El Che!
21 maggio 2008 00:00
Si ricomincia, ragazzi!...
cioè
21 maggio 2008 00:00
bhooooooo uffaaaaaaaaaa
mhaaaaaaa
Andrea
22 maggio 2008 00:00
Ma ancora non hanno capito che devono dare la frequenza ad Europa7 ?
Mai con silvio
24 maggio 2008 00:00
Andrea, il 47% degli italiani vuole retequattro!
Ti aspettavi qualche cosa di differente da questo governo?
Disilluso
24 maggio 2008 00:00
Questa questione andrebbe risolta al più presto, se non altro per un discorso di pura giustizia (anche se in questo paese parlare di giustizia.....).
Per il resto una domanda ai criticoni del forum che parlano di rete4 come di chissà quale problema (ma chi la vede mai!)
Vi fa così schifo non pagare più l'ICI?
Se è così andate a versare il contributo lo stesso, magari come donazione allo stato italiano!
Vi da così fastidio che sia iniziata la pulizia delle P.A. dai furbetti-fancazzisti-assenteisti?
Beh o siete scemi o fate parte della categoria; in questo caso vi posso anche capire.
RAGAZZI SE PARLATE DI RETE4, SIGNIFICA CHE AVETE VERAMENTE POCHI ARGOMENTI!
Disilluso
24 maggio 2008 00:00
E poi, invece di piagnucolare come dei bambini offesi, avete firmato al V-DAY 2?
E' ancora possibile, andate su questo link - http://www2.beppegrillo.it/v2day/referendum.php
Invece di piagnucolare firmate e fate firmare; forse si posso risolvere i problemi di rete4/europa7 e anche gli altri che sono ancora più importanti.
Mai con silvio
24 maggio 2008 00:00
Hai ragione Disilluso, che cazzo c'è ne frega di retequattro?
Forse niente, il fatto è che ancora una volta mette avanti i suoi interessi.
l'Ici non mi dispiace che sia scomparsa: ora con i 70 euro risparmiati andrò a riempire 2/3 sacchetti di spesa.
Tu Disilluso, nella vita di tutti i giorni, senti la necessità di avere un ponte sullo stretto di Messina?
La stessa cosa la chiedo ai Siciliani.
Ciccini, zie, patetici e peripatetici se potete evitate di intervenire: continuate a lavorare con il fondoschiena e tenete allenato lo sfintere che tra non molto arriva.
Andrea
24 maggio 2008 00:00
Europa7 è una tv libera è per questo motivo non vogliono dare la frequenza che gli spetta, ma la cosa grave è che se non manderanno rete4 sul satellite bisogna pagare 300.000 € di multa al giorno retroattivo al gennaio 2006 e poi vedremo chi pagherà la tassa Berlusconi.
Chi vuole vedere Rete4 c'è il satellite.
Disilluso
24 maggio 2008 00:00
Caro Mai con Silvio, quanti sacchetti della spesa hai riempito IN PIU' grazie al governo Prodi? (Forse na hai riempiti alcuni in meno....)
Inoltre la fine del tuo intervento mi ricorda la prima pagina di oggi dell'Unità che recita:
"La gente muore di fame e loro pensano al ponte sullo stretto".
Che questo discorso venga fatto da un quotidiano che CAMPA sui finanziamenti pubblici che gli allocchi come me e te pagano, lo posso anche capire; ma la gente comune dovrebbe sapere ed apprezzare che un'opera come il ponte sullo stretto significa commesse lavorative che possono rimettere in moto l'economia di una buona parte dell'Italia e quindi anche dar da mangiare a quella gente che l'Unità dice morire di fame.
Io sul ponte forse ci transiterò una o due volte nella mia vita futura, ma credo che i siciliani preghino perchè venga fatto.
Ciribiribì
24 maggio 2008 00:00
E' ovvio che i simpatizzanti di chi non capisce e non sa fare un cazzo come i Governi alla mortadella deve trovare un motivo vero o presunto di critica.
Preferiscono la spazzatura del PECORINA SCRAGNO, le tasse del Salume, la salma di Lenin al posto del Vaticano, il posto FISSO dello Stato, insomma perfettamente in linea con chi non sa fare e non capisce un cazzo, vivono di seghe mentali.
Quanto a rete4 ma chi se ne frega, non la guarda nessuno, i sinistri poi vedono solo telekabul.
Francesco Mangascià
24 maggio 2008 00:00
Perché non ci hanno pensato loro a regolare questa faccenduola, quando erano al governo? Come rivanno all'opposizione, rifanno i moralisti, i difensori dei soldi del cittadino. Fanno sempre così..
Mai con silvio
25 maggio 2008 00:00
Con il governo Prodi non abbiamo avuto il tempo di vederne i benefici: infatti uno dei suoi sbagli fu quello di farci tirare subito la cinghia per poi ritrovarsi con i mastini che buttavano merda attraverso notizie sensazionalistiche e degli alleati che con le recenti elezioni hanno avuto quello che meritavano, cioè 0, non riuscendo ad attuare il poi, quello che avrebbe dato qualche cosa. Vero o falso non potremo mai saperlo...è caduto.
Quotidiani non ne compro, nonostante già li paghi, ma il pensiero sul ponte inutile è comune tra le persone sensate: tutti i libri scientifici parlano di uno spostamento della sicilia di 1 cm all'anno.
Quanto costerà a noi quello spostamento?
ciribiribi hai perso un'altra occasione di fare bella figura intervenendo.
Sei inutile come i tuoi pensieri, scritti sulla carta igenica usata.
Torna nella tua stalla camuna e riposati sul letame che ti mimetizzi bene.
Disilluso
25 maggio 2008 00:00
Le notizie sensazionalistiche di cui parli, io ed altre centinaia di migliaia di famiglie le subiamo giornalmente andando a fare la spesa o cercando di far quadrare il bilancio famigliare mensile.
Se tu non hai avvertito tutto ciò, procurato ANCHE dalla politica sballata dell'ultimo governo, buon per te.
Comunque vedrai, i benefici della politica più sensata dell'attuale governo, SARANNO A VANTAGGIO DI TUTTI, TE INCLUSO.
L'inizio mi sembra più che promettente.
Mai con silvio
25 maggio 2008 00:00
Disilluso vorrei avere il tuo ottimismo su questo governo: mi limiterò ad aspettare.
Lavinia
26 maggio 2008 00:00
premetto che non voglio fare un discorso anti-berlusconiano, voglio solo esprimermi sulla questione rete4, una televisione che da anni trasmette sulle frequenze che sono state attribuite un'altra rete, Europa7. Senza tirare in ballo i sacchetti della spesa pieni o vuoti, questo é SBAGLIATO. Come se io mi piazzassi sul terreno di proprietá di qualcun altro e arbitrariamente ci facessi costruire una casa, sparando poi ai carabinieri che vengono a portarmi via.
Secondariamente, il fatto che noi si debba pagare una multa mi innervosisce.(perché il fatto della multa é indiscutibile, c'é, punto. Fatevi un pó di calcoli, poi vediamo.)
Il fatto che Rete4 venga difesa dall'avvocatura di stato mi innervosisce.
Il fatto che il precedente governo non abbia fatto nulla mi innervosisce, anche.
Ora, é evidente che ci sia un conflitto di interessi, e anche questo é sbagliato.
In nessun paese civile una situazione del genere verrebbe tollerata.
E ho parlato solo di Rete4, non dell'ici o della spesa.
Disilluso
26 maggio 2008 00:00
Se rete4 deve lasciare le frequenze, è giusto che ciò avvenga, nel rispetto della legge e delle regole; PUNTO.
Francesco Mangascià
26 maggio 2008 00:00
Davide, qui spiega molto bene le realtà di questa vicenda..
http://it.groups.yahoo.com/group/Repubblicani/message/16167
Ci faremo del male con le televisioni come con gli zingari. Ci danneggiamo con le nostre stesse ipocrisie, raccontando come rivolta razzista l’incapacità di far funzionare la giustizia, e raccontando che ci sono problemi di pluralismo nel Paese che ha la migliore offerta televisiva d’Europa. Leggo, infatti, che sull’emendamento governativo che “salva” Rete 4 si rischia d’infrangere il clima di dialogo e collaborazione parlamentare. E me la rido, perché (perdonate il disgustoso autosbrodolamento) sta succedendo esattamente quel che qui prevedemmo.
La destra e la sinistra non possono dividersi su quello di cui sono corresponsabili. E aggiungo: di Rete 4 si parla a sproposito. Riassunto delle precedenti puntate: a. radio e televisioni private si svilupparono nel caos solo perché la politica ha, fino all’ultimo, tentato di tutelare il monopolio Rai, ovvero la greppia lottizzata; b. era talmente scandaloso cercare di mettere ordine che quando ci si provò seriamente, nel 1991, la sinistra acclamò l’intervento moralizzatore delle procure (il laureato Di Pietro compreso), salvo che tutto si dimostrò limpido e pulito, ma era già sventato il rischio di applicare una legge dello Stato; c. senza piano delle frequenze vennero assegnate delle concessioni che ne erano prive, che è come dare il permesso d’edificare senza indicare il terreno; d. chi il terreno lo aveva tirò su o abbellì i palazzi, chi non lo aveva, come Europa 7, avviò cause su cause, naturalmente vincendole, anche in sede europea; e. l’Italia condannata cominciò a campare di proroghe, fin quando la sinistra inventò, nel 2001, che tutto restava com’era fino al passaggio al digitale, fissato per il 2006; f. scrivemmo che era una cretinata, ma di tale fascino che la destra la copiò, inserendola nella Gasparri e facendola divenire una cretinata bipartisan; g. non ci crederete, ma il 2006 è passato, e da allora si aricampa di proroghe, come l’ultima, concessa da Prodi; h. le proroghe risolvono le nostre serate, ma non il problema di diritto, quindi, ogni tanto, si correggono le leggi.
Scandaloso? Certamente, ma nel senso che impiccandoci a quelle concessioni tarocche facciamo divenire fuorilegge un mercato ricco ed invidiato, ed impiccandoci alla Rai congeliamo il duopolio. Melodramma con note di violino zigano.
Sergio
26 maggio 2008 00:00
Ero stato facile profeta quando in tante discussioni affermavo che con il ritorno di Berlusconi sarebbe riesplosa la questione TV.
Il tema è francamente ridicolo, se non fosse per la posta in gioco: l’informazione e il pluralismo dell’informazione.
Il ridicolo investe non tanto chi in un modo o nell’altro cura i propri interessi, ma in chi denuncia tale situazione.
Facciamo un passo indietro per comprendere i termini della questione.
Nel 1990 il Parlamento approva la legge Mammì: avrebbe dovuto risolvere l’annoso problema esploso con la nascita delle televisioni private, le sentenze della Corte Costituzionale che ne sancivano la legittimità, il controllo sul servizio pubblico (passato nel 1975 dal Governo al Parlamento), il riordino delle frequenze. Non raggiunse nessuno di questi obiettivi poiché quella legge (la 223 del 6 agosto 1990) si limitava (semplifico perché non è il caso di scrivere un trattato) a fotografare la situazione esistente: il passaggio dal monopolio Rai al duopolio Rai-Mediaset.
Nel 1994 interviene la Corte Costituzionale che con sentenza n. 420 censura la legge Mammì affermando che riconoscere a un solo soggetto la possibilità di gestire 3 reti private sulle 9 allora previste (12 aggiungendo quelle pubbliche) è lesivo dei principi costituzionali sull’informazione e il pluralismo.
Da notare che tale sentenza arriva dopo quella (la 826 del 1988) nella quale la Suprema Corte testualmente scrive “Ma a parte la diversità dei ruoli del servizio pubblico radiotelevisivo e dell'emittenza privata, il pluralismo in sede nazionale non potrebbe in ogni caso considerarsi realizzato dal concorso tra un polo pubblico e un polo privato che sia rappresentato da un soggetto unico o che comunque detenga una posizione dominante nel settore privato”. Questa sentenza del 1988 oltre a bocciare il duopolio indica la strada che il legislatore dovrà seguire per risolvere definitivamente la questione evitendo il formarsi di concentrazioni monopolistiche. Scrive infatti la Corte, riprendendo quanto già affermato con la sentenza n. 148 del 1981, “ Tutte le argomentazioni sopra svolte rendono evidente la necessità di una disciplina definitiva della materia, che si sottragga a tali censure e appresti quel <sistema di garanzie efficace al fine di ostacolare in modo effettivo il realizzarsi di concentrazioni monopolistiche od oligopolistiche non solo nell'ambito delle connessioni fra le varie emittenti, ma anche in quello dei collegamenti tra le imprese operanti nei vari settori dell'informazione, incluse quelle pubblicitarie> (sent. n. 148 del 1981)”.
Nel 1997 arriva la legge n. 249 (la Legge Maccanico) che ancora una volta disattende le indicazioni della Suprema Corte e istituendo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affida a questa Autorità il compito di stabilire tempi e modi per superare il periodo transitorio che la legge Maccanico intanto istituisce. Questa legge prevede che una rete Mediaset (Rete4) migri sul satellite e una rete pubblica (Rai3) sia esclusa dalla raccolta pubblicitaria, ma il tutto dopo un imprecisato periodo transitorio durante il quale dovranno essere raggiunti determianti obiettivi di sviluppo delle nuove tecnologie di trasmissione. Ecco offerto sul piatto d’argento lo strumento per “permanentizzare” la transitorietà.
Della pubblicità su Rai3 nessuno praticamente parla più sebbene la sentenza 466 del 2002, che tutti citano ma evidentemente pochi leggono, riconosca che esiste un collegamento tra le due questioni.
Non è necessario essere dei prinicpi del foro per comprendere che prevedere per legge un regime transitorio senza indicarne la durata e demandando a una istituenda Autorità il compito di regolare la fine della transitorietà (legando questo evento al raggiungimento di determinati obiettivi di sviluppo nelle comunicazioni televisive alternative al tradizonale analogico) è un modo di legiferare che testimonia inequivocabilmente o l’incapacità di legiferare o la volontà politica di lasciare sine die aperta la questione.
Di proroga in proroga, diversi provvedimenti legislativi intervengono sulla materia consentendo di violare il termine del 31 dicembre 2003 fissato dall’Autorità competente e che la sentenza 466/2002 ritiene non superabile. Ma non si tratta di un termine perentorio (ne avrebbe la facoltà la Corte Costituzionale?) e ad aver aperto la strada della transitorietà vaga e della puntuale inosservanza delle tante sentenze della Suprema Corte sono stati proprio i governi di centrosinistra della legislatura 1996-2001.
La questione delle reti analogiche s’intreccia con lo sviluppo delle nuove tecnologie e segnatamente con il digitale terrestre. Così, la legge 66/2001(conversione del dl n 5 del 23 gennaio 2001) sposta il termine per il passaggio al digitale terrestre al 2006; la legge 51/2006 (conversione del dl n 273 del 30 dicembre 2005) sposta il termine al 2008; la legge 222/2007 (conversione del dl n 159 del primo ottobre 2007) sposta il termine al 2012. Ovviamente, il nobile motivo di tute queste proroghe è la definitiva affermazione del digitale terrestre.
Su questa strada si è inserita la Legge Gasparri del 2004 sulla quale l’UE si è tempestivamente espressa e la nuova maggioranza di centrosinistra, insediatasi nel 2006, aveva espresso la chiara (a parole, ovviamente) volontà politica di modificarla. Ma la Gentiloni si è insabbiata e la necessità di attendere l’affermazione del digitale terrestre è la scusa da tutti presentata per giustificare il proseguimento del regime transitorio. Motivazione che però non convince l’UE: “Le restrizioni non possono essere giustificate dalla necessità di garantire una rapida evoluzione verso la trasmissione televisiva in tecnica digitale”.
Quindi, il problema esiste perché sulla TV da sempre il potere politico vuole esercitare ed esercita il proprio controllo e quando il controllo sfugge a una parte dell’oligarchia allora la TV diviene merce di scambio politico.
Alla faccia della Costituzione, della Corte Costituzionale, della democrazia, legalità, pluralismo… tutte cosucce che non interessano ai due blocchi conservatori che occupano il Parlamento.
Nessuna credibilità dunque al centrosinistra responsabile storico di questa situazione, supporter dell’illegalità e dei monopoli; onore al merito al centrodestra che senza ipocrisie prosegue sulla strada del proprio tornaconto, strada asfaltata e resa molto agevole dal centrosinistra.
Possiamo ancora una volta affermare che sappiamo chi è Berlusconi e la sua maggioranza, ma il centrosinistra a quali misteriosi interessi risponde? E’ forse il PD l’altra faccia del berlusconismo? La finta opposizione del PD serve a esaurire in un gioco dell’oca parlamentare la simulazione della dialettica democratica?
Una cosa è certa: quando sentite parlare qualcuno del PD di TV, a priori potete mandarlo a quel paese…: però se siete dei berlusconiani, allora ascoltateli e capirete come pensano di aiutare l'alleato Berlusconi.
mah
26 maggio 2008 00:00
francesco mangascià ha riassunto bene tutta la questione, che non si riassume in "rete4 deve andare sul satellite".
la politica ha delle colpe che vuole far pagare a qualcun altro.
Andrea
27 maggio 2008 00:00
Quando scomettete che l' Italia sarà sanzionata e dovrà pagare 300.000 a 400.000 € al giorno con effetto retroattivo a gennaio 2006 ?
Mai con silvio
27 maggio 2008 00:00
Che paghi retequattro cribbio!
Sergio
28 maggio 2008 00:00
Perché dovrebbe pagare Rete4?
Qualcuno non ha ancora capito che sotto accusa è lo Stato Italiano per aver autorizzato un regime transitorio senza prevederne il termine e per, dopo aver stabilito il termine (2003), aver autorizzato nuove proroghe motivate con esigenze di sviluppo delle nuove tecnologie (digitale terrestre) ledendo così l'interesse legittimo di un terzo soggetto (Europa7).
Ad aver violato la normativa comunitaria, ma anche le numerose sentenze della nostra Corte Suprema, è lo Stato italiano: Rete4 ha solo goduto di un regime favorevole introdotto dalle leggi italiane varate dai governi di centrosinistra e di centrodestra.
Quindi, Mai con Silvio farebbe bene a chiamarsi Mai con SilvioRomanoMassimoGiulianoLambertoCarloAzeglioGiulio giusto per coprire il periodo che va dal 1990 a oggi, ovvero dalla legge Mammì al fiasco Gentiloni\Prodi.
APS
28 maggio 2008 00:00
Per adesso hanno pagato solo gli uccellini...vittime dell'imboscata tesa dalla sinistra su una norma di adesione alla legislazione europea (che quindi non è andata in porto).
Andrea
28 maggio 2008 00:00
Ma ancora se rete4 lo lasciano al suo posto ho la sensazione che l' Italia verrà sanzionata.
Ma cosa aspettano a mandarlo sul satellite ?
Nessuno vuole Emilio Fede....
Ciribiribì
28 maggio 2008 00:00
Perchè nessuno parla di TELEKABUL alias RAI3 ????????
Mandiamoli a vaffanculo tutti e due sulla LUNA o state zitti!!!!
Mai con silvio
28 maggio 2008 00:00
ciribiribi, la differenza è che pur non gurdando retequattro e raitre, la prima ci costreà 300.000,00 euro al giorno.
Continua a spalare lo sterco dalla tua stalla Camuna.
IVAN
28 maggio 2008 00:00
(da SERGIO:)
<< Quindi, Mai con Silvio farebbe bene a chiamarsi Mai con SilvioRomanoMassimoGiulianoLambertoCarloAzeglioGiulio giusto per coprire il periodo che va dal 1990 a oggi. >>
---------
Bravissimo, vedo che un po' alla volta stai imparando ad usare anche la parte destra...Ce l'hai già una pala?
(P.S: Gli altri lettori perdonino, sono frasi in codice fra noi <i>Obyvatels</i>...)
Sergio
29 maggio 2008 00:00
Caro Ivan,
con il mio primo intervento (quello del 26 maggio) ho ripercorso i momenti cruciali della lunga vicenda legislativa e giudiziaria che ci ha condotto sin qui.
Da quella ricostruzione emerge con chiarezza che le responsabilità nel determinare lo stato attuale della nostra TV appartengono a tutto lo schieramento politico e precedono l'entrata in politica di Berlusconi.
Queste responsabilità sono il frutto di una precisa volontà politica espressa con chiarezza dalle forze dell'"arco costituzionale" (PLI-PRI-PSDI-PSI-PCI-DC) sin dai lontani anni settanta del secolo scorso: esercitare un forte controllo politico sul sistema televisivo.
La pala la uso da tempo, ma la merda che ogni giorno viene prodotta supera quella che riesco a rimuovere.
La merda quindi inesorabilmente sale.
Servirebbe un esercito di spalatori.
Ciribiribì
29 maggio 2008 00:00
Questo eminentissimo STRONZO a nome "MAI CON SILVIO" che continua ad insultare perchè l'ha preso nel culo dalla CDL, essendo lui un nostalgico dell'URSS, Fidel Castro e altri illustrissime dittature sinistroide, si scompiscia al solo pensiero che le uniche voci autorizzate a divulgare "VERITA'" siano RAI3 ex telekabul oggi telemaroccoendC.O, con Santoro in C.O + Ballarò, simpatizzante di chi non capisce un CAZZO come lui, si rode il fegato sputando fiele su qualche milione di Italiani che hanno la materia grigia nel cervello e non nei coglioni come ampiamente dimostrato dai SINISTRI!!
Va a scopare il mare coglione!!!
Mai con silvio
29 maggio 2008 00:00
ciribiribi vorrei farti notare che in 5 righe che scrivi, 3 di queste contengobno insulti e le rimanenti 2 cazzate.
Complimenti per l'intervento!
Per quanto riguarda chi mi devo scopare sono fatti miei: per quanto riguarda te torna a casa prima dalla stalla che avrai delle belle sorprese.
Insisto a dire che pur non guardando retequattro e rai tre, la prima mi costa e ci costa 300.000,00 euro al giorno.
Sarà vero che mi rode il fegato (e rido) ma è altrettanto vero che il tuo livello di comprensione è sotto lo zero e non di poco.
Capisco che spalare sterco non è piacevole, ma è l'unica cosa che puoi fare con la testa che ti ritrovi.