silvia
25 giugno 2008 00:00
Se io potessi comprerei dagli agricoltori, peccato che abito in montagna dove normalmente non si coltiva. In compenso le ciliege qui costano euro 7,50/kg e i pomodori perini euro 3,50/kg. Poi si chiedono perchè gli italiani non comprano più.
Debian
25 giugno 2008 00:00
Ci sarà un motivo per tutto: una speculazione incontrollata. E nessuno che mette multe. Speculano su tutto, soprattuto sui beni primari. I governi si succedono ma le cose invece di cambiare in meglio peggiorano sempre di piu'.
Paolo 1
26 giugno 2008 00:00
Tutti questi piagnistei dei contadini mi convincono poco. Non che non possano avere i loro problemi, ne' che non possano risentire di certi aumenti di prezzi (gasolio, grano, etc) e non voglio mettere in dubbio nemmeno che grossisti e catene di distribuzione i prodotti dei campi cerchino di pagarli poco. Quello che mi impedisce di provare solidarieta' per questi poveri agricoltori e' che in tutti quei casi in cui si accorcia la filiera, e si giunge addirittura alla vendita diretta nelle fattorie, sono proprio costoro, che sostengono che il prodotto x a loro lo pagano 0,10 euro e nei negozi si vende a 3,00 euro, a venderlo a 2,50 euro. Se e' vero che la filiera incide sul prezzo finale per il 90%, che la vendita diretta porti a sconti solo del 20-30% e' una prova della rapacita' degli agricoltori. E anche comprando, sempre direttamente dagli agricoltori, ma in gruppo (i cosidetti GAS, gruppi di acquisto solidale) non si spuntano sconti superiori al 30%, e se si tiene conto delle complicazioni organizzative e della benzina, il risparmio e' ancora inferiore. Da qualche tempo anche a Parma si e' avviato un Farmers' Market, il sabato mattina delle aziende agricole vendono direttamente i loro prodotti in centro, ma ho contato meno di venti bancarelle, e nel migliore dei casi i prezzi sono al livello delle offerte speciali dei supermercati. Casalinghe romane intervistate hanno detto che nei FM i prezzi sono piu' alti che alla Coop et similia. Insomma la filiera corta serve agli agricoltori solo per mettersi in tasca la maggior parte dei soldi che di regola finiscono nelle tasche di grossisti e negozianti.
Paolo
scocciato
26 giugno 2008 00:00
Le leggi economiche in regime di libero mercato, sono intoccabili. Non che non siano, spesso, ingiuste e perverse, ma perchè si sopprimerebbe, se fossero modificate d'imperio, un diritto fondamentale della libera contrattazione ( a similitudine dei vasi comunicanti che, se si blocca in qualche modo il libero accomodamento, si creano più scompensi che vantaggi) che mantiene un equilibrio instabile, ma certo ed attendibile
Se qualcuno ricorda, per esempio, che i comuni non concedevano licenze se non vi erano le distanze previste, se vi erano troppi commercianti nella stessa zona, se tutti volevano produrre o commerciare gli stessi prodotti in quel momento di moda.. e mille altre disposizioni che parevano, al tempo, vessatorie, ma...calmieravano sotto un certo aspetto tutte le, ora di moda, liberalizzazioni che altro non hanno prodotto se non possibilità a tutti di fare tutto e..poi creato di fatto "cartelli"(pool, konzern, ecc.).
Ciò è altamente negativo in quanto hanno fatto moltiplicare a dismisura, tempo per tempo, moda per moda, attività che-al momento- apparivano più remunerative di altre, che venivano abbandonate.
Vedansi locali di ristoro, mostre dappertutto,iniziative per spillar danaro, alberghi, vacanze, pizzerie, enoteche, fiere e mercatini(ancora per poco), outlet e iper megagalattici(studi attuali dicono che stanno cadendo in declino), autentiche cattedrali del perditempo di gente che fa decine di km in auto per passarsi due ore; commercianti e venditori di tutto e di più, ma pochi lavoratori artigiani, tante imprese che aprono e molte di più che chiudono dopo aver preso i contributi di stato,regioni, mutui super agevolati.
La ricetta? Un pò meno libertà nel dar permessi per creare attività che si sa in partenza falliranno( una vecchia regola economica recita che"le imprese marginali devono fallire").
Anche andar dal contadino(?) a prendere verdure o vino ecc. che ti spaccia per migliori dei prodotti che -a sua volta acquista pure lui e finge di produrre, magari biologicamente(anche questa e una grande truffa) nel suo pezzo di terra che stranamente produce di tutto.....anche le banane. Senza contare che la stessa merce ti costa di auto(e non poco) e di tempo più che andare a prenderla al supermercato all'angolo.
L'ultimo rapporto dell'authority fa capire che che c'è truffa di tutti e in tutti i passaggi.
Ma se eliminassimo i passaggi (sorti per assoluta convenienza) che andrebbero a fare gli operatori eliminati? Forse gli avvocati o i medici o i santoni?
Non resterebbero che gli ennesimi ed immancabili aiuti di stato che pagheremmo ancora una volta noi cittadini con i quattrini risparmiati dall'eliminazione dei passaggi.