renato
16 maggio 2008 00:00
scusatemi se entro nell'argomento.
mi sembra che quello cle le deve i 2500 euro mi sembra che si apprfitti di tanto, si vede che a quella che deve e' una persona molto buona. certo che almeno i 2500 euro del 1990 ora al tasso ufficiale della banca d'italia TUS dovrebbero essere almeno 5000, 00 se poi mettiamo quello che nessun politico, commerciante, sindacato ecc. che dal 2002 l'euro non vale 1936,27 ma 1000 lire allora la somma che deve riprendere sarebbe di almeno 5000,00 euro. se pero' questa persona si trova in difficolta' be allora bisogna tirar fuori la coscienza, e questa e' infinita. ciao
pinetree
16 maggio 2008 00:00
18 anni fa l'inflazione era elevatisima, oggi un pò meno.
in questo link trovi il valore dell'inflazione negli ultimi 40 anni
http://www.albanesi.it/Finanza/inflazione_italia.htm
Prendi la cifra 5.000.000 lo dividi per 1936.27 e ottieni €2.582,28, questa cifra va calcolato ogni anno il percentuale da aggiungere per recuperare l'inflazione.
Ho fatto il calcolo è mi viene €4446,00 una cifra onesta senza lucrarci niente.
Topesio
16 maggio 2008 00:00
Beh, non è così difficile da risolvere. Basta prendere il coefficiente di rivalutazione della moneta calcolato dall'ISTAT.
Quanto poi si debba realmente restituire dipende, ovviamente, dagli accordi presi (se sono stati presi).
Angelo
16 maggio 2008 00:00
Se non ha nulla di scritto credo sia meglio prendersi i 2.500 e ringraziare. Se invece ha un contratto può chiedere gli interessi legali che se non ricordo male ammontano al 9% annui. Ciao
ONESTA'
16 maggio 2008 00:00
Caro Ezio,
di alla tua amica che se si fa ridare 5000,00 € sono anche pochi.
Dopo 18'anni il minimo è il raddoppio della cifra, il debitore dovrebbe darglieli di suo senza neanche permettersi di appellarsi ai 2.500.000 L. di allora.
Considera che il tasso minimo di interesse si aggira sull'8....fai te i conti.
Passante
17 maggio 2008 00:00
La legge non dice nulla, dipende da che accordi avevano! Se si trattava di un prestito a tasso zero è corretto fare la conversione.... altrimenti tutto è rimandato agli accordi presi.
FABRIZIO
20 maggio 2008 00:00
Ad inizio anni 90, da un CCT o un BTP "lungo", poteva ancora scontare un buon 8% di interesse e comunque all'epoca l'interesse "legale", cioé quello che riconosceva lo stato "ufficialmente", era ancora il 10%.
A circa fine anni 90 scese al 5% e qualche anno fa scese al 2,5%, il valore attuale.
A parte eventuali accordi tra le 2 persone, in via "amichevole" si potrebbe ipotizzare un interesse medio del 5% (ovviamente composto) per cui, dopo 18 anni, fatti i debiti conti, il valore finale sarebbe moltiplicato circa per 2,4 volte.
Pur ribadendo che occorra vedere quali erano gli accordi tra le parti credo che la "persona" dovrebbe onestamente restituire non meno del doppio della cifra e che, in via "amichevole" i 5 milioni potrebbero diventare almeno 5000 euro.
La "persona" non potrebbe assolutamente lamentarsi e la sua amica, tutto sommato, neppure.
Direi che entrambi avrebbero avuto un buon trattamento, anche perché, la "persona" se si fosse rivolta ad una banca o una finanziaria, oggi si troverebbe a restituire una cifra molto maggiore e l'amica, se avesse investito la cifra in titoli di stato, pagate spese, tasse e bolli, non avrebbe avuto certo molto di più, o tutt'al più da 2,3 a 2,6 volte il capitale.