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Gianni 28 aprile 2008 00:00
Certo che è un attacco alla laicità dello stato, ed è un attacco che è iniziato da parecchio tempo e sta diventando sempre più aggressivo.
Non passa giorno in cui i telegiornali ora questo ora quello danno voce a dichiarazioni di cardinali o vescovi se non il papa su questioni che dovrebbero riguardare solo il rapporto tra lo stato ed i cittadini, con la precisa intenzione di influenzare le scelte legislative. La compiacenza di un nutrito gruppo di politici bigotti e bacchettoni od interessati sono la chiave per arrivare al loro scopo, uno stato confessionale, dove le leggi rispettino assurdi dogmi di fede e non la libertà dell'individuo nelle proprie scelte di vita.
Le visite nelle scuole di prelati fanno parte della propaganda politica vaticana di contrastare l'esigenza che si sta diffondendo di maggiore laicità dello stato.
I dirigenti scolastici, al solo pensiero di opporsi a queste iniziative, se la fanno sotto dalla paura, tanto più sapendo come la pensa chi dirige il ministero della pubblica istruzione.
Gianni
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