Topesio
05 giugno 2008 00:00
Che intervento insulso il tuo!
Invece di prendertela con chi avvelena il nostro pianeta te la prendi con gli ecologisti!
Allora, a questo punto, perché non te le metti in casa tua le scorie?
FABRIZIO
05 giugno 2008 00:00
Da notare che quella centrale é stata fatta proprio a ridosso dell'Italia per .... alimentare l'Italia !!!
E allora, non sarebbe invece stato meglio farcele noi e tenerle noi sotto controllo, invece che fidarci a lasciarle fare a gente che fino a ieri si sparavano addosso tra di loro o che scappavano dal loro paese, dalle loro spiagge, coi gommoni, per venire a "star bene" in Italia ?
Mah !!!
Ciribiribì
05 giugno 2008 00:00
Il NAPOLETANO/CASERTANO detto "MONNEZZA" PECORINA SCRAGNO, da questo fatto troverà nuova spudoratezza per contrabbandare i suoi deficienti pensieri.
Inutile sottolineare che ogni precedente decisione in materia, con l'appoggio di una sinistra del NO! è ricaduta pesantemente nel portafoglio degli ITALIANI.
Personalmente come ho più volte dichiarato un'impalatura CULO/TESTA del Casertano Monnezza Pecorina e suoi simpatizzanti sarebbe pena molto generosa ed assolutamente insufficiente come riparazione ai danni procurati.
luca
05 giugno 2008 00:00
Guarda che le centrali nucleari costano molto e poi c'è il problema delle scorie...figurati se riusciamo a smaltire i residui radioattivi correttamente se non riusciamo a smaltire quelli urbani. Comunque come altri paesi inteliggenti dovremmo sviluppare le energie rinnovabile, meno costose e non inquinanti.
Red Hat
05 giugno 2008 00:00
E' vero che le nuove centrali saranno piu' sicure ma i pasata un piccolo guasto per farci secchi. No al nucleare si alle fonti rinnovabili. Ma tanto se ne infischiano di noi.
Sergio
05 giugno 2008 00:00
No Luigi, nessuno pensa quel che tu scrivi.
Le tue poche righe offrono l’occasione di rilevare una sempre presente tendenza della comunicazione italiana: ridurre sempre tutto a un pro o contro, un si o un no. L’un contro l’altro armato.
Chiarisco subito che non è mai esistito un partito degli antinucleari, ma solo persone, più o meno organizzate, che contestavano le RAGIONI, le MODALITA’ di una scelta nucleare.
Nessuno pensa di essere al riparo perché non abbiamo dentro i nostri confini centrali nucleari attive. Questo piuttosto è la prova dei nostri antichi problemi: dove sono i piani di evacuazione e di emergenza in caso di disastro?
Meno male che in Slovenia sembra non sia successo nulla, ma se invece fosse successo qualcosa di grave, le nostre autorità amministrative e politiche pagherebbero le conseguenze del disastro colposo provocato dalle loro inadempienze? Per chi non lo sa, informo che i piani di emergenza previsti dalla legge in Italia NON ESISTONO!
Mi riferisco a quanto previsto dal DL 230/1995 e successive modifiche.
Prima di discutere sull’opportunità del nucleare, c’è la scelta del metodo da analizzare.
Anticipo subito una mia valutazione, così chi vorrà subito schierarsi potrà farlo risparmiandosi la fatica di leggere oltre.
Giudizio: Scajola è probabilmente una persona seria e competente, ma sulla questione nucleare è partito male e adesso per lui la strada sarà tutta in salita. Scajola si è votato all’insuccesso per inadeguatezza e mancanza di sensibilità politica.
Perché Scajola ha deciso di fallire?
Perché non ha capito quanto è successo in Italia negli ultimi tre decenni intorno al nucleare.
Il dibattito pubblico sul nucleare è da sempre viziato dalla volontà politica (con la complicità dei media) di ridurre tutto a una diatriba tra guelfi e ghibelini, per l’occasione trasformatisi in filonucleari e antinucleari.
Niente di più falso.
L’opposizione al nucleare fu, escluse frange insignificanti e marginali, opposizione a una modalità di scelta nucleare fondata su menzogna e intrallazzi politico-finanziari.
Fu un’opposizione fondata su critiche precise rimaste tuttora senza risposte. E Scajola con le modalità con cui ha riaperto i giochi ha deciso di ridare fiato alle antiche tifoserie, decretando così il suo insuccesso. Se Berlusconi ci tiene al programma nucleare, sostituisca immediatamente Scajola: questo ministro si è già bruciato.
Per quali ragioni c’è stata in Italia una forte opposizione al nucleare?
1) Perché non c’erano piani di emergenza. Adesso ci sono? NO.
2) Perché non era stato risolto il problema delle scorie. Adesso è risolto? NO. Scajola dimentica che il precedente governo Berlusconi aveva individuato un sito per le scorie, ma poi le mandò all’estero per l’opposizione della popolazione locale.
3) Perché le autorità politiche non erano credibili quando parlavano di tempi e costi per la realizzazione di una qualsiasi opera. E adesso? Esattamente come allora: non c’è una sola centrale elettrica che sia stata costruita nei tempi preventivati e nel rispetto del budget. Adesso questa credibilità c’è? NO! Anche il precedente governo Berlusconi aveva annunciato il ritorno al nucleare, ma non successe nulla. Il ministro Scajola annuncia tempi sbalorditivi per la realizzazione di centrali nucleari. Negli USA l’organismo preposto al controllo sull’energia nucleare si prende 4 anni per valutare progetto e sito. E noi annunciamo che entro la legislatura attuale si poserà la prima pietra.
Se il governo vuole essere credibile, ci spieghi come supererà le ataviche inefficienze italiote. Cosa è successo improvvisamente, l’Italia è diventato il paese più efficiente del mondo?
Difficile da credersi vista la normalità (spacciata per emergenza) della situazione campana; il famigerato ponte sullo stretto di cui si discute e spende da decenni; la situazione tragicomica della TAV; l’autostrada Palermo-Messina completata (con qualche dubbio) in soli 36 anni… Mi fermo qui per carità di Patria.
Difficile da credersi visto che la nuova centrale elettrica di Presenzano, autorizzata nel 2004, è ancora in attesa di VIA (valutazione impatto ambientale): a distanza di 4 anni la costruzione è lontana dall’iniziare.
E vogliamo tornare al nucleare?
Difficile da credersi visto che l’ultimo rigassificatore emiliano ha richiesto 10 anni per essere ultimato.
E vogliamo tornare al nucleare?
4)Perché in pieni anni ’70 in Italia infuriava il terrorismo. La scelta nucleare imponeva la valutazione di considerare gli aspetti della sicurezza, con la conseguente necessità di militarizzazione del territorio. Ma di ciò non c’era traccia. Adesso questo problema è risolto? Non direi visto che si vorrebbe utilizzare l’esercito per presidiare le discariche (cosa dovrebbero fare poi i militari? Sparare sui dimostranti? Passare con i blindati sui corpi di coloro che si stenderanno sulle strade? Boh…). E vogliamo tornare al nucleare? Chi chiameremo a difesa dei siti scelti per il nucleare, i caschi blu?
5)Perché la convenienza economica era basata su dati falsi. E su questo fronte non abbiamo fatto alcun passo in avanti. Si affermava che il kW da nucleare era più economico di quello prodotto con fonti tradizionali. Peccato che il conto fosse elaborato
> su tempi di costruzione della centrale (componente rilevantissima nella formazione del costo del kW) inverosimili (tempi non coerenti con quanto avveniva in altri Paesi tradizionalmente più efficienti del nostro);
> ignorando il costo di trasporto, stoccaggio e smaltimento delle scorie (problema ancora aperto per le poche scorie a suo tempo prodotte);
> ignorando i nuovi standard di sicurezza (mente noi avviavamo un progetto basato su tecnologie già superate gli USA sospendevano la costruzione di molte centrali autorizzate perché i nuovi parametri di sicurezza le rendevano antieconomiche);
> trascurando i costi di mantenimento delle centrali a ciclo produttivo concluso: “custodia protettiva passiva” (le nostre poche centrali continuano a costare anche adesso); la centrale di Caorso costa 150mila euro al giorno e sarà smantellata probabilmente entro il 2016;
> ignorando i costi di smantellamento: il progetto di Caorso non considerò minimamente le operazioni di smantellamento che sono in ogni caso necessarie a ciclo di vita concluso e che oggi si stanno dimostrando particolarmente complesse e costose proprio per le carenze del progetto iniziale;
> trascurando i costi per la “militarizzazione” del territorio (della quale oggi si torna a parlare per le ordinarie discariche);
> ignorando gli elementari criteri di sicurezza nella scelta dei siti: si costruivano centrali su terreni alluvionali, con costi finali pari al triplo di quelli preventivati (o si pensava al Friuli per lo stoccaggio delle scorie, salvo “scoprire” con il terremoto del 1976 che il Friuli è zona sismica…); non era prevista neanche l’analisi geologica del sito che doveva accogliere la centrale. Le regole comunitarie impongono che una centrale debba essere costruita a non meno di 8 chilometri da una faglia attiva: viste le caratteristiche del nostro territorio, ciò limita molto la scelta dei siti. Il ministro farebbe bene a occuparsi di ciò, prima di pensare ad altro: i prossimi cinque anni sarebbero già pienamente occupati.
Questi problemi sono tutti superabili, ma se non si è capaci di decidere l’ubicazione delle discariche, come si pensa di far passare la scelta di una centrale? Quali Comuni hanno dato la propria disponibilità? Chi in Italia vuole una centrale nucleare nel proprio Comune? Pensa il ministro di risolvere il problema con lo sconto sulla bolletta?
Se vogliamo seriamente parlare di nucleare, dobbiamo comprendere quanto successo nel recente passato.
Non c’è stata una “pregiudiziale” nucleare, c’era e c’è una giustificatissima diffidenza verso la classe dirigente che ancora una volta si lancia in campagne pubblicitarie senza avviare un confronto con le popolazioni perché le decisioni politiche siano recepite positivamente.
In Finlandia hanno autorizzato la costruzione di una nuova centrale: sono passati 8 anni dall’autorizzazione all’inizio della costruzione… e siamo nell’efficientissima Finlandia (dove esistono già altre centrali attive).
In Francia è stata autorizzata una nuova centrale: EdF ha preso 15 mesi per svolgere la discussione pubblica su questa nuova impresa dopo vent’anni che non si costruivano più centrali.
E vogliamo tornare al nucleare?
Tre giorni di pioggia e il paese va in tilt.
E vogliamo tornare al nucleare?
E vogliamo tornare al nucleare con gli annunci televisivi?
Tutto si può fare: tranne attendere che il tempo trascorra per verificare se le cose sono state fatte.
Questo è un trattamento che si può riservare solo a chi è autorevole e credibile. Non è il caso dei nostri governanti (di destra, centro e sinistradestra). No, loro non sono credibili “a priori”: devono conquistarsela la credibilità dialogando, spiegando, dimostrando e persuadendo.
Tutto consente di affermare che aldilà della propaganda c’è il nulla.
La credibilità di un politico si giudica dai comportamenti, da come dimostra di aver fatto tesoro della storia e dal rispetto che dimostra di avere per i cittadini.
Se il ministro Scajola non cambierà atteggiamento, tra cinque anni saremo ancora a discutere sul dove collocare la prima pietra.
rufus14
05 giugno 2008 00:00
Bravo Sergio ottimo intervento, invito chi è favorevole al nuclare ad informarsi su cosa succede quando poi bisogna smantellarle.
C'è nè adirittura una quella del Garigliano che non sanno nemmeno come fare perchè quando è stata costruita non esisteva una previsione per smantellarla.
DE pravato
05 giugno 2008 00:00
Tutto vero, ma:
DOVE li pigliamo i Kw/ora che ci servono oggi? e quelli che ci serviranno domani o fra dieci o venti anni?
Il problema non è dove ne prenderemo "uno", ma dove prenderemo TUTTI QUEGLI altri che continueranno a servirci nonstante le belle pale eoliche i brutti pannelli solari, la forza delle onde e delle maree, i risparmi energetici di una popolazione diventata talmente educata da non aver più munnezza da bruciare per fare energia eccetera...
TUTTI I GIGAWATT Che ci mancheranno comunque, DOVE LI PRENDEREMO?...
ovvio. Comprandoli dal nucleare altrui!
rufus14
06 giugno 2008 00:00
Il problema è chiaro che rimane e anche l'ipocrisia di utilizzare l'energia prodotta dalle centrali nucleari altrui, ma una visione limitata come è quella attuale, basata solo sulla convenienza economica è chiaro che non può reggere.
Sarebbe logico puntare su ricerca ed innovazione penalizzando gli idrocarburo e favorendo le energie alternative ed il risparmio energetico, ma ci vuole la volontà politica per fare un cambio di rotta deciso, ma dal petrolio e dai consumi gli stati traggono guadagno, dal sole, dal vento, dalla geotermia non più, e quindi è meglio promulgare soluzioni che non sono attuabili per mantenere accise e lobbbies.
Sui giornali ci sono pubblicità di case che consumano per il riscaldamento circa 300 euro all'anno, io ne spendo 2200.
Cominciamo col favorire chi costruisce in tale ottica e poi passiamo magari a penalizzare le auto che consumano troppo, premiamo chi introduce i limitatori di velocità, incentiviammo i servizi pubblici, favoriamo la ricerca, ma fin quando per finanziare Alitalia tagliamo i fondi per la ricerca o per finanziare l'abolizione dell'Ici tagliamo fondi sulle infrastrure o per l'adeguamento delle reti idriche è chiaro che siamo sulla solita strada, quella sbagliata.
Sergio
06 giugno 2008 00:00
Inesatto Rufus14, la verità è che quando è stata costruita non si è tenuto conto che un giorno sarebbe stato necessario smantellarla: carenze di progetto, non di conoscenze.
E sono queste superficialità imperdonabili e criminali che devono farci tenere sempre le antenne ben dritte.
Perché ci sono buchi così clamorosi nell'iter decisionale?
Paolo 1
06 giugno 2008 00:00
Ho l'impressione che ogni giorno ci raccontino delle frottole diverse, a seconda di come gli fa comodo. A volte sostengono che la Francia grazie alle sue centrali nucleari puo' esportare energia elettrica, in particolare verso l'Italia, altre volte affermano che da qualche anno l'Italia non ha bisogno di costruire altre centrali elettriche e che anzi esporta energia elettrica in Francia. Se avete qualche suggerimento su come accertare quale sia la verita' e come stiano effettivamente le cose, lo leggerei volentieri.
Paolo
Paolo 1
06 giugno 2008 00:00
Altro problemino. Ci spingono a spendere un sacco di soldi per generatori di energia e aggeggi per risparmiare energia , poi salta fuori sui mass media che nei prossimi 30 anni circa il consumo di energia aumentera' del 50%, il che vuol dire che pur con tutti questi risparmi qualcuno consumera assai di piu'. Chi e perche? Visto anche che i consumi diminuiscono, e in proporzione anche l'energia richiesta per produrre le merci e poi per trasportarle. Non vi sembra che in tutto questo ci sia qualcosa di losco?
Paolo
er metico
06 giugno 2008 00:00
Tra le ragioni strettamente tecniche di quelle che dice Sergio, per le quale si è preferita la denuclearizzazione dei territori italiani, vi è da aggiungere una scarsa elementare preparazione in materia da parte della gente comune, che è poi quella che deve convivere con le centrali e che pone la sua forza decisionale al servizio di chi fa la politica sociale ed economica.
Sostanzialmente è vero che da noi si parla troppo e ci si perde in ragionamenti più che agire direttamente e questo lo si sa comunemente. Infatti, un amico tecnico dell'ENEL mi ha detto che non son riusciti a mettere gli impianti a pale eoliche per l'opposizione degli ambientalisti che usavano un certo riguardo per gli uccelli. Intanto, però, acquistiamo energia di ogni genere all'estero. Penso che si debba dar spazio alle priorità e, come dice Sergio, farlo in maniera sensata e organizzata. Se la priorità sono gli uccelli, allora continueremo a comprare energia contribuendo a mantenere il nucleare altrui, dietro l'angolo.
Saluti.
Sergio
06 giugno 2008 00:00
De pravato, ecco che subito ci risiamo: si sorvola su tutto perché abbiamo bisogno di kW.
Ho forse affermato che le centrali nucleari non si devono fare a prescindere da ogni considerazione?
NO!
Ho rilevato che le obiezioni di ieri, non al nucleare ma al modo in cui è stata fatta e attuata la scelta del nucleare, sono ancora tutte sul campo.
Ho fatto un pronostico su Scajola: fallirà, per le modalità con cui ha deciso il ritorno al nucleare.
Ha già sbagliato tutto il ministro: o cede il passo a qualcuno dotato di maggiore sensibilità politica e culturale o saremo destinati a non avere le centrali nucleari.
Scajola è il miglior alleato degli antinucleari "a priori".
Quindi, prima rilievi di metodo; poi possiamo passare alla sostanza (alla quale non arriveremo mai se il metodo di approccio alla questione è sbagliato).
Il ministro ci spieghi perché i problemi REALI di ieri sono superati.
Ci spieghi quindi:
> dove andranno le scorie; come saranno trattate e se c’è l’accordo della popolazione locale;
> come si sceglieranno i siti e se esistono già dei comuni candidati; e come saranno coinvolte le popolazioni locali (perché non prevedere referendum consultivi?);
> ci illustri i piani di emergenza che per legge dovrebbero GIA’ esistere;
> ci presenti un programma energetico nazionale perché la soluzione non risiede in una sola scelta ma in un insieme combinato e integrato di scelte avendo chiaro l’obiettivo: fabbisogno energetico coniugato con sicurezza e tutela della salute e dell’ambiente;
> ci illustri le misure di sicurezza specifiche e sul territorio;
> ci illustri dettagliatamente gli aspetti economici (le scelte del passato gridano ancora vendetta per i costi immensi sopportati e ancora da sopportare: se Caorso avesse in questi anni funzionato i benefici sarebbero stati minimi dato che è costata il triplo di quanto previsto e per le lacune progettuali non è quasi mai entrata pienamente in funzione e costerà uno sproposito per smantellarla).
Queste sono solo premesse metodologiche necessarie, se vogliamo darci qualche probabilità di successo.
Diversamente, si scatenerebbe quel che già succede per discariche, termovalorizzatori, TAV, autostrade…
E fra anni saremo ancora a discutere solo sui siti...
Superati questi aspetti metodologici, allora si può iniziare a discutere nel merito.
Secondo i piani ministeriali, nel 2020 avremo operative le prime centrali, se tutto fila liscio e intorno al 2012 saranno iniziati i lavori.
Dal momento che partiamo da zero, questo calendario è semplicemente irreale: se tutto fila liscio (e non ci saranno cambi di maggioranze politiche tra questa e la prossima legislatura) l’inizo dei lavori non può essere collocato prima del 2014-2017. Se l’edificazione avverrà senza imprevisti (assoluta novità per l’Italia) le prime centrali saranno operative non prima del 2025.
Spenderemmo immense risorse per dotarci di centrali che oggi sono vecchie e quando inizieranno a funzionare saranno obsolete. Le centrali di terza generazione non sono poi molto dissimili da quelle di seconda. Sarà la generazione prossima (che dovrebbe essere pronta entro il 2030) a costituire un vero salto di qualità: funzioneranno a torio (e non a uranio risolvendo a monte quindi gran parte dei rischi attuali, tra cui quello della proliferazione di armi nucleari e della gestione delle scorie).
Senza entrare troppo nel dettaglio, ci troviamo ciclicamente a rivedere le nostre scelte energetiche, dimostrando di non avere un progetto e una visione complessiva della realtà e del futuro.
Abbiamo perso 30 anni a piangere sull’abbandono del nucleare e solo in questi ultimi 5 anni è stato fatto qualcosa sul fronte delle fonti rinnovabili, ottenendo risultati interessanti. Se ci fossimo dati da fare subito, oggi il problema sarebbe più gestibile e meno emergenziale; perché abbandonare questa strada? Non sarebbe meglio incentivarla ulteriormente?
I rifiuti: perché non varare un programma complessivo e integrato per utilizzarli come fonte energetica? I risultati già ottenuti, non solo in Italia, sono assolutamente competitivi con qualsiasi altra tecnologia.
La distribuzione: e già, la nostra rete di distribuzione dell’energia ha dispersioni colossali che pongono l’Italia al vertice della classifica per gli sprechi. Se portassimo la nostra rete ai livelli medi dell’Europa, recupereremmo circa il 3% del nostro fabbisogno. Con quali costi? Probabilmente quanto servirebbe per costruire 1 centrale e mezzo.
Ci sono poi altri fronti su cui lavorare (compresi il contenimento energetico degli edifici e lo sviluppo del trasporto pubblico per ridurre l’impiego dei mezzi privati, l’idrico e il geotermico…), ma quel che più conta è che si definisca un programma energetico nazionale che privilegi l’ottimizzazione dell’esistente, l’incentivazione delle fonti rinnovabili, la lotta agli sprechi. Mentre si procede su questi fronti, si potrà approfondire il tema nucleare per definire dove, quale e come: si tratta di una scelta importante e condizionante per noi ma soprattutto per le future generazioni e il livello di partecipazione alla scelta deve essere massimo. La politica energetica non deve essere guidata dall’emergenza perché la posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni.
Ribadisco, nessuna opposizione aprioristica al nucleare, ma nemmeno fiducia cieca in una classe dirigente di oggi e di ieri che ha dimostrato lassismo, incapacità programmatica e gestionale, e qui mi fermo.
Vogliamo vederci chiaro, anche a costo di ritornare alle candele.
Non bisogna ripetere gli errori del passato: Scajola sembra ne abbia invece tutta l'intenzione.
DE pravato
06 giugno 2008 00:00
per esempio tu, Paolo 1
vrnt'anni fa camminavi in 500, oggi tua moglie ha il 1200 e tu il 2000.
I phon dei capelli prima consumava 500 watt ed ora 2000, tale e quale al ferro da stiro di tua moglie, il forno a microonde ed i 3 televisori che spesso lasci accesi,
I piatti li lavavi a mano ed ora ti servono 25oo matt, ed il condizionatore ti assorbe, al minimo 900 Bthu per stanza... devo continuare?... perché sono ancora all'inizio!... e non mi piace rompere il Gabriellì alla gente senza motivo!
Sergio
06 giugno 2008 00:00
Certo, er metico, non siamo un popolo di tecnici e di fisici nucleari... ma non lo è alcun popolo del mondo.
Ecco perché in Francia, maggiore potenza nucleare d'Europa, decidendo dopo vent'anni di costruire una nuova centrale si dedicano 15 mesi al dibattito pubblico.
Le scelte, soprattutto quelle che impegnano il futuro, devono essere condivise e comprese.
Certe scelte non si fanno sull'onda dell'emergenza: una classe politica che decide sempre per emergenza non è credibile.
La politica ha il compito di programmare, regolare, pianificare.
La politica deve allora dialogare con le popolazioni, presentare un piano nazionale energetico da cui emergano esigenze a breve, medio e lungo periodo; presentare ipotesi e progetti, su questi ottenere il consenso e quindi procedere.
Non si comunica il ritorno al nucleare con gli annunci televisivi (però se l'obiettivo è non fare, creando ad arte la reazione becera di chi è sempre "a priori" contro... allora la scelta del ministro è perfetta).
DE pravato
06 giugno 2008 00:00
D'accordo Sergio. io cercherò di farti spiegare tutti i tuoi dubbi dal signor Ministro (o da qualcuno più competente di lui).
Ma in cambio tu glielo dici al signor ministro dove deve prendere tutti quei chilovatti che servono... bada non a lui, ma a te!?
Vedi, abbiamo perso trent'anni per colpa dei bastoni fra le ruote messe da tanti saputoni come te. Vuoi perderne altri trenta?... o di più?
No, non ne perderemmo comunque di più! Perché prima, molto prima, saremo colonia sottosviluppata del nuovo impero dell'energia.
E saichi comanderà, in quell'impero?... chi l'energia ce l'avrà non chi deva elemosinarla!...
Ed a proposito... niente candele, ché quelle sono un prodotto di alta tecnologia, e ci vuole assai energia a produrla, e petrolio!
Solo torce, a scapito dei pochi boschi rimasti. Che ce semo magnati puro queli!
pinetree
06 giugno 2008 00:00
DE pravato, il filo del discorso va bene, ma l'esempio che fai un pò meno, d'accordo per l'automobile, ma il phon consuma lo stesso (sono nato molto tardi le versioni più compatte), il ferro da stiro idem, lavare i piatti con la lavastoviglia costa meno che lavarli con le mani, il condizionatore, hai ragione, una volta ci bastava un giornale per fare un pò di aria.
Sergio
07 giugno 2008 00:00
OK De pravato, vedo che non hai compreso nulla di quanto affermo.
I ruoli sono esattamente rovesciati: ci sono i falsi avveduti come te che fingono di volere il nucleare e fanno esclusivamente il gioco di coloro che del nucleare e dei problemi energetici se ne fottono ma sono molto interessati agli affari.
Ad aver bloccato il nucleare non sono stati i saputoni ma gli intrallazzatori che hanno presentato un progetto per costruire la centrale di Caorso che doveva costare 140miliardi di lire e ne costò 1000; una centrale che in circa otto anni ebbe ben 100 fermi tecnici; una centrale che richiederà ancora circa 10 anni di lavoro per smantellarla.
E' questi signori che promossero quel nucleare della truffa e dell'estorsione, della tangente e dell'intrallazzo, dell'incompetenza e dell'incoscienza che devi ringraziare.
Quei signori che non si curarono di definire cosa fare delle scorie, che facevano i conti senza considerare tutti i costi di cui ho già scritto e quindi non mi ripeto.
Oggi la storia si ripete: Scajola e il governo Berlusconi non vogliono le centrali; ovvero se le vogliono sono degli incapaci perché fanno esattamente quel che non devono fare: risvegliare gli oltranzisti del "no" senza convincere i tanti possibilisti che vogliono solo avere certezze che non si butteranno a mare miliardi di euro per l'interesse di una banda di affaristi.
I possibilisti vogliono risposte a problemi che pongono da decenni e che sono ancora senza risposte.
Non sono io che ho individuato il sito per le scorie e che poi non è riuscito ad attivarlo mandando le scorie in Francia: è stato lo scorso governo Berlusconi.
Non sono io che ho autorizzato una centrale elettrica e dopo 4 anni siamo ancora alla fase della valutazione di impatto ambientale: ma sempre lo scorso governo Berlusconi nonostante i proccedimenti legislativi per accelerare le procedure autorizzative.
Impariamo a riconoscere le responsabilità senza addebitarle a chi si limita a indicare i problemi che altri hanno lasciato irrisolti.
Non sono io che devo dire dove andrò a prendere i kW ma appunto il governo che da decenni dovrebbe varare un programma nazionale energetico con indicati gli obiettivi, i tempi e i mix di risorse.
Se torni agli anni '70 scoprirai che i primi a sollevare dubbi sulla scelta nucleare furono i geologi italiani, e visto quel che successe non si può dire che misero i bastoni tra le ruote ma bisogna chiedersi per quali recondite ragioni allora si decise di scegliere i siti senza neanche effettuare l'analisi geologica dei terreni in cui si andava a costruire queste benedette centrali.
Ci sono dei pazzi che fanno scelte scellerate e criminali, ma le responsabilità sarebbero di coloro che dicono "siete pazzi? ma vi rendete conto di cosa state facendo e dei problemi che state creando?"
Proprio un mondo capovolto. Viva la logica.
Poi ci sarebbero da sfatare alcuni miti come quello della Francia e del costo dell'energia francese o dell'acquisto dell'uranio... ma questo è un discorso più complesso che è inutile fare se non si comprendono gli aspetti propedeutici della questione.
DE pravato
07 giugno 2008 00:00
Ho capito, Sergio, che tu il problema dei chilovatti non lo sai risolvere, nemmeno a chiacchiere, e te la cavi dicendo che non è cosa che tocca a te fare.
Tu, sai fare solo il detrattore.
Sergio
07 giugno 2008 00:00
Bravo De pravato tu si che hai capito tutto.
Meno male che ci sei tu che il problema sai come risolverlo.
La tua intelligenza e capacità di confronto è sorprendente.
Complimenti sei proprio un luminare.
IVAN
07 giugno 2008 00:00
DE pravato, perchè non stai ad ascoltare?
INDOVINELLO:
dimmi il nick di un partecipante ottuso e irragionevole, che qualunque cosa gli si dicesse andava per la propria strada, farneticando e distorcendo qualsiasi cosa gli si dicesse, totalmente incapace di rispondere a tema e accettare il confronto alla pari.
(Un aiutino: cominciava per "G"...)
DE pravato
07 giugno 2008 00:00
Gabriellì?... Giovannino?...
Gonzetto?... de Goglionastris?...
Gongolo?... Goffo?... Gufastro?... Gabbamondo?... Grullo?... Gonzo?... Grilletto?... Gaglioffo?... Guappo?... Galletto?... Girigogolo?... Giovinastro?... Guerrafondaio?... Gradasso?...
Scusa... non mi viene proprio!!!
deutsch
07 giugno 2008 00:00
anche noi tedeschi abbiamo deciso di uscire dal nucleare entro il 2020.
Espana
07 giugno 2008 00:00
E la Spagna non rimane a guardare: anche noi abbiamo deciso di uscire dal nucleare.
Anche se da questo dipende il 20% dell'energia nazionale.
deutsch
08 giugno 2008 00:00
se è per questo noi in germania col nucleare ci facciamo il 30% dell'energia necessaria ma abbiamo deciso di uscire gradualmente dal nucleare.
gianni
08 giugno 2008 00:00
Qualcuno sa spiegarmi perchè la centrale di Caorso è stata spenta a ottobre del 1986 per la ricarica di combustibile ma non è stata rimessa in funzione?
Il referendum si è svolto a novembre del 1987.
Eppure tutti dicono che fu spenta a causa del referendum; in realtà fu spenta 13 mesi prima del referendum, ricaricata e non riaccesa.
Sarà vero che era tutto a posto? Vi sembra una cosa logica quella di spegnere la centrale per operazioni ordinarie e non riaccenderla? Ma allora perchè ricaricarla?
FABRIZIO
08 giugno 2008 00:00
per Gianni:
te lo dico io perché (visto che ci abito vicino):
La centrale fu veramente fermata per la ricarica ma forti autorità ed entità locali, anche molto strumentalizzate dalla politica e dai sindacati, fecero fortissime pressioni proprio all'indomani del disatro di Chernobil.
Si disse che la centrale non era sicura, che poteva esplodere, si disse addirittura che era stata costruita sul tracciato di una rotta aerea molto frequentata e che il soffitto della centrale non era stato progettato per resistere ad un impatto di un aereo in caduta libera (!!)
Si disse che il piano di evaquazione era inesistente ecc. ecc.
Insomma, si raccontarono alla gente una quantità infinita di cose, ma anche molte sciocchezze e si decise di prendere tempo prioprio paventando già un possibile referendum.
Il resto lo sappiamo ma per cortesia, non raccontiamo balle e neppure inventiamoci incidenti che non ci sono mai stati.
I dipendenti della centrale erano in gran parte piacentini e se vi fosse stato anche il minimo incidente la cosa sarebbe stata di dominio pubblico in un battibaleno.
Invece la verità é che Caorso funzionò pochi anni ma funzionò bene e che se fosse stata lasciata accesa avrebbe compiuto il suo ciclo di produzione per almeno altri 20 anni.
E se ora stiamo scelleratamente smantellandola, pensiamo al fatto che per 20 anni é stata lì, ferma, inutile, carica e radioattiva ma .... improduttiva.
Fermarla nell'86, non solo non ha minimamente ridotto la sua potenziale pericolosità, anzi, la ha aumentata visto che, a causa della riduzione dei costi stanziati, anche la sorveglianza era stata ridotta al minimo.
Ma con buonapace degli abitanti di Caorso, di Piacenza e di Cremona, la centrale era.... spenta.
BALLE !!!!!!!!
Perchè non dire che la centrale é sempre stata pericolosamente carica (se si può parlare di pericolosità) e che spegnere la produzione di energia elettrica non ha minimamente annullato la sua pericolosità ?
Se fosse stata lasciata funzionare, almeno avrebbe dato un reddito e invece ha solo rappresentato un costo, anche sulle nostre bollette (attività nucleari residue n.d.r.) sulle quali paghiamo la quota di danni economici causati all'Enel.
Ecco la verità, solo tante balle raccontate alla gente per tacitarla politicamente.
E ora , dopo 22 anni dal suo spegnimento, stiamo comuniciando a svuotarla.
E nei 22 anni passati ?
Non era allora pericolosa ?
O almeno non lo era più di quanto lo fosse stata se avesse funzionato ?
Cosa faremo quando il petrolio sarà arrivato a 300 dollari o peggio, quando non ce ne sarà più ?
Aspetteremo ancora che qualcuno si decida ad inventare le centrali di 4 o meglio di 5 generazione ?
Chi spiegherà alla gente che dovrà restare al buio, al freddo e ...piedi ?
IVAN
09 giugno 2008 00:00
DE pravato, la domanda era: perché non stai ad ascoltare?
DE pravato
09 giugno 2008 00:00
Scusami IVAN... perché, c'è qualcuno che ha detto qualcosa degna di essere ascoltata?... sii misericordioso, e guidami alla ricerca di tanto preziosa gemma in quest'immane arida sterpaglia!