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Francesco Mangascià 25 aprile 2008 00:00
Il Manifesto della Razza (5 agosto 1938)
Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL'ALTRA. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. »
Lo firmarono in tanti...
DE pravato 25 aprile 2008 00:00
A lettere il titolo, si viene intrigati:
"Toh!... il razzismo non c'è più e manco me ne ero accorto!!!"

Leggendo il testo invece si capisce: il solito farneticante manifesto antifascista, con tanto di slogan e simboletti vari, perfettamente omologhi nella violenza e parimenti allucinati nell'idea di quei fascetti neri che pretendono di sostituire!

Francamente ni sembra di stare nei primi anni '50!
Francesco Mangascià 25 aprile 2008 00:00
De pravato la verità è violenza?
io 25 aprile 2008 00:00
ma vai e canta "il bsllo del quàquà"
DE pravato 25 aprile 2008 00:00
Starò al suo gioco, signor Francesco.

Conosco molte persone, ma lei naturalmente non è fra queste!!!!!!!!,
per le quali se propria, si chiama "libertà",
se altrui invece, si chiama "violenza"!...

Che cosa?... ma la stessa identica cosa!!!
francesco 25 aprile 2008 00:00
Signor antifascista studiala la storia, che sei un pò ignorante in materia. L'Italia odierna è il frutto del 25 aprile, congratulazioni
IVAN 25 aprile 2008 00:00
Francesco, ignora il signor DE, e magari ti farà la stessa cortesia...oppure cercherà (e sarebbe anche ora, figliolo!) di prendere attenzione in modo meno noioso.

Una cosa però il simpaticone l'ha azzeccata: l'etichetta “fascista” è uno stereotipo retorico ed ottuso.
“Bella ciao” contro “Faccetta nera” mi appare soltanto come un branco di scimmie mangia-banane contro un branco di scimmie mangia-noccioline. Sempre scimmie rimangono.

Devo riconoscere che il “Manifesto della Razza” è ragionevolmente condivisibile nei suoi primi 3 capoversi, finché si limita a indiscutibili osservazioni scientifiche...poi inizia a delirare distorcendone le premesse oggettive in favore dell'ideologia patriottica.

Tuttavia rimane il fatto che le suddivisioni dell'Umanità ESISTONO (la stessa divisione maschio-femmina, da un certo punto di vista, è una distinzione di “razza”).

“Razzista” non sarebbe un termine di per sé spregevole, come non lo erano “Nazista” o “Fascista” nel momento della loro creazione (pensiamo solo a cosa alludeva il termine “Cristiano”(seguace di Cristo) per un musulmano ai tempi delle Crociate).

Per quanto mi riguarda, possono fottersi sia “Faccetta nera” che “Bella ciao”; una persona è troppo UNICA per essere inquadrata da queste etichette.

Sì, sono un razzista. Per me l'Uomo si divide in sei miliardi razze.

Ivan

brac 25 aprile 2008 00:00
Ieri ho sentito dire da Alemmanno e Storace che loro ed il movimento di cui fanno parte si sentono parte integrante delle idee che portarono l'Italia alla liberazione. Io sono rimasto con quella parte di storia che l'italia quel 25 di aprile è stata liberata dal movimento fascista e nazista oppure no, mi sono mica perso qualcosa?
Francesco Mangascià 26 aprile 2008 00:00
Ivan, fascista oggi, in Italia, è uno stato mentale, per il resto ritengo inaccettabile ogni forma di divisione etnica che seppure scientificamente e culturlamente esiste, non cambiano la mia idea che mi porta a veder l'essere umano come un unico uomo o donna.Ignorando tutto il resto.
Francesco Mangascià 26 aprile 2008 00:00
Brac anche per me, il 25 Aprile l'Italia fu liberata da quei manigoldi
FRANCESCO 27 aprile 2008 00:00
Ricordati che quei manigoldi hanno fatto grande l'Italia, ogg grazie ai partigiani siamo la ventitresima potenza.

Francesco
[email protected]
http://sicilia.fascismoeliberta.info
Francesco Mangascià 28 aprile 2008 00:00
L'italia l'hanno fatta grande con l'esercito del Negus neghesti..andò stavano i fasci quando Mussolini era sul Gran Sasso, visto ci volle Otto Scorzeny e 400 ss paracadusiti. per liberarlo, i gerarchi e quelli del manganello e olio di ricino si erano intanati a mangiarsi i soldi e a drogasse ma dài
APS 28 aprile 2008 00:00
Concordo con Ivan, ogni uomo è diverso dall'altro ed aggiungo che la bellezza dell'uomo è il suo essere individuo. Capisco che fascisti e comunisti intendono sacrificare l'individuo in nome dell'ideologia. Ed è il motivo del loro fallimento. Qualsiasi idea di organizzazione sociale che non metta al primo posto l'individuo e non cerchi la promozione dell'individuo come mezzo per far crescere la società, a mio avviso, è destinato al fallimento perchè si scontra con la prima legge dell'umanità: ogni uomo è diverso dall'altro.
Francesco Mangascià 28 aprile 2008 00:00
Aps, che ogni uomo è diverso da un altro è una realta scientifica ma nello stesso tempo ogni uomo ha uno stesso valore.
DE pravato 28 aprile 2008 00:00
Gabriellì che belle parole!



Deve averle imparate da qualche santone indiano!...

Chissà se la merda sa pure cosa significhino?
DE pravato 28 aprile 2008 00:00
Errata-corrige

leggere:
Chissà se sa pure cosa significhi la merda!

chiedo scusa per il bisticcio di parole.
IVAN 28 aprile 2008 00:00
Aggiungo un corollario al mio intervento.
“Razzista” è un termine che avrebbe più a che vedere con l'antropologia. Suddividendo le persone in divisioni e sotto-divisioni, induce a riconoscere L'UNICITÀ di ognuna.
Al contrario, il “razzismo” dell'ideologia fascista induce ad OMOLOGARE questa unicità, ed a ridurla ad un manicheo “NOI-contro-VOI”. Una contraddizione in termini, visto che sia “Noi” che “Voi” negano il riconoscimento delle peculiarità personali, annullate dalla divisa che indossano.
Non a caso i regimi “Fascisti” e “Comunisti”, per quanto antitetici a PAROLE, nei FATTI adottano le medesime forme di controllo del popolo.
E qui tralascio di parlare dei regimi “Democratici” (sempre a PAROLE), altrimenti mi becco del “razzista”...

Ivan

Francesco Mangascià 29 aprile 2008 00:00
Ivan, nella parola razzista, sono racchiuse le motivazioni di tutto il male che affligge l'umanità.
DE pravato 29 aprile 2008 00:00
Un altro epitaffio pseudo-Zen!

Ma quanti ne saprà di questi slogan del belin?
IVAN 29 aprile 2008 00:00
Francesco, intendiamoci. Il “male che affligge l'Umanità” non sta nelle parole, ma nel loro utilizzo corretto o distorto.
Ti confermo: anche “Razzismo” è solo un termine NEUTRALE, un suono.
Il 25 aprile non è stato sconfitto il “Razzismo”, ma solo ALCUNE persone che in QUEL momento ne facevano un uso distorto.

O si distinguono tutti gli uomini in “Umanità”, o si distinguono uno per uno. Non ci sono vie di mezzo.
Le distinzioni intermedie, i “raggruppamenti” alla carlona, non sono né carne né pesce. Sono delle trappole mentali, dei pretesti fittizi. Per unirsi o scannarsi, ma pur sempre dei pretesti fittizi.

A volontà, io stesso potrei inventarmi un pretesto per aggredire un mio simile perché è “fascista”, salvo poi scoprire che è anche “interista” e quindi dovrei invece andarci d'accordo...Quindi tanto vale evitare in partenza di fare distinzioni.
In ogni persona ci saranno sempre degli aspetti che ci garbano, ed altri che ci garbano meno. A quali vogliamo attaccarci è solo una NOSTRA scelta: essere “razzisti intelligenti”...oppure no.

Ivan

Francesco Mangascià 29 aprile 2008 00:00
No, Ivan, mi spiace sei in errore, quello che tu affermi è antropologia, poiché in quella fisica, questa scienza studia l'uomo nei suoi aspetti fisico-organici e razziali. Razzismo è la tendenza a considerare la razza come fattore determinante dello sviluppo civile di una società e quindi a evitare mescolanze con altri popoli, considerati di razza inferiore, mediante la discriminazione o, in casi estremi, mediante la persecuzione la loro emrginazione o la loro distruzione.
IVAN 30 aprile 2008 00:00
Ok Francesco, fine discorso, stiamo solo girando attorno ai vocaboli. L'importante è la Luna, non il Dito.
Francesco Mangascià 30 aprile 2008 00:00
Ivan, importante è il sole.. ma avevo capito che il tuo concetto è differente da quello di quelli.
DE pravato 01 maggio 2008 00:00
Questo è meglio di Freud, in quanto ad aforismi!...
O forse ne ha la collezione completa e li copia-incolla soltanto?...

Chissà!... certo che quest'ultimo è TROPPO bello!!!!
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