qualunque sia il nuovo “padrone”, noi “mucche da mungere” abbiamo già perso IN OGNI CASO, perché la Casta non si divide in Destra e Sinistra: la Casta è la Casta, e basta.
Non dubitare che Veltroni e Berlusconi si telefonino ogni sera per mettersi d'accordo su cosa FINGERE di litigare il giorno dopo in TV.
La “rivalità” è solo un teatrino, e recitato pure da cani.

E allora tanto vale che NOI, semplici spettatori paganti, improvvisiamo qualche gustosa scenetta per non morire di noia.
Magari anche accelerando la fine di questa immonda sceneggiata.

Ivan

Francesco Mangascià 01 aprile 2008 00:00
Ciao Ivan, credimi, io, non conosco nessuno qui, ho letto di questo sito, in un blog che seguo, www.lastampa.it/masera, e mi trovo d'accordo con quanto esponi, poiché Walter Veltroni:- quella della Chiesa non è ingerenza- . E allora di grazia ci illustrasse come si dovrebbe definire la volontà ecclesiastica di pretendere di riacquistare il dominio sul corpo della donna, dopo che lo ha fortunatamente perso 30 anni fa. Dopo secoli di soprusi commessi. Non è solo una questione di aborto, siamo davanti a delle pretese invereconde da parte della Cei e del Papa, nei confronti della donna e dei praticanti di altre religioni cui pretende di imporre la propria volontà. Brutta situazione politica la nostra, il Cav e il sindaco uscente di Roma, si fanno gli occhi dolci, nonostante gli elettori dell’una o l’altra parte non si possano soffrire. Veltroni ha mescolato teo-dem e radicali, chissà che pensa di ottenerne oltre ai voti. Pannella, Bonino & company, dopo averlo esposto all’esecrazione generale, obbligarono Capezzone ad andarsene, ( Berlusconi Capezzone non lo ha voluto), irritati dalla sua coerenza, e ora dopo anni di proclami di radio radicale li ritroveremo nel Pd, assieme ad Andrea Sarubbi conduttore radio vaticana, che boiata!
La sinistra radicale, dopo aver manifestato contro delle leggi che poi ha approvato adesso si vuol riproporre come l’unica vera sinistra. Dopo essere stata complice di Prodi nello scotennamento del portafogli degli italiani. Il suo un misero arcobaleno privo di resurrezione. Rifondazione Comunista ha espulso dal partito l’unico che tra di loro ha dimostrato in fondo di essere coerente e di fregarsene del potere e dei privilegi che ne conseguono, il sen on. Turigliatto.
Questa gente che voteremo, o non voteremo, per il momento appare solo come la solita solfa che nulla sa fare e nulla farà oltre al fatto di farsi mantenere profumatamente da noi. Questa campagna elettorale è la più sterile e ipocrita che l’Italia abbia mai avuto e visto che siamo in tema di 194, mi sembrerebbe il caso di abortirla terapeuticamente accertate che sono, le deformità del feto vincente, concepito nella provetta delle convenienze e delle ipocrisie, che ne verrà fuori. Detto da uno a cui dispiace che non ci sia più un partito repubblicano.Ciao Ivan
Passante 01 aprile 2008 00:00
Eh no, il suo è un "non-voto", cioè una cosa che non conta.
Intendiamoci, legittima. Ma non conta nel decidere chi vince.
Francesco Mangascià 02 aprile 2008 00:00
Caro passante, tecnicamente ha ragione ma, in realtà la mi astensione non sarà complice nelle vessazioni cui sarà sottoposto l'unico vero perdente, il citadino; sia che vinca il pd che il Pdl, lo sconfitto sarà lui.
Isaia Kwick 02 aprile 2008 00:00
Ma vi fosse stato un ROM primo ministro pensate che l'Italia fosse cosi' sprofondata nella merda?
Isaia Kwick Zingaro ROM
IVAN 02 aprile 2008 00:00
Bene, Francesco, in tal caso benvenuto nella "No Man's Land" dei forum. Attento alle serpi (mordono, ma non sono velenose).

Venendo al tema: rispetto le tue argomentazioni “tecniche”, ma personalmente le trovo dispersive. Preferisco la semplicità marcaureliana.
Cosa abbiamo oggi sul menù? Di scegliere tra un piatto di merda e un piatto di vomito, oppure saltare il pasto.
(Chiaro e semplice, dritto al dunque senza dissertazioni.)

Tu salti il pasto. Scelta rispettabilissima; non che fare il contrario cambi qualcosa.
I “cuochi” hanno già vinto indipendentemente dal numero di piatti serviti.
Hanno già vinto perché a noi “clienti” non è dato di scegliere CHI sta in cucina, ma solo di scegliere UNO tra gli schifosi piatti che hanno già preparato. Ecco dove sta la fregatura di base.

Naturalmente c'è anche una terza opzione: cucinare da soli. Si può fare, sai?
Ma qui un po' di dissertazioni ci vorrebbero. Interessa?

Ivan

IVAN 02 aprile 2008 00:00
Per Passante:
-------------------
<< Eh no, il suo è un &quot;non-voto&quot;, cioè una cosa che non conta. Intendiamoci, legittima. Ma non conta nel decidere chi vince. >>

Giusto...però incompleto. Neanche i voti decidono chi vince (suvvia...ci credi davvero?)

Francesco Mangascià 02 aprile 2008 00:00
Passante, ma che dovrei fare io vorrei solo una repubblica dove non ci siano prevaricazioni, e guarda che prospettive..
Francesco Mangascià 02 aprile 2008 00:00
Isaia, quello che è preoccupante è che ormai mancano addirittura le condizioni per uscire dalla merda..
Francesco Mangascià 02 aprile 2008 00:00
Ivan, le serpi, son stato 15 anni India, altro che serpi ho incontrato i cobra e la Russel Vipery e 2 scorpioni ma qeulli vicino al frigo di notte, certi salti, Ivan, io son disponibile a qualsiasi dialogo, basta che non si venga a dire qualcosa di buono sul Vaticano..
Francesco Mangascià 02 aprile 2008 00:00
Ivan ti dirò un altro pezzo.. mia madre in 2 mesi è sprofondata nella demenza senile, una decadimento cognitivo che se non lo vedi, non puoi comprenderlo, ha solo me la guardo io e, per votare dovrei lasciarla, andare a Roma, votare e tornare col treno. Non è che io son mammone, oltretutto Io, non ci son mai andato d&#39;accordo , ma è innegabile che ha versato 49 anni e se mesi di contributi e, che ha ricevuto...ti ripeto, ne vale la pena?
IVAN 02 aprile 2008 00:00
<< Ne vale la pena? >>

Vale la pena andare a teatro sapendo che è solo una finzione?
Sì, no. Scelta individuale.
Il tuo voto è soltanto il biglietto d&#39;ingresso; la farsa verrà inscenata comunque.
L&#39;importante è non illudersi di poterla cambiare solo perché si è scelto di entrare in sala.

Troppo metaforico? Prova a leggere qui:
ELEZIONI: LA GRANDE ILLUSIONE (www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=212557)

Dai un abbraccio a tua madre. Dille: da parte di Ivan. Basterà.

Do svidanija

Francesco Mangascià 03 aprile 2008 00:00
Il Cinema è una finzione, il teatro secondo me non lo è.E se anche la vita è una maya, esserne consapevoli è già qualcosa non credi. Leggerò dopo ciò che mi ha consigliato.
Passante 03 aprile 2008 00:00
Giusto...però incompleto. Neanche i voti decidono chi vince
******************
Di preciso cosa vuoi dire? Così non rischio di rispondere ad una cosa che non volevi affermare
luigi 03 aprile 2008 00:00
IVAN il tuo esempio sul biglietto teatrale è più che mai azzeccato.Sei grande.
Francesco Mangascià 03 aprile 2008 00:00
Ivan, il teatro è per me una malattia,una patologia bellissima.Quando ti affligge. Pure le attrici di teatro sono una patologia,giovanile...
Francesco Mangascià 03 aprile 2008 00:00
Passante, voglio dire che, oltre al politicare di politici che sarebbe meglio se si dedicassero a dissodare i terreni agricoli, invece di pretendere di governare un paese, non esistono le condizioni sociali per agevolare un futuro di uguaglianze in Italia, poiché hanno imposto la solidarietà e, questa non si dovrebbe imporre mai poiché altrimenti nei cuori si radica l&#39;esatto effetto contrario. Che peccato non credi?
IVAN 03 aprile 2008 00:00
Per Passante:
-------------------
<<Di preciso cosa vuoi dire? Così non rischio di rispondere ad una cosa che non volevi affermare.>>

(Alludi alle nostre passate gaffes? Solo un limite del mio italiano.)

Provo a spiegare cosa intendo con la frase “NEANCHE I VOTI DECIDONO CHI VINCE”

I nostri amati politici non stanno certo aspettando gli esiti delle elezioni, per portarsi avanti coi loro ingordi piani. È da bambini solo pensarlo, siamo seri.
I giochi sono già stati decisi da tempo, e sono già noti a tutti loro (vincerà la cosiddetta “Destra”, con pochissimo margine).
Quello a cui stiamo assistendo è solo il doveroso teatrino per rendere ufficiale un risultato già scritto a tavolino (e in quanto tale, i nostri voti non lo possono influenzare, se non nella nostra immaginazione).

Fosse per me, potremmo anche non farle, queste inutili elezioni. Accettiamo pure Berlusconi come Premier per decisione arbitraria di 10 persone, ma in cambio scopriamo finalmente le carte: viviamo in una Dittatura Oligarchica, la famosa “Demo-Crazia” è solo nominale.

Per ora mi fermo; inutile proseguire se ci fossero già divergenze su queste premessa. Palla tua, fammi sapere. Ciao.

Ivan

P.S. Sintetizzo ancor maggiormente con una domanda:
Tu credi davvero che la Casta dia SUL SERIO a noi contadinotti la possibilità di schiodarli dalle loro comode poltrone...solo mettendo una “X”?

Passante 03 aprile 2008 00:00
Ivan.... così è chiaro! :-)

Io andrò a votare ma rispetto le vostre posizioni.

E non pensiate che io sia entusiasta della classe politica.
Francesco Mangascià 04 aprile 2008 00:00
Son d&#39;accordissimo! Fanno degli accordi,come sempre, un bella combine da 60/40 e il banco, la Casta vince e i giocatori, gli elettori,come al solito, perdono tutto. Il Banco vince sempre. E&#39; tutta una questione di percentuali, mentre il paese sprofonda; inizieremo a vedere la fine del paese quando venderanno l&#39;acqua, obbligandoci a pagare persino per bere ciò che è nostro.
IVAN 04 aprile 2008 00:00
Spasiba, caro Luigi.
Purtroppo, per capirlo, qualche &#8220;biglietto d&#39;ingresso&#8221; ho dovuto pagarlo anch&#39;io...

Francesco Mangascià 04 aprile 2008 00:00
Passante, scusa se mi intermetto nel messaggio che tu hai espresso a Ivan ma, secondo me nessuno ad esclusione di chi è in corsa per fare parte della casta, nella prossima legislatura è entusiasta. Siamo un paese ormai disilluso, io spero solo che non diventiamo anche un paese arreso del tutto, poiché umiliato già lo siamo
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