FREDDY
26 giugno 2008 00:00
BRRRRRRRRRRRRRR.
Debian
27 giugno 2008 00:00
Io credo che dovrebbero prima lavarsi i propri panni sporchi a casa loro e poi dare giudizi a noi. Comunque tutto questo grazie ad una stampa/magistratura politicizzata,sempre pronta a mettersi in mostra e distruggere l'avversario politico con tutti i mezzi (leciti ed inleciti) a disposizione.
Massimo Fonzini
27 giugno 2008 00:00
Io non vivo all'estero ma viaggio moltissimo per lavoro soggiornando per discreti periodi nei paesi dell'Unione Europea.
Debbo mio malgrado constatare che mentre gli Italiani e le relative imprese sono ben viste per non dire ammirate, la giustizia Italiana è considerata una giustizia da terzo mondo.
La pessima considerazione che all'estero hanno dei giudici Italiani è basata sulla loro inefficienza e mediocrità, se a questo aggiungiamo alcuni articoli di giornale recentemente apparsi sia in Inghilterra che in Francia e Belgio, abbiamo un quadro veramente poco edificante della nostra magistratura.
matteo b
27 giugno 2008 00:00
La situazione è molto articolata e non è facilissimo rispondere. In generale a favore della magistratura italiana si possono dire queste cose:
- non è, nel suo complesso, corrotta, a parte casi isolati (tipo Squillante).
- non è, nonostante quel che si dice, troppo politicizzata, a meno che il semplice fatto di applicare il principo "la legge è uguale per tutti" non significhi essere politicizzati. In questo, devo dire, il nostro attuale presidente del consiglio è stato abilissimo a trasformare i suoi oggettivi problemi giudiziari in un caso politico, facendosi passare per vittima di una persecuzione politica, quando in realtà lui ha semplicemente e banalmente infranto la legge ripetute volte.
A sfavore dei magistrati italiani posso dirti, invece, le seguenti cose:
- hanno spessissimo atteggiamenti di difesa corporativa ad oltranza, arrivando a difendere l'indifendibile (che uno come Chionna, che non so neanche come definire, faccia ancora parte della Magistratura è, ad esempio, uno scandalo che grida vendetta).
- alcuni di loro, non tutti ma molti, hanno una tendenza al protagonismo ed a stare sotto i riflettori che non può non lasciare perplessi. MI riferisco a giudici come Woodcock, che lavorando a Potenza non si sa come riesce sempre a finire in prima pagina, o come il già citato CHionna, che ha 4 morti sulla coscienza, o la Forleo, che è andata in TV a parlare dei suoi polpacci
- sono totalmente privi di cultura manageriale, e lo dico per esperienza diretta, avendo un parente magistrato ed uina fidanzata avvocato; non è vero che non hanno mezzi, è che sono preparatissimi (ovviamente) da un punto di vista giuridico ma assolutamente incapaci da un punto di vista gestionale (e quando si gestisce un tribunale con 100 persone tra giudici, impiegati ed usceri le capacità manageriali ci vogliono)
- è innegabile che alcuni di loro abbiano utilizzato la magistratura come trampolino di lancio per una molto più reminerativa carriera politica (alcuni nomi: Casson, Finocchiaro, Tiziana Parenti)
In sintesi: è una istituzione che va difesa, e che ha al suo interno persone preparate che lavorano con onestà ed in silenzio. E' una istituzione che nel 1992 ha salvato l'Italia dal tracollo e che ha visto alcuni dei suoi componenti morire eroicamente (Falcone). Non tutti i suoi componenti, però, sono degni di farne parte, e spesso quelli che finiscono sui giornali sono proprio quelli che non ne sono degni. E non è una istituzione in cui si ha l'abitudine a fare autocritica. Perdendo, in questo modo, la possibilità di migliorarsi
Demistocle Arguno
27 giugno 2008 00:00
Io ho una consistente conoscenza dei giudici Italiani e della Magistratura in senso lato, prendete le parole più offensive che esistono sui vocabolari Italiani e gridatele a questa magistratura, tranquilli sarete stati oltremodo magnanimi.!!!!!!!!!!!!!!
DarkDivin
27 giugno 2008 00:00
La magistratura in Italia?
Esiste?
Mi sembrava un'astrazione!
IVAN
27 giugno 2008 00:00
Per Matteo B.
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Molto interessante la tua analisi, che vorrei sottoscrivere.
A mio avviso, nell'elenco di coloro che “hanno utilizzato la magistratura come trampolino di lancio per una molto più remunerativa carriera politica” hai trascurato il caso più eclatante, quello di Antonio Di Pietro.
O forse è stato un atto di pietà?
Debian
27 giugno 2008 00:00
X matteo b
Già il fatto che alla voce "a favore " tu dica nel suo coplesso non e' corrotta, non mi stà bene.I corrotti vanno processati e arrestati. E' vero che non si può colpevolizzare una categoria solo perchè ci sono alcune mele marce. Non è politicizzata ? Anche questo non e' vero!!! Perchè non puoi accanirti solamente con un personaggio politico perche' e' scomodo.
alfonso scala lombardo
27 giugno 2008 00:00
x Matteo
Sottoscrivo al 90% la tua tesi. Il 10% me lo riservo per dirti che la Magistratura, nel suo complesso, è di certto migliore di di quanto non appaia agli occhi del miope. La corruzzione c'è in tutte le istituzioni, meno molto meno nella Magistratura. Infatti l'ipotesi di un magistrato corrotto fa scandalo, ma non fa testo. La "casta" invece... sì di certa casta ce ne siamo domenticati; ce ne ricorderemo di nuovo alle prossime votazioni.
deluso
27 giugno 2008 00:00
be' secondo il berlusca e' cosi', secondo le persone oneste e' l'ultimo baluardo contro gli impostori, per fortuna che ancora esiste, ma tanto fra poco il berlusca la eliminera' cosi' avremo risolto il problema
matteo b
27 giugno 2008 00:00
No, quello su Di Pietro non è stato un atto di pietà, è che, onestamente, non so fino a che punto la sua scelta di entrare in politica sia stata "programmata". La mia impressione è che ad un certo punto, sotto i continui attacchi dei giornali (ad esempio sul caso Rea), l'ingresso in politica sia stata una scelta obbligata. Ad onor del vero va detto che Di Pietro prima di candidarsi si è dimesso dalla Magistratura, mentre, per esempio, una Finocchiaro ha fatto il concorso quando era già un politico "in carriera" e, pur deputato dal 1987, risulta ancora scandalosamente nei ranghi della magistratura (maturando, ovviamente, anzianità e diritti pensionistici come tutti gli altri Magistrati nonostante non faccia questo mestiere da 21 anni...). Ecco, sono queste le cose che, secondo me, danneggiano l'immagine della Magistratura. Parlo da elettore del centro sinistra e da cittadino rispettoso delel istituzioni. Solo che un conto sono le istituzioni ed un conto sono gli uomini (o le donne) che ne fanno parte, non sempre all'altezza del ruolo.
Ciribiribì
28 giugno 2008 00:00
La magistratura in Italia funziona così:
Nel civile, devi rivolgerti ad un avvocato che ti dirà "NON SI PREOCCUPI" mi dia un piccolo acconto che poi le verrà restituito, da quel momento passano 7-8 anni in cui non sarai MAI sentito da un giudice, in compenso l'avvocato ogni 6 mesi o anche meno ti chiederà acconti che non saranno più piccoli ma veri salassi economici, quando riuscirai a parlare con il tuo avvocato "il più delle volte si negherà al telefono salvo che per gli acconti" questi ti dirà " quando si fa trovare" che ha fatto questo + quello + quell'altro ed il giudice deve pronunciarsi in tempi brevi.
Passano altri 7-8 anni in fedele fotocopia dei precedenti, tu ti sei dissanguato in acconti ma finalmente il Giudice ti da ragione e fissa la somma a risarcimento più le spese legali per la parte soccombente.
Convinto di essere ripagato del mal torto ti rivolgi al tuo legale per far valere la sentenza.
Questo ti risponde.... mi dica dove tiene i soldi la parte soccombente.
????????????????????????????????????
Faremo una ricerca dice il legale ma questa le costerà ++++++++
Alla fine della ricerca la controparte è introvabile e con lui i soldi.
Finale della favola, l'avvocato ti chiede le spese legali della causa in quanto dalla parte soccombente non si può rivalere, gli acconti dati sono ferocemente contestati e in gran parte dimenticati, le spese legali stabilite dal Giudice sono insufficienti per una causa durata 15 anni.
Morale, perdi il 50% degli acconti, paghi un buon 50% in più delle spese legali fissate dal giudice.
Dimenticati il nome ed il n° di telefono del legale che ti ha "assistito" perchè da quel momento si negherà sistematicamente al telefono.
Magistrati ed Avvocati a voi il giudizio.
deluso
28 giugno 2008 00:00
tranquillo ciribibiribi , tra poco il tuo padrone si liberera' dei magistrati, dei politici e dello stato per intero , cosi' avremo risolto tutti i nostri problemi.....
Ciribiribì
28 giugno 2008 00:00
x DELUSO
Io non ho mai avuto padroni nella mia vita privata e lavorativa come autonomo, mentre tu stronzetto insieme ad altri tuoi compagni stronzetti, ti sei dovuto mettere al servizio di altri per mancanza di iniziativa, intelligenza, capacità di ragionamento.
Sei uno dei tanti inutili scopatori del mare.
IVAN
28 giugno 2008 00:00
(da Matteo B:)
<< Un conto sono le istituzioni, ed un conto sono gli uomini che ne fanno parte. >>
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Bravo. Hai centrato l'esatto nodo della questione.
La frase “Magistratura politicizzata” non significa assolutamente nulla.
Ad essere “politicizzato” (ammesso che il termine significhi qualcosa, è tutto da chiarire) al limite sarebbe QUALCHE giudice o QUALCHE magistrato.
Quindi, nel concreto, questa frase è solo fumo negli occhi gettato al popolino; chi la pronuncia è palesemente in malafede.
Soltanto un ritardato potrebbe leggerci una cosa tipo “in effetti le cose stanno proprio come dice lui”.
I reati imputati alla Banda Bassotto sono comprovati (basta dare una sbirciata agli atti dei processi), e non sono oggetto di discussione – a meno di avere gravi disfunzioni sensoriali.
Difendersi dicendo “è un attacco alla mia persona in quanto uomo politico” è semplicemente <i>ridicolo</i>, oltre che IMMOTIVATO E NON PERTINENTE dal punto di vista legale.
Il punto è: perché allora se uno ruba un portafoglio finisce in galera, mentre chi corrompe un giudice diventa Presidente del Consiglio e depenalizza i propri reati?
Dobbiamo partire dal riconoscere che la frase “la Legge è uguale per tutti” ha un valore soltanto FORMALE;
Nei FATTI esiste invece una Casta – la stessa che ha stabilito questa bella frase roboante – che è <i>al di fuori</i> delle stesse leggi che decreta.
Di questo dobbiamo farcene una ragione.
Che non significa rassegnarsi passivamente allo schifo; solo, per cambiare le cose, bisogna almeno partire dal non difendere a spada tratta PROPRIO coloro che ce lo ficcano in quel posto (salvo poi lamentarci che ci fa male il culo...e non capire come mai!)
Ivan
Alfonso
28 giugno 2008 00:00
Povero disgraziato è il cittadino che deve rivolgersi ad avvocati e giudici, sarà sistematicamente derubato dai primi ed ignorato dai secondi e lo chiamano Stato di Diritto.
Moretti Luigi
28 giugno 2008 00:00
Invece di parlare di magistratura onesta ed aldisopra delle parti, perchè non delegittimiamo in modo definitivo una magistratura che impiega 15-20 per una causa civile e manda a casa per decorrenza dei termini "anni" delinquenti ed assassini.
Questa casta va licenziata in blocco con calci nel culo e rinnovata con giovani che abbiano voglia e volontà di lavorare.
Omeris
28 giugno 2008 00:00
che fine ha fatto il referendum per la responsabilità civile dei giudici, passato con l'80% dei "si" ?
FRANCESCO
29 giugno 2008 00:00
In poche parole: La legge non è uguale per tutti
libero
29 giugno 2008 00:00
rivedetevi il film " in nome del popolo italiano " film vecchiotto ma attuale.
DELUSO
29 giugno 2008 00:00
PECCATO CHE IO SIA UN IMPRENDITORE, CARO CIRIRIBIRI, E INORRIDISCO QUANDO IL BERLUSCA SI DEFINISCE TALE, GLI IMPRENDITORI SERI SI SONO FATTI SENZA L'AIUTO DI CRAXI E PAGANO LE TASSE.
DELUSO
29 giugno 2008 00:00
caro Moretti avresti ragione se non ci fosse una regia politica che vuole che la giustizia non funzioni, chi sapra' mai il perche'.......
matteo b
29 giugno 2008 00:00
Non credo, francamente, che delegittimando la magistratura, risolveremmo il problema, anzi, finiremmo col buttare nella spazzatura anche il buono che c'è. Nella magistratura, ripeto, ci sono molte persone che lavorano bene ed in silenzio. E' vero che in molte zone i tribunali non funzionano, ma anche qui non possiamo fare di tutta un erba un fascio. Parlando per esperienza diretta, il Palazzo di Giustizia di MOnza non ha nulla a che vedere con il Palazzo di Giustizia di bari (e, sottolineo, non sono leghista). Quell'unica volta che ho avuto a che fare, per lavoro, con il tribunale di Bari ne sono uscito con una sensazione di vomito (non scherzo). Quello che ho visto lì dentro quanto a sporcizia, menefreghismo, maleducazione e mancanza di voglia di lavorare è indescrivibile. Ma anche lì ho incontrato un paio di persone degne di rispetto. Se la situazione è allo sfascio è perchè i giudici non sono, tutto sommato, responsabilizzati sul funzionamento della organizzazione loro assegnata, nè sono "misurati" su come gestiscono tale macchina. Sono organizzati come dei liberi professionisti, ognuno dei quali porta avanti il suo lavoro, ma non hanno cultura organizzativa nè preparazione manageriale. Ecco perchè le cause ci mettono, in alcuni tribunali, 15 anni. Un esempio per tutti: avrete letto di quel giudice che ci ha messo 8 anni per scrivere una sentenza, facendo così scarcerare un pericoloso mafioso. E' stato sottoposto a procedimento disciplinare, ed è stato espulso dalla magistratura. Giustissimo. Ma io chiedo: ma il suo capo doveva aspettare 8 anni prima di intervenire? Ma non se ne era accorto prima? Ed è giusto considerare il suo capo non co-responsabile di una cosa del genere? Ecco dove manca quella responsabilizzazione e quella preparazione manageriale che renderebbe più efifciente la giustizia italiana. la storia dei mezzi che mancano è una baggianata. I mezzi ci sono, solo che sono utilizzati malissimo. Ed in questo, ribadisco, non un magistrato ha avuto l'onestà intellettuale di fare autocritica.
IVAN
01 luglio 2008 00:00
Innanzitutto vorrei sottolineare come la discussione stia procedendo in modo interessante e costruttivo.
Buon merito va all'autore Alfonso De Carmine, che ha presentato un topic “neutrale”, cioè privo di quegli “schieramenti” iniziali che fanno degenerare in partenza la maggioranza di discussioni simili (dei PRO opposti a dei CONTRO, senza una vera apertura al confronto).
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Rispondo all'intervento del 29 giugno di Matteo B.
Credo che il discorso delle corresponsabilità possa essere sintetizzato nell'esempio della Piramide (in questo caso, applicato alla Magistratura).
Se un magistrato è incompetente o abusa della sua carica, questo gli è indirettamente permesso da chi – sopra di lui – non si prende il disturbo di supervisionarlo.
E a sua volta, il magistrato incompetente non supervisionerà (o lo farà male) i propri sottoposti.
La Magistratura diviene così una catena di scarica-barile, in cui è difficile individuare con oggettività i veri “anelli deboli”.
Eppure l'esempio della Piramide, per sua natura, riconduce sempre le responsabilità al VERTICE (in questo caso, lo STATO)
Tutto il resto (sia nel BENE che nel MALE) avviene in DISCENDENZA, come logica conseguenza dell'avere un Vertice solido o meno.
Sulle condizioni dell'attuale “Vertice” lascio libertà di analisi dei fatti che stanno accadendo in questi giorni...
Rimane il fatto che lamentarsi dei singoli episodi di malagiustizia, attribuendoli SOLO al magistrato che se ne occupa direttamente, è un po' fare il gioco dei Capponi di Renzo, che si beccano fra loro non riuscendo a prendersela con la VERA causa del proprio disagio. Sempre qualche gradino più in alto.
Ivan
matteo b.
03 luglio 2008 00:00
"ROMA (Reuters) - Il giudice del tribunale di Roma Luisanna Figliolia è stata sospesa per due mesi dall'esercizio della professione di magistrato. Lo hanno riferito oggi fonti giudiziarie.
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La decisione è stata presa oggi dal gip di Perugia, Claudia Matteini, che ha accolto la richiesta della procura.
A carico del gip romano erano stati ipotizzati i reati di concussione e abuso d'ufficio nell'ambito di un'indagine che riguarda le vicende di Vittorio Cecchi Gori.
Il provvedimento è immediatamente esecutivo, hanno detto le fonti.
La Figliolia, che di recente ha condannato con rito abbreviato diversi nuovi brigatisti, è accusata dal pm di Perugia Sergio Sottani di aver indotto o costretto Cecchi Gori a farle diverse elargizioni.
Secondo l'accusa, il giudice romano avrebbe svolto una attività di consulenza in ambito giuridico in favore del produttore, promettendo di aiutarlo nel gestire il suo dissesto finanziario.
Figliolia -- difesa dagli avvocati Efisio Figus Diaz e Alfonso Stile -- ha respinto tutte le accuse."
Un piccolo commento: ma a voi sembra giusto che un giudice che ha concusso (altrimenti non sarebbe stato sospeso) riceva una sospensione di due mesi?
IVAN
04 luglio 2008 00:00
(da Matteo B:)
<< A voi sembra giusto che un giudice che ha concusso (altrimenti non sarebbe stato sospeso) riceva una sospensione di due mesi? >>
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A mio parere il caso deve essere valutato a se stante, cioè non deve essere portato ad esempio di un malfunzionamento generale della Magistratura.
È un po' come i casi di preti pedofili all'interno della Chiesa: il punto non è il reato individuale in sé, quanto il fatto che l'intera gerarchia ecclesiastica si muova a far quadrato attorno al trasgressore solo in ragione della sua “appartenenza” ad una corporazione.
Qualcuno in alto loco fa la “chioccia”? Può darsi; in una istituzione organizzata a piramide certi tipi di “protezioni” sono da mettere in conto (senza per questo GIUSTIFICARLE, beninteso).
Ricordo comunque che, nella corruzione, il rapporto tra “casi scoperti” e “casi effettivi” è di circa 1/10 (e per carità cristiana ometto la proporzione tra “casi scoperti” e “casi PUNITI”...)
Gaetano
05 luglio 2008 00:00
IVAN, sottoscrivo integralmente il tuo ultimo intervento e mi permetto di evidenziarne tre punti per me illuminanti:
1)È un po' come i casi di preti pedofili all'interno della Chiesa: il punto non è il reato individuale in sé, quanto il fatto che l'intera gerarchia ecclesiastica si muova a far quadrato attorno al trasgressore solo in ragione della sua “appartenenza” ad una corporazione.
2)Qualcuno in alto loco fa la “chioccia”? Può darsi; in una istituzione organizzata a piramide certi tipi di “protezioni” sono da mettere in conto (senza per questo GIUSTIFICARLE, beninteso).
3)Ricordo comunque che, nella corruzione, il rapporto tra “casi scoperti” e “casi effettivi” è di circa 1/10 (e per carità cristiana ometto la proporzione tra “casi scoperti” e “casi PUNITI”...)
Hai sintetizzato perfettamente, in tre pensieri, il male della società italiana, composta principalmente di corporazioni, corruzioni e compiacenze.... complimenti.
Sul discorso in generale però, mi permetto solo di far notare a tutti gli interlocutori che per l'ordinamento della giustizia non è possibile una organizzzazione piramidale-gerarchica; i giudici infatti non hanno superiori o "capi" cui dare conto. Il presidente di un tribunale non è il capo dei giudici che vi operano ma solo un organizzatore.
Questo perché nelle intenzioni dei Padri Costituenti si voleva evitare la "captatio benevolentia" all'interno dell'organizzazione della giustizia.
La Costituzione infatti stabilisce (art. 101) che ..."i giudici sono soggetti soltanto alla legge...". Per loro esiste solo un controllo orizzontale, non verticale, effettuato non da superiori ma da loro stessi organizztai in un organo ufficiale, il CSM.
Non si potrebbe modificare questo principio senza stravolgere conpletamente dalle fondamente l'intera struttura organizzativa e funzionale della nostra magistratuta.
Naturalmente aggiungo solo una parola..... PURTROPPO.
La soluzione è altrove ma dove?
IVAN
05 luglio 2008 00:00
Per Gaetano:
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Accetto la tua precisazione, molto efficace, sulla gerarchia “orizzontale” dei giudici.
Tuttavia esprimo una mia riserva, premettendo che è basata solo sull'INTUITO (non sono un magistrato).
Un giudice non ha superiori...UFFICIALMENTE.
Eppure, dato il funzionamento “all'italiana” delle Istituzioni, non è poi così malizioso sospettare che anche nella Magistratura esista UFFICIOSAMENTE una gerarchia “occulta” (mi si passi il termine), in cui quelli che A NOI appaiono omologhi...in realtà omologhi non sono.
Non dimentichiamo che lo scopo finale della P2 era proprio di sottomettere l'indipendenza politica della Magistratura all'Esecutivo, piazzando i propri scagnozzi nei ruoli chiave del Governo (e molti dei nostri “rappresentanti” provengono dichiaratamente da quella bella scuola di “democrazia”).
Semplice illazione, ripeto, eppure è un'ipotesi che spiegherebbe molte vicende che altrimenti (basandosi solo sulle definizioni UFFICIALI) lasciano quantomeno un pochino <i>perplessi</i> (rimozioni di cariche, disparità di sentenze, immunità, privilegi...)
CALABRO
07 luglio 2008 00:00
x IVAN
ma vai a c....e.
pezzo di m...a
Bruno Tinti
08 luglio 2008 00:00
Tutti noi scontiamo un peccato originale: la specializzazione. Ognuno sa, poco o tanto, di quello che fa; del suo lavoro, dei suoi studi, della sua vita; e non sa nulla o quasi di ogni altra cosa.
Voi direte che questo non è vero perché viviamo in un’epoca in cui i mezzi di comunicazione sono numerosi e sofisticati; e tutti i giorni, per tutto il giorno, siamo bombardati di informazioni. E naturalmente avete ragione.
Il problema è che le informazioni che ci vengono date sono solo quelle che servono per tenerci buoni e soddisfatti: chi ha vinto il campionato; chi è stata nominata miss Italia; quale VIP ha passato le selezioni per l’ultimo reality etc. Quando si tratta di informazioni che riguardano le questioni fondamentali per la nostra vita di cittadini, quanti soldi abbiamo davvero in Italia, quante tasse si pagano e quante non se ne pagano, perché le compagnie aeree falliscono e perché non si vendono o non si comprano, perché la mondezza è ancora e sempre accatastata per le strade, perché gli ospedali sono tanti e mal funzionanti, perché la destra fa leggi che la sinistra giudica invereconde, perché la sinistra non fa nulla per abrogare le leggi che ha giudicato invereconde; ecco, quando si tratta di parlare ai cittadini della loro vita e dei loro doveri e dei loro diritti, allora informazioni non ce ne sono.
E non ce ne sono perché tutti quelli che fanno finta di darle in realtà parlano di niente: parlano tra loro, dicono cose che capiscono solo loro, usano parole e argomenti che le persone comuni non capiscono affatto; e, soprattutto, mentono. Mentono con arroganza e disprezzo, nella sicurezza che, tanto, nessuno è in grado di sbugiardarli perché, appunto, sono loro che controllano l’informazione.
Così mi è sembrata una buona cosa accettare l’invito di Chiarelettere: parla tu di Giustizia. E’ un argomento che conosci, ci hai lavorato per così tanto tempo. E parlane senza menzogne e senza riserve.
E dunque parleremo delle nuove leggi, dei motivi veri e finti per cui si fanno, delle ragioni per cui i processi non si riescono a fare quasi mai, di cosa si dovrebbe fare per far funzionare l’amministrazione giudiziaria; insomma di quello che riguarda la Giustizia nel nostro Paese.
Con un’avvertenza: non parleremo di problemi personali. Non scrivete raccontando di un vostro caso personale e chiedendo consigli o formulando proteste. Per queste cose ci sono gli avvocati. Io faccio il magistrato e, da un po’ di tempo, lo scrittore: mi occupo di questioni generali; per un consiglio legale non è questo il posto giusto.
A presto