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Pater Nationis 09 aprile 2008 00:00
Giustissimo, approvo! Bisogna subito rivedere l'ammontare del finanziamento annualmente concesso alle confessioni religiose, in particolare quella cattolica (la più attiva e presente in Italia, a quelle protestanti ci pensano già gli americani e peggio...): portarlo almeno all'otto per cento, tutti soldi ben spesi, in opere e personale (preti), molto meglio di quelli sperperati dal fottuto stato italiano (dal quale non ci si può neanche sbattezzare...) e dai suoi incapaci dipendenti, in armi, aborti e stronzate assortite!...
Francesco Mangascià 10 aprile 2008 00:00
Le opere personali dei preti a volte comprendono anche la pedofila lo sapeva? Non è un caso che la Chiesa sia più in basso dei polici sui sondaggi e, le assicuro che i politici per i giustissimi motivi che lei dice son parecchio giù
compagno Joseph 10 aprile 2008 00:00
BEN TORNATO
ma bravo!!!
di figuracce ne hai rimediate, ma sei proprio tenace, non desisti mai.
Errare è umano, perseverare è diabolico.
Francesco Mangascià 10 aprile 2008 00:00
Joseph, se è rivolto a me, non capisco
Pater Nationis 10 aprile 2008 00:00
Certo che lo sapevo, non fanno altro che ricordarmelo i loro ipocriti detrattori, così com' ero sicuro che anche stavolta non avrebbero saputo resistere dalla tentazione di farmelo presente in risposta al mio intervento: è la loro specialità, buon sangue non mente, e due più due fanno sempre quattro, non solo in aritmetica!...
Sicuro, "le opere personali dei preti a volte comprendono anche la pedofilia", ma a volte - forse perfino più spesso - la pedofilia è "opera" anche dei non-preti, quindi anche di laici, laicisti e, naturalmente, cristiani "rinati" di varia estrazione....
A quando quindi un bel documentario della BBC sulla pedofilia nel variegato mondo dei "pastori" protestanti e in quello degli "illuminati" governanti di questo secolo di perdizione?...
Francesco Mangascià 10 aprile 2008 00:00
Ma, i pedofili non preti,non usufruiscono dell'8 per mille come i suoi protetti.
Pater Nationis 10 aprile 2008 00:00
Infatti, i pedofili non-preti spesso usufruiscono anche più che dell'otto per cento, quindi mi pare giusto destinare ai preti la stessa percentuale!...
E non mi sembra che le altre confessioni religiose italiane siano così ansiose di rinunciare al loro otto per mille...

P.S.- Per inciso, non avevo proprio notato lo sproloquio sulla... "volontà di non-vita" della Chiesa cattolica, del resto dimentico sempre che Gesù e Paolo di Tarso erano sposati!...
compagno Joseph 10 aprile 2008 00:00
penso che invece Pater Nationis abbia capito, o qoanto meno la pensi come me.
Francesco Mangascià 11 aprile 2008 00:00
Se Paolo e anche Pietro erano sposati, non si capisce perché la setta dei cattolici oggi non permetta ai preti di sposarsi, anche alla monache...Può essere che non sono veri cristiani ma solo degli impostori del Cristo....
Pater Nationis 11 aprile 2008 00:00
Bravo Francesco, tu sì che conosci storia e cristianesimo, e lo si vede bene!!!...
Francesco Mangascià 12 aprile 2008 00:00
Il cristianesimo è una cosa il cattolicesimo, ben altro...
Francesco Mangascià 12 aprile 2008 00:00
Signore liberaci dal male

Buon pomeriggio a tutti, anziché scrivere come al solito di Iran e di questioni islamiche vorrei condividere un altro tema con gli utenti del blog. Vi scrivo da Parigi dove ieri sera sono andata a vedere un film che ancora non c'e' nelle sale italiane e, probabilmente, non sara' proiettato. E' il documentario "Deliver Us from Evil" (2006) di Amy Berg che racconta la storia (vera) del prete (cattolico) pedofilo Oliver O'Grady che ha confessato di avere abusato sessualmente di centinaia di bambini tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Novanta. Nel 2006 la pellicola ha vinto il Best Documentary Award al Film Festival di Los Angeles. Amy Berg intervista O'Grady e gli fa raccontare di quando faceva il prete nel nord della California e molestava bambini, il piu' piccolo dei quali aveva 9 mesi. Condannato a sette anni di carcere, è stato poi deportato in Irlanda dove attualmente vive in una famiglia (con figli) che nulla sa del suo passato. Al tempo stesso la regista da' voce alle persone (maschi e femmine) violentati dal prete durante la loro infanzia e che ancora non hanno superato il trauma. Una di loro, residente in California, oggi ha 40 anni: è andata in Vaticano e ha cercato invano di consegnare una lettera al Papa. Sullo schermo passano poi le immagini delle deposizioni dello stesso O'Grady ma anche di vescovi e alti prelati americani che nulla hanno fatto in questi anni se non celare le malefatte del sacerdote pedofilo. Dal documentario è evidente la responsabilità del Vaticano nel nascondere i crimini del prete irlandese in servizio in diverse parrocchie della California. Secondo i dati forniti dagli attivisti intervistati, sono oltre centomila i bambini vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici negli Stati Uniti e hanno avuto il coraggio di sporgere denuncia. Ma l'80 percento delle vittime preferisce non rivelare le violenze subite. Il Vaticano ha speso oltre un miliardo di dollari per difendersi dalle accuse di pedofilia e per pagare le compensazioni decise dai tribunali. Il tema non mi sembra irrilevante in questo momento visto che martedi' il Papa si rechera' negli USA: Ratzinger è stato accusato di avere celato i casi di pedofilia nelle parrocchie americane e, su richiesta del Vaticano, il presidente Bush ha concesso al Pontefice l'immunita'. Qualcuno di voi sa come mai questo documentario non è anche nelle sale cinematografiche italiane? art di Farian Sabahi Signore liberaci dal male

www.lastampa.it/sabahi
http://italiasvegliati.ilcannocchiale.it
Avete capito dove va a finire
l'8 xmille?!!
Non so se il film, su
CENTOMILA ABUSI SESSUALI COMMESSI DAL CLERO
sarà proiettato in Italia, ma oltre alla visione gratuita di una panoramica sullo stesso si può acquistare in Dvd, al link
http://www.deliverusfromevilthemovie.com/index_flash.php





Francesco Mangascià 13 aprile 2008 00:00
foto del prete pedofilo
http://www.horrorphile.net/userimages/user-5279254_1175132351a.jpg
come è serafico...
Francesco Mangascià 15 aprile 2008 00:00
Corriere della Sera, del 21 settembre 2005, sappiamo che quando Ratzinger era cardinale tentò di coprire alcune molestie sessuali commesse da un seminarista.

Come capo di Stato il Pontefice non è processabile Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa

Il vice ministro della Giustizia blocca il procedimento contro Benedetto XVI per il documento «Crimen Sollicitationis»

ROMA - La Corte Distrettuale del Texas non si è ancora pronunciata in merito alla procedura giudizaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista: ma dopo l'intervento dell'Amministrazione Bush è assai probabile che la denuncia venga respinta.

Il vice ministro della Giustizia degli Stati Uniti, Peter Keisler, ha infatti bloccato la procedura giudiziaria ricorrendo alla cosiddetta "suggestion of immunity", una misura legale che stando a quanto stabilito dalla Corte Suprema dev'essere obbligatoriamente recepita dai tribunali di grado inferiore.

Keisler ha ufficialmente informato il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede. La stessa Ambasciata del Vaticano a Washington aveva chiesto all'Amministrazione di intervenire con la "immunity suggestion" e chiudere il caso.

Nel corso del mese di agosto, Daniel J. Shea, l'avvocato americano che aveva citato in giudizio il Pontefice quando era ancora Cardinale, era venuto a Roma su invito del partito Radicale; in quell'occasione aveva auspicato che George W. Bush non concedesse l'immunità diplomatica a Papa Benedetto XVI nell'ambito del procedimento - civile, non penale - aperto in Texas. Lo scomodo caso era approdato infatti anche sul tavolo del presidente degli Stati Uniti.

Insieme a Joseph Ratzinger, nel procedimento aperto nel gennaio 2005 sono citati l'arcivescovo di Galveston, monsignor Joseph Fiorenza e i sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard. Patino, colombiano di nascita, è attualmente latitante ed era stato accusato da tre giovani che frequentavano la chiesa di San Francesco di Sales, a Houston: le molestie risalirebbero alla metà degli anni Novanta, e contro il seminarista è stato aperto un procedimento penale.

Le accuse mosse a Ratzinger riguardano invece un documento emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: una "Istruzione" dal titolo "Crimen Sollicitationis", che sanciva la competenza esclusiva della stessa Congregazione su alcuni gravi delitti, secondo quanto stabilisce il Codice di Diritto Canonico, tra cui «la violazione del Sesto Comandamento (Non commettere atti impuri) da parte di un membro del clero con un minore di 18 anni». Inquadramento assurdo, secondo l'avvocato Shea, visto che a differenza degli altri delitti (dalla violazione del sigillo sacramentale a quelli contro il sacramento eucaristico) la pedofilia «è un reato, non un peccato».

Secondo il Vaticano il documento "Crimen Sollicitationis" sarebbe decaduto, ma secondo Shea non è così: l'avvocato aveva citato una lettera del 18 maggio 2001, di cui era giunto in possesso, firmata da Ratzinger e dall'arcivescovo Tarcisio Bertone, all'epoca segretario dell'ex Sant'Uffizio, in cui si parlava del documento del 1962 «in vigore fino ad oggi».

E' sulla base di questa lettera che Shea aveva accusato Ratzinger di aver "coperto" le molestie sessuali su minori: «Questo documento dimostra l'esistenza di una cospirazione per nascondere questi delitti». Un'accusa «individuale, non legata alla funzione di Prefetto della Congregazione ricoperta da Ratzinger» secondo Shea. L'avvocato aveva raccontato che in un primo tempo Ratzinger non aveva risposto alle accuse, ma quando il processo ha preso il via, gli avvocati del Cardinale - a quel punto divenuto Papa, il 19 aprile scorso - avevano richiesto al Governo degli Stati Uniti l'immunità riservata ai capi di Stato. Il coinvolgimento di esponenti delle gerarchie cattoliche nelle inchieste giudiziarie sulla pedofilia non è insolito, ma di norma i procedimenti giudiziari non potevano essere avviati perché era impossibile consegnare agli accusati i documenti legali necessari: la denuncia contro Ratzinger è invece potuta andare avanti perché l'allora Cardinale ricevette personalmente l'atto di accusa. In agosto, Shea aveva dichiarato che in caso di concessione dell'immunità avrebbe dato battaglia: in primo luogo, perché all'epoca dei fatti contestati Joseph Ratzinger era un semplice cardinale, e poi perché "riconoscere la Santa Sede come uno Stato sarebbe una violazione della Costituzione statunitense", in particolare della "establishment clause" che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.
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