DE pravato
17 aprile 2008 00:00
si!
Scocciato
17 aprile 2008 00:00
Bertinotti,Pecorari, Diliberti, Franchi e compagni belli, per aver sempre sostenuto idee comuniste vecchie, sparite ormai in tutto il mondo o in via di sparizione perchè stupide, effettivamente buone solo per la Nomenklatura facendo finta di tenere per gli operai, dando sempre e solo contro con odio alla parte padronale (che è quella che rischia e dà lavoro effettivo agli operai e se ha anche risorse in più le mette in azienda e cerca di mantenere il posto ai dipendenti e alle loro famiglie anche perchè gli conviene) ebbene, finalmente la gente comincia a capirlo. Lascia da parte le assurde invidie, gli odi le ottuse rivendicazioni sindacali che vedono solo un nemico, anzi due: lo Stato e i datori di lavoro ( DATORI DI LAVORO)!
Guardate l'Alitalia, ma anche altre migliaia di Imprese; se non ci fossero i soldi degli imprenditori tanto odiati, che bella fine farebbero queste imprese sempre e solo tirate per la corda, anzi, lo spago da parte dei comunisti e di seguito dalle organizzazioni sindacali. Se questi impèrenditori si prendono la briga di salvare o tentare di salvare queste imprese fallimentari arrivate alla catastrofe grazie non solo a politiche perverse, ma spesso a causa di continue e esagerate rivendicazioni sindacal-comuniste, lo fanno rischiando in prima persona, ma anche per salvare principi e occupazione.
Il comunismo (e George Orwel con la sua Fattoria degli animali lo spiega benissimo) è nato con fini ottusi e morirà(dopo aver rovinato milioni dei lavoratori che si pretendeva di salvare dalle grinfie del capitalismo) con gli sputacchi della gente intelligente.
pape
17 aprile 2008 00:00
Scocciato, sei ripetitivo e fasullo.
FABRIZIO
17 aprile 2008 00:00
Gli "operai" non sono più "operaiacci brutti sporchi e cattivi" come qualcuno diceva un tempo (se mai lo fossero stati).
Oggi sono paersone spesso diplomate, a volte anche laureate, con cultura generale buona e sopratutto capaci di ragionare con la propria testa e non con la testa del partito o del sindacato come qualcuno ancora pretenderebbe.
Quel "qualcuno" che "soffia sulle vele" delle barche dei poveri disgraziati immigrati irregolari perché spera di ritrovare quella disponibilità dei loro "cervelli" a bersi la favoletta di babbo natale e della befana !
I nostri operai sono persone colte ed informate e sapranno difendersi bene da soli, anche perché nonostante i magri salari che percepiscono, sono i migliori lavoratori del mondo !
mark
17 aprile 2008 00:00
x scocciato
a sentirti parlare mi sa che l'unico ottuso sia tu. non è l'idea del comunisno ad aver sbagliato ma le persone.
secondo il tuo ragionamento bisognerebbe essere grati ai padroni che ci fanno lavorare. bontà loro. ma il lavoro non è un privilegio ma un diritto sancito dalla costituzione.
sempre riguardo ai padroni probabilmente le famiglie, secondo te almeno, dovrebbero ringraziare quelli che pur di avere un guadagno superiore risparmiano sulla sicurezza nei posti di lavoro, che fanno togliere protezioni e sensori perchè impediscono di produrre di più e che poi ci lasciano la pelle per 1000 euro. bisognerebbe ringraziare quei padroni che si alterano se si rovina un macchinario perchè costa, mentre un'operaio è un bene usa e getta. tanto un coglione che lavora per uno stipendio da fanme lo trovi sempre, sopratutto se ha famiglia mutuo ecc.
in ultimo i fini ottusi come gli hai definiti tu, hanno portato alla consapevolezza che non si nasce schaiavi o servi della gleba ma cittadini con dei doveri e sopratutto con dei diritti inalienabili. cosa che quelli che tu digfendi strenuamente, i capitalisti, vorrebbero annullare rendendo la gente nulla più una massa senza volontà al loro servizio senza nessun diritto alla sanità e a tutti gli altri diritti.
ah ancora una cosa, evita di tirare in ballo scrittori o pensatori solo per darti un tono pseudo-intelletuale per nascondere la tua pochezza culturale. buona vita nella tua miseria culturale.
Topesio
17 aprile 2008 00:00
mark, quoto in toto il tuo intervento, volto a smascherare i veri "ottusi", che in questo forum sembrano allignare in quantità industriale.
Di solito io li distinguo in due grandi classi:
1. quelli in malafede;
2. quelli, più semplicemente, beoti.
FABRIZIO
18 aprile 2008 00:00
Che il lavoro sia un diritto sancito dalla costituzione siamo d'accordo.
La costituzione d'altronde é una raccolta di tante belle promesse, tanti bei concetti, tante belle idee e tanti ideali che però, spesso, nella realtà, sono di difficile attuazione:
Come si fa a garantire in modo assolutamente certo il lavoro a una persona ?
Ci sono 2 modi "certi":
1) Si permette alla perona di "imprendere" cioé di fare impresa, con tutti i diritti garantiti e protetti dallo stato che sorveglia che l'imprendente possa svolgere il suo lavoro in libertà e rispettando le leggi.
2) Se invece il soggetto non é in grado, non é capace, non ha i mezzi, o semplicemente non ha voglia di fare impresa, gli si dà un lavoro "statale".
Non conosco altri mezzi per "garantire" a tutti (e a tutti i costi) di avere un lavoro a meno che si obblighino per legge e "fisicamente" gli imprenditori privati ad "imprendere" e ad assumere, ma se così, fosse, a costoro verrebbe violato il diritto di lavorare e di fare impresa come meglio desiderano.
Quando lo stato ha provato a fare l'imprenditore lui (Motta, IRI, Alfa Romeo, ecc.) ha sempre fallito e i risultati (pessimi) sono sotto il nostro naso.
Quindi non demonizziamo gli imprenditori privati perché senza di essi tanta gente sarebbe a spasso, e ve lo dice un dipendente metalmeccanico, e non uno "sporco padrone" !!!
E meno male che ci sono gli imprenditori !!!
rosso
18 aprile 2008 00:00
e adesso chi difendera gli operai?
ma topesio il topastro.... ovviamente!
giulia
18 aprile 2008 00:00
che si arraggini pero' quandi gli tocchera' piangere per il disastro in cui li fara' cadere il berlusca, allora che si arraggino quando il costo del lavoro scendera'insieme agli stipendi mentre l'inflazione salira' alle stelle , che si arrangino quando i loro figli non potranno piu' nemmero aspirare a diventare avvocati perche' filgi di operai, si arrangino quando ogni tre mesi dovranno cercarsi un altro lavoro.....e io ridero' festosamente
Sergio
18 aprile 2008 00:00
Il tema posto (chi rappresenta e difende gli operai?) apre un dibattito enorme che attraversa 150 anni di pensiero socialista e comunista.
Pensiero inevitabilmente intrecciato con la nascita e lo sviluppo del proletariato.
Temi difficili e complessi al punto che è sciocco pensare di poterli sviluppare in un forum, però voglio tentare alcune considerazioni.
Al centro del pensiero comunista e dell’analisi marxiana c’è l’idea che la società capitalista si fonda sullo sfruttamento di una classe sociale sull’altra: i capitalisti sfruttano gli operai.
Il tema ha una sua fondatezza: l’imprenditore rischia e per sviluppare “impresa” ha bisogno di maestranze, le quali percepiscono un salario, rimangono col culo per terra quando l’impresa va male, sono poco premiati quando l’impresa va a gonfie vele.
Su queste basi (per ovvie ragioni semplificate) si è sviluppata la lotta operaia che ha portato all’affermazione di tutele (non solo relative alla salute e alla sicurezza), fino alla nascita del welfare.
Questi mutamenti erano già in corso nella seconda metà del XIX secolo, quando Marx sviluppava la sua teoria.
Ma Marx guardava a quanto avvenuto nella prima fase della rivoluzione industriale e così sottovalutava alcune complessità implicite nello sviluppo capitalista.
Marx riteneva che lo sviluppo del capitalismo avrebbe provocato la proletarizzazione del ceto medio e l’impoverimento del proletariato.
Ciò avrebbe determinato una “presa di coscienza” con inevitabile abbattimento del sistema capitalista.
Due gli errori di questa analisi.
Errore sociologico: operai e capitalisti non rappresentano classi sociali contrapposte. Gli operai sono parte della cultura capitalista. L’operaio è spesso un ex-contadino (o un piccolo artigiano) fuggito dalle campagne (o dalla botteguccia senza prospettive) per trovare la certezza di un reddito e condizioni di vita più accettabili. Non è quindi portatore di cultura e valori diversi e alternativi a quelli propri della classe capitalista. Non ha, per dirla in breve, una connotazione sociologica di “classe”.
Le due culture contrapposte sono, e anche qui solo in parte e sino a un determianto momento storico, quella industriale e quella contadina.
Quindi, operai e imprenditori sono i due motori della stessa cultura: quella industriale e capitalista.
Per comprendere questo aspetto, basti pensare che il sogno di molti operai è mettersi in proprio. La nostra diffusa micro-imprenditorialità nasce dalla cultura capitalista e dalla emancipazione del proletariato: la cultura della “fabbrichetta” dalla Lombardia (pensate alla Brianza, al bergamasco…) si è diffusa in tutto il nord-est e poi in tutto il paese.
Errore di analisi economica: il capitalismo per crescere ha bisogno di allargare la base dei consumatori e di promuovere la crescita culturale degli operai. Non solo, lo sviluppo delle attività industriali necessita di ceti medi tecnicamente adeguati e della formazione e sviluppo di nuove professionalità. La complessità delle macchine mal si concilia con un proletariato analfabeta. La produzione necessita di mercati di sbocco per i prodotti: nasce la grafica pubblicitaria, si sviluppa il commercio internazionale e quindi i trasporti ma anche nuove professioni per tutelare lo sfruttamento dei marchi sui mercati. Nasce un nuovo ceto di tecnici altamente specializzati per la manutenzione delle macchine e lo sviluppo di nuovi brevetti. Nasce l’esigenza di tutelare i brevetti: nessuno ha mai avuto il brevetto della zappa o della pialla: questa è una nuova esigenza indotta dalla necessità di tutelare gli ingenti investimenti necessari per lo sviluppo e la produzione di nuovi macchinari industriali e di nuove tecnologie.
L’insieme di questi due errori non permise a Marx di rendersi conto che, mentre sviluppava il suo “Capitale”, il capitalismo e il proletariato stavano mutando e non erano più quello dell’alba della rivoluzione industriale.
In Francia, Germania, Inghilterra si affermavano le prime tutele sindacali, le prime forme di assistenza pensionistica e previdenziale; si promuoveva l’alfabetizzazione del proletariato; si sviluppava un nuovo ceto medio di tecnici e professionisti.
All’interno del movimento socialista le analisi di Marx e dei suoi sostenitori produssero una crisi insanabile tra chi puntava alla partecipazione nelle istituzioni delle democrazie liberali per conquistare nuovi diritti e tutele e chi invece puntava sul starne fuori e prepararsi alla presa del potere al momento “ineluttabile” del tracollo del capitalismo.
Ben presto nel mondo socialista si sviluppò la consapevolezza dei limiti dell’analisi marxiana.
Ottimo riferimento per comprendere le critiche al marxismo è il saggio di Eduard Bernstein del 1899, I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia.
La prima guerra mondiale produsse poi una profonda crisi nel mondo socialista, impreparato a confrontarsi con il tema del nazionalismo. Ma questa è una storia parallela, importante per comprendere l’evoluzione del comunismo, del socialismo e del totalitarismo nazista e fascista, che ci condurrebbe lontano.
Vale la pena ricordare che nessuna "rivoluzione comunista" si è verificata a partire dallo scenario previsto da Marx.
La Russia ai tempi dei bolscevichi non era certo un maturo paese capitalista, meno ancora la Cina di Mao e nei tempi più recenti la Cuba di Castro.
Per comprendere l’intreccio tra nazionalismo e rivoluzione comunista, utile approfondire la storia della rivoluzione cinese e la breve esperienza ungherese di Béla Kun.
Queste brevi note (inevitabilmente parziali) credo permettano di comprendere perché, nello sviluppo dei tempi, l’operaio abbia perso la connotazione ideologica di derivazione comunista.
Non solo, se andiamo a fondo ci rendiamo conto che l’interpretazione comunista dei rapporti sociali ed economici abbia in realtà fatto perdere molte ottime occasioni al ceto operaio e ai lavoratori in genere prospettando un obiettivo inadeguato nell’elaborazione teorica e deleterio nella sua concreta affermazione storica.
Senza alcuna pretesa di essere stato esaustivo, ma solo con l’intento di contribuire alla comprensione di un fenomeno socio-politico ovvio e prevedibile che, se suscita sgomento in alcuni apparati politici, dimostra l’inadeguatezza di certa politica di farsi interprete dei reali bisogni dei lavoratori.
Roberto
18 aprile 2008 00:00
per Topesio e Mark
Come al solito vi distinguete per il razzismo e l'intolleranza tipica dei sinistroidi verso chi non la pensa come voi.
Ma CHI VI CREDETE DI ESSERE ???
Fate tutti gli pseudo-intellettuali per darvi arie ma poi se si ci riflette proprio gli intellettuali con le loro idee retrograde hanno affossato l'Italia.
Gli ALTRI PAESE SONO AVANTI 200 ANNI RISPETTO A NOI E QUESTO GRAZIE ALLA NON PRESENZA DEI COMUNISTI nella loro vita politica.
Un Utopia mai realizzata e realizzabile che ancora affascina 4 ignoranti con la prima elementare come Topesio e Mark.
I cari Stalin e Lenin hanno ucciso 100 milioni di persone che non la pensavano come loro, hanno lasciato il loro popolo nell'ignoranza e nella povertà per poterlo dominare più facilmente mentre loro avevano i rubinetto d'oro e le posate di platino, questo e' stato il comunismo nel mondo, oppure i nomi di Ceaucescu, stalin, pol pot, non vi evocano nulla dei vostri ricordi della scuola elementare ???
Ancora rompete i co____ni con il Comunismo ??
Io sono un lavoratore dipendente e di sindacalisti che dovevano difendermi ne ho visti arricchire parecchi sulle nostre spalle, alcuni sono diventati persino parlamentari, E ANCORA FIATATE??
Gli operai li difenderà Veltroni e anche Berlusconi visto che alle sue dipendenze ne ha migliaia ( anche con tessere del pci) e si trovano tutti benissimo, ben stipendiati e assistiti.
In realtà la sinistra arcobaleno non ha mai difeso gli interessi degli operai ma solo quelli degli Immigrati clandestini, dei criminali, dei detenuti, dei No global e degli analfabeti con la zucca vuota come Mark e Topesio.
Scopate di più con le vostre mogli che la vita vi sorriderà.
Scocciato
18 aprile 2008 00:00
Si vede proprio che voi di sinistra vi distinguete portando sul banco SOLO LE COSE NEGATIVE DEL "CAPITALISMO".
Citare qualche espressione altrui o pensiero divulgato dai mass-media sarebbe darsi un tono pseudo-intellettuale? Piccoli ingenui (per non oltrepassare il comune metro della tolleranza).
Poi siete voi comunisti che avete i paraocchi, che chiamate solo "padroni" gli imprenditori che mettono il loro rischio ed il loro capitale per dar lavoro a voi (ma anche a me). Ci sono, è vero, anche quelli sbagliati, che sfruttano, ma non è sempre così; anzi il contrario perchè gli imprenditori avrebbero tutto da perdere trattando male i dipendenti. Danno, forse, 1200 € al mese perchè il costo del lavoro è enorme e il prodotto sarebbe poi aumentato vanificando ogni eventuale adeguamento salariale. E adesso finalmente se ne comincia a parlare, altro che mungere sempre le solite vacche smunte. Si fanno sacrifici, si mangiano meno brioches e meno caviale e si risparmia.
Il problema non è, comunque, quì.
Il problema è in voi comunisti, e meno male che siete in estinzione.
Potete offendere quanto volete, ma è solo la miserella arma(spuntata) che vi rimane: l'odio, l'invidia e le offese sono solo indice di pochezza intellettuale e imprenditoriale, chiedendo solo di avere e mai di dare.
ИВAН
18 aprile 2008 00:00
(Offro una piccola testimonianza per esperienza diretta.)
COMU...CHE?!
Il <i>Comunismo</i>? Tanto vale parlare di Mary Poppins. Mai visto (quello vero, teorizzato). Né in Bulgaria , né in Russia, né in Polonia.
Né tantomeno qui in Italia. (Bertinotti un “comunista”, sì...)
Ho sempre visto soltanto dei Padroni spingere il proprio Popolo in un recinto ed appiccicarci sopra l'etichetta “Comunismo”.
Esattamente come altri Padroni, sul proprio recinto, ci hanno appiccicato l'etichetta “Democrazia”.
Cambia molto, per chi ci sta dentro? Sempre mucche da mungere rimangono.
Sulle etichette potete scannarvi all'infinito, non ne verrete mai a capo.
Comunismo...
<b>Nulla di esistente può essere ricondotto ai termini che usate</b>. E allora che ДЬЯВОЛ li usate a fare?
Nulla di strano che i cosiddetti “sfruttatori” vi vedano solo come delle mucche da mungere: senza offesa, vi comportate come tali.
Se volete davvero uscire dal recinto, vi do un consiglio: guardate il mondo con gli OCCHI, non con la testa.
Do svidanija,
ИВAН
Topesio
18 aprile 2008 00:00
Roberto, ormai il tuo è puro delirio: di vede che il nanetto ti ha lobotomizzato proprio per bene...
Ancora parli di Comunisti??? Sono 30 anni minimo che non esistono più: svegliati dal delirio!!!
Se poi ti aaspetti che gli operai li difenda il nano o magari Confindustria, beh, allora sei proprio un <b>beota</b>!
mah
18 aprile 2008 00:00
ahhhhh capito, il comunismo non è stato "applicato" come si deve.
ecco, vedete di applicarlo altrove però!
Roberto
19 aprile 2008 00:00
A Topesio,
Non vale la pena risponderti perchè hanno capito tutti che sei un ignorante senza cultura e senza amici.
INVITO TUTTI GLI APPARTENENTI AL FORUM a non rispondere più alle provocazioni di Topesio.
Sicuramente costui è un frustrato nella vita sociale e si sfoga scrivendo su questo forum quindi se NOI non lo calcoliamo più e non rispondiamo alle sue IDIOZIE probabilmente non ne sentiremo più parlare, Lui esiste perchè Noi gli diamo importanza quindi ignoriamolo, si spegnera' da solo come tutti i Comunisti.
Topesio
19 aprile 2008 00:00
Senti un po', cretinetti da avanspettacolo, intanto non capisco quel "noi" che usi: voi chi, forse voi cretini?
Quanto al tuo appello agli appartenenti al forum, beh, la tua mania di protagonismo fa solo ridere, per quanto appare patetica; d'altra parte l'ignoranza che tu osi attribuire a me è ben evidente nelle sciocchezze che TU scrivi e questo è un dato <u>oggettivo</u>.
Per finire, il tuo ennesimo accenno ai "comunisti" conferma quel che ti avevo già scritto, vale a dire il tuo delirio riguardo a fatti e/o persone che semplicemente <b>non esistono</b>, almeno in Italia: tu dove vivi, su Marte?
Roberto
19 aprile 2008 00:00
Ho sentito un roditore fastidioso tentare di scrivere una frase sensata, ma come ripeto è solo un piccolo fastidio di qualche secondo, poi ritorna nella fogna.
per topesio
19 aprile 2008 00:00
se i comunisti non esistono in italia, com'è che i dirigenti della sinistra "estrema" dopo la sonora batosta alle ultime elezioni, insistono nel dire che è arrivato il momento di raggruppare tutti i comunisti italiani in un unico partito? cosa vogliono raggruppare, il niente?
Mai con silvio
19 aprile 2008 00:00
Roberto, scoppierà la bolla in cui vivi e quindi, non andare troppo in alto!
mah
19 aprile 2008 00:00
i comunisti non esistono perchè non hanno rappresentanti in parlameno, ma ci sono ancora candidati (che hanno preso voti, ma non seggi) che si dichiarano comunisti. e qualcuno che, in nome del comunismo, rispolvera falce e martello.
e i comunisti (che fino a ieri erano al governo) non esistono?
danilo
20 aprile 2008 00:00
per harakiri
leggo con interesse i tuoi post, ma stavolta credo che le ultime due righe del tuo intervento iniziale meritassero un po più di approfondimento.
con simpatia,
danilo
Matteo
20 aprile 2008 00:00
Bertinotti è stato fatto accomodare su di una bella poltrona, con tanto di lauto stipendio, per toglierselo dalle scatole. Durante il governo Prodi non ho visto fare uno sciopero con partecipazione "oceanica" di lavoratori. I sindacati si sono spartiti qualche sedia ed assicurata quella del futuro. Comincio a pensare che le parti si stanno invertendo. I borghesi stanno col popolo e i proletari, una volta assaggiata la torta e conosciuto il denaro facile, fanno di tutto per partecipare alla grande abbuffata alla faccia dei compagni lavoratori. Certo, non tutti sono così...ma la maggior parte si.
Harakiri
20 aprile 2008 00:00
X Danilo
Hai ragione e non solo le ultime due righe meriterebbero approfondimenti... però se hai seguito le discussioni che ho attivato o altri miei interventi comprenderai perchè considero saggio aver bocciato parte della nomenclatura autodefinitasi di "sinistra".
So anche che in questa bocciatura pesa l'illusione del "meno peggio" da cercare di far vincere.
Detta tutta fino in fondo, avrei preferito che gli elettori della SA non votassero il PD nel tentativo di contrastare il PdL: tanto non è il PD che contrasterà il PdL.
Harakiri
22 aprile 2008 00:00
X Sergio
Ho letto solo adesso il tuo intervento, che mi era sfuggito.
Grazie per la felice ed efficace sintesi che proponi partendo dalla teoria marxista.
Sono tanti gli spunti che meriterebbero un approfondimento, ma bastano le tue riflessioni per comprendere quanta strada ci sia ancora da fare per rappresentare validamente i bisogni di operai e ceti più deboli.
Dubito profondamente che la nostra classe dirigente saprà dare risposte efficaci e concrete.