Annapaola Laldi
16 maggio 2008 00:00
In casa mia non esistono televisori e quindi non so che cosa abbia veramente detto Travaglio. Da ciò che ho letto sulla stampa mi pare però che non abbia detto niente di diverso da quello che è scritto, a proposito di Schifani sul libro di cui è coautore "Se li conosci li eviti" e che, forse con maggiore dovizia di particolari, era stato pubblicato sull'"Unità" un po' prima o un po' dopo dell'elezione di Schifani a presidente del Senato. Quindi: dov'è il problema? Ho paura che sia nella non tanto celata volontà di molti vincenti e perdenti di non essere disturbati in questo minuetto di buone intenzioni. Insomma, qualcosa di simile al cartello che una volta stava sui tram: "Non disturbare il conducente".
Per questo, nonostante su Di Pietro abbia parecchie riserve (non ultima quella relativa al suo abbandono della toga di pubblico ministero, con la quale, secondo me, avrebbe potuto fare molto di più di quello che ha fatto e sta facendo da politico attivo), mi sembra che in questa occasione sia stato l'unica persona veramente seria.
Francesco Mangascià
16 maggio 2008 00:00
Su Di Pietro, riguardo a questi ultimi avvenimenti la penso anche io così.
Passante
17 maggio 2008 00:00
Accostare il termine "mafia" a Schifani senza peraltro fare accuse specifiche (i fatti raccontati non sono stati usati contro Schifani nè Schifani è risultato imputato) è stata una mossa scorretta.
Cosa voleva dire con quelle affermazioni Che Schifani è mafioso? Allora lo dica, prendendosene la responsabilità! Altrimenti.... cos'ha detto?
ano
17 maggio 2008 00:00
e i deretano noooo?
Francesco Mangascià
18 maggio 2008 00:00
Caro passante si legga bene larticolo al link (Anna Finocchiaro, addirittura, forse non aspettava che l'occasione per vendicarsi di Travaglio che qualche mese fa le aveva fatto notare che il suo programma per la regione Sicilia era stato scritto da Salvo Andò arrestato negli anni '80, indagato per voto di scambio con il clan Santapaola, truffa e corruzione...) e poi mi dica se quest'ultima almeno per pudore
avrebbe fatto meglio a tacere.
Il resto sta al link, ed è documentato diversamente da ciò che si usa per condannare Travaglio. Cosa che può fare Castelli, e a ragion veduta, ma gli altri stiano zitti.
Francesco Mangascià
19 maggio 2008 00:00
Passante! se non avesse ancora capito il clan Santapaola era quello di Nitto Santapaola. se non sa chi è questa persona si informi.