DE pravato
12 maggio 2008 00:00
Vuoi vedere, COBRA che gli sienziati socialisti (si può dire, Gabriellì!, tanto socialisti lo siamo tutti!) che all'epoca di quando cominciarono a lavorare le tue zie studiarono il sistema pensionistico sbagliarono a valutare qualche parametro e ne trascurarono qualcun altro?...
Io direi che è probabile.
Forse i Soloni di oggi, socialisti come e meglio di quelli di ieri stanno studiando un nuovo sistema migliore e più attento?...
C'è da augurarselo!...
Ma è giusto che a pagare gli errori di ieri siano i giovani di oggi?... e perché?...
Per due motivi. Uno di immagine, uno di equità intellettuale.
1) Le tue zie fecero un contratto con lo stato di lavoro e trattamento economico. La loro parte, quella del lavoro l'hanno fatta, lo Stato deve mantenere la sua, sennò si sputtana ancora più di quanto non sia già sputtanato. Con le zie?... noooo! e chi se ne frega delle zie?... quelle ormai sono innocue, ma coi giovani ed i nuovi contratti, quelli che stipula oggi. Se non mantiene quelli di ieri, perché dovrebbe mantenere quelli di oggi?
2) Se oggi i contratti sono "spoetizzanti" come giustamente dici tu (ed hai ragione), un giovane ha ancora forza e possibilità di "prendere contromisure"... del tipo assicurazione integrativa, un altro lavoro... cambiare mestiere... espatriare!... cosa che ovviamente non possono fare più le zie ormai vecchie e stanche.
Ecco come accade che, in una società civile con regole civili, accade che l'equità etica passi anche per delle discriminazioni economiche.
Gianni
12 maggio 2008 00:00
Mi pare che si vogliano mischiare varie motivazioni per dare una spiegazione al problema pensionistico, allo scopo di colpevolizzare un pensiero politico, o la precedente normativa per alcuni aspetti troppo favorevole ai pensionati, o agli immigrati che vengono in Italia per questioni di sopravvivenza, almeno una parte.
Intano bisognerebbe vedere realmente se la situazione economica del fondo pensioni sia in deficit per le pensioni pagate o se, come è stato confermato dalla stessa Inps, il fatto che la spesa per mobilità e cassa integrazione siano le cause dello squilibrio.
Per sfoltire dei posti di lavoro molti anni fa, specialmente statali, era stato favorito il pensionamento, al momento poteva sembrare utile, è stata una scelta, e il socialismo non c'entra niente.
Gli stranieri che lavorano in Italia non mi pare che siano stati chiamati per rimpiazzare gli italiani mancanti, ne che sia stata una scelta adottata di proposito, ad ogni modo se pagati regolarmente con contratto di lavoro regolare versano i contributi.
Sono quelli che i padroni tengono in nero gli irregolari che non contribuiscono ma semmai la colpa è dei datori di lavoro e la ricerca del guadagno esasperato.
Vorrei vedere cosa ci sia in comune tra la pensione di un metalmeccanico a fine carriera e quella di altri personaggi, non sono comuni ne il prelievo perché dipende dal guadagno ne l'importo.
Sarebbe piuttosto da vedere se è giusto che esistano certi squilibri di reddito tra diverse categorie di lavoratori.
Gianni
Passante
13 maggio 2008 00:00
1) Le tue zie fecero un contratto con lo stato di lavoro
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De Pravato, non sono d'accordo; quando si lavora non si è firmato alcun contratto "pensionistico", si va in pensione con le condizioni in vigore al momento, tant'è che sono state cambiate più volte in corso d'opera. Qui non ci sono diritti "acquisiti"
un giovane ha ancora forza e possibilità di "prendere contromisure"... del tipo assicurazione integrativa, un altro lavoro... cambiare mestiere... espatriare!... cosa che ovviamente non possono fare più le zie ormai vecchie e stanche.
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C'è un problema: i mei contributi non servono per la mia pensione ma per pagare quella di chi non ha versato abbastanza. l'assicurazione integrativa la devo fare ancora coi miei soldi
Però capisco il senso del tuo intervento, e che gabriettì!
Passante
13 maggio 2008 00:00
gabriellì, ho scritto "e che gabriettì" invece di "e che gabriellì"..... è grave? gabriellì si può dire, ma gabriettì???