APS
14 aprile 2008 00:00
Analisi perfetta. Vediamo che succede con i dati delle 15.
Harakiri
14 aprile 2008 00:00
Nella giornata di lunedì 14 sembra verificatosi un recupero nell'afflusso dei votanti.
Per quanto mi riguarda è una piccola inattesa sorpresa.
I primi dati sembrano confermare
1) affermazione della Lega (già rilevabile dai dati di affluenza alle urne)
2) polarizzazione sui due schieramenti e deludente risultato di Bertinotti & C.
Come dire, ha prevalso, fuori dal PdL, il turiamoci il naso e cerchiamo di non far vincere Berlusconi.
Scusate la domanda, ma se dopo 14 anni siamo ancora qui a discutere di Berlusconi, di chi è la responsabilità?
Credevate davvero di poter sconfiggere il "nano" affidandovi a chi in 14 anni non ha rimosso una sola delle ragioni di scandalo democratico urlate ai quattro venti?
A questo punto, bisognerà attendere lo spoglio dei dati, soprattutto al senato, regione per regione.
Cronista
14 aprile 2008 00:00
SI PROFILA GRANDE VITTORIA DI SILVIO ALLA FACCIAZZA DI TUTTI I TOPI DI FOGNA DEL FORUM!!!!!!
Andrea
14 aprile 2008 00:00
Qualsiasi personaggi politico vince, le elezioni non sono valide perchè la legge elettorale è ILLEGALE.
www.noprivilegipolitici.it
CR
14 aprile 2008 00:00
da: Harakiri
Come dire, ha prevalso, fuori dal PdL, il turiamoci il naso e cerchiamo di non far vincere Berlusconi.
...E GLI STRONZI ILLUSI SONO RIMASTI CON UN PALMO DI NASO DI 1 METRO!!!!!!!
P.S. Non limitarti a chiamarti Harakiri... FALLO!!!!!!!!
Passante
14 aprile 2008 00:00
Però, bravo harakiri.... non è facile lanciarsi in "previsioni" (argomentate, peraltro) e indovinarle praticamente tutte. Ma correggo il termine, non hai indovinato, semplicemente analizzato e tratto le conseguenze. In un mondo dominato da "l'avevo detto", tu almeno hai avuto il coraggio di "portarti avanti" e dire le cose davvero prima che si verificassero.
Bertoldo
14 aprile 2008 00:00
da: Andrea
Data: 14 Aprile 2008
Qualsiasi personaggi politico vince, le elezioni non sono valide perchè la legge elettorale è ILLEGALE.
______________
Certo, lo hanno detto anche a Robert Mugabe nell'87. Infattio il giorno dopo ha gentilmente lasciato, sì?
Harakiri
14 aprile 2008 00:00
Tutto come da copione: abbiamo due vincitori.
Tutto da copione: ha trionfato il berlusconismo nelle sue due varianti: quella originale interpretata da Silvio e quella camuffata da antiberlusconismo interpretata da Walter e i suoi ex-compagni di strada.
Devo dire che nella recita del copione si è verificata una variazione che, pur prevista, ritenevo poco probabile. Questa variazione ha consentito di avere il secondo vincitore: Veltroni, il primo sapete chi è.
Veltroni ha vinto perchè, sapendo di perdere sin da quando ha dichiarato “corro da solo” (ma sappiamo che così non è stato), ha puntato a ottenere un buon risultato per il proprio neo-orticello partito propugnando la teoria del voto utile e disimpegnandosi da ogni ipotesi di vittoria: infatti, non si è preoccupato di cercare un qualsiasi accordo politico neanche con i compagni di una vita Mussi & C. o con i socialisti di Boselli o con i Radicali (anzi sull’entrata di alcuni selezionati candidati e l’esclusione di altri ha fatto venire la nausea e la diarrea anche ai forti di stomaco).
Nonostante ciò, Veltroni ha puntato tutto su tre lustri di campagna antiberlusconiana per la quale tutto è digeribile purchè non vinca il “nano”. Così, mentre a destra l’appello al voto utile non ha avuto alcuna presa (prova ne sia il buon risultato di Casini e della Destra di Storace\Santanchè), a sinistra tutti a votare il PD nel disperato tentativo di arginare il berlusca: risultato, berlusca ha vinto… ma anche Veltroni che così ha raggiunto l’obiettivo di sfiorare il 35% e di sbaragliare ogni opposizione a sinistra.
Resta in campo un solo antiberlusconismo berlsuconiano: quello veltroniano; i concorrenti berlusconiani Bertinotti, Diliberto, Scanio & C.: tutti fatti fuori in un sol colpo.
Come avevo detto, se qualcuno vuole realmente opporsi a Berlusconi, sapendo di non poter ambire a rappresentare la maggioranza degli italiani, ha una sola cosa da fare: scegliere un solo obiettivo e su quello dare battaglia sino in fondo, impegnarsi e mobilitare l’opinione pubblica. Non si impegna sulle analisi sui massimi sistemi buone solo per i salotti e i vespa-siani, ma con concretezza indica un obiettivo concreto: che cosa, come, quando e senza risparmiarsi dà battaglia sino in fondo.
Cosa hanno fatto invece a sinistra di Veltroni?
Per essere sicuri di non sfavorire Berlusconi (ma non pensavano di arrivare a essere così bravi da suicidarsi in così poco tempo) si sono divisi in tante formazioni, alcune in lizza autonomamente, altre coalizzate solo per ragioni tecnico-elettorali (Arcobaleno): risultato, hanno raccattato forse metà dei consensi, regalando l’altra metà a Veltroni.
La Destra di Santanchè che vale la metà dell’Arcobaleno? Chi l’avrebbe mai detto.
Il potere delle tifoserie ha portato tanti a turarsi il naso e votare il PD. Così dal Parlamento sparisce tutta l’opposizione a sinistra di Veltroni.
Bene, i compagni riusciranno a partire da questo dato per mandare in pensione tutti i signori che hanno devastato la sinistra italiana?
Riusciranno a rottamare i Bertinotti, i Di liberto, i D’Alema, i Fassino…?
Onore al merito a Veltroni, che ha raggiunto l’obiettivo partitico che si era dato anche se ciò ha significato regalare il paese a Berlsuconi per la terza volta.
Sono solo le prime osservazioni a caldo.
E non prendetevela con me: lo ripeto da oltre un mese: sono solo lo specchio in cui potete vedere la vostra morte, se solo lo volete.
DE pravato
15 aprile 2008 00:00
commenti "a caldo"???
"Comm' m'abbrucia o culo!!!"
Passante
15 aprile 2008 00:00
Non sono d'accordo sul fatto che Veltroni abbia (se pur parzialmente) vinto, in fondo ha raccolto il 33% dei voti, più o meno la somma di quelli dei pariti fondatori. Se non è stata una disfatta per lo schieramento di centrosinistra si deve solo al successo della lista Di Pietro.
Parlavano di recupero, rischio pareggio... ed hanno preso 9 punti di distacco!
Questa sarebbe una vittoria?
Harakiri
15 aprile 2008 00:00
Non c’è alcun dubbio: Berlusconi è riuscito ad allargare l’area del consenso, neutralizzando in parte il distacco di Casini e di parte di AN e attraendo l’elettorato mobile.
Non c’è alcun dubbio: il centrodestra, nel suo insieme, è cresciuto in termini di consenso elettorale, come testimonia l’autonoma riconferma del peso elettorale di Casini e la buona affermazione della Destra, che arriva a tallonare la Sinistra Arcobaleno.
Non c’è alcun dubbio: la rimodulazione degli schieramenti politici ha dato forza alle identità delle forze che compongono il centrodestra, Lega in testa, mentre ha sollevato molte nebbie sulla natura del centrosinistra e della sinistra (parlamentare) che si è dissolta.
Volgiamo lo sguardo a sinistra (chiamiamola così tanto per capirci).
Il popolo a sinistra del PD, che si prende stramaledettamente sul serio, contava su un bacino elettorale collocato tra il 10 (camera) e il 9-15% (senato); quindi, ampiamente al riparo dal rischio di non raggiungere il quorum previsto alla camera (4%) e al senato (8%).
Il dichiarato “corro da solo” del PD equivaleva a una rottura della coalizione: il PD non vuole più correre con i vecchi compagni elettorali. Bene, la risposta logica e maggiormente attesa sarebbe stata: strafottiti, vincitele da solo le elezioni e noi andiamo per la nostra strada.
Andare per la propria strada, fuori da una logica governativa, significa serrare le fila e compattare l’elettorato intorno a temi precisi, individuando per ciascun tema, anche uno solo, in termini concreti il cosa, come e quando fare.
Obiettivi chiari e determinati intorno ai quali costruire un nuovo consenso per una opposizione costruttiva.
Tra SA e le altre formazioni falce e martello si scatena invece dapprima l’ansia della frammentazione e della antica logica propria della sinistra extra-parlamentare stile anni ’60 e ’70 (ricordate la frantumata galassia delle formazioni comuniste?), poi la degenerazione parolaia tutta intrisa di analisi sui massimi sistemi che porta a concretezza zero, infine il solito abbassare la testa, tra mille sterili mugolii, alla cultura egemonica del “se po’ fa’”.
Conclusione, si verifica l’evento meno atteso: l’elettorato di sinistra migra verso il PD, sconfitto e accecato dal proprio antiberlusconismo di facciata e inconcludente. Infatti, non approva nulla della prospettiva di governo presentata dal PD e non sa nemmeno se il PD riuscirà davvero nel suo illusorio “se po’ fa’”, ma basta la chimera di sconfiggere Berlusconi per cedere alla “sirena” del voto utile. Utile a chi? Utile a cosa?
Se 14 anni non sono bastati per sconfiggere il berlusconismo e rimuovere le cause di scandalo che Berlsuconi rappresenta, perché considerare utile il voto al PD?
Per semplice coerenza con una storia di opposizione di facciata che nei fatti si è dimostrata la migliore alleata di Berlusconi, garantendogli per la terza volta il ritorno al potere.
La sinistra si disintegra sotto i colpi del proprio antiberlusconismo inefficace e inconcludente.
Una vecchia storia che prosegue: sperperare una forza del 30% non per sconfiggere la DC ma per governare con la DC, è stato l’errore storico della sinistra comunista. Sperperare un patrimonio di cultura e di possibilità di opposizione costruttiva è stata la strategia perdente della sinistra antagonista.
Il PD, dal canto suo, pur giovandosi di una generosa confluenza dei voti di sinistra, non riesce ad agganciare il voto moderato e a sviluppare una identità chiara. La fusione tra Margherita e DS risponde alla vecchia logica del compromesso storico. Uso questa espressione perchè di questo si tratta. Infatti, può esistere una convergenza tra una sinistra moderata e riformista e l’area del cattolicesimo liberale e democratico. Ma può esistere una confluenza tra cattolicesimo integralista (i teodem, le Binetti per intenderci) e una sinistra moderna laica, progressista, laburista (per intenderci) quando il primo pone veti su tutte le questioni definite “eticamente sensibili”? Dalle coppie di fatto alla fecondazione assistita, dai finanziamenti alla scuola privata all’ottopermille (che mai si pone all’ordine del giorno sebbene da oltre vent’anni sia prevista la revisione di questa quota), dalla riduzione del danno al testamento biologico: tutto ciò che è diritti civili, libertà individuali, approccio pragmatico e non ideologico o confessionale è interdetto dalle discussioni politiche all’interno del PD. Così, anche l’ingresso di alcuni esponenti radicali nelle liste del PD (ingresso vergognoso per il modo in cui è stato condotto il confronto) diviene motivo di contrasto e indebolimento.
Conclusione, un elettorato moderato, laico, liberale e liberista non può riconoscersi nel PD e quindi quanto vale che si rivolga al PdL (o si astenga): forse avrà qualche riforma sul piano economico, mentre potrà sempre contare che sul fronte dei diritti civili e delle libertà individuali si possa ottenere qualche successo come nel passato quando DC e PCI erano sordi a queste istanze politiche.
Il compromesso storico si basava proprio sul presupposto di rinunciare a ogni battaglia sul fronte civile per non urtare la “suscettibilità del mondo cattolico”. Se il PD non si fa interprete delle istanze laiche, delle nuove domande che premono da tempo alle porte della politica, allora si riduce a essere solo un nuovo compromesso storico in tono minore.
Questi i fattori principali che hanno determinato il fallimento elettorale del PD e della sinistra antagonista: l’antiberlusconismo di facciata e inconcludente, una opposizione parolaia e per niente concreta e determinata, la rinuncia a rappresentare la cultura e la storia del socialismo laico, liberale e democratico, la genuflessione nei confronti di un cattolicesimo politico confessionale sempre pronto a porre il veto o ricatti politici sulle “questioni eticamente sensibili”, l’incapacità di provvedere alle anche minime riforme (a partire dalla legge elettorale e alla riforma del sistema televisivo) per ridare dignità alla democrazia ormai da tempo ridotta a volgare oligarchia.
Adesso tutto riparte dal popolo di sinistra: sarà capace di liberarsi di una leadership fallimentare che ha aperto le porte a Berlusconi? Sarà capace di comprendere che Berlusconi è il prodotto della politica fallimentare e oligarchica della sedicente sinistra? Sarà capace di organizzare un’opposizione concreta e costruttiva?
Harakiri
15 aprile 2008 00:00
X Passante
Se leggi attentamente il mio intervento compenderai perchè considero Veltroni il secondo vincitore.
Aveva Veltroni la necessità di liberarsi dell’opposizione a sinistra: c’è riuscito.
Agitando il tema del voto utile e illudendo che Berlusconi potesse essere sconfitto, ha indotto larghi settori dell’elettorato di sinistra a votare per il PD.
Sapeva di non poter vincere: con la strategia che ha messo in campo ha assicurato al proprio partito il maggior peso parlamentare possibile.
In questo modo ha determinato la sconfitta di una strategia politica incentrata su Bertinotti e ha lasciato se stesso come unica altra faccia del berlusconismo.
Quindici anni di antiberlusconismo di facciata hanno convinto moltissimi elettori che l’Unione ieri, il PD oggi siano comunque alleanze alternative al berlusca e non semplicemente l’altra faccia del sistema oligarchico che ha generato Berlusconi e oggi lo indica come il nemico da sconfiggere.
Peccato che tutti i motivi di scandalo del berlsuconismo sono davanti ai nostri occhi da 14 anni e non per volontà degli elettori, ma perchè coloro che a parole si sono opposti nulla hanno in concreto fatto.
Andrea
15 aprile 2008 00:00
E la casta continua a governare, ma l' antipolitica non si ferma perchè continua anche.
Il 25 aprile VDay2 di B. Grillo...
Veltroni
15 aprile 2008 00:00
Sicuro, come dicevano i giacobini nel '93: NIENTE NEMICI A SINISTRA!!!!
Bertoldo
16 aprile 2008 00:00
da: Andrea
Data: 15 Aprile 2008
E la casta continua a governare, ma l' antipolitica non si ferma perchè continua anche.
Il 25 aprile VDay2 di B. Grillo...
________
E daje!! Ma se la casta se ne fotte di 58 milioni di persone, mi dici che minchia vuoi che glie ne freghi di quello che fa un comico???
Reset
16 aprile 2008 00:00
In Ospedale, andando a trovare mio fratello, ho assistito ad una discussione gustosissima.
C'era un Medico che diceva all'infermiere:"Vedi Antò, bisogna voltare Veltroni" (lui è un ex-Margheritino)"Veltroni rappresenta il nuovo. Lui e i suoi vogliono veramente cambiare. Sono diversi. Non come Berlusconi e i suoi: sempre le stesse facce!!"
E l'infermiere"Ma dottò...se Veltroni e i suoi sono gli stessi che stavano nel governo di Prodi..."
"Ma che c'entra" - l'altro - "Possono anche essere gli stessi ma il partito è diverso. E' il partito democratico, questo qua. Non è l'Unione di Prodi"
E l'infermiere "Dottò, scusate, ma se noialtri che stiamo in ospedale, noi infermieri i voi dottori, sappiamo fare le cose che abbiamo sempre fatto e ci chiamiamo Ospedale di....(omissis), non è che se ci cambiano la tabella fuori e ci scrivono "Università di Roma" noi diventiamo più bravi e più capaci.
Siamo sempre gli stessi: le teste di cazzo rimangono sempre teste di cazzo, i deficienti sempre deficienti, gli ignoranti sempre ignoranti e gli stronzi, sempre stronzi. Cambia la tabella. Ma solo quella"
Il Dottore se ne è andato mormorando bestemmie...
Passante
16 aprile 2008 00:00
Ok harakiri, ma Veltroni ha più o meno replicato i voti dei partiti che lo appoggiavano, prendendone ovviamente molti meno dell'Unione; è vero, ha "svuotato" la sinistra, ma se ha preso quasi un 10% da lì vuol dire che al centro non ha recuperato nulla, anzi ha perso voti.
Insomma se facendo il pieno a sinistra ha perso di 9 punti quali sono le sue prospettive rosee?
Non dimentichiamoci che la "quota 35" era stata fissata come obiettivo e si sono fermati 2 punti sotto, appunto nonostante l'annientamento della sinistra.
Una vittoria sì, ma non nei confronti di Berlusconi, solo nei confronti della sinistra.. ma una vittoria di Pirro.
giulia
16 aprile 2008 00:00
a me viene solo voglia di spendere i miei soldi dappertutto tranne che in italia e soprattutto al nord
Harakiri
16 aprile 2008 00:00
Ancora sulla dissoluzione della Sinistra Arcobaleno.
Si trattava di una coalizione elettorale: una somma di individualità poco dialoganti tra loro.
Nessun programma concreto, solo analisi culturali e ideologiche con quasi nullo tasso di concretezza politica.
Neanche un obiettivo indicato con chiarezza nei termini concreti di azione politica.
A tutto ciò si aggiunga il pegno pagato per la partecipazione al governo Prodi.
La sinistra antagonista non sarebbe dovuta entrare nella compagine di governo che si presentava con un programma vago e fumoso già se lo si analizzava con gli occhi di un moderato riformista; inconsistente e profondamente deficitario se sottoposto all’analisi impietosa svolta con i parametri interpretativi della sinistra antagonista.
Nessun ministro e nessuna carica istituzionale, doveva essere l’imperativo della sinistra antagonista.
Avrebbe dovuto limitarsi a un semplice appoggio a una maggioranza ritenuta solo preferibile a Berlusconi ma non alternativa a Berlusconi.
Appoggio che doveva essere subordinato a obiettivi precisi su specifici temi.
Per esempio, sosteniamo Prodi se abolisce lo scalone di Maroni nei primi novanta giorni di governo, diversamente si torna al voto.
Come può una sinistra antagonista presentarsi agli elettori dopo aver dichiarato che la riforma Maroni era ingiusta (parole utilizzate anche da Prodi, per la verità) e poi limitarsi a trasformare lo scalone in tanti scalini? L’ingiustizia, se c’era è rimasta. Gli esempi possono continuare e formare una lista lunghissima.
L’appoggio al governo doveva essere finalizzata al raggiungimento di precisi risultati.
All’inconsistente e squalificante partecipazione al governo si aggiunge il pegno pagato all’antiberlusconismo parolaio.
Se è uno scandalo che Berlusconi possa proporsi come primo ministro, allora bisogna rimuovere le cause dello scandalo.
Non solo il sostegno da parte della sinistra antagonista non è stato subordinato a un’azione concreta per superare i motivi di scandalo della nostra democrazia, ma è stato dato in totale assenza di un’azione a ciò finalizzata: non l’hanno fatto e non ci hanno nemmeno provato.
L’antiberlusconismo di maniera e un sostegno non qualificante al governo Prodi, congiuntamente a una proposta elettorale vaga, hanno penalizzato, giustamente, la sinistra antagonista.
In più, la quasi totale assenza di democrazia e trasparenza interna ai partiti (compreso il PD e l’IdV) e la totale mancanza di azione politica concreta sui temi classici dell’antiberlusconismo (conflitto d’interessi, controllo dei media…) hanno svuotato di valore politico l’antiberlusconismo favorendo la crescita dei consensi a Berlusconi. Nell’elettorato indeciso si è insinuato il dubbio sulla reale portata dei temi classici della politica anti-destra: se continuano ad agitare da molti anni gli stessi problemi e nulla fanno quando sono al governo allora forse quei problemi non esistono o non sono rilevanti e si riducono a pura propaganda elettorale.
La crescita dei consensi andati alla destra berlusconiana è direttamente proporzionale alla mancanza d’incisività e di credibilità dell’opposizione che agita quei problemi.
Harakiri
16 aprile 2008 00:00
X Passante
Infatti, è quel che ho scritto.
Veltroni ha svuotato la sinistra in nome di un vago antiberlusconismo di facciata, non ha agganciato il voto moderato, anzi ha perso al centro perchè ha tolto credibilità a tutti i temi cari agli antiberlusconi: molti moderati si sono detti "se quei problemi dopo tanti anni sono ancora presenti allora evidentemente non sono così cruciali per la vita democratica del paese".
Poichè, invece, quei problemi sono cruciali per lo sviluppo del nostro sistema democratico, da tanti reputato gracile da tempo immemorabile, allora è chiaro che Veltroni è solo la brutta copia di quel sistema oligarchico che ha generato Berlusconi.
Ripeto, Berlusconi è il prodotto dei problemi italiani e non la causa degli stessi; se poi attenuerà quei problemi o li ingigantirà questo dipenderà dalla sua azione di governo, ma certamente non li ha creati: erano preesistenti al suo avvento.
Con questa strategia in ogni caso Veltroni ha conquistato la massima rappresentanza politica in parlamento.
Per completare il commento al voto, bisogna riconoscere che per la prima volta la fusione di due partiti ha prodotto il risultato data dalla somma degli elettorati che singolarmente rappresentavano.
Mi riferisco al PdL: esattamente la somma dei voti presi singolarmente nel 2006 da FI e AN. E' la prima volta che questo succede.
Ancora, a nel centrodestra l'elettorato non si è curato del rischio quorum: ha votato secondo le proprie simpatie (PdL, Lega, Destra, UDC) senza calcoli e quindi evidentemente senza il terrore che potesse vincere Veltroni a causa della dispersione dei voti.
Anche questa è una differenza tra i due elettorati.
Non era assolutamente scontato che correndo da sola la Lega sarebbe riuscita a superare lo sbarramento dell'8% al senato.
La novità di questo voto è quindi la forte identità che emerge nel campo politico di centrodestra.
APS
16 aprile 2008 00:00
Cara, carissima Giulia, non occorre che vai al nord per spendere i tuoi soldi. Anche se te ne stai a casuccia tua hai molte possibilità di arricchire imprese del nord spendendo i tuoi soldi, visto che la maggior parte dei prodotti che compri in giro vengono da imprese del nord. Ma se preferisci puoi privilegiare prodotti Francesi che considerano gli Italiani poco più di un niente, o tedeschi, per i quali l'italiano ha i baffi, la sera picchia la moglie ed è mafioso. Fai te, a me rimane una sola considerazione...spari solo cazzate senza senso
Harakiri
16 aprile 2008 00:00
Scrivevo il 14 marzo in altra discussione:
"Il popolo di destra è individualista. Si accontenta di poco, qualche condono, qualche trattamento di favore per i potenti, un po’ di manica larga nell’applicazione delle leggi… insomma fate quel che vi pare ma lasciateci vivacchiare. Cinque anni di Berlusconi non sono certo stati una rivoluzione liberista e in quanto al liberalismo, stendiamo un velo pietoso. Il popolo di destra sa darsi una ragione se sconfitto, anche perchè sa di poter contare su sponde generose tra i politicanti sedicenti di sinistra che non hanno mai preso alcun serio provvedimento per intaccare le posizioni di rendita, l’assistenzialismo, il potere finanziario, l’imprenditoria sovvenzionata… Insomma a destra si sa che se vince la autodefinatasi sinistra dovranno solo spartire una parte del bottino con i cugini dell’altra sponda: tutto qui.
Il popolo di sinistra è solo ubriacato dal falso nemico additato dai politici sedicenti di sinistra. La demonizzazione dell’avversario ha illuso molti onesti elettori di sinistra che i problemi italiani hanno un solo padre: Berlusconi. Questo è falso: Berlusconi è la creatura generata dalla disastrosa politica catto-comunista. Questa demonizzazione è stata funzionale a coprire in modo pietoso e ipocrita le responsabilità della pessima gestione politica dei leaders di partito e le mille contraddizioni degli apparati di partito pronti a innalzare le bandiere della libertà, della democrazia, del rispetto delle minoranze, salvo usare metri di valutazione diverse per gli omosessuali perseguitati dai regimi fascisti rispetto a quelli cubani, per i perseguitati dai regimi fascisti o militari e quelli del blocco sovietico… devo proseguire con l'elenco?
Il popolo di sinistra è confuso dalle declamazioni retoriche e inconcludenti dei propri autoproclamatisi leaders, ma dal popolo di sinistra possiamo attenderci sicuramente massima attenzione quando al governo c’è la destra e molta distrazione quando governa la sinistra.
Nel popolo di sinistra possiamo nutrire la speranza che sappia esautorare l’oligarchia che regge i partiti dando il benservito a chi non ha saputo risolvere i problemi e in più continua a rimettere il Paese in mano a Berlusconi. Saprà il popolo di sinistra dire BASTA a Veltroni, D’Alema, Fassino, Diliberto, Bertinotti, Pecoraro Scanio…? Spero di sì; ma solo una clamorosa sconfitta di Veltroni potrà agevolare questa necessaria evoluzione perchè nasca una sinistra capace nei fatti di sviluppare una politica… di sinistra coerente con i valori che finora ha espresso solo a chiacchiere. Una sinistra che sappia colmare il vuoto storico della eterna assenza di un partito liberale forte; una sinistra che, raccogliendo il patrimonio culturale liberale, sappia innestare le ragiorni del socialismo democratico. Una sinistra, per dirla con Silone, che creda nella superiorità dell'essere umano su ogni fattore sociale, economico, religioso, razziale, sessuale che tenda ad opprimerlo.
Il popolo di sinistra vuole ciò, gli apparati oligarchici no: vogliono solo andreottianamente il potere."
I fatti hanno confermato questa lettura.
A destra tutti sono andati per la propria strada.
A sinistra c'è stato il caos.
Gli elettori di sinistra hanno cominciato a liberarsi dei loro padri\padroni: è iniziata la rinascita della nuova sinistra.
E' iniziato il benservito: quella è la porta prego si accomodi.
Bravi elettori di sinistra: finalmente avete compreso che per combattere il berlusconismo bisogna liberarsi di chi lo ha reso possibile: una sinistra fasulla e parolaia, affogata negli interessi così fino in fondo da non poter rimuovere il conflitto d'interessi del compagno Berlusconi.
DE pravato
17 aprile 2008 00:00
Giulietta, non preoccuparti. I tuoi soldini li stai già spendendo in Cina.
Sergio
17 aprile 2008 00:00
Questo voto presenta alcune interessanti novità.
Forte affermazione della identità di destra nelle diverse componenti di questo mondo.
Uso il termine destra per semplice comodità di comprensione: in realtà, tranne alcune frange estreme, dovremmo parlare di conservatorismo rivoluzionario (credo che il termine vero per indicare la galassia PdL-Lega debba ancora essere coniato).
Fusione riuscita: per la prima volta due partiti si fondono senza perdere voti e contemporaneamente si assiste all'allargamento di tutta l'area politica di riferimento.
Serenità a destra (ognuno va per la propria strada incurante del rischio quorum), drammatizzazione a sinistra con il trionfo della cultura reazionaria del voto utile.
La Lega: unico partito storico ancora presente in parlamento (ha superato i tre decenni di vita) che continua a sorprendere con le periodiche avanzate elettorali, seguite sempre da riflussi.
La Lega si allarga anche in Emilia e sembra l'unica forza politica capace di intercettare le ansie e le paure diffuse tra i nostri concittadini. Sulle risposte nutro moltissimi dubbi, ma sulla capacità d'ascolto della Lega direi che non ci sono eguali.
Il resto: tutto scontato e noto già da tempo. La sconfitta della sinistra radicale (solo nel proprio autolesionismo) era già scritto nella partecipazione al governo Prodi e nella totale incapacità di sviluppare i temi che si è limitata ad agitare cavalcandoli in qualche marcia e nei salotti televisivi, ma senza sviluppare alcuna azione politica concreta, efficace, incisiva.
Sergio
07 maggio 2008 00:00
A tre settimane dal voto siamo ancora alle consultazioni.
Chissà se riserveranno qualche sorpresa.
Vedo già i milioni di italiani in ansia per conoscere il nome del futuro primo ministro...
C'è qualcosa che non mi torna... ma non aveva vinto Berlusconi?
Perché siamo ancora fermi a questa inutile e noiosa liturgia?
Perché tanto prezioso tempo perso?
Non sarà anche questo il segno di un Paese stanco che non sapendo dove andare si muove con lentezza da bradipo?
Certo, la Costituzione impone dei tempi e la farsa elettorale è lontana mille miglia dalla Costituzione... in fondo quella degli elettori è solo una indicazione e il Presidente della Repubblica potrebbe non tenerne conto.
Ridicolo. Ciò non avvenne neanche nel 1994 quando a rigor di costituzione l'allora presidente avrebbe potuto osare, con robustezza di argomentazioni.
E oggi? Chi segue le consultazioni?
Su cosa ci si consulta?
Una certezza però l'abbiamo.
Nonostante i chiari e precisi programmi c'è come sempre la guerra per i ministeri.
Non credete che un primo segno di chiarezza d'intenti e lucidità di programma dovrebbe essere definire la squadra di governo più idonea a sviluppare il programma non appena si definisce il programma?
E già... ma bisognerebbe avere un programma...
Siamo invece all'eterno teatrino.
L'oligarchia non si smentisce mai.
L'alba anticipa il tramonto.
DE pravato
07 maggio 2008 00:00
Per Sergio
RECORD ASSOLUTO DI VELOCITA' PER BERLUSCONI.
MAI!
IN TUTTA LA STORIA DELLA REPUBBLICA SI ERANO AVUTE CONSULTAZIONI COSI' VELOCI
Fonte: TG1 di stasera ore 20.00
Un'altra "figurella" eh?...
perché non cerca di stare più attento?...
una persona così ammodino come lei!!!!
Suvvia! non si lasci accecare dalla bile!
Passante
07 maggio 2008 00:00
Non vedo perchè fare le critiche ancora prima di vederli all'opera.
Comunque quella degli elettori è appunto solo una "indicazione", sta al Presidente della Repubblica incaricare il primo ministro, dopo aver consultato tutti i gruppi parlamentari (prima hanno dovuto insediarsi i nuovi parlamentari, formare i gruppi, votare i presidenti..).
Le consultazioni sono già finite e domani il governo presterà giuramento. Credo sia il record di velocità, per quel che prevede la procedura.
Sergio
08 maggio 2008 00:00
Il mio intervento verteva su due aspetti.
1) il senso delle consultazioni
2) la guerra dei ministeri
Le consultazioni
Sono ormai un rituale con una Costituzione che fa a pugni con la realtà delle elezioni da cui in ogni caso esce l'indicazione del primo ministro.
Cosa dobbiamo attendere per risolvere questa anomalia?
Per quanto tempo dobbiamo ancora sorbirci le inutili liturgie?
Chi mi sa indicare qualche motivo d'interesse e di riflessione scaturito da queste consultazioni?
Mai le consultazioni sono state così piatte come negli ultimi anni.
Quale Presidente si sognerebbe mai di fare scelte di segno diverso rispetto al voto?
Poteva questo avvenire nel 2006: Prodi in realtà non aveva una maggioranza chiara. Il Presidente avrebbe potuto dare l'incarico a un tecnico per attuare le necessarie riforme in grado di armonizzare Costituzione materiale e Costituzione reale. Ovviamnete non lo fece.
Lo stesso discorso vale per l'incarico del 1994 a Berlusconi. Vittoria elettorale tecnica ma politicamente instabilità certa per la doppia alleanza elettorale: FI+Lega e FI+MSI. C'erano poi tante altre ragioni che avrebbero consentito all'allora presidente Scalfaro di valutare altre strade: la disarmonia tra costituzione e legge elettorale era ancora più marcata, infuriava il ciclone giudiziario, la questione TV e informazione era (ed è) lontana dall'essere risolta, il conflitto d'interessi...
Ma tutto andò come da copione.
Conosco bene le procedure; ma le procedure servono a dare garanzie democratiche, trasparenza... se si riducono ad ossequio di una norma svuotata da ogni valore allora è un segno che qualcosa non va.
Non si tratta di una critica a Berlusconi, ma è un modo per porre l'accento su un'anomalia del nostro sistema che se non sarà risolto produrrà ancora tanti guai.
Guerra dei ministeri
Logica vuole che se c'è un programma chiaro e definito, altrettanto chiara e definita sia la squadra di governo.
Invece, ancora una volta come da 60 anni dopo il voto si discute di ministri.
Se allora c'era un perchè (le maggioranze si formavano dopo il voto e quindi bisognava mediare in base ai risultati elettorali), oggi quale la ragione?
Semplice.
Nonostante le sbandierate novità, prevalgono sempre le logiche partitiche su quelle dell'efficienza.
Perfetti equilibri.
4 ministri "nordisti"
4 ministri meridionali
4 ministri "nazionalisti"
1 posticino pure alla nuova DC di Rotondi: prima volta di un segretario democristiano con la carica di ministro.
Stesso discorso si può applicare all'annunciato "governo ombra". Veltroni ci ha assicurato (ma chi se ne frega!) che comunicherà la formazione del governo ombra entro 48 ore dalla formazione del governo istituzionale. Ma che senso ha?
L'opposizione al governo Berlusconi è forse calibrato sulle persone che dirigono i ministeri? Adesso che sappiamo chi sono i ministri è forse più "mirata" la politica dell'opposizione?
Adesso Veltroni ha chiaro come muoversi sulla giustizia, sulla sicurezza, sulle politiche sociali, sull'ambiente?
Ma cos'è un incontro di pugilato? o di calcio?
Chi è più adatto a marcare la Carfagna? Chi si cucca la Prestigiacomo? Melandri vs Meloni è meglio di Pollastrini?
E Brunetta e Sacconi e Bossi. Contro Bossi mettiamo Totti.
La velocità con cui tutto si è concluso è solo frutto dell'inutilà di quel che è avvenuto.
Mentre l'unica certezza è il vecchio solito gioco della guerra per i ministeri; la cui velocità con cui si è conclusa è solo il risultato della formazione di una alleanza prima e non dopo il voto. Un tempo invece si discuteva prima se doveva essere un pentapartiro o un quadripartito con l'appoggio esterno del quinto e via di questo passo... e poi si iniziava aparlare di ministeri.
Questo il senso del mio intervento che chiunque avesse voluto cogliere lo poteva fare.
Ma è chiaro biosgna solo applaudire sempre e comunque perchè adesso c'è un nuovo record negli annali della Repubblica.
Harakiri
08 maggio 2008 00:00
Sergio, non rubarmi il mestiere.
Tu fa il serio che al sarcasmo ci penso io.
Cmq l'idea di marcare Bossi con Totti è buona; complimenti.
Ma, la Brambilla se la siamo già giocata?
Peccato, era così spassosa.
Quanto a Veltroni, penso che a forza di girare per l'Italia, e soprattutto nel nord est, abbia assunto molte... ombre e quindi oggi si "governa a ombra"... ma i soliti giornalisti incapaci hanno frainteso.
Ciao, stammi bene.
Sergio
09 maggio 2008 00:00
OK Harakiri, torno al mio posto... datti da fare però. Nell'ultimo periodo batti un po' la fiacca.
Brambilla? Ma no, vedrai che la recuperano.
Intanto accontentiamoci di Giovanardi: delega su famiglia e droga.
Ottima scelta per verificare se esiste ancora in Italia una cultura democratica e laica capace di mettere in pista qualcosa che non sia la banale repressione e i pistolotti ipocriti.
Un piatto ghiotto per la sinistra, la nomina di Giovanardi, vedremo cosa sarà capace di fare.
Intanto Berlusconi ha annunciato che si sente più sereno avendo appreso che con i primi caldi potrà contare sull'ombra di governo o sul governo dell'ombra, se preferite: invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia.