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E COSI' SIA. 15 aprile 2008 00:00
"Politici finiti a cui ormai politicamente si può cantare tranquillamente il De profundis."


AMEN.
E COSI' SIA.
DE pravato 15 aprile 2008 00:00
per una volta senza commenti condivido e basta
..................

Purtroppo questo comporta che in Parlamento adesso non c'è uno straccio di vera opposizione.
Il che è pericoloso: dove coaguleranno tutti i cittadini (e non sono pochi) che non si sentono per nulla rappresentati?
Reset 16 aprile 2008 00:00
La cosa che più mi angoscia è che negli ultimi anni siamo stati vittime inconsapevoli di scelte scellerate in tema di energia, di economia, di persecuzioni fiscali e tanto altro ancora ordinate da gente che non rappresentava, di fatto, neanche il 5% della popolazione italiana.
Vergogna!!
ciarli 16 aprile 2008 00:00
ben detto.... AZZO!
Francesco Mangascià 16 aprile 2008 00:00
Dove confluiranno solo il tempo potrà dirlo, ma sicuramente non si faranno risucchiare dalla propaganda stavolta.
Gianni 16 aprile 2008 00:00
Purtroppo è così, e me lo aspettavo, le motivazioni scritte posso essere condivise oppure no ma la situazione è questa.
Più che giusto il riferimento di DE pravato al fatto che non esiste una vera opposizione.
Gianni
anna lisa 16 aprile 2008 00:00
Non c'e' riuscito Mussolini,non ci sono riusciti gli americani...ce' riuscito Beruscono a cancellare i comunisti dall'italia hahahahahah finalmente!Grande Silvio
Francesco Mangascià 16 aprile 2008 00:00
Secondo me si autodissolti..
Francesco Mangascià 17 aprile 2008 00:00
Il molto onorevole Faust Ho Bertinot Thi, quel furbetto del cachemerino che combatte le leggi del mercato senza rinunciare a nessuno dei piaceri che il capitalismo riserva ai privilegiati....
del 21 aprile 2006 a http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=82&ID_sezione=56&sezione=Buongiorno
questo erano.. il resto lo hanno deciso gli elettori.
Harakiri 17 aprile 2008 00:00
La vera opposizione in Italia non c'è quasi mai stata.

Può essere definita opposizione quella del PCI che chiedeva i voti per governare con la DC?
E' opposizione a un sistema di potere e alla cultura dominante di governo quella che si limitava a chiedere di essere ammessi alla mensa della lottizzazione?

L'unica opposizione e cultura di governo che l'Italia ha conosciuto negli ultimi cinque decenni è riconducibile al Partito Radicale; prescindendo dal giudizio che ciascuno può dare di quella azione politica bisogna riconoscere che i Radicali sono gli unici che hanno saputo, partendo da posizioni politiche di minoranza e senza forza elettorale, svilupapre una politica alternativa a quella incentrata su DC e alleati e falsi oppositori.

Da questa lezione dobbiamo ripartire se vogliamo ricostruire un'opposizione che prima di essere parlamentare deve essere presente e vissuta nella società civile.
Francesco Mangascià 17 aprile 2008 00:00
Harakiri, son d'accordo con la tua analisi solo in parte, poiché l'opposizione un po' vera, finì con quella vicendevole boiata del compromesso storico,per i radicali, hanno cavalcato egregiamente e con vera passione, un onda popolare, divorzio aborti e tante altre conquiste le dobbiamo a loro, ma anni fa,adesso mi devi scusare ma io la Bonino, oltre a non riconsceala più mi irrita, perché per me non sono più quelli di una volta. Mi piace moltissimo Capezzone ma ormai..Il mio primo voto fu radicale. Raggiunsero il quorum, mi sentii un vincitore, anni dopo mi sentii bel altro.
Lucio Musto 18 aprile 2008 00:00
Circa l’esultanza per il De profundis rosso
............

attenzione, giovanotti, non confondiamo!.

L' "Opposizione" è un ruolo fondamentale nel governo di un paese, è "Il Garante" della democraticità dello Stato, non è quella cosa che esiste con l'unico obiettivo di mettere la sbarra fra le ruote a chi cerca di tirare avanti la carretta della nazione.

Questa si chiama sfascismo, e nella versione moderna l'ha inventata l'Onorevole Rutelli il giorno in cui iniziò il quinquennio di governo del centrodestra. Con espressione molto infelice, ma rivelatasi poi drammaticamente sincera, nel suo primo discorso a commento di quella sconfitta disse:
"Nostro unico obiettivo è ora riprenderci il governo del paese!",
con questo definitivamente mettendo in secondo piano il bene degli italiani.
Purtroppo la stessa logica è stata mantenuta anche ad obiettivo raggiunto, cinque anni più tardi, col governo Prodi.

Ricordate i primi sei mesi di questa dolorosa agonia?... furono interamente spesi per distruggere indiscriminatamente "qualsiasi cosa" fosse stata fatta nei cinque anni precedenti, scalpellando via il nome di Berlusconi ovunque lo si potesse intravedere, in un delirio reazionario paragonabile a quelli di certi passati regimi bolscevici, o al succedersi di certe dinastie nell'antico Egitto.

Unico obiettivo è stato arraffare quante più cariche possibile, monopolizzare ogni potere, accentrare ogni dirigenza, con l'ovvia conseguenza di disgustare una buona metà della pubblica coscienza politica.
Impossibile per chiunque mantenere tutto il potere con metà della forza, inevitabilmente si è dovuto far ricorso a leggi-ponte, leggi-pezza, leggi-truffa, e truffe di opinione senza bisogno di leggi tipo il famoso "tesoretto" tanto sbandierato e rivelatosi poi una bufala.

Depenalizzazioni, indulti, accoglienze indiscriminate..., permissivismo dilagante e rigore emozionale sotto spinta di singoli episodi locali, discussione di leggi improponibili "da sistemare in seguito, dopo l'approvazione" (è l'esempio dei DICO) eccetera, possono soddisfare i pochi beneficiari per una volta, ma scandalizzano tutti gli altri per sempre, alleati politici inclusi.
Una moderna forma di goffa vendita delle indulgenze, insomma; non poteva funzionare.

Vogliamo con questo dire che sono caduti i comunisti?... diciamolo pure, i teoreti di quell'ideologia riposeranno più tranquilli nelle loro tombe, vedendo meno infangato quell'ideale per cui hanno vissuto.
Vogliamo con questo rallegrarci di non avere più oppositori?... lungi da noi tanta bieca cecità!... Gli oppositori ci sono, come sempre, ed è bene che ci siano.
Ma ora sono pecore senza gregge, mandria senza leader, branco senza capo.
Ora sono schegge impazzite costrette a colpire senza logica, indiscriminatamente.
E la politica dello sfascio così improvvidamente avviata ormai sette anni fa, corriamo il rischio di vederla agire ancora di più oggi, in tutta la sua furia divastatrice.

Poca esultanza quindi! Quelli che oggi impersonano oggi il potere in primo luogo, ed immediatamente poi tutti gli uomini di buona volontà, saranno saggi se rimboccheranno le maniche e si mettano di buzzo buono a risistemare questa nostra baracca di Patria.

Lucio Musto 18 aprile 2008 parole 465
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Francesco Mangascià 18 aprile 2008 00:00

Nulla da confondere poiché furono i Comunisti Italiani assieme alla Sinistra Democratica a Rifondazione Comunista e ai Verdi, riunitisi nel Partito della Sinistra arcobaleno, nonostante siano stati al governo per quasi due anni, sui fatti riguardanti la Bolzaneto, si son limitati a urlare, chiedendo inchieste senza però far nulla per introdurre nel nostro codice penale il reato di tortura e ogni altro trattamento che deve essere considerato inumano se applicato su delle persone. Prendendo letteralmente in giro il proprio elettorato, beffandoli, non sono riusciti neanche a trovare il tempo per far privare dell’obbligatorietà della prescrizione, un acquisto importante per la donna come quello della pillola del giorno dopo , ( che non è la pillola per abortire) . Prendendo letteralmente in giro il proprio elettorato femminile.E, limitandosi a sostenere quel loro pacifintismo, violentissimo che prevede ogni tipo di giustificazione di sostegno alle azioni dei terroristi. Se sei non violento lo sei a binario unico, senza certe ‘eccezioni’ideologiche in cui si odora un forte puzzo di antisemitismo.
Andavano bocciatianche, dai precari poiché Diliberto dei comunisti italiani, mentre i precari si muoiono di fame avrebbe speso denaro, per portare la mummia di Lenin in Italia e, per situazione dei rifiuti in Campania nulla è cambiato questo è anche grazie anche ai verdi di Pecoraro Scanio.
Nulla fecero i Comunisti Italiani assieme alla Sinistra Democratica a Rifondazione Comunista e ai Verdi, riunitisi nel Partito della Sinistra arcobaleno, quando avvenne il disastro della Thyssen-Krupp, con i politici che andarono a sentire Wagner, il compositore che portava in carcere ad Adolf Hitler la carta con cui il mostro scrisse il Mein Kempf , alla Scala di Milano. Non li presero manco a ovate come ai tempi gloriosi di Capanna e, in quel periodo le uova a Milano si potevano acquistare anche senza porto d’armi. Anzi non si opposero persino quando il Governo Prodi di cui loro facevano parte cercò di trarre vantaggio da quell’orrore tentando di trarre vantaggio da quella strage sul lavoro, presentandosi come assolutamente non responsabili per le morte bianche, e questo MENTRE ERANO AL GOVERNO...

Harakiri 18 aprile 2008 00:00
Francesco, infatti, ho fatto riferimento a un’epoca storica, quella incentrata su DC e PCI.
Dagli anni novanta anche i Radicali sono mutati, ma mi sembra che ciò sia dovuto a un mutamento dei tempi e degli spazi a disposizione (che si sono ristretti ulterioremnte).
Da tangentopoli in poi, l’elettorato è stato stritolato in una fasulla contrapposizione tra Berlusconi e il berlusconismo prodiano (o rutelliano o veltroniano; è cambiato l’uomo ma non la sostanza della proposta politica).
In questo stritolamento i radicali sono rimasti schiacciati e mai premiati dall’elettorato (appunto illuso che la partita fosse altra, come ieri era stato illuso che la partita fosse tra DC e PCI).
Allora i Radicali potevano mantenersi fuori da quella logica e tentare di sfruttare i pochi spazi a fatica conquistati.
Con la nascita della “Cosa” di Occhetto, tentarono di ristabilire il dialogo con la sinistra, ma furono esclusi dal dibattito (come oggi sono esclusi nei fatti dal PD): eppure quel che nasceva dalle ceneri del PCI diceva di voler essere un partito democratico, riformista…
Dal 1994 inevitabilmente dovettero confrontarsi con le coalizioni o tentare, come hanno fatto, di dare vita a un nuovo soggetto politico (ancora non ho compreso perchè la RnP sia fallita).
In realtà non trovano spazio adeguato in alcuna coalizione perchè sono “fastidiosi” e rompono le scatole su problemi che devono essere solo sventolati ma non affrontati. Tutti si dicono laici, liberali, riformisti… ma dove, quando?

Nonostante ciò, in totale solitudine stanno portando avanti battaglie importantissime a livello nazionale e internazionale.
Sono stati i primi a rendersi conto che la priorità nazionale era rompere con le logiche corporative e le posizioni di rendita; a proporre soluzioni per rendere efficiente la macchina burocratica e la giustizia.
A livello internazionale (moratoria sulla pena di morte e tribunale internazionale sui crimini di guerra, sono conquiste che si devono a loro) sono gli unici che sostengono la necessità della riforma dell’ONU: unica strada per tentare di superare il continuo ricorso alle armi per la soluzione dei conflitti. Questo tema è completamente assente dall’informazione mentre si da sempre molto spazio alle marce e alle proteste quando cadono le bombe americane.
Il problema è che certo “pacifismo” sembra abbia bisogno delle bombe per dimostrare che esiste, ma prima non fanno nulla. Qualcuno mi spiega quale sia stato l’impegno della sinistra antagonista quando nel lontano dicembre 1998 Clinton e Blair lanciarono l’operazione “Volpe nel deserto” dichiarando che erano pronti a invadere l’Iraq? Tutti protestarono, Cossutta la definì una barbarica aggressione, poi il veto ONU bloccò gli anglo-americani e tutti rimasero inoperosi pur sapendo che la catastrofe era solo rimandata. Furono solo i Radicali, come anche per la Yugolsvia, che si mobilitarono per trovare soluzioni prima che l’inevitabile conflitto esplodesse.
A livello nazionale, sui temi dei diritti civili i Radicali sono ancora sempre soli, come anche sulla battaglia su come contrastare gli effetti delle droghe.
Non ho apprezzato il loro essere entrati nell’Unione e oggi la presenza (resa misera) nel PD, sono però convinto che si tratta di un tentativo di non far spegnere definitivamente l’unica voce attiva su tematiche cruciali, nella consapevolezza che la lotta politica, come i radicali la interpretano da sempre, è onerosa e faticosa e quindi sempre destinata a essere condotta da poche persone.
Avranno certamente commesso degli errori politici, ma francamente non so cosa rimproverare a un gruppo di persone sempre in numero limitatissimo che affronta battaglie ciclopiche sempre incuranti delle probabilità di successo.
Fai quel che devi, succeda quel che deve.

Rimane il fatto che se c’è stato in Italia un progetto politico alternativo al sistema di governo democristiano questo è stato quello radicale: che poi intorno a questo progetto non siano stati capaci o non ci siano state le condizioni di raccogliere i consensi necesari per renderlo attuale, questa è altra storia.

PS: a quale primo voto ti riferisci?
Francesco Mangascià 18 aprile 2008 00:00
Quando furono eletti in Parlamento la prima volta, mi sembra, se non erro, nel 1976.
Harakiri 20 aprile 2008 00:00
Francesco, allora siamo probabilmente coetanei.
Nel 1976 era la prima volta che votavano i 18enni; io non votavo poichè per qualche mese non avevo l'età...
Fu una campagna molto tosta dove soprattutto il PCI, dopo il trionfo delle amministrative del '75, invitava "a non disperdere il voto"... per favorire il sorpasso sulla DC.
Infatti, si presentavano tante nuove liste: i pensionati, DP, PDUP, Radicali... anche le prime liste Lega o Liga facevano la comparsa... e allora il motto era "non disperdere il voto" (molta differenza con l'odierno monito al voto utile, eh?)
Allora io partecipavo alle discussioni sostenendo che i "compagni" di Lotta Continua o delle altre formazioni di sinistra, compresi i Radicali, non dovevano preoccuparsi di raggiungere l'obiettivo del sorpasso sulla DC: non solo non sarebbe servito a nulla, ma se fosse avvenuto ci sarebbe stato un risultato negativo per l'Italia e per la sinistra: si sarebbe potuto realizzare il famigerato "compromesso storico".
Dopo tre decenni, mi chiedo: è normale che si discuta ancora negli stessi termini?
giulia 20 aprile 2008 00:00
gia', ora nel parlamento italiano siede ciarrapico e company, bella roba, ogni popolo ha la faccia che merita
Francesco Mangascià 20 aprile 2008 00:00
E sì siamo coetantei, son un po' più grande di età, all'epoca io non ero interessato alla politica, ma mi innamorai di quattro signori e di quel Pannella, che rompendo ogni barriera gridava siamo il partito dei ladri delle mignotte dei drogati, il partito di tutti, lo vidi bello Pannella, mi mise allegria e votai radicale. E per un po' mi son piaciuti veramente, poi il crollo, divenato il partito ma non più il movimento, il partito il fottuto partito. E sai il partito ha rotto la mia sindrome di Peter Pan, mi ha fatto uscire da quella fiaba in cui ancora credevo, che ci fosse qualcuno che veramente si voleva impazzire in Parlamento per dire quella verità oscena a tutti, cioè quella che siamo tutti uguali. Poi con Prodi e lì la rottura, e fa male quando ti si rompe qualcosa.
giulia 20 aprile 2008 00:00
cara anna lisa ricorda che dopo 20 anni di fascismo i partigiani lo hanno fatto penzolare a testa in giu' il berlusca di allora, la resistenza si sta riorganizzando, e la ''cordata'' .....ehehehe
Francesco Mangascià 21 aprile 2008 00:00
Hai ragione Giulia, ma all'epoca i fascisti cantavano faccetta nera, mentre oggi invece si dovrebbe cantare faccetta rossa. Viste le pretese.
Harakiri 21 aprile 2008 00:00
Francesco, quella stagione parlamentare iniziata nell’ormai lontano 1976 durò un bel po’ di anni.
Non dimenticarti il 1979, con il PR che riuscì a coagulare il consenso di parte dei movimenti a sinistra del PCI.
E poi la dirompente lotta contro la fame nel mondo, l’impegmo internazionale, le lotte per i nuovi diritti civili ancora aperta e la lotta per “la giustizia giusta” (anche questa purtroppo ancora aperta).
Il tentativo, mai venuto meno, di creare una grande forza laica e riformista e la nascita del movimento ecologista, che si deve ai Radicali e poi degenerato quando dopo Chernobyl anche il PCI comprese che le politiche ambientali non erano questioni “sovrastrutturali”.
Purtroppo, nella storia della sinistra comunista succede che quando un movimento diviene forte e non più ignorabile allora si tenta di soffocarlo “istituzionalizzandolo”: così è stato con l’ambientalismo, la questione femminile e quella omosessuale.
Non direi però che dopo prevalse l’idea “partito”. In Pannella e nel gruppo storico del PR è sempre stato presente il rischio della “normalizzazione” e quel gruppo di persone diede vita a una serie infinita di movimenti e liste per rinnovare costantemente la forma organizzativa, cercando di tessere rapporti con altri soggetti riformisti, dando sempre credito alle parole e alle dichiarazioni d’intenti, come è giusto che sia in politica sino a prova contraria.
Così avvenne anche nel ’94 con il primo Berlusconi che dichiarava di voler creare un grande partito liberale e apriva ai Radicali che il polo “progressista” non aveva voluto al proprio interno.
Se torniamo indietro, questo avvenne anche nel 1959: quando Pannella riuscì a far passare la sua apertura di credito nei confronti del PCI; fu crisi e molti esponenti di spicco del giovane PR uscirono dal partito: tra questi Eugenio Scalfari che in aperto contrasto con quella posizione fu candidato ed eletto nel PSI (in risposta Pajetta propose al Comotato Centrale del PCI la candidatura di Pannella come indipendente: la sua proposta fu bocciata).
L’antiberlusconismo è diventato il cemento che ha legato ogni coalizione che si è opposta a Berlusconi senza mai compiere il passaggio necessario: contro, come e per fare cosa.
Un antiberlusconismo di facciata che si è rivelato fallimentare e non ha risolto alcun problema del paese.
L’unico augurio che possiamo farci è che questa clamorosa sconfitta della sinistra, scritta negli eventi, lasci spazio a una profonda revisione di strategia politica tra coloro che si riconoscono ancora, ma nei fatti, nel riformismo, nella laicità, nella democrazia, nei valori di libertà.
Illusorio pensare che oggi, con il ruolo soffocante che svolgono i media e una rete inestricabile di corporazioni e gruppi di potere consociativo, una piccola pattuglia, per quanto determinata, possa porsi alla guida di un processo di rinnovamento.
O c’è una coalizione di “volenterosi” che rompono con i partiti di appartenenza e danno vita a un nuovo soggetto politico, il tanto sognato “partito democratico” (quello vero, non quello veltroniano), o c’è un nuovo impegno diretto in politica di una moltitudine di persone della “società civile” per riprendersi la delega di sovranità usurpata dall’oligarchia.
Non vedo altre alternative.

Non va dimenticato, comunque, che ciascuno di noi, nella propria dimensione, ha un potere enorme: è bene che ciascuno inizi ad utilizzarlo.
Francesco Mangascià 21 aprile 2008 00:00
Sì harakiri ma i radicali non possono essere comunisti,non lo sono; e, secondo me oggi , non possono essere classificati né a destra né a sinistra, poiché quei punti cardinali, hanno perché oltretutto in verità cessato di esistere da tanto.L’incapacità della sinistra di di fare qualcosa di utile per tutti, oltre proporre l’antiberlusconismo, è simile a quella dell’ex impero sovietico, in materia di Economia, i cui economisti, erano capaci solo criticare la politica capitalistica americana, senza però proporre nulla oltre alla propria critica; per il resto oltre a trovarmi d’accordo con te, che il partito democratico non è quello attuale di Veltroni, (con D’Alema dentro poi’!) sono consapevole dell’immenso potere che in fondo possiede anche il singolo individuo . La speranza di un futuro migliore per tutti, sta proprio là.
Francesco Mangascià 21 aprile 2008 00:00
Harakiri, I socialisti poi in Italia, fino a poco prima che a Nenni, subentrasse Craxi, poiché se con Nenni, Israele era da salvaguardare con Craxi un po' alla volta divenne un paese da condannare.I comunisti fanno ridere, condannano il colonialismo e vogliono proteggere gli heritage altrui, ma Karl Marx aveva una cattiva opinione dell’India e della sua relativa eredità culturale, poiché scrivendo nel New York Tribune datato 25 giugno 1853 (citato in Lewis la S scritture di base di Engels e di Marx pubblicato da Feuer, NY 1959, pp 474-481) sostenne che l’età dorata dell’India era tutto il mito e, l’India era sempre stato un povero paese affamato. Per poi arrivare ad ammirare ed apprezzare i Britannici nel loro distruggere l’industria e l’economia indiane dei villaggio in modo che l’India si potesse modernizzare….

I cultori del comunismo non ci venissero dunque a raccontar fandonie,
sostenendo che i comunisti dopo Marx sbagliarono tutto, poiché Karl
Marx , in verità, era proprio come loro.
grillo 21 aprile 2008 00:00
Il partito che non c’è. Queste le cifre. Camera: italiani aventi diritto di voto: 47.126.326. Voti validi: 36.452.305. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.674.021, il 22,6%. Senato: italiani aventi diritto di voto: 43.133.946. Voti validi: 32.771.227. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.362.719, il 24%. La diminuzione più importante, rispetto alle elezioni del 2006, meno 2.109.734, si è avuta al Senato. Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali. Il terzo partito italiano. Gli anni ’90 hanno visto la fine delle ideologie, oggi assistiamo alla fine dei partiti. Uno alla volta ci stanno lasciando. Cadono come le foglie di un platano d’autunno. Lente, ma con volo sicuro. Partito comunista, partito socialista, partito (fuso) radicale, Democrazia Cristiana, Verdi, Alleanza (fusa) nazionale. Ne mancano pochi all’appello. I pidini sono mimetici, ad ogni elezione cambiano identità per non farsi impallinare dagli elettori. Sono carne e pesce, riso e formaggio, zuppa di fagioli e di tartaruga. Un bollito misto. Una Walterloo. Gli altri partiti non esistono. Sono voti nominali. Un nome per tutti e tutti i voti per uno. Ci sono Azzurro Caltagirone e Testa d’Asfalto. Boss(ol)i e la kriptonite Di Pietro. Sono partiti ad personam. Il futuro che ci aspetta è Highlander. Ne rimarrà solo uno. O forse nessuno. Basta aspettare sulla riva del fiume. Le liste civiche del blog crescono. Consiglieri comunali, per ora, a Treviso e a Roma. Sonia Alfano consigliere regionale in Sicilia. Risultati ottenuti senza pubblicità, senza fondi pubblici, senza televisioni, senza giornali. Ma con l’onestà, con il porta a porta, con la Rete. 407 città hanno già aderito ai referendum per una libera informazione in un libero Stato. V2 Day. V2 Day. 25 aprile.
Francesco Mangascià 22 aprile 2008 00:00
Chissà forse quel partito che non c'è, un domani potrebbe contare;la sinistra radicale al senato ha perso 2milioni 700mila voti, 1.200.000, li ha guadaganti Veltroni, dunque ci sono 1.500mila persone che vogliono andare da qualche parte.Sono persone che non meritano di essere inflenzate ma capite.
Passante 22 aprile 2008 00:00
"Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali"
Non è vero!
Non è vero che le elezioni siano incostituzionali.
Non è vero che un elettore su 4 non ha votato per quel motivo! O quantomeno non lo sappiamo!
Hanno votato quasi gli stessi elettori del 2001, quando si votava con altra legge elettorale.
Parte dell'astensione e del voto nullo è "fisiologica", e nei paesi stranieri le percentuali di voto sono ancora più basse.

Quindi meglio non cantare vittoria per un quasi 20% di elettori che non hanno espresso un voto valido!
Francesco Mangascià 22 aprile 2008 00:00
Passante, io non canto vittoria, io, volevo che vincesse il centrodestra, da repubblicano e, ho detto solo che, 1milione e settecentomila elettori della sinistra radicale non hanno votato o son passati a destra, poiché Veltroni col Pd, al senato ha guadagnato solo 1 milione e rotti di voti in più, la sinistra radicale al senato ha perso 2 milioni e 700mila voti. Dunque i conti tornano.
Francesco Mangascià 22 aprile 2008 00:00
Passante,chiedo venia, credevo l'avessi con me, mi son accorto dopo
DE pravato 23 aprile 2008 00:00
caro Passante eppure dovresti saperlo che ognuno interpreta i risultati a modo suo.

Giordano non ha forse detto in TV che loro hanno perso per colpa dell'astensionismo?

Se andavano a votare vincevano... se....!
DE pravato 23 aprile 2008 00:00
beh, cara Giulia, quelli del ventennio erano tempi lenti... i capoccetti bolscevici campavano molto meno fra una purga e un riformismo... come naturalmente sai ma ti sei scordata!
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