giulia
17 aprile 2008 00:00
patetico questo post, il 25 aprile e il 1 maggio non abbiamo bisogno di dimostrare niente, noi abbiamo pazienza, intanto speriamo che l'inflazione arrivi al 20% poi sara' da ridere.
Sergio
17 aprile 2008 00:00
Direi che è un intervento forte come un pugno allo stomaco, ma non patetico.
Il continuo appello ai valori fondanti della nostra Repubblica è stato troppo spesso utilizzato per mascherare una sostanziale inoperosità del "management" di sinistra sul tema delle riforme istituzionali, dei diritti civili, delle forme di democrazia diretta, delle libertà individuali.
In tante occasioni ho avuto modo di rimarcare come la sinsitra, in particolar modo la scuola comunista, sia stata insensibile sui diritti civili, per esempio, sacrificandoli a una strategia politica funzionale solo a conquistare pezzi di potere utilizzando le stesse logiche democristiane.
Divorzio, aborto, diritto di famiglia sono esempi classici per comprendere il ruolo che certa sinistra ha svolto per bloccare lo sviluppo della società italiana: per loro non era mai il momento.
Ma possiamo anche parlare di questione femminile, informazione, giustizia, pace, problemi sociali (droga in primis), mercato, corporazioni, statalismo, burocrazia...
Penso che in fondo non lasciare a quella oligarchia le bandiere e i simboli della cultura della "resistenza ora e sempre" sia un ottimo punto di partenza.
Uso il termine "resistenza" in senso ampio e assoluto, non nella limitazione storica tanto cara a certa sinistra: affermazione della persona su ogni meccanismo politico, economico, sociale di oppressione e limitazione.