Francesco Mangascià
14 maggio 2008 00:00
Pioggia di aiuti dal Comune
per chi affitta casa ai nomadi
A Torino i fondi stanziati
dal governo Prodi dalla Stampa
BEPPE MINELLO
TORINO
Se è un caso è il diavolo che ci ha messo lo zampino. Nel pieno delle polemiche attorno alle misure che il neonato Governo intende adottare contro l’immigrazione clandestina, la giunta torinese, quella guidata dal ministro ombra Sergio Chiamparino, colui che nelle intenzioni del loft dovrebbe contrapporsi all’Umberto Bossi e alla sua idea di Federalismo, ha approvato ieri una delibera con la quale si destinano 750 mila euro all’ardua impresa di trovare un tetto a un po’ di famiglie rom oggi accampate alle porte della città.
Soldi, sia chiaro, che arrivano da Roma, «regalo» dell’ex-ministro alla Solidarietà sociale Paolo Ferrero e del bando da lui voluto nell’autunno scorso per sperimentare interventi finalizzati a contenere e magari ridurre il problema dei campi nomadi nelle quattro aree metropolitane più colpite dal problema: appunto Torino poi Milano, Napoli e Roma. Soldi, sia ancora più chiaro, ripetono sindaco e assessori, destinati ad aiutare chi è in regola con i permessi di soggiorno, che magari già lavora e che molto probabilmente manda i figli a scuola ma ha la sventura di sopravvivere, malissimo, sulla sponda di un fiume, tra i topi e sotto una tettoia.
«Gente che è qui per lavorare e lavora e che, per questo motivo, produce ricchezza e bisogni ai quali è necessario dare una risposta» dice l’assessore alle Politiche sociali, il cattolico Marco Borgione, capofila di un progetto che vede coinvolti il collega alla Casa, Roberto Tricarico e la responsabile dell’Integrazione, Ilda Curti.
Borgione e colleghi usano parole prudenti perché sanno perfettamente la reazione che scatenerà la delibera una volta che arriverà al vaglio del Consiglio comunale. «E perché? Da sempre sosteniamo la linea dura con chi delinque o è irregolare e l’accoglienza per chi lavora ed è venuto qui in cerca di un futuro migliore: repressione e solidarietà sono le due strade da imboccare per affrontare il problema» spiega Chiamparino.
«Veramente qui vediamo solo la solidarietà e ben poca repressione» replicano il capogruppo di An Ravello e Cantore di Forza Italia, mentre quello della Lega, Mario Carossa, è categorico: «La solidarietà è da evitare: sono iniziative come questa a convincere ‘sta gente che qui la sfangano comunque. Chiederò ai nostri parlamentari di bloccare il finanziamento».
«Impossibile - replica l’ex-ministro Ferrero - sono inseriti nella Finanziaria 2007 e a chi contesta quest’iniziativa dico che se vuole evitare di vedere bambini fare accattonaggio agli angoli delle strade non può che provare a portarli a scuola». Il progetto riguarda, nelle intenzioni di Ferrero, l’universo mondo dei nomadi: «Circa 150 mila persone in tutta Italia, metà delle quali italiane perché nate qui». Il progetto torinese è finalizzato a chi «ha un lavoro, bambini che vanno a scuola, che già partecipano a programmi d’inserimento, che fanno le badanti o i muratori, gente innanzitutto in regola - ricorda Borgione - e per i quali una baracca non è adeguata».
Il primo passo del progetto torinese punta a individuare chi ha le caratteristiche sopra elencate. Il secondo sarà quello di aiutarli a trovare una casa. «Non un alloggio popolare, che non ce n’è nemmeno per gli italiani - spiega Roberto Tricarico - ma rivolgendoci al mercato privato con uno strumento di successo come “Locare”». Il privato che accetta di fare un contratto riceve un contributo (da 500 a 300 euro a seconda della durata e del tipo di contratto concesso), paga un’Ici ridotta, ha uno sconto dell’Irpef ed è garantito in caso di sfratto per morosità. L’inquilino è aiutato con un bonus una tantum di 1600 euro. «Il progetto prevede anche la soluzione di eventuali conflitti che potrebbero sorgere con gli altri inquilini» spiega Borgione secondo il quale, bene che vada, saranno una cinquantina le famiglie che potranno essere aiutate.
comunista per sempre
14 maggio 2008 00:00
caro mangascia , hitler voleva sterminarli gli zingari, complimenti, da vero ''cristiano '' quale sicuramente sei , hai proprio un bel referente, attento pero' hitler e' finito suicida.....
Francesco Mangascià
14 maggio 2008 00:00
caro comunista, sterminare è un conto ed è ben diverso da quel pascere coi nostri soldi rubandoli da quelli delle tasse, gente che è ormai certo che oltre che a rapinare, stuprare e uccidere ( caso Reggiani)e altri , rapisce anche i bambini così come è accaduto a Napoli.
Rina
15 maggio 2008 00:00
Il signore comunista, fa del revisionismo matrice Sansonetti..
Francesco Mangascià
16 maggio 2008 00:00
Mica solo Sansonetti è revisionista, ce ne son tanti altri come loro
VR
16 maggio 2008 00:00
Bisogna essere solo che deficienti per stanziare 750.000 euro a favore di certa gente, discriminando di fatto gli italiani. Altrimenti dovrebbero provvedere in primis alle case per gli italiani che ne fanno richiesta, o ne hanno bisogno. Dunque se come si dice a beneficiarne saranno al massimo una cinquantina di immigrati, verranno spesi 15.000 euro per famiglia. Invece di dare anche solo 1.000 euro a 750 italiani sulla soglia della povertà, o 750 euro a 1000 italiani che di sicuro non ci sputano sopra, se ne spendono 15.000 a testa per 50 immigrati.
Per certa gente l'unica soluzione sarebbe il linciaggio.
Francesco Mangascià
18 maggio 2008 00:00
Quel provvedimento se viene applicato è un provvedimento etnico e peranto visto che discriminrebbe chi nomade non è, è indubbiamente razzista. I linciaggi per cortesia lasciateli perdere da me. Grazie