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IVAN 09 luglio 2008 00:00
vaffanculo TRAVAGLIO
vaffanculo SABINA
vaffanculo DI PIETRO
rivaffanculo DELUSO
IVAN 09 luglio 2008 00:00
Per l'altro "IVAN":
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Puoi evitare di clonare un nick già esistente? Grazie
DELUSO 09 luglio 2008 00:00
eheheheheh, vi rode qualcuno che ve le canta e ve le suona ,eh.
DELUSO 09 luglio 2008 00:00
Era una piazza finalmente libera: libera di sorridere per la satira, di indignarsi per le leggi ad personam, di condividere proposte e proteste, di dissociarsi quando non condivideva, di ascoltare in riverente silenzio le severe poesie di Camilleri (che - provate a riascoltarle - erano ancor più dissacranti delle battute satiriche di Sabina Guzzanti).
Insomma, ieri abbiamo assistito ad un magnifico e splendido atto di democrazia diretta, senza formalismi e senza ipocrisie.
Oggi, sui giornali e sulle reti unificate radio-Tv abbiamo letto e sentito tutt’altra musica. La manifestazione è stata descritta come una associazione a delinquere, i suoi partecipanti come pazzi esaltati ed invasati, i suoi organizzatori dei cospiratori,
Però quanta gelosia e quanta invidia da parte del mondo politico sconfitto dalla piazza! Tutti a criminalizzare questa o quella pagliuzza di frase, estrapolata dal contesto per nascondere la trave delle vergognose leggi ad personam che si stanno approvando, l’umiliazione di un Parlamento prostrato ai voleri di un caudillo, la mutilazione dell’Informazione dal suo diritto-dovere di informare i cittadini
Da Piazza Navona, perciò, non voglio dissociarmi perché mi sono sentito a casa mia. Sia quando ho condiviso ciò che gli altri oratori hanno detto, sia quando non l’ho condiviso
A mio avviso la vera democrazia c’è solo e fin tanto che a tutti viene riconosciuto il diritto di esprimere il proprio pensiero!
Ed allora, lasciatemelo gridare ad alta voce: io non mi dissocio dalla manifestazione di ieri. Non mi dissocio dalle parole di Grillo. Non mi dissocio dalle parole di Travaglio. Non mi dissocio dalle persone di Piazza Navona. Certo, non avrei fatto ricorso alle espressioni utilizzate da Sabina Guzzanti (ed anche questo ho precisato pubblicamente) ma io di mestiere non faccio satira come lei e quindi non ho bisogno di ricorrere ai paradossi ed alle iperbole per meglio far comprendere il problema.

Ed il problema politico che abbiamo di fronte oggi è molto semplice: Il centro sinistra ha perso le elezioni. Berlusconi ha vinto e sta facendo le leggi che gli servono per i suoi interessi, aziendali e giudiziari. Non possiamo pensare che sia tutto un destino ineluttabile. Se la coalizione riformista ha perso le elezioni è proprio perché – quando governava - non sempre ha saputo distinguersi dalle politiche berlusconiane
Ieri è stato affermato in piazza che la legge sull’indulto e la legge blocca processi hanno la stessa origine, la stessa matrice politica trasversale: servono a salvaguardare la Casta. Ed è vero, non lo si può negare.

DAL BLOG DI DI PIETRO , IL GRANDE.
DE pravato 09 luglio 2008 00:00
Cazzo!... era un atto di democrazia?...
cioè 'na cosa seria?...

a me era sembrato uno spettacolo di arte varia all'aperto per festeggiare l'inizio dell'estate!... mi sono pisciato sotto dalle risa!
Angelo 10 luglio 2008 00:00
X DELUSO il CONTENTO

Ma lo sai che forse sei proprio SCEMO.

Togliamo il "FORSE" sei scemo e basta.
DELUSO 10 luglio 2008 00:00
be' , come puo' capire la DEMOCRAZIA chi vota per padron-berlusca, non e' concetto alla vostra portata......
andrea 10 luglio 2008 00:00
Se la Guzzanti scopasse di più tutto questo isterismo non l'avrebbe, ma si sa che chi scopa poco è sempre incazzata, come sta esaurita.
Ah proposito, Sabina, non sei degna di leccare il culo dopo che ha appena cacato alla Fallaci, sei un milionesimo del suo coraggio, del suo essere Donna e persona di Cultura, sai solo dire cazzate su cazzate, sono i tipi come te che diventano BRIGATISTI.
Marco Travaglio 10 luglio 2008 00:00
l'Unità, 10 luglio 2008
Lettera aperta al direttore

Caro direttore,
quando tutta la stampa (Unità compresa), tutte le tv e persino alcuni protagonisti dicono la stessa cosa, e cioè che l’altroieri in Piazza Navona due comici (Beppe Grillo e Sabina Guzzanti) e un giornalista (il sottoscritto) avrebbero “insultato” e addirittura “vilipeso” il capo dello Stato italiano e quello vaticano, la prima reazione è inevitabile: mi sono perso qualcosa? Mi sono distratto e non ho sentito alcune cose - le più gravi - dette da Beppe, da Sabina e da me stesso? Poi ho controllato direttamente sui video, tutti disponibili su you tube e sui siti di vari giornali, e sono spiacente di comunicarti che nulla di ciò che è stato scritto e detto da tv e giornali (Unità compresa) è realmente accaduto: nessuno ha insultato né vilipeso Giorgio Napolitano né Benedetto XVI. Nessuno ha “rovinato una bella piazza”. E’ stata, come tu hai potuto constatare de visu, una manifestazione di grande successo, sia per la folla, sia per la qualità degli interventi (escluso ovviamente il mio).

Per la prima volta si sono fuse in una cinque piazze che finora si erano soltanto sfiorate: quella di Di Pietro, quella di molti elettori del Pd, quella della sinistra cosiddetta radicale, quella dei girotondi e quella dei grillini, non sempre sovrapponibili. E un minimo di rigetto era da mettere in conto. Ma è stata una bella piazza plurale, sia sotto che sopra il palco: idee, linguaggi, culture, sensibilità, mestieri diversi, uniti da un solo obiettivo. Cacciare il Caimano. Le prese di distanza e i distinguo interni, per non parlare delle polemiche esterne, sono un prodotto autoreferenziale del Palazzo (chi fa politica deve tener conto degli alleati, delle opportunità, degli elettori, di cui per fortuna gli artisti e i giornalisti, essendo “impolitici”, possono tranquillamente infischiarsi). La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Applausi contraddittorii, visto che gli applauditi dicevano cose diverse? Non credo proprio. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.

Come mai allora questa percezione non è emersa, nemmeno nei commenti delle persone più vicine, come per esempio te e Furio? Io temo che viviamo tutti nel Truman Show inaugurato 15 anni fa da Al Tappone, che ci ha imposto paletti (anche mentali) sempre più assurdi e ci ha costretti, senza nemmeno rendercene conto, a rinunciare ogni giorno a un pezzettino della nostra libertà. Per cui oggi troviamo eccessivo, o addirittura intollerabile, ciò che qualche anno fa era normale e lo è tuttora nel resto del mondo libero (dove tra l’altro, a parte lo Zimbabwe, non c’è nulla di simile al governo Al Tappone). In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.

Quelli che son risuonati l’altroieri in piazza Navona non erano “insulti”. Erano critiche. Grillo, insolitamente moderato e perfino affettuoso, ha detto che “a Napolitano gli voglio bene, ma sonnecchia come Morfeo e firma tutto”, compreso il via libera al lodo Alfano che crea una “banda dei quattro” con licenza di delinquere. Ha sostenuto che Pertini, Scalfaro e Ciampi non l’avrebbero mai firmato (sui primi due ha ragione: non su Ciampi, che firmò il lodo Schifani). E ha ricordato che l’altro giorno, mentre Napoli boccheggia sotto la monnezza, il presidente era a Capri a festeggiare il compleanno con la signora Mastella, reduce dagli arresti domiciliari, e Bassolino, rinviato a giudizio per truffa alla regione che egli stesso presiede. Tutti dati di fatto che possono essere variamente commentati: non insulti o vilipendi.

Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica. Veltroni sostiene che io avrei “insultato” anche lui, e che “non è la prima volta”. Lo invito a rivedersi il mio intervento: nessun insulto, un paio di citazioni appena: per il resto la cronistoria puntuale dell’ennesima resurrezione di Al Tappone dalle sue ceneri grazie a chi - come dice Furio Colombo - “confonde il dialogo con i suoi monologhi”. Sono altri dati di fatto, che possono esser variamente valutati, ma non è né insulto né vilipendio. O forse il Colle ha respinto al mittente qualche legge incostituzionale, e non me ne sono accorto? Sono o non sono libero di pensare e di dire che preferivo Scalfaro e i suoi no al Cavaliere? Oppure la libertà di parola, conquistata al prezzo del sangue dai nostri padri, s’è ridotta a libertà di applauso? Forse qualcuno dimentica che quella c’è anche nelle dittature. E’ la libertà di critica che contraddistingue le democrazie. Se poi a esercitarla su temi quali la laicità, gli infortuni sul lavoro, l’ambiente, la malafinanza, la malapolitica, il precariato, la legalità, la libertà d’informazione sono più i comici che i politici, questa non è certo colpa dei comici.

Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra. Enrico Fierro ha raccolto l’altro giorno, sull’Unità, i pissi-pissi-bao-bao con cui i giornali di ogni orientamento, da Repubblica al Corriere, dal Riformatorio financo al Giornale, han raccontato quelle presunte chiamate (con la “m”). Ci voleva un quotidiano argentino, il “Clarin”, per usare il termine che comunemente descrive queste cose in Italia: “pompini”, naturalmente di Stato.

Quello di Sabina è stato un capolavoro di invettiva satirica, urticante e spiazzante come dev’essere un’invettiva satirica, senza mediazioni artistiche né perifrasi. Gli ignorantelli di ritorno che gridano “vergogna” non possono sapere che già nell’antica Atene, Aristofane era solito far interrompere le sue commedie con una “paràbasi”, cioè con un’invettiva del corifeo che avanzava verso il pubblico e parlava a nome del commediografo, dicendo la sua sui problemi della città. Anche questa è satira (a meno che qualcuno non la confonda ancora con le barzellette). Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno. Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede. Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato, se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?

Il fatto è che un vasto e variopinto fronte politico-giornalistico aveva preparato i commenti alla manifestazione ancor prima che iniziasse: demonizzatori, giustizialisti, estremisti, forcaioli, nemici delle istituzioni, e ovviamente alleati occulti del Cavaliere. Qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto. Lo sapevamo, e abbiamo deciso di non cedere al ricatto, parlando liberamente a chi era venuto per ascoltarci, non per usarci come pedine dei soliti giochetti. Poi, per fortuna, a ristabilire la verità sono arrivati i commenti schiumanti di Al Tappone e di tutto il centrodestra: tutti inferociti perchè la manifestazione spazza via le tentazioni di un’opposizione più morbida o addirittura di un inciucio sul lodo Alfano (ancora martedì sera, a Primo Piano, due direttori della sinistra “che vince”, Polito e Sansonetti, proclamavano in stereo: “Chi se ne frega del lodo Alfano”). La prova migliore del fatto che la manifestazione contro il Caimano e le sue leggi-canaglia è perfettamente riuscita.
Sabina Guzzanti 10 luglio 2008 00:00
Il ritorno di Sabina Guzzanti.

Dopo la piazza reale, con battute, slogan e gli attacchi ad alzo zero a Berlusconi e alla Carfagna, e le polemiche seguenti, ripassa da quella virtuale. Quella del suo blog: «Grazie per tutti i messaggi di solidarietà. Finalmente riesco a collegarmi. Come sapete il sito è stato oscurato. Degli hackers non caserecci, hanno messo le mani nel sistema e solo dopo ore di lavoro i tecnici sono riusciti a farlo riapparire».
«FINI E COMPAGNI NON CI FATE PAURA» - «Che gioia sentire Fini dire la piazza non può essere una scusa per offendere. Caro Fini e compagni - ha scritto la comica - sono anni che ci offendete. Non ci fate nessuna paura e sappiate che noi continueremo a dire quel c....o che ci pare, criticando chi vogliamo e come vogliamo. Questa è la libertà. Non ce lo spieghi nè tu nè nessun altro dei tuoi non eletti colleghi, cosa sia la libertà».


http://www.corriere.it/politica/08_l...4f02aabc.shtml
deluso 10 luglio 2008 00:00
e' vero andrea, la carfagna a furia di scopare e' diventata ministro.....
uaauauu 10 luglio 2008 00:00
manifestazione di grande successo??
uahuahauhauhauahuua
di pietro che si è dovuto dissociare dai suoi ospiti!!!!
puah 10 luglio 2008 00:00
da: deluso
Data: 10 Luglio 2008

e' vero andrea, la carfagna a furia di scopare e' diventata ministro.....


Ovviamente hai le prove di quanto dici, no?
DE pravato 11 luglio 2008 00:00
e invece ti sbagli, Deluso!... proprio perché c'è ci vota Berlusca (pochi o molti non conta) che si chiama democrazia!

Sennò si chiamava Bolscevismo, e tu avevi capito qualcosa!

Riguardo alla Garfagna... non ti rammaricare!... è vero che tu non hai né scopato né sei diventato ministro, ma quello dipende dal fatto che sei nessuno!
Debian 11 luglio 2008 00:00
Ma poverina, gli hacker ("non casarecci")le hanno attaccato il sito!! Ma che cagata.Figurati se questi hanno tempo da perdere con il tuo blog.
deluso 11 luglio 2008 00:00
certo , io sono nessuno e lei e' una mignotta, e' sempre una questione di scelte nella vita, chi sceglie il berlusca e chi l'onesta'.......io so ancora cosa scegliere .....
eheheh 11 luglio 2008 00:00
sì sì, tutti glandi!
Dopo Piazza Navona 11 luglio 2008 00:00
Non c'è niente da ridere
Insulti e aggressioni gratuite, così la satira diventa un delirio. Con la scusa della "libertà" di espressione artistica alcuni comici si sono trasformati in presunti capipopolo. E guai a chi reagisce.
Ciribiribì 11 luglio 2008 00:00
SINISTRI e COMPAGNI forse non ve ne siete ancora accorti ma avete perso le elezioni in modo macroscopico, in parlamento non contate un cazzo ed è pertanto inutile che parliate di ipotetiche vittorie di non si sa di cosa.

Smettela di pisciare controvento sennò fra 5 anni l'orina e la puzza vi avrà eliminato in modo anticipato e definitivo.
Ciribiribì 11 luglio 2008 00:00
DELUSO sei veramente una TESTA GLANDE, insieme ai tuoi compagni sinistri stessa testa.

BRAVO !!
Va in scena l'Idv show, tra battute e st 12 luglio 2008 00:00
Le citazioni sono raffinate, colte e originali, da Eduardo de Filippo di «Napoli milionaria» ai classici proverbi popolari come «il tempo è galantuomo».
Che ci sia un pregiudizio nei confronti di Barbato (niente a che vedere con Tommaso, salito alla ribalta delle cronache come sputatore senatoriale dell'Udeur in occasione della caduta di Prodi) lo dimostrano i mugugni che seguono l'annuncio del suo intervento da parte della vicepresidente Bindi. Ma, sentendo quello che dice e, soprattutto, come lo dice, si scoprirà che il pregiudizio era giustificato.
«Cercherò di essere buono al massimo...», esordisce Barbato. «E quindi - continua, tradendo immediatamente la promessa - farò una proposta molto concreta: estendete il lodo anche all'onorevole Landolfi, visto che ho letto sui giornali che è stato eletto con i voti della camorra». La reazione del centrodestra è dura. Nello stenografico della Camera viene definita con l'eufemismo: «Vivi commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà». Eufemismi, appunto.
Perché il rappresentante dell'Italia dei valori si becca epiteti pesanti: «mascalzone», «coglione», «extracomunitario». Quest'ultimo, anche se forse concepito in base al linguaggio usato da Barbato, sembra comunque esagerato. Perfino uno straniero a digiuno del nostro idioma, infatti, si esprimerebbe meglio di lui. La Bindi lo interrompe per placare gli animi. Lui insorge: «Non potete togliermi la parola!». Le proteste, tuttavia, continuano mentre Barbato (che poco dopo Landolfi definirà «cane rabbioso») infila uno strafalcione dietro l'altro. Di Pietro cerca di correre in soccorso del suo deputato. La Bindi gli fa notare però che «se lancia accuse così pesanti ai colleghi, non può aspettarsi che non vi sia una reazione».
Barbato va avanti. Parla di «inciuci di piazza», di leggi ad personam, ad aziendam e ad vergognam, si rivolge a Veltroni e resuscita il triplice «resistere» di borrelliana memoria. Infine propina all'Aula la sua cultura teatral-popolare: «Ci piacciono persone come te, che dicono e fanno cose serie - afferma rivolto a Veltroni - In questo momento bisogna soltanto resistere - ribadisce - Walter, ha da passa' 'a nuttata! E dopo che sarà passata questa nottata - conclude abbandonando il breve
Per la serie: la coerenza di Di Pietro 12 luglio 2008 00:00
E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l’informazione debba prevalere
Ma guardate cosa diceva Di Pietro ai tempi dello scandalo Sircana
Di Pietro: “Cambiamo la legge sulle intercettazioni” - Sul caso Sircana interviene anche il ministro delle Infrastrutture che chiede di modificare e approvare con urgenza la norma ferma in Parlamento sulle intercettazioni. “Uno può andare a letto con chiunque - ha detto il ministro - basta che questo non configuri estorsione, prostituzione o ricatto. Queste notizie - ha proseguito il ministro, riferendosi alle indiscrezioni sul portavoe di Prodi - vengono usate o abusate per gossip o strumentalizzazione politica. Ci vuole una norma, che è ferma in Parlamento e che va modificata e approvata al più presto. Ci sono tre tipi di documenti giudiziari: segreti, pubblici e riservati. Su questa terza tipologia manca una norma che impedisca a chiunque di spargerli nell’etere”. Link
Quindi il buon Di Pietro ai tempi di Sircana era contro la strumentalizzazione politica, i gossip e pro legge sulle intercettazioni ora che ci sono retroscena (e ancora nessuna intercettazione o foto pubblicata) su Berlusconi manda i suoi scagnozzi a cercare di spargere veleni e dicerie di quarto livello ed è contrario a qualsiasi legge sulle intercettazioni.
http://fazioso.wordpress.com/
pegaso 12 luglio 2008 00:00
http://it.youtube.com/watch?v=G22c8MSLd7Y&feature=related
LA DISEDUCAZIONE : I danni di Grillo & T 12 luglio 2008 00:00
Da subito anti-Grillo/Travaglio - La crociera verso l’isola del non pensiero
Sono stata da subito anti-Grillo ed anti-Travaglio per una questione di fondo.
Considero questi personaggi l’espressione più volgare del pressappochismo, del bluff culturale, dell’incantamento canagliesco, dell’affabulazione all’ovvia ottusità.
Chi esprima opinioni, qualunque opinione, e si ponga come opinionista di sostanza e di trasmissione culturale (e loro vorrebbero farlo, poiché citano dati, persone, fatti, processi ecc) ha davanti a sé un compito che non può e non dev’essere esclusivamente promozione della propria immagine abbaiante o insinuante.
L’opinione si espone con passione, ma deve avere il connotato della razionalità e dell’equilibrio.
L’opinione si edifica su principi personali, ma deve fondarsi su una complessa struttura deduttiva.
Chi vuole fare cultura ed opinione non deve cercare di attrarre con il lazzo, lo sberleffo, la volgarità, l’oscenità, l’insulto, l’ipocrita melensaggine. Tutti modi già stigmatizzati dalla satira vera.
Questi personaggi, sono invece saliti su un palco mediatico o cittadino, hanno impugnato un microfono, sono stati amplificati da maxischermi e impianti elettrici e hanno scagliato le loro invettive, le insinuazioni e le offese.
Non hanno mai avuto un contraddittorio serio perchè hanno cercato fans e tifosi, non interlocutori.
Purtroppo la sindrome-plebe esiste ancora.
Chi lavora nell’ambito educativo avrebbe dovuto guardare da subito con sgomento attonito queste manifestazioni.
Noi lavoriamo per la ragione, la cultura, la capacità di dialogare, di analizzare, di formare coscienze critiche.
Ci siamo trovati invece di fronte ai motti più sguaiati, agli slogan senza ritorno.
Chi si dedica all’educazione (a scuola, ma non solo) sa quanto sia difficile combattere contro le semplificazioni, le scorciatoie, la superficialità e la faciloneria.
Chi si rapporta con i giovani per seguirne la crescita sa quanto sia difficile insegnare a pensare.
Grillo e Travaglio (per tacere dei loro cortigiani ed estimatori politici e non) sono invece l’opposto della riflessione, della cultura, dell’esempio del filosofo e del sapiente.
Sono i nemici giurati del dubbio, da cui nasce la conoscenza.
Grillo e Travaglio hanno già fatto molti danni favoriti dalla connivenza e dal sostegno interessato della corte mediatica che li sostiene anche su web.
Pensando di potersi permettere tutto e di poter continuare ad offendere chiunque hanno imbarcato altri mozzi e marinai. Non mi interessa parlare ancora di loro.
Mi interessa sottolineare quanto inaccettabile e dannoso sia continuare a dare visibilità e spazio a chiunque si ponga con simili atteggiamenti demagogici.
Questi sono davvero passi ciechi verso lo spegnimento del cervello. Il loro viaggio è davvero una crociera senza ritorno: un tour tutto-incluso verso l’abdicazione culturale.
Non salite su quella nave.

http://pratico.splinder.com/
pegaso 13 luglio 2008 00:00
la diseducazione=2903 caratteri di inutilità, di belle parole di rime metriche di ... tutto fumo e niente arrosto.
Andando al sodo quello che hanno denunciato sul palco è vero o no? Parliamo di fatti, parliamo delle parliamo delle leggi vergogna? delle salva premier? il resto sono chiacchiere.
deluso 14 luglio 2008 00:00
espressione del pressapochismo dici? e il berlusca o la lega non ti danno quel senso di acultura, volgarita', populismo becero e bassezza? li hai mai ascoltati i comizi della lega? lo squallore delle dichiarazioni del berlusca , poi smentite poi riaffermate poi riaffermate , ecc ad uso e consumo del popolo bue?
spitfire 18 luglio 2008 00:00

Io c'ero alla manifestazione. Grandissima manifestazione. E' stata un'oretta d'aria di salutare LIBERTA' alla faccia degli immacolati politicanti e opportunisti, incluso il PD, che 'non ci stanno alle volgarità'.

E per i discorsi di Di Pietro su Sircana. Le solite cazzate. Sircana ha forse fatto avere un posto da ministro a qualche amante?

SE invece una tipetta da calendario diventa ministra e 'stranamente' è l'amante del 'Boss' allora la cosa SI', è un fatto pubblico e in un Paese 'normale' sarebbe pure uno scandalo in piena regola: puoi anche andare in Parlamento a forza di prostituirti, ma non è sufficiente per fare il ministro!

Il Governo risponda: con che CRITERIO ha scelto le 'ministre'? Competenza o cosa?

1, 10 ,1000 Piazze Navona. Alla faccia dei bempensanti.
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